Proctologia mininvasiva , di Carlo Maria Iachino

Proctologia mininvasiva , di Carlo Maria Iachino Parleremo di terapie mediche e chirurgiche innovative e mininvasive, relative alla Proctologia e alla Chirurgia proctologicai

26/07/2019
https://youtu.be/yUnuMoZqfeY
06/06/2019

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Impara le 4 mosse da mettere in atto per riparare un intestino che sta avendo dei problemi e poter così tornare in salute! 📌 Vuoi iniziare il tuo percorso ve...

12/04/2019

Trattamento del prolasso emorroidario (IV grado) senza suture, in regime ambulatoriale, con anestesia locoregionale o senza anestesia

Procedura ambulatoriale in anestesia locale per l'asportazione mininvasiva di fistola pilonidale con punch biopsy (0,6 d...
21/01/2017

Procedura ambulatoriale in anestesia locale per l'asportazione mininvasiva di fistola pilonidale con punch biopsy (0,6 diametro).

12/06/2016

Ed ecco il razionale dell'Hemor Pex System

05/06/2016

EMORROIDI
Sono dei cuscinetti venosi, sempre fisiologicamente presenti, che possono tuttavia diventare patologici in caso di eccessiva dilatazione, sanguinamento cronico, trombosi e/o tromboflebite, prolasso all’esterno dell’ano. A seconda di come si presentano, vengono classificate e trattate come segue.
Classificazione e trattamento delle emorroidi:

Stadio Descrizione Trattamento
I Aumento di volume associato a sanguinamento Incremento di fibre e di liquidi nella dieta. Terapia medica. Scleroterapia.
II Protrusione con riduzione spontanea Incremento di fibre e di liquidi nella dieta. Terapia medica
III Protrusione con necessità di riduzione manuale Incremento di fibre e di liquidi nella dieta. Terapia medica. Bendaggio elastico. Emorroidectomia. Emorroidopessia
IV Protrusione non riducibile Incremento di fibre nella dieta. Emorroidectomia. Emorroidopessia (?)
Scleroterapia

Usata nel trattamento delle emorroidi in stadio I (Sezione 2 Classificazione delle emorroidi). Vengono iniettatati 1-2 ml di sostanza sclerosante (di solito tetradecolsolfato sodico) nella sottomucosa del plesso emorroidario, utilizzando un ago calibro 25. È necessario fare attenzione a non effettuare l’iniezione a livello della circonferenza del tessuto a***e perché si potrebbe provocare una stenosi.

Emorroidectomia

Usata nel trattamento delle emorroidi in stadio III-IV (Sezione 2 Classificazione delle emorroidi). Le metodiche chirurgiche risolutive più utilizzate nel trattamento delle emorroidi sono:
tecnica di Milligan Morgan (MM)
tecnica di Ferguson
tecnica di Parks
Milligan-Morgan (MM) (1937), Ferguson e Parks La tecnica consiste in un'ampia escissione dei tre gruppi principali di gavoccioli o cuscinetti emorroidari, con legatura del peduncolo vascolare di ogni singolo pacchetto. Questa tecnica, sebbene tra le più adottate, espone il paziente - a causa dell'ampia superficie cruentata - a dolore e al possibile sanguinamento, ma soprattutto si caratterizza per una lenta guarigione delle ferite chirurgiche con conseguente ritardo del ritorno alle consuete attività lavorative. Evoluzioni di tale tecnica sono la Ferguson (1959), che prevede la sutura dei lembi mucosi cruentati, favorendo così la guarigione di prima intenzione della ferita, diminuendo così notevolmente i tempi di recupero; e la Parks, in cui i lembi sono parzialmente suturati ed ancorati alla sfintere interno.
Più recentemente sono state introdotte nell’esecuzione di tali procedure alcuni devices che consentono di evitare l’applicazione di suture alla base dei peduncoli vascolari, che favorirebbero una guarigione più rapida e l’attenuazione del dolore. Si tratta del Ligasure, dell’Ultracision e dello Starion (vedi filmato) (vedi presentazione), che sfruttano la capacità di coagulazione traumatica dei vasi, rispettivamente con la radiofrequenza, gli U.S., il calore.
Tecniche di emorroidopessia e mucopessia
tecnica di Longo (PPH)
dearterializzazione emorroidaria trans a***e dopplerguidata (THD)
fotocoagulazione Laser arteria emorroidaria dopplerguidata (HeLP)
Hemor Pex System (HPS)
Procedure for Prolapse Haemorrhoids (PPH) (1993) La tecnica ideata nel 1993 dal chirurgo italiano Antonio Longo ha trovato sempre maggiori applicazioni in Italia ed all’estero. Tale procedura è detta "conservativa", perché parte dal presupposto che le emorroidi hanno di per sé una funzione fisiologica importante e non debbano essere tolte bensì riposizionate. Secondo la letteratura nazionale ed internazionale, la procedura secondo Longo presenta significativi vantaggi clinici nel breve termine, soprattutto per il minimo dolore rilevato nella maggioranza dei pazienti, come riportato da eminenti agenzie internazionali (NICE – Regno Unito, 2007; HAS - Francia, 2005).

Dearterializzazione emorroidaria transa***e doppler-guidata (THD) Il metodo THD rappresenta un metodo chirurgico molto efficace e mini invasivo per correggere la malattia emorroidaria. Consiste nella legatura, eseguita per via trans a***e mediante un anoscopio dedicato con sonda doppler, dei sei rami dell’arteria emorroidaria superiore. Questo metodo, se condotto correttamente, riduce al minimo il dolore post-operatorio, in quanto non si interviene al di sotto della linea dentata, sede del dolore somatico. È minimamente invasivo in quanto non taglia né toglie tessuti del ca***e ano-rettale, si riduce quindi il rischio di complicanze importanti.

HeLP E’ una metodica alternativa che consente di chiudere i rami dell’arteria emorroidaria superiore, rinvenuti mediante una piccola sonda doppler, come nella tecnica precedente, grazie alla fotocoagulazione Laser.

Hemor Pex System (HPS) (vedi filmato) E’ una tecnica di mucoemorroidopessi, che viene eseguita anche in questo caso, mediante un anoscopio dedicato con terminale rotante, con suture a Z multiple eseguite alle ore dispari, in corrispondenza dei punti di emergenza dei rami dell’arteria emorroidaria superiore, determinando al contempo la pessia della mucosa prolassata.
hemor-Pex 1 Dott. Carlo Iachino Proctologo
hemor-Pex 2 Dott. Carlo Iachino Proctologo
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Sono ormai trascorsi più di 10 anni da quando avevo iniziato ad utilizzare una nuova tecnica mininvasiva per il trattame...
04/06/2016

Sono ormai trascorsi più di 10 anni da quando avevo iniziato ad utilizzare una nuova tecnica mininvasiva per il trattamento delle emorroidi. La procedura, endoscopica, attuabile in anestesia locale senza dolore, viene oggi praticata da centinaia di chirurghi, alcuni venuti ad appenderla direttamente da me anche dall'estero, altri ospitando nelle loro sale operatorie.
La prima volta che venne presentata ad un Congresso Internazionale fu nel 2007 , all'American College of Surgeons a New Orleans.

Malattia pilonidale (CISTI e FISTOLE PILONIDALI)Le cisti pilonidali si localizzano nella regione sacro-coccigea distanti...
23/05/2016

Malattia pilonidale (CISTI e FISTOLE PILONIDALI)

Le cisti pilonidali si localizzano nella regione sacro-coccigea distanti dal ca***e a***e con il quale non hanno rapporto: quando infatti esiste una comunicazione tra una cisti pilonidale fistolizzata ed il ca***e a***e è perché questa è stata maldestramente creata dal chirurgo mediante una specillazione sicuramente poco delicata! Colpisce i giovani, prevalentemente di sesso maschile, di carnagione scura, di origine mediterranea, con abbondante rappresentazione dell'apparato pilifero. Due sono fondamentalmente le teorie sull'origine di questa patologia:

congenita, secondo la quale originerebbe per un difetto di coalescenza dell'ectoderma primitivo o per la persistenza di un reliquato embrionario;
acquisita, secondo la quale in conseguenza di un microtraumatismo continuo e ripetuto i peli penetrerebbero nella ghiandola sebacea causandone la flogosi: a sostegno di questa ipotesi il riscontro della malattia in molti militari americani guidatori di Jeep durante la guerra del Vietnam, tale da identificare la malattia con il termine di "Jeep disease".
Asintomatica nella fase di semplice cisti, è particolarmente dolente e dolorabile nella fase di ascessualizzazione che richiede l'intervento rapido di incisione e drenaggio; nella fase di cronicizzazione si apprezza una secrezione sieropuruloide, generalmente intermittente dai multipli orifizi esterni. Per il trattamento chirurgico della fistola pilonidale sono state proposte varie metodiche che dimostrano una incertezza di fondo sulla validità della tecnica da seguire che possa garantire al paziente la guarigione completa e in tempi rapidi:

TECNICHE RICOSTRUTTIVE

Utilizzate soprattutto dai chirurghi plastici, consistono nella plastica a Z, nella plastica mediante il lembo di scorrimento, nella plastica a L; la recidiva varia tra il 5% ed il 25%.
TECNICHE DI ESCISSIONE E CHIUSURA
Consistono nella asportazione della cisti e nella sutura immediata della ferita in due piani. Se non avviene la deiscenza rapida della sutura, cosa che la trasformerebbe in una escissione a cielo aperto, la guarigione avviene nell'arco di circa 14 giorni. La recidiva varia dal 4% al 25%.

TECNICA A CIELO APERTO
Consiste nella ampia escissione a losanga della cisti fistolizzata in modo che i margini della breccia siano ben svasati lateralmente e con apice inferiore della ferita ben aperto caudalmente: in tal modo viene assicurata la diastasi dei margini fino a quando il tessuto di granulazione non abbia riempito tutta la ferita operatoria dal fondo verso la superficie. I tempi di guarigione sono molto lunghi, potendo variare dalle 6 settimane ai 6 mesi, a seconda delle dimensioni della cavità residua. La recidiva varia dallo 0,89% al 2,1%.

TECNICA MININVASIVA
Da qualche anno ho cominciato ad utilizzare una metodica di carotaggio del tramite fistoloso con asportazione in blocco della cisti e della fistola, secondo la procedura di Bascom e del chirurgo israeliano Gips.
Tale tecnica, eseguita in anestesia locale, appare davvero di minimo impatto chirurgico rispetto a quelle riportate sopra. A tutti gli effetti la procedura è ambulatoriale, in quanto priva di trauma, di perdita di sangue e scevra da dolore postoperatorio.
Praticamente ad intervento effettuato restano due piccoli fori di diametro sempre inferiore al cm, che vengono suturati con un solo punto ai due estremi del tragitto fistoloso.

Qui sotto l'esempio del "punch biopsy", che solitamente utilizzo per l'esecuzione dei due fori attraverso i quali avviene il carotaggio della fistola e il materiale asportato nel corso dell'intervento.

Indirizzo

C, So B. Aires 32/8 Genova, Via F. Cavallotti 77 Ventimiglia, Clinica Salus
Alessandria
15121

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:00
Martedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
Venerdì 09:00 - 17:00
Sabato 09:00 - 17:00

Sito Web

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