17/04/2026
Questa frase mi riporta ad una decina di anni fa, all’inizio del mio tirocinio. Ricordo una paziente che stava attraversando un momento profondamente doloroso, una situazione che sembrava senza via d’uscita. In quella stanza c’era un silenzio carico, quasi sospeso. A un certo punto, la terapeuta la guardò e le disse proprio così. All’inizio mi colpì la semplicità di quelle parole, quasi disarmante rispetto alla complessità del dolore che avevamo davanti. Ma col tempo ho capito quanto fossero profonde. Cadere non è solo perdere equilibrio, è anche interrompere un modo di stare nel mondo che non funziona più. È un momento di verità, in cui qualcosa si rompe… ma proprio per questo può trasformarsi!!
Quella scena mi ha insegnato che anche nei momenti più bui può esistere uno spazio di ricostruzione. Che il dolore, se accolto, può diventare direzione. E che il nostro compito non è evitare le cadute, ma aiutare a dar loro senso.♥️
E forse è stato lì che ho iniziato a capire davvero questo lavoro. Non perché avessi già tutte le risposte, anzi, ma perché ho imparato ad ascoltare, a fidarmi dei processi. E sì, anche a riconoscere, piano piano, che sono capace di farlo.