Dott.ssa Veronica Sincovich Psicologa Psicoterapeuta

Dott.ssa Veronica Sincovich Psicologa Psicoterapeuta Psicologa Psicoterapeuta
Esperta in Psicologia Clinica Perinatale
Terapeuta EMDR

05/05/2026

🌸🌺🌼 Noi festeggiamo questa giornata assistendo nascite ed accompagnando ogni donna durante tutta la sua vita! 🌼🌺🌸

Benvenuto M. con mamma e papà 🩵
Ti aspettiamo M. 🩷 insieme a mamma, papà e alla tua sorellina.

Grazie di sceglierci ogni giorno, dandoci l’opportunità di assisterVi con passione, rispetto, cura e professionalità. ✨️💖🙏







Gratitude&Abundance🙏

22/04/2026

Ciao! Sono Elisabetta Rocca educatrice professionale e consulente genitoriale. Sto iniziando questo un nuovo percorso come formatrice Certificata Baby Signs® Italia e ci tengo davvero a partire ascoltando i bisogni delle famiglie. Prima di proporre i workshop, vorrei capire quando e come potrebbe e...

02/11/2025

A 9 ANNI HANNO FONDATO UN “CLUB DEL SESSO”: se siete genitori, per favore prendetevi 10 minuti per leggere questo post.

Genitori ed educatori: il messaggio che segue richiede circa 10 minuti del vostro tempo. Ma potrebbero essere dieci minuti chi vi aiutano a comprendere cose che stanno succedendo nelle vite dei nostri figli e di cui è troppo importante riflettere insieme. Questo post parte dalla testimonianza di una collega che mi ha scritto così:

“Gentile dottore per la prima volta nella mia esperienza professionale mi trovo davanti una situazione per me difficile da affrontare. Nella nostra scuola ci sono bambini di 9 anni che vedono video pornografici dallo scorso anno e hanno creato un club del sesso. Chi vuole farne parte è obbligato a visionare materiali pornografici spinti, rapporti orali, a tre, con uso di oggetti. Tutto questo è stato scoperto da una mamma. Mi viene da dire maledetti cellulari e adulti incoscienti che comprano sempre prima questo oggetto e non supervisionano. Alcune bambine manifestano un disagio forte, Oggi una ha vomitato per lo schifo provato davanti a delle immagini, altre piangono. Io da tanti anni affronto il discorso della pornografia online, della mercificazione del corpo, porto poesie d'amore, mostro ciò che manca in quelle visioni di solo accoppiamento fisico. Lo faccio nella terza media. A quella età le parole mi escono facilmente, so come affrontare il discorso. Non mi è mai successo di trovarmi in una situazione simile, davanti a bambini di 9 anni. Ecco perchè ho bisogno di un confronto con lei.

Da anni, ogni settimana (e ribadisco: ogni settimana) ricevo mail con richieste di aiuto in cui un adulto rivela di sentirsi disorientato di fronte a ciò che ha scoperto esistere nella vita virtuale di un figlio, di uno studente, di una classe o all’interno di una chat. Molte di queste richieste hanno a che fare con l’esplorazione della sessualità da parte di minori che viene fatta sempre più precocemente e con modalità totalmente inadeguate rispetto all’età e alla maturità dei soggetti coinvolti. Questa settimana ho ricevuto questa mail e ho chiesto il permesso di poter condividere questa testimonianza con chi legge i miei post.

Avere 9 anni e fondare, nel proprio ambito di amicizie, il club del sesso imponendo ai coetanei – per farne parte – di visionare materiali molto spinti è un esempio di come l’abuso sessuale (sì, questo è abuso e non esplorazione fase-specifica) possa entrare nella vita dei nostri figli attraverso la combinazione di cinque elementi:
1) il bisogno di appartenenza al gruppo
2) la disponibilità di strumenti digitali che permettono con tre click di fare qualsiasi cosa
3) la superficialità con cui il mondo adulto ha sdoganato nella vita dei minori strumenti potentissimi senza avere alcuna contezza della loro potenza e della disfunzionalità che essa porta nella vita dei minori
4) l’aggressività con cui le piattaforme digitali entrano nelle vite di tutti, anche dei bambini, proponendo esperienze totalmente non fase specifiche e arrogandosi il diritto di dire che non hanno alcuna responsabilità, in quanto avvertono l’utente di contenere materiale riservato ad un pubblico di cui specificano l’età minima (da cui se ne deduce che gli unici responsabili per le navigazioni pericolose sarebbero i genitori che dovrebbero vivere dentro gli smartphones dei figli)
5) la totale mancanza di educazione affettiva e sessuale, che lascia i piccoli esposti a situazioni estreme in cui percepiscono disagio ed eccitazione allo stesso tempo nella totale incapacità di comprendere come orientarsi in tutto ciò e soprattutto a chi chiedere aiuto., visto che le agenzie educative e gli adulti in generale si rivelano vacanti in questo ambito educativo.

Condivido questa testimonianza in un giorno di festa, non per rovinarvelo, ma perché nei giorni festivi noi adulti abbiamo ritmi più lenti e più tempo per concentrarci su cose che la frenesia del lavoro a volte non ci fa considerare importanti. Io non so più come dirlo al mondo che là fuori c’è un problema enorme che entra nelle nostre vite attraverso lo sdoganamento della virtualità a cui bambini e bambine hanno accesso, navigando senza alcun criterio e supervisione.

So che molti dicono che basterebbe educare ad un buon uso dello smartphone, perché non è lo smartphone in sé il problema, ma l’uso che ne viene fatto. Beh, lasciatemi dire che invece è anche lo smartphone in sé il problema perché ha una potenza che nessun bambino sa governare e che nessun adulto sa educare nella relazione con un minore. Dentro al virtuale c’è troppa roba mentre nella mente dei nostri figli, prima dei 16 anni ci sono ancora troppe poche reti neuronali integrative in grado di avere un dominio efficace di quella “troppa roba”. E’ come far guidare una fuoriserie ad un ragazzo che ha appena preso la patente per guidare un motorino.

Per favore parlate di tutto questo ad altri genitori. Voi educatori condividete questa storia nelle vostre chat di classe. Rendete questa domenica una domenica di consapevolezza adulta, sia genitoriale che della comunità educante tutta. Troppe volte sento dire, anche da colleghi molto quotati, che io, con la narrazione che ho fatto del digitale in questi anni, non ho compreso nulla. Perché il problema secondo moltissimi sta nella fragilità di noi adulti.

Io penso che dobbiamo avere il coraggio di dire che il mondo virtuale ha reso i genitori fragili e la fragilità degli adulti ha reso il mondo virtuale sempre più capace di impossessarsi delle vite dei nostri figli. E’ un gatto che si morde la coda che però ha avuto il suo punto di inizio con la pervasività del digitale portatile dentro alle nostre vite di esseri umani del terzo millennio. E questo, Jonathan Haidt lo spiega benissimo nel suo volume “Generazione ansiosa” (Rizzoli ed.)

Su questo tema anch’io ho appena pubblicato un libro con Barbara Tamborini intitolato “Esci da quella stanza. Come e perché riportare i nostri figli nel mondo” (Mondadori ed.) dove cerchiamo di far capire ai lettori che oggi abbiamo bisogno di una totale inversione di rotta e che noi genitori ne dobbiamo essere consapevoli protagonisti. Vi prego, andatelo a cercare nella biblioteca più vicina a casa vostra, non c’è bisogno che lo compriate (chi sa quanti pensano che il mio unico interesse sia – in questo momento - vendere un libro. Ma se così fosse, vi siete mai chiesti come mai in più di dieci anni di vita nei social non ho mai – e ribadisco mai – messo un link ad alcuna libreria online che conduca all’acquisto automatico di un mio libro?). Scrivo libri non perché ho l’urgenza di venderli (cosa che naturalmente viene valutata come positiva da un autore), ma per fare cultura, per usare il mio posizionamento professionale e sociale (oltre che social) ai fini del miglioramento della vita e delle condizioni di crescita dei nostri figli. Lo dico da professionista e lo dico come padre di quattro figli.

Se anche voi pensate che fondare il club del sesso a 9 anni sia una spaventosa distorsione della crescita derivata da un mondo che non ha alcuna cura dei bisogni evolutivi di bambini e bambine del terzo millennio e che ciò non dipenda solo dalla fragilità di noi genitori, ma dalla potenza con cui quel mondo invade le nostre vite…… beh allora spero che questo post vi aiuti a correre ai ripari.

Se volete e potete, aprite il dibattito con più adulti possibili e condividete questo messaggio.

15/10/2025


Oggi, 15 ottobre, in occasione del Baby Loss Awareness Day 2025, il nostro Ospedale si illuminerà di rosa, azzurro e viola per ricordare tutti i bambini che non ci sono più e per esprimere vicinanza alle famiglie che hanno vissuto la perdita in gravidanza o dopo il parto

👉 Ad Alessandria, la giornata sarà accompagnata da momenti di incontro, riflessione e condivisione, organizzati dai genitori dei bambini meteora di Alessandria, in collaborazione con l'AOU AL e con il patrocinio del Comune di Alessandria

🕓 Dalle 14.30 alle 17.30
📍 Ospedale Civile – Via Venezia 16
Punto di accoglienza e informazione

🕓Alle 16.30: “Racconti di nascita, le parole degli operatori” – inaugurazione del libro narrativo, una raccolta di sensazioni e pensieri condivisi
📍 Salone di Medicina Narrativa – Reparto di Ostetricia e Ginecologia

🕓 Dalle 18.30 alle 20.00
📍 Piazza Matteotti – lato Arco di Trionfo
Incontriamoci per l’Onda di Luce, momento di ricordo e condivisione: accendiamo insieme una candela per unire la nostra luce a quella di tante altre nel mondo

Per maggiori informazioni:
👉 www.ciaolapo.it
👉 www.babyloss.info

16/11/2024
Consultorio per la persona e la famiglia, una preziosa realtà alessandrina a cui poter devolvere il 5 x mille!
22/06/2024

Consultorio per la persona e la famiglia, una preziosa realtà alessandrina a cui poter devolvere il 5 x mille!

Si riparte!!!Massaggio e coccole ❤️ questa volta con piccolo servizio fotografico
02/02/2024

Si riparte!!!
Massaggio e coccole ❤️ questa volta con piccolo servizio fotografico

🌷Da martedì 20 febbraio, ore 10.30-12🌷

𝕄𝕒𝕤𝕤𝕒𝕘𝕘𝕚𝕠 & ℂ𝕠𝕔𝕔𝕠𝕝𝕖 💕

Un percorso di 6 incontri per mamme con bambini 0-6 mesi per massaggiare i piccoli e
confrontarsi tra mamme con l'ostetrica e con la psicologa psicoterapeuta.

Verranno affrontate le tematiche della genitorialità, dell'accudimento e della salute di madre, bambino e dell'intera famiglia nei primi mesi di vita del bambino.
Una parte degli incontri sarà dedicata al tocco e al massaggio, canale di profonda relazione
tra mamma e bambino.

𝗣𝗲𝗿 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗲 𝗹𝗲 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲𝗰𝗶𝗽𝗮𝗻𝘁𝗶, 𝗽𝗶𝗰𝗰𝗼𝗹𝗼 𝘀𝗲𝗿𝘃𝗶𝘇𝗶𝗼 𝗳𝗼𝘁𝗼𝗴𝗿𝗮𝗳𝗶𝗰𝗼 𝗺𝗮𝗺𝗺𝗮&𝗯𝗲𝗯è 𝗰𝗼𝗻 𝗹𝗮 𝗳𝗼𝘁𝗼𝗴𝗿𝗮𝗳𝗮 𝗩𝗮𝗹𝗲𝗿𝗶𝗮 𝗬𝘂𝗿𝗹𝗼𝘃𝗶𝗰𝗵 𝗱𝗶 𝗦𝘁𝘂𝗱𝗶𝗼 𝗙𝗼𝘁𝗼𝗴𝗿𝗮𝗳- 𝗙𝗬!

Per informazioni ed iscrizioni:
segreteria@mammalcentro.com

07/01/2024
30/09/2023

Le criticità dell’assistente materna elencate dal Tavolo della Perinatalità dell'Ordine degli Psicologi della Lombardi di cui faccio parte da qualche anno:
1. La figura preposta all’assistenza al / post natali e sostegno successivo domiciliare è l’ostetrica, che forte di una formazione universitaria improntata alla promozione della fisiologia sa riconoscerne tempestivamente la deviazione e la comparsa di situazioni patologiche che possono richiedere l’intervento anche di altri specialisti con cui collabora di norma all’interno dei consultori e degli ospedali. La competenza dell’ostetrica che si reca a domicilio delle neomamme interviene anche con i padri, ove presenti, coinvolgendoli nella care del neonato, e questo le permette di riconoscere tempestivamente eventuali situazioni di violenza domestica, fragilità psico-sociale e attivare adeguatamente percorsi multiprofessionali ad integrazione del suo contributo.

2. Il supporto descritto è unicamente rivolto alla madre, mentre dovrebbe essere rivolto alla coppia genitoriale e alla famiglia, in quanto tutti coinvolti nel nuovo evento nascita.

3. La disponibilità telefonica e di contatto dovrebbe essere già garantita dai , per cui non è chiaro a chi questa nuova figura professionale dovrebbe fare riferimento, non essendo inserita in una rete di professionisti preposti all’ assistenza in oggetto.

4. L’assistenza verrebbe garantita fino ai 6 mesi di età del , quindi nella prima fase di individuazione-separazione, periodo in cui spesso le riprendono il lavoro tra mille conflitti e sentimenti di colpa. In una fase così delicata del ciclo vitale, l’offerta di sostegno cesserebbe.

5. Colpisce anche l’impegno economico destinato a questo progetto, a fronte della mancanza di 20.000 ostetriche nel , e del non rispetto del criterio di presenza di uno ogni 20.000 abitanti per ogni consultorio.

Questa è la lettera scritta da Andrea Benlodi con il contributo di tutti noi del Tavolo della Perinatalità Ordine degli Psicologi della Lombardia.
Firmatari:
A.Benlodi, Alessandra Bramante,
Daniela Calandrino, Loredana Cena, M.Florita, Sara Micotti, A.Sala.

https://www.affaritaliani.it/medicina/assistente-materna-psicologi-lombardi-figura-inadatta-grande-preoccupazion-7.html?refresh_ce

28/09/2023

L'assistente materna, colei che aiuta le donne..
Le parole raccontano di una cultura e creano la società. E' per questo che dobbiamo riflettere molto su questo titolo.

Vorrei per un momento sospendere ogni riflessione sulla figura professionale che vuole "creare" il governo, anche se immagino che esistano già figure con questa funzione.
Perchè parliamo di assistente "materna"? Perchè ci vuole colei che aiuta "le donne"?

Il presupposto teorico è uno: la genitorialità, nonchè la nascita di un , fa sempre e solo capo alla !
Ecco, è da anni che organizzo formazioni in questo ambito ed è da anni che cerco di passare il concetto che "divenire genitori" non è una faccenda che riguarda SOLO la donna, ma la famiglia, sia essa composta da un uomo o una donna, che da due donne o due uomini. Comunque riguarda la coppia (naturalmente laddove c'è). Quando nasce un bambino, e se nasce all'interno di una coppia, è la coppia che se ne occupa. Le conseguenze di investire la sola donna della cura del cucciolo è sotto gli occhi di tutti: siamo la nazione europea con i congedi paternità più bassi, dopo la nascita di un figlio le donne tendono a slittare al part-time, le donne sono mediamente meno retribuite degli uomini, etc...

Queste parole generano e incoraggiano questa cultura, ed un'idea di fondo, un po' medioevale, che la cura del bambino sia una faccenda per donne e da donne. Gli studi scientifici non ci raccontano questo, la società ci racconta che quanto più prendiamo questa traiettoria quanto più isoliamo le donne, quanto più le isoliamo e confiniamo a quel ruolo quanto più aumenta il disagio nel periodo perinatale.

Spero che rimanga l'idea di una figura che si occupi dei primi sei mesi da neogenitori, perché sono delicatissimi e complessi, ma spero che questa figura si occupi della famiglia e della triade.

20/07/2023

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Corso Crimea 57
Alessandria
15121

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+393471726262

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