14/04/2026
L'INGANNO DELLA CALMA
Abbiamo reso la calma la nostra mèta esistenziale; ci siamo fatti abbagliare dallo stereotipo orientale e dai guru dalla barba incolta con la parlata lenta e cadenzata.
Immaginiamo la calma come uno stato opposto all'ansia tant'è che, dinanzi ad uno stato ansioso, cerchiamo subito di mantenerci calmi.
E qua il primo problema: l'ansia è uno stato di attivazione del corpo, ovvero il corpo è come se avesse molta energia in più che non sa come espellere. Dire a noi stessi di essere calmi in una situazione di attivazione, è paradossale: è come pretendere di correre mantenendo la respirazione e il battito cardiaco a riposo!
Il corpo, nell'ansia, chiede di liberarsi di quell'energia in più; chiede di fare attività, di muoverci, di scaricarci. Non di essere calmi!
Gli adolescenti, ad esempio, hanno l'attivazione corporea come marchio di fabbrica della loro età, dovuta certamente a questioni ormonali, sessuali, etc.
Tale attivazione serve ai ragazzi per avere la forza di cambiare il mondo, per affrontare le cose ingiuste; è la forza che la natura gli dà per lottare!
E quando questa forza non viene convogliata in questi scopi, ecco che diventa distruzione all'esterno o ansia al loro interno.
Poi, più si avanza con l'età, piu le emozioni si acquietano, più la calma sopraggiunge.
Eccola li: la calma è la condizione finale di una vita vissuta secondo i parametri naturali, la conseguenza di uno stato di attivazione che ha prodotto azioni.
Se abbiamo ansia, se ci sentiamo il corpo attivato, chiediamoci cosa avremmo voluto fare e non abbiamo fatto; quante azioni abbiamo bloccato. Perché all'ansia non si risponde con la calma, ma bensì con l'azione.
Inoltre, la calma, è ben pubblicizzata nel nostro mondo perché spesso porta a non agire, a restare indifferenti. E avere popoli calmi, ovvero rassegnati, è ciò che il potere desidera sopra ogni cosa!
Lo so che ora penserete "ma la calma è una virtù!". Certamente, aggiungo io. Ma come tale deve essere la conseguenza di uno stato di attività e non una modalità, per come la intendiamo oggi, utilizzata proprio per appiattire ogni forma di azione. SC.