30/12/2025
⚡Quando capitano casi del genere, ogni operatore sanitario è portato a dare più del massimo a cui è sempre abituato, dal chirurgo ortopedico al fisioterapista.
Paziente giovane, trauma complesso e tante aspettative.
La riabilitazione è stata lunga, non semplice e con alta richiesta funzionale.
🤝Il lavoro in collaborazione tra più professionisti della riabilitazione è stato essenziale : fisioterapia manuale, strumentale, a secco, in acqua.
👨🏼⚕️Da subito il lavoro manuale del fisioterapista mira a mantenere elastici e funzionali i tessuti nel post operatorio, reclutare e riattivare la muscolatura coinvolta e l’articolazione, stimolare con la terapia fisica i processi fisiologici e di recupero.
💧L’idrokinesiterapia utilizza le facilitazioni, o le difficoltà, che l’acqua offre e mette in atto degli esercizi terapeutici a difficoltà crescente, utilizzando galleggianti, differenti livelli d’acqua, variazione dei volumi polmonari, diverse velocità d’esecuzione del movimento.
🧘🏼♂️Il lavoro coordinato tra più operatori fuori e dentro l’acqua crea un ambiente favorevole al recupero muscolo scheletrico, oltre che rendere piacevole il periodo di tempo più o meno prolungato della fase riabilitativa.
🏋🏼♂️Nelle ultime fasi la riabilitazione si sposta verso la completa autonomia del paziente che può proseguire anche in palestra la rifinitura del recupero ottenuto.
🫂Senza una relazione di cura e fiducia tra paziente e operatori questo risultato non sarebbe stato possibile.
La difficoltà del caso ha impegnato seriamente i chirurghi ortopedici, Dott. Andrea Leone e Dott. Mara Masciale in ospedale, i fisioterapisti a domicilio, in studio e in piscina, Dott. Mary Indrio Fkt in tutta la fase riabilitativa.
Non è sempre facile entrare in relazione con un paziente ma bisogna SEMPRE rassicurarlo, motivarlo, informarlo su tutto il percorso e lavorare davvero con un approccio BIO - PSICO - SOCIALE .