D.ssa Lidia Soverini - Counselor Filosofico

D.ssa Lidia Soverini - Counselor Filosofico Offro consulenze filosofiche a persone che stanno attraversando un momento particolarmente complicato.

"Note, nel cuore della notte.Le sento riflesse nei candidi sospiriDi un tempo ormai vicinoPronto a illuminare col suo fi...
14/11/2025

"Note, nel cuore della notte.
Le sento riflesse nei candidi sospiri
Di un tempo ormai vicino
Pronto a illuminare col suo fiato
La tenebra che per millenni ha circondato l'Ade.
I demoni hanno parlato ed io ho Visto!
Quale terrore si nasconde dietro alle orbite cave della Morte?
Un vuoto apparente
Che ciela in realtà
Lo spazio infinito dell'universo."


01/10/2025

Sono davvero convinta che le nostre braccia un tempo fossero ali, capaci di maneggiare l'elemento Aria per fare esperienza delle sue qualità.
Leggerezza, comunicazione, elettricità, libertà, lo spazio infinito e l'assenza di confini.
È collegato al chakra del cuore, al respiro, al soffio vitale, all'espansione, alla sensazione particolare di salire su un altura per lasciarsi accarezzare dall'immensità, dalla vertigine...

"La vertigine non è paura di cadere ma voglia di volare"...

Per chiunque avesse bisogno di prendere una boccata d'aria, l'anno accademico è appena cominciato!

Potete trovarmi:
Lunedì dalle 20 alle 21 alla di Baricella
Mercoledì dalle 20.45 alle 22 gruppo intermedio
Giovedì dalle 19 alle 20.15 gruppo principianti al

Oggi inaugurerà uno spazio tanto atteso, voluto e sognato dalla mia cara amica Nicoletta Mastroianni 💕 uno spazio in cui...
27/09/2025

Oggi inaugurerà uno spazio tanto atteso, voluto e sognato dalla mia cara amica Nicoletta Mastroianni 💕 uno spazio in cui la sua visione dell'arte prende forma tra danze e discipline artistiche profonde e significative.

Sarò presente dalle 16.30 per festeggiare questo traguardo e dare il via ad una nuova avventura anche per me:

Ogni martedì riceverò allo studio di Spazio Poetiva, dalle 9 alle 18.
Sarò disponibile come Counselor Filosofica per percorsi individuali, di coppia e per gruppi di Danzasofia🌸

🌿✨
Oggi apre una nuova casa per la danza, il movimento e il benessere.
Vi aspetto con emozione all’inaugurazione di Spazio Poetiva.

🕟 16.30 – 19.00
📍 Via Gramsci 192/E – Castel Maggiore

Un pomeriggio di incontri, sorrisi e possibilità da scoprire.

Da lunedì 29 settembre i corsi prenderanno vita.

Con gratitudine,
Nicoletta

Da fine settembre sarò lieta di prestare servizio in questo nuovo studio a Castel Maggiore!
05/09/2025

Da fine settembre sarò lieta di prestare servizio in questo nuovo studio a Castel Maggiore!

Sono Lidia Soverini
filosofa, consulente filosofica e danzatrice. Ciò che da sempre guida il mio cammino è una domanda: come comprendere e attraversare l’esistenza umana nella sua interezza, con le sue luci e le sue ombre?

La danza, per me, è stata fin dall’inizio il corpo che dà sostanza alla filosofia, un modo per rendere tangibile ciò che spesso resta invisibile, per fare esperienza della vita attraverso i sensi. Così ho imparato a intrecciare pensiero e movimento, parola e gesto, fino a dare forma a pratiche in cui mente, corpo e spirito dialogano insieme.

✨A Spazio Poetiva attraverso colloqui individuali, accompagno chi sente il bisogno di fermarsi e guardarsi dentro con occhi nuovi, chi attraversa un malessere sottile o si interroga sul senso del proprio percorso. Non porto risposte precostituite: offro domande, strumenti e spazi di ascolto che possano illuminare nuove possibilità di vita.

Credo che ogni incontro sia un viaggio filosofico e poetico al tempo stesso, un’occasione per riscoprire sé stessi e ritrovare quella vitalità che ci permette di abitare il mondo con maggiore chiarezza e leggerezza.

23/07/2025

Eccomi ospite di Storytime Interviste - Radio Canale Italia per parlare della mia attività di counselor filosofico e danzatrice!

🔹 Consulenze individuali
🔹 Gruppi di discussione filosofica
🔹 Laboratori Danzasofia - counseling filosofico attraverso il movimento danzato

Per chi ha domande è possibile richiedere un colloquio conoscitivo gratuito di 30 minuti e senza impegno.




PROVO RISPETTO PER LA MORTE.C'è qualcosa di estremamente dignitoso nell'andarle in contro. Percepisco un sapore di immen...
23/07/2025

PROVO RISPETTO PER LA MORTE.

C'è qualcosa di estremamente dignitoso nell'andarle in contro.
Percepisco un sapore di immensa libertà nell'incontrarla perché di fronte a lei tutto ciò sotto il quale ci sentivamo obbligati a stare, salta.

Questo riguarda sia il viandante (chi va verso la morte) sia il suo accompagnatore, il suo Virgilio.
Un Virgilio che però non sa. Un Virgilio che diventa lo specchio di chi sta morendo.
Ciò che si ignora è che ogni specchio riflette e conserva: dentro di sé custodisce ciò che è stato. Ruba quell'istante di realtà e la fa sua.

Così Virgilio rimanda al viandante la sua immagine, la sua esistenza, la sua presenza e la conserva anche dentro di sé. Lo scambio è trasformativo, nulla sarà più come prima. Una nuova forma si farà avanti per chi resta e per chi va. Inevitabilmente.

Le trasformazioni sono momenti cruciali dell'esistenza e spesso possono essere accompagnate da sentimenti contrastanti:
- gioia/dolore
- abbandono/liberazione
- amore/desiderio di morte
- ricchezza/perdita

Sono il momento in cui tutto è con tutto, l'identità è sospesa e con essa anche la nostra realtà. Cosa si può fare per maneggiare questo vortice di sensazioni? Come farsi smettere di girare la testa?

Serve ritrovare il centro, tornare a sé, ri-conoscersi in versione aggiornata. Serve vivere in compagnia di sé stessi come se stessimo conoscendo a poco a poco una persona nuova.

Se è questo ciò che ti serve, contattami. Insieme ricostruiremo la tua nuova forma, con i nuovi elementi che ti sono stati dati.
Da soli si può fare, insieme è più bello.




LA MORTE E' D'OBBLIGO.Il fatto di nascere implica automaticamente la conseguenza di dover morire, prima o poi, in un mod...
23/07/2025

LA MORTE E' D'OBBLIGO.

Il fatto di nascere implica automaticamente la conseguenza di dover morire, prima o poi, in un modo o in un altro.
Chi resta affronta il vuoto incolmabile, quel buco lasciato da chi c'è sempre stato e ora non c'è più. Che sia una cosa improvvisa o meno, il risultato è lo stesso.

E allora ecco che la mente cerca di comprendere l'incomprensibile mistero della morte dandosi ragioni scientifiche, spirituali, psicologiche, filosofiche...
La mente si orienta grazie ai nessi causa-effetto: è successo perché IO non sono stato o stata in un certo modo, è morto perché non ho fatto abbastanza, potevo fare/essere/dire o dare di più.
E via che si stende il tappeto rosso ai sensi di colpa, agli irrisolti che emergono e alle paranoie.

La verità è che la morte della persona amata non ha niente a che fare con noi. Nulla di personale, nulla di contingente.
La persona muore perché nasce, punto. Tutto il resto è il risultato di chi continua a vivere trovandosi al cospetto del puro mistero.
L'effetto di ve**re a contatto con l'eterna domanda senza risposta, a quel VUOTO difficile da accettare.

Subire un lutto può essere disorientante, disarmante, spesso lancinante. Come avere un mare di ricordi scoppiati in una bolla di sapone e, sparito il contorno, volano nell'aria dissolvendosi a poco a poco. Resta tutto l'amore non ancora dato che, improvvisamente privo di direzione, cade nel vuoto, quello stesso vuoto creato dall'assenza.

E' un vuoto da riempire? Come?
Fa sentire in colpa anche solo il pensiero di riempirlo quel vuoto, con qualcosa di diverso dal pezzo che si è staccato!
Eppure si deve. Non perché lo si voglia, lo si desideri o per chissà quale impeto volontario, nessuna intenzione. Si deve e basta.
Un giorno dopo l'altro, un nuovo avvenimento dopo l'altro che si trasformano in nuovi ricordi, si va semplicemente avanti, perché si è vivi. Tutto qui.

Chi è morto, è morto perché è nato.
Chi resta, vive.

La strada è già scritta per ognuno di noi, con la propria storia, il proprio percorso e i propri "perché" e, quando un essere muore vede solo sé stesso e la sua vita. Il resto è contorno, noi siamo contorno e tutto ciò che viene dopo fa parte della nostra storia personale, non della sua. Parla del nostro personale vissuto con quell'essere e dopo.

La morte è un grande mistero, come lo è la vita.
Umilmente accogliamola con tutto il dolore che ne consegue.
Quel dolore parla di noi, quel dolore ha tanto da dire e tanto da insegnare.
Quel dolore dà un significato alla morte, utile alla vita di chi resta.



ESISTERE NON È UNA SCELTA, È UN FATTO.A meno che non si scelga di porre fine alla propria esistenza attraverso il suicid...
07/05/2025

ESISTERE NON È UNA SCELTA, È UN FATTO.

A meno che non si scelga di porre fine alla propria esistenza attraverso il suicidio quindi smettendo di esistere, Essere implica il nostro pensare, il nostro agire, il nostro vivere, il nostro ESSERE NEL MONDO.

A volte si vive il proprio esistere come una colpa da espiare in ogni istante, in ogni momento del nostro fare o non fare, sviluppando un grandissimo senso di autocontrollo e iper vigilanza, che si traduce in una grande tensione fisica ed emotiva.

Immaginate quanto sforzo, impegno e attenzione costante servano a contrastare l'incontrastabile: a far sparire ogni parte mentre sono proprio quelle parti ad agire, costringersi a regolare ogni singolo istante di vita sulla base del non esistere o, peggio, dell'esistere come la voce nella nostra testa ci dice di essere.

Di chi è quella voce che parla? La riconosci? Ha un volto?

L'esistenza è annullabile solo attraverso la morte (e anche qui mi sentirei di aggiungere "almeno apparentemente").

Da quando si viene al mondo si esiste e basta, a prescindere da come esisti, dalla direzione che prendi...e forse anche a prescindere dallo scopo che hai.

Spesso ci si domanda il perché esistiamo, come se si avesse bisogno di una ragione per l'essere qui, come se si avesse bisogno di un'utilità, di un senso.

"Perché esito?"

E' la seconda domanda filosofica del percorso di indagine.
Quando si arriva alla seconda domanda significa l'aver integrato l'essenza della prima affermazione, dell'elemento Terra, del chakra della radice: "Io sono. Io esisto".

E, come dicevamo, non è sempre facile esistere liberamente.




🌬️"Lascia che i veli siano ornamento in coloro che non vogliono celarsi".Dopo mesi a lavorare l'elemento Terra forse è n...
25/01/2025

🌬️"Lascia che i veli siano ornamento in coloro che non vogliono celarsi".

Dopo mesi a lavorare l'elemento Terra forse è normale che sorga spontanea la curiosità dell'elemento opposto, a livello di sostanza. Non so se questa cosa sia partita da me o dalle allieve/dagli allievi...ma chiaramente va assecondata 😁

Perciò accogliamo l'elemento Aria 🍃 Stringiamogli la mano per la prima volta (seconda, terza, quarta, millesima, dipende da quanto vi è famigliare) e giochiamo con lo strumento che più di tutti soddisfa questa qualità: il VELO!

Immagini:
•un cielo terso
•il volo di una foglia da un albero secolare
•il folletto invisibile che corre sul campo di grano

Il Velo è APERTURA!
Dalla Terra al Cielo, noi corriamo nel mezzo, come vento.
Cosa ci racconta la nostra aria?
Di cosa parla la nostra parte più leggera?
Che sensazione regala al nostro essere?

GIOCHIAMO!🙂

🔹Un laboratorio di 2 ore per un primo approccio alla magia del velo nella danza orientale.

🔹Costi: €30 (+ €10 tessera associativa)




LA DIFFICOLTA' DI QUESTO TEMPO sta anche nel fatto che la curiosità, motore del fare esperienza del proprio sé, sia asso...
05/12/2024

LA DIFFICOLTA' DI QUESTO TEMPO sta anche nel fatto che la curiosità, motore del fare esperienza del proprio sé, sia assopita da quel 'tanto' che ci è stato dato.

Con questo non voglio stuzzicare quel facile lamento da bar su quanto si stesse meglio quando si stava peggio.
Ognuno sta dove sta e questo non cambierà.

Il punto è che ogni luce ha un'ombra, necessariamente. Questo implica che, se da una parte siamo nati in una forma di benessere al quale siamo grati, dall'altra ci sentiamo sbagliati se tutto questo ben di dio non ci calza.

Alcune persone sono più adattabili di altre, probabilmente anche per indole.
Durante l'università mi intrattenevo spesso a chiacchierare con uno dei tanti ragazzi africani che bazzicavano a Bologna. Mi raccontò di tutto il suo viaggio: dalla clandestinità, alla dura risalita dall'Africa nera all'Arabia, le incarcerazioni, le fughe e della fortuna che non l'ha mai abbandonato.

"Sono scappato di casa a 16 anni perché volevo vedere il mondo" e negli anni ha lavorato in Francia, Germania, Svizzera, Spagna, Portogallo, in agricoltura, stagionalmente.
Raccontava con una tale luce negli occhi, a volte serio, altre sghignazzando per averla fatta franca quando le probabilità di restare vivo erano davvero poche.
Un'esperienza bruttissima che in lui si traduceva in una sorta di impresa epico-eroica.
In quel momento un pensiero ha attraversato la mia mente: se fossimo nel 1600, nell'epoca delle esplorazioni, , tu saresti un esploratore!

Invece siamo qui... la gente del popolo non può esplorare più niente, è già tutto visto e la scoperta di ciò che ancora non è stato visto è riservato ad un élite, non di certo ai comuni mortali con risorse limitate.

E' chiaro come ogni epoca porti con sé un dritto e un rovescio.
Persone che non avevano un ruolo allora (gente cagionevole, con poca forza fisica e ridotte abilità sociali) ora hanno trovato un canale di espressione (non serve forza fisica, resistenza, prestanza, per il lavoro d'ufficio, per esempio) e persone che non hanno una collocazione consona qui, avrebbero sicuramente trovato il loro posto in altri periodi storici.

Perciò sì, è facile sentirsi fuori posto, chiudersi in sé stessi nella propria depressione esistenziale o adattarsi il più possibile lasciando indietro intere parti di sé, maturando via via quel senso di vuoto che accompagna l'angoscia, quel ben noto male di vivere.
Quando l'automatismo ci trasforma in macchine, dimentichiamo che la condizione principale dell'essere umano sta nel vivere una vita pregna di significato.

Quando questo significato viene a mancare si crea un vuoto. Questo vuoto genera una crisi di senso: chi sono? Che sto facendo? Che ci faccio qui? E perché?
E' proprio qui che il filosofare ci viene in soccorso: con la sua esigenza di giungere alla verità, lungo il cammino scopre mondi che ri-disegnano la nostra persona, ne racconta valori e caratteristiche, aprendo prospettive diverse nel "già dato".
Perché sì, in questo mondo è già stato tutto detto, scoperto, tutto già dato...ma noi no. Noi siamo unici. Ascoltare questa unicità che spinge verso la vita è l'unico modo per trovare noi stessi in mezzo a tutto questo marasma.

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"Normalmente l'uomo viene a trovarsi in un Mondo già dotato di un'ampia gamma di risposte. E' il mondo dell'uniformità gregaria di cui parla Michele Torre, è il mondo del Si inautentico di cui parla Heidegger .[...]

Ma a volte accade che l'uomo si trovi di fronte alla crisi generale dei valori precostituiti e tutto debba essere rimesso in discussione."

L. Berra, Counseling Filosofico e ricerca di senso.

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