12/03/2025
Ma se l’apprendimento implica necessariamente il supporto del maestro, esso non può mai ridursi alla sua imitazione. E’ necessario un passo ulteriore, uno strappo, una deviazione, una audacia come quella che il bambino sulla spiaggia deve mostrare nel suo fronteggiare in solitudine l’urto imprevedibile dell’onda. L’ideale aristotelico della giusta misura, del dominio di sé, dell’autocontrollo, del governo impassibile delle passioni è davvero solo un ideale filosofico che non tiene conto della nostra angoscia di fronte all’assenza di garanzie che ogni atto singolare comporta. Esso non può essere la meta di un processo di formazione. Piuttosto si dovrebbe imparare a fare amicizia con l’onda, perché l’onda che temiamo è anche l’onda che ci salva. Il che significa abbandonare l’illusione scolastica che apprendere sia davvero fare perfettamente come fa il nostro maestro. In questo caso non si generebbe nessun stile proprio, ma solo la fotocopia di uno stesso stile. Perché invece ci sia atto creativo, esposizione della propria voce, del proprio talento, della propria vocazione, della generazione di uno stile singolare, è necessario riconoscere il vuoto che è a fondamento di ogni creazione.
https://www.massimorecalcati.it/images/inibizione_e_creazione_repubblica.pdf
Al link, "L'impatto con l'onda": l'articolo di Massimo Recalcati per La Repubblica di oggi.
Buona lettura!
SC