Dott.ssa Saronni Elisa psicologa-psicoterapeuta

Dott.ssa Saronni Elisa psicologa-psicoterapeuta L'uomo esprime con i suoi sintomi una storia di sofferenza,la quale non ha avuto inizio con lui né può terminare con o in se stesso.

Ricordo a tutti che potranno trovarmi presso la farmacia Dattrino tutti i giovedì pomeriggio fra i professionisti dell'a...
04/04/2024

Ricordo a tutti che potranno trovarmi presso la farmacia Dattrino tutti i giovedì pomeriggio fra i professionisti dell'ambulatorio ad offrire consulenze psicologiche a prezzi calmierati. È possibile prendere appuntamento presso la farmacia stessa.

Puoi trovare una vasta gamma di prodotti per ogni esigenza. È disponibile anche una selezione di farmaci prodotta da noi.

28/12/2022

Vi ricordo che il mio studio cambierà sede. Vi aspetterò da gennaio 2023 in piazza ambrosoli 5 ad Alessandria.

24/12/2022

BUONE FESTE A TUTTI CON L'AFFETTO DI SEMPRE!

16/03/2022

L’intervento di Michele Serra è, tanto per cambiare, estremamente intelligente. Vi consiglio di leggerlo:

“Sono qui per parlarvi da scimmia a scimmia.
Per distruggere l’umanità bastano e avanzano una cinquantina di bombe termonucleari. Dette familiarmente bombe atomiche. Però nel mondo le atomiche non sono cinquanta. Sono quindicimila.

La domanda, dunque, è questa: se per annientare il nemico e anche l’amico bastano cinquanta atomiche, perché ne abbiamo costruite quindicimila?
Una risposta razionale non esiste. Nemmeno la più cinica logica di guerra può giustificare uno spreco così demente.

Se fossimo al bar vi direi: questa è la prova del fatto che siamo, come specie, non solamente malvagi. Siamo anche co****ni.
Ma se nel bar ci fosse uno psicoanalista potremmo fare un passetto in più: ci spiegherebbe che un accumulo così smisurato è una forma di collezionismo. Il collezionismo è studiato, in psicoanalisi, tra le perversioni.

I collezionisti più accaniti sono i russi e gli americani, ne hanno molte migliaia. Seguono Cina e Francia, circa trecento a testa. Dilettanti.
Hanno l’atomica anche India, Pakistan, Gran Bretagna, Israele e Corea del Nord. Nove paesi in tutto. Democrazie e dittature unite nella lotta al buon senso. L’Italia non dispone di atomiche in proprio, ma ne ha una settantina, diciamo così, in affido, nelle basi Nato sul nostro territorio. Non le abbiamo fatte noi, ma le curiamo come se fossero nostri figli.

Nel diritto internazionale ci sono parecchie armi messe al bando. Sono le armi biologiche, le armi chimiche, le mine antiuomo, le bombe a grappolo.
Poi le si usa lo stesso, si sa, ma almeno formalmente sarebbe vietato farlo. La bomba atomica, no. Non è al bando.
L’Onu, da quando è nata, ci ha provato, a mettere al bando la bomba, anche pochi anni fa, nel 2016. Quali sono i 37 paesi che nel 2016 hanno votato contro il disarmo nucleare? E’ così banale che quasi mi vergogno a dirlo: sono i paesi che hanno l’atomica, più i loro alleati militari. Compresa l’Italia, che nel 2016 ha votato contro il piano internazionale di messa al bando.

Nel 1955 Albert Einstein e Bertrand Russel scrissero un appello per il disarmo firmato da una decina di premi Nobel. Diceva: “Vi chiediamo, se vi riesce, di mettere da parte le vostre opinioni e ragionare semplicemente in quanto membri di una specie biologica che rischia di estinguersi”.
La parola più audace, più utopistica, nella frase che vi ho appena letto, è l’uso del verbo “ragionare”. Non credo sia alla nostra portata.”

09/12/2020

Un piccolo contributo in questo periodo di pandemia.

23/03/2020

LA RECLUSIONE AI TEMPI DELLA PANDEMIA
La reclusione in atto di queste settimane preferisco considerarla al pari di una STANZA D'ANALISI. È come se tutti noi fossimo entrati, più o meno volontariamente, in una dimensione definita, proprio come in un percorso psicoterapico, a mancare è "solo" la guida, quel qualcuno che è lì per noi, ad indirizzarci laddove il disorientamento prevalga.
Il primo periodo è caratterizzato dall'attivazione delle Resistenze, perdonate il linguaggio tecnico, più semplicemente non si sta comodi sul lettino del proprio analista, ci si sente studiati. Si può provare DIFFIDENZA, FASTIDIO, TENSIONE ED EVITAMENTO oppure, all'opposto, si diventa LOGORROICI, RICHIEDENTI, IPERATTIVI. Arrivano a volte anche i sogni a completare il tutto e spesso sono incubi: ricordo quelli che facevo all'inizio della mia analisi personale, per nulla piacevoli.
Ad un certo punto poi ci si calma e s'inizia a navigare, senza avere più di tanto una mappa, si procede e s'improvvisa verso un dove indefinito.
Non è proprio un viaggio tranquillo, ci s'imbatte spesso in tempeste dolorose e difficili da elaborare. Sì perché la STANZA ha questo potere, è come una macchina del tempo che ci fa regredire, andare nel passato e si ferma lì proprio dove abbiamo la ferita. Ci fa ripetere più e più volte una scena vissuta fin tanto che basta per elaborarla, accettarla e magari ripararla.
È un atto coraggioso entrare nella stanza d'analisi, non è per nulla scontato, si è in pochi a voler rivedere i propri scheletri!
Stefano Bolognini in "Passaggi segreti" la chiama "un intermezzo acquatico". Nella sua immaginazione molte persone giungono al trattamento in condizioni simili a quelle di un individuo che, stando in spiaggia, non ha mai messo un piede in acqua. La seduta analitica è un po', per il paziente, come entrare in acqua. Il problema è imparare a lasciarsi andare, iniziando l'ambientamento e imparando a confidare nel fatto che si può galleggiare.
Non abbiate timore nel provare segni di cedimento, non è facile avere a che fare con sé stessi, anzi vi dirò di più, dovreste preoccuparvi del contrario!
È la sospensione del tempo la variabile a cui non siamo abituati, la lentezza e la pazienza le due dimensioni che, in questo frangente, dovremo prima o poi imparare. Siamo figli di una società frenetica le cui risposte anticipano le domande e dove il posseduto ha preso il posto del desiderato.
Mai come in questo periodo sarebbe saggio esprimere il proprio vissuto in un diario, in una relazione di confronto, telefonica ovviamente, e perché no anche decidendo attivamente, proprio ora, di intraprendere un percorso terapeutico, perché di una guida, prima o poi, se ne avrà bisogno.

18/03/2020

L'INIZIO DELLA PANDEMIA
La PAURA è l'emozione che abbiamo provato nell'immediato e che, nonostante le sue funzioni protettive e conservative, ci ha fatto fare una serie di innumerevoli sbagli.
Provarla non è piacevole, rimanda un senso di sottomissione, narcisisticamente parlando, ma se regolata e accolta sarà un buon punto di partenza per una nuova e temporanea organizzazione quotidiana.
Sì perché una PANDEMIA fa paura, è inutile negarlo, non sarebbe adattativo pensare il contrario.
Cosa fa il bambino quando prova paura? Cerca il genitore di riferimento per trovare riparo, rassicurazione. Altrettanto dobbiamo fare noi rivolgendoci alle regole mediche che ci hanno comunicato in questi giorni come se fossero loro un genitore simbolico lì pronto a proteggerci.
Tale ricerca di protezione sicuramente mette in campo i nostri modelli di attaccamento relazionale e, qualora avessimo interiorizzato strutture evitanti o ambivalenti, sicuramente faremmo fatica a provare fiducia in tale genitore.
Ma questa volta mi sento di dire che siamo davvero TUTTI di fronte ad un MODELLO GENITORIALE BUONO, anche se emotivamente alcuni di noi faranno fatica a riconoscerlo. La risposta cercatela nell'azione comune, trovate la forza di crederci facendo sì che l'agire del singolo si sommi agli altri. Mai come ora dovremmo sentirci in un'unica famiglia, nessuno escluso e funzionare, anche solo per una volta, secondo un modello sicuro e protettivo. La Salute dell'umanità è nelle mani della somma delle azioni del singolo, se si è disfunzionali, come in una famiglia, a farne le spese sono tutti gli altri.

10/03/2020

In ottemperanza alle disposizioni di questo periodo di emergenza volevo informare che presso il mio studio si svolgeranno:
- colloqui telefonici o in videochat per tutti coloro che necessitano supporto psicologico, garantendo il proseguimento delle terapie già avviate utilizzando l'app di whatsup per le video chiamate
- colloqui in presenza solo ed esclusivamente valutata la necessità e solo per i residenti della città di Alessandria che non presentano sintomi influenzali
Preciso inoltre che qualora si svolgessero in via del tutto eccezionale colloqui vis a vis verranno rispettate le norme di igienizzazione delle superfici con materiale apposta, la distanza di 2 metri delle sedute e il non assembramento attraverso orari di appuntamento distanti fra loro di circa mezz'ora come previsto dal decreto in essere.
MIEI CARI PAZIENTI RIUSCIREMO INSIEME A SUPERARE QUESTO DIFFICILE MOMENTO CON AFFETTO LA VOSTRA DOC!

Indirizzo

Piazza Ambrosoli 5 Alessandria
Alessandria
15121

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 19:45
Martedì 08:00 - 19:45
Mercoledì 08:00 - 19:45
Giovedì 08:00 - 19:45
Venerdì 08:00 - 19:45
Sabato 08:45 - 12:45

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