16/10/2025
🦷 Addio al dentista Gaggero, un galantuomo con il trapano e con il cuore
Se ne va Flavio Gaggero, 88 anni, dentista genovese come non se ne fanno più. Nel suo studio di Pegli si sono seduti vip e disperati, Renzo Piano e Gino Paoli accanto a migranti e pensionati al minimo. Lui curava tutti, senza chiedere quanti soldi avevi in tasca. Gli bastava che avessi mal di denti.
Io ebbi modo di conoscerlo, negli anni ‘90, ai tempi della mia università a Genova. Un uomo affabile, di rara eleganza d’animo, un professionista di altri tempi, quando la parola data valeva più di una parcella. All’odontoiatria ha dato la vita, nel senso letterale del termine: lavorava fino a notte fonda, anche in vacanza, sempre con la valigetta pronta per chi aveva bisogno.
Renzo Piano, partito da Parigi per dargli l’ultimo saluto, lo ha definito “un uomo prezioso, un centro di gravità permanente”. Gino Paoli, con la voce rotta, ha detto che “persone come lui nascono poche volte nella storia dell’umanità”. E non sono parole di circostanza: Gaggero era davvero così. Curava pure gli animali randagi, e se qualcuno storceva il naso perché in sala d’attesa c’era un immigrato, lui rispondeva: “Pazienza, al massimo perderò un cliente”.
Aveva in mente anche un progetto semplice e geniale, come lui: un prato con tre ulivi e tre panchine a Villa Doria, simbolo di amicizia e sobrietà. Un’idea di bellezza concreta, non di retorica.
In un’epoca in cui troppi colleghi pensano al marketing più che ai pazienti, Flavio Gaggero resta un esempio da tenere a mente: un medico che non si è mai risparmiato, che ha curato con la stessa dedizione i denti e l’anima della gente.
Ci lascia un vuoto grande, ma anche una lezione: la cura, prima di essere tecnica, è amore e rispetto per l’essere umano. E*