15/11/2022
Prima di questo studio multicentrico chiamato AVERT e condotto in ben 5 nazioni diverse (Australia, Nuova Zelanda, Malesia, Singapore e Regno Unito), 22/30 Linee Guida sull’ictus raccomandavano la mobilizzazione estremamente precoce del paziente colpito da tale patologia, benché mancassero evidenze solide per tali raccomandazioni.
I clinici che lavoravano nelle stroke units mobilizzavano questi pazienti sempre prima, ritenendo fosse una pratica corretta al fine di favorire il recupero e prevenire i danni secondari.
Gli autori di questo studio sfidando il dogma della “mobilizzazione precoce”, hanno trovato dei dati alquanto sorprendenti.
Infatti, hanno scoperto che la mobilizzazione precoce, ossia entro le 24 ore dall’evento patologico, porta ad una maggiore disabilità rispetto alle cure usuali.
Dopo l’uscita di questo studio su Lancet, tutte le Linee Guida non raccomandano più la mobilizzazione così precoce.
Un cambio di paradigma che ha avuto un impatto enorme sulle cure erogate a quei 12 milioni di pazienti che ogni anno riportano un evento neurologico importante quale l’ictus.
👥 AVERT Trial Collaboration Group (2015). Efficacy and safety of very early mobilisation within 24 H of stroke onset (AVERT): a randomised controlled trial. Lancet.