Psicologa Francesca Chianello

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Negli ultimi anni mi sono resa conto di quanto, durante i mesi di gravidanza, non nasca solo un bambino, ma anche una ma...
14/01/2026

Negli ultimi anni mi sono resa conto di quanto, durante i mesi di gravidanza, non nasca solo un bambino, ma anche una madre: nasce una nuova relazione, una nuova famiglia, un nuovo equilibrio. È una nascita sotto molteplici punti di vista.

In particolare, mentre il corpo della donna cambia, anche la sua mente attraversa una profonda trasformazione: si riorganizzano l’identità, i ruoli, i confini emotivi. Dal punto di vista clinico, la maternità rappresenta una vera e propria rinascita psichica.

È uno spazio di passaggio delicato e complesso, in cui possono emergere emozioni intense, ambivalenze e memorie profonde.
Uno spazio che merita tempo, ascolto e cura.

La donna rinasce insieme a suo figlio:
lui, come diceva Piaget, è una tabula rasa;
lei è la donna di ieri,
più tutto ciò che, dentro di sé, è fiorito in questi nove mesi.

L’inizio dell’anno è spesso accompagnato da un aumento delle aspettative personali e sociali, insieme alla pressione di ...
07/01/2026

L’inizio dell’anno è spesso accompagnato da un aumento delle aspettative personali e sociali, insieme alla pressione di definire obiettivi chiari e immediatamente raggiungibili.
Questo può attivare ansia, senso di inadeguatezza o la percezione di “dover fare di più”.

Dal punto di vista psicologico, è importante ricordare che gli obiettivi sono strumenti di orientamento, non parametri di valore personale!!
Il benessere non nasce dalla prestazione costante, ma dalla capacità di scegliere con consapevolezza (!) come investire tempo ed energie, rispettando i propri ritmi e i propri limiti.

È proprio in questo spazio di equilibrio e rispetto che diventa possibile stare bene con se stessi, con ciò che si fa e nelle relazioni con gli altri. Tienilo in mente, per tutto il 2026, buon inizio ♥️

1. Bambolina 2. Dove la vita é cambiata, due volte Grazie 2025. Mi hai tolto tanto, è vero, ma poi mi hai restituito tut...
02/01/2026

1. Bambolina
2. Dove la vita é cambiata, due volte

Grazie 2025. Mi hai tolto tanto, è vero, ma poi mi hai restituito tutto con splendidi interessi.
Grazie perché mi hai insegnato che l’amore, con un secondo figlio, non si divide: si moltiplica. E questa, non lo nego, era una delle mie paure.

Grazie per ogni lacrima versata, per quei giorni reclusa in casa, senza forza. Oggi, guardandomi indietro, capisco che anche io — come ogni calzolaio che va in giro con le scarpe rotte — da psicologa ho dovuto ricordarmi, ancora una volta, che da ogni caduta ci si rialza. E lo si fa più forti di prima.

Benvenuta piccola Lavinia.
Se con Carlo ho scoperto cosa significasse diventare mamma, con te sto imparando ogni giorno cosa vuol dire essere mamma di una mini bambolina, credendo che sai già tanto invece no, é sempre la prima volta quando il cuore straripa di gioia e amore.

Da piccola giocavo sempre con barbie e bambole, mi immaginavo mamma, un giorno dissi a mia madre (Ancora non avevo chiaro che si cresce e si diventa -quasi sempre- ciò che si desidera). Questo 2025, la mattina di Natale, mi sono svegliata e accanto a me c’erano due bambolotti: da vestire, nutrire e amare.

Grazie vita, grazie 2025. 💗🩵

Sapete qual è il mio augurio più sincero per la fine di quest’anno?Fermarsi un attimo.Ripensare a questo 2025, alle diff...
31/12/2025

Sapete qual è il mio augurio più sincero per la fine di quest’anno?
Fermarsi un attimo.
Ripensare a questo 2025, alle difficoltà, alla pazienza che abbiamo imparato, alle cadute che ci hanno messi in ginocchio… e accorgerci che siamo ancora qui.

Che non dovevamo trasformarci,
solo smettere di dubitare del nostro valore.

Allora buon 2026.
Buoni obiettivi da scrivere,
buoni desideri da custodire,
buone scalate da affrontare,
buone cadute da cui rialzarsi,
corse da fare senza fretta,
sospiri sinceri,
giorni storti e giorni pieni,
e la libertà di restare sempre fedeli a se stessi. 🤍

Il periodo natalizio amplifica alcuni vissuti emotivi attraverso situazioni concrete e simboliche: un posto a tavola vuo...
29/12/2025

Il periodo natalizio amplifica alcuni vissuti emotivi attraverso situazioni concrete e simboliche: un posto a tavola vuoto, il rientro nella casa di origine, rituali familiari che riattivano memorie, ruoli e aspettative.
Nella pratica clinica, la solitudine emerge spesso non come mancanza oggettiva di relazioni, ma come esito di un confronto interno tra ciò che si vive e ciò che si pensa di dover provare.

Le aspettative sociali — condivisione, gioia, vicinanza — possono attivare pensieri automatici come «dovrei sentirmi diverso», «se provo questo, c’è qualcosa che non va in me».
È in questa discrepanza, più che nella solitudine in sé, che il vissuto emotivo si intensifica.

Da una prospettiva cognitivo-comportamentale, lavorare su questi stati significa riconoscere il ruolo delle interpretazioni, delle credenze e delle norme interiorizzate, piuttosto che forzare emozioni ritenute ‘appropriate al periodo’.

Ci tengo a ricordare che la solitudine non è un segnale di fallimento personale, ma un’esperienza emotiva che richiede comprensione, validazione e spazio — soprattutto quando il contesto culturale spinge a negarla o a giudicarla…

Quando il cibo diventa un rifugio, spesso non sta rispondendo a un bisogno fisiologico, ma a un bisogno emotivo che non ...
09/12/2025

Quando il cibo diventa un rifugio, spesso non sta rispondendo a un bisogno fisiologico, ma a un bisogno emotivo che non ha trovato altre strade per essere accolto.

Nella prospettiva cognitivo-comportamentale, la cosiddetta “fame emotiva” è una risposta appresa: un modo rapido e accessibile per regolare stati interiori complessi, come ad esempio: stress, solitudine, frustrazione, noia o sensazioni di vuoto.

Il punto è riconoscere che la mente ha imparato ad associare il cibo a un senso immediato di sollievo e, ogni volta che quel sollievo arriva, il circuito si rinforza.

Osservare questi episodi con un approccio clinico orientato alla regolazione emotiva significa porsi domande come:
📌Quale emozione sto cercando di calmare o non sentire?
📌Quale pensiero sta guidando questa urgenza? 📌Quale bisogno non riconosciuto sta provando a parlare attraverso il cibo?

Quando diventiamo consapevoli dei trigger — interni ed esterni — possiamo iniziare a costruire alternative più funzionali!

Il lavoro non è eliminare il comportamento nell’immediato, ma comprendere la funzione che ha avuto finora perché, solo quando la funzione viene accolta, la strategia può cambiare.
Cosi, il cibo smette di essere un rifugio e torna a essere ciò che è: nutrimento, e non risposta emotiva.
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Può succedere che non sia il passato a creare nostalgia, ma la versione di sé che, in quel tempo, riusciva a esprimere b...
01/12/2025

Può succedere che non sia il passato a creare nostalgia, ma la versione di sé che, in quel tempo, riusciva a esprimere bisogni, valori o modalità di funzionamento oggi meno presenti.

Nella prospettiva cognitivo-comportamentale, non è l’evento a determinare il vissuto, ma il significato che gli viene attribuito. Per questo, la nostalgia non riguarda solo ciò che è accaduto, ma ciò che quella parte di sé rappresentava.

Riconoscere questa dinamica non implica un ancoraggio al passato, ma apre alla possibilità di esplorare quali aspetti interni meritano oggi maggiore spazio.

Talvolta, ciò che sembra mancare è semplicemente una parte di sé che chiede di essere reintegrata nel presente.

👠Il 25 novembre non è una semplice ricorrenza.È una pausa collettiva, un momento in cui possiamo fermarci e guardare in ...
25/11/2025

👠Il 25 novembre non è una semplice ricorrenza.
È una pausa collettiva, un momento in cui possiamo fermarci e guardare in faccia una realtà che troppo spesso resta nascosta dietro il silenzio, la paura, la vergogna.

La violenza sulle donne non riguarda “gli altri”. É un qualcosa che riguarda tutti. Riguarda le relazioni, ma anche le dinamiche di potere, le parole che feriscono e i gesti che controllano. Bada bene: riguarda tutte le volte in cui qualcuno chiama “amore” qualcosa che amore non è! Anzi!

Ricordiamo sempre che:
- L’amore non confonde.
- L’amore non fa tremare il cuore per paura.
- L’amore non toglie spazio, non spegne la luce, non chiede di essere meno per non disturbare.

Esiste però un momento cruciale, spesso silenzioso: quello in cui nasce un dubbio. Un piccolo disagio, una sensazione di allerta, un pensiero che sussurra: “così non dovrebbe essere”. Proprio a questo serve una giornata di sensibilizzazione: a dare spazio a quella voce, a legittimarla, a ricordare che non va ignorata.

Riconoscere i segnali non è semplice, soprattutto quando la paura si intreccia all’affetto o quando il controllo viene travestito da “premura”. Eppure quel dubbio è già un atto di consapevolezza.
Parlarne diventa un atto di coraggio.
Chiedere aiuto è un gesto di tutela personale, mai un fallimento.

La responsabilità collettiva è ascoltare senza giudizio, accogliere senza invadere, sostenere senza sostituirsi!

Tu, ricorda sempre: l’amore non fa paura. Non limita, non spegne, non annienta. L’amore permette di crescere, respirare, esistere pienamente.

E ogni Persona merita di vivere esattamente questo.
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Oggi giorno sembra che il valore di una persona si misura dalla sua produttività, di conseguenza, fermarsi può sembrare ...
21/11/2025

Oggi giorno sembra che il valore di una persona si misura dalla sua produttività, di conseguenza, fermarsi può sembrare un errore, un rallentamento indesiderato, quasi un incidente!

Ma la verità è che la pausa non è un ostacolo: è uno spazio!! Uno spazio in cui la mente si riordina, il corpo respira e il proprio Io torna a parlarsi.

Fermarsi non significa rinunciare al movimento o ad altro, significa scegliere un movimento diverso: più interno, più consapevole, più autentico.
È il tempo in cui ci si osserva senza fretta, in cui si lascia emergere ciò che a volte resta in silenzio.

E allora la riflessione diventa necessaria:
💭 Che cosa succede dentro di me quando smetto di correre?
💭 Cosa mi permette davvero di “stare”, senza scappare da ciò che sento?

Perché spesso non è la corsa che ci salva, ma la capacità di abitare la sosta!

Ricorda: fermarsi non toglie nulla. A volte, è proprio il modo più autentico per ritrovare sé stessi. ✨

Ho deciso di condividere questo capitolo della mia vita per ricordare a chi mi legge che anche noi terapeuti, a volte, c...
17/11/2025

Ho deciso di condividere questo capitolo della mia vita per ricordare a chi mi legge che anche noi terapeuti, a volte, cadiamo e ci facciamo male.
Chi fa il mio lavoro non è immune dalle difficoltà, né vive sempre con la bussola perfettamente orientata: siamo persone, con i nostri tremori, le nostre fragilità e i capitoli che ci hanno cambiato.

Alcune esperienze restano custodite nel cuore, ma altre sentono il bisogno di essere raccontate perché possano diventare un ponte, un modo per dire: anche noi attraversiamo tempeste, e da ogni tempesta si può rinascere.

Oggi è un giorno importante: si celebra la giornata dei bambini nati prematuri, e anche il mio piccolo Carlo ha deciso di arrivare in anticipo, facendomi tremare e lasciandomi sospesa per un po’.

Ricordo poco, ma le foto ogni tanto mi riportano faccia a faccia con quella realtà dura che abbiamo attraversato. Io e il suo papà, mai così uniti, lo guardavamo attraverso un vetro e speravamo, con tutto il cuore, di poterlo portare presto a casa. Ogni beep ci ricordava che tu, così piccolo, stavi già lottando.

Mi hai insegnato quello che la vita non era ancora riuscita a insegnarmi: che non sempre va tutto come previsto; che la forza a volte si misura in centimetri e grammi e che l’amore non ha un’unità di misura.
Oggi, quando ti guardo, vedo tutto ciò che sei diventato, e non nego che a volte una lacrima scende ancora. Sei e sarai sempre il mio più grande insegnante di vita.

E allora, come direbbe Pino Daniele, è in momenti come questi che capisci davvero che vale la pena vivere ogni battito, anche quelli che fanno male.

Come ricordava D. Stern, psichiatra e psicoanalista, con la nascita di un bambino nasce anche una nuova identità materna...
10/11/2025

Come ricordava D. Stern, psichiatra e psicoanalista, con la nascita di un bambino nasce anche una nuova identità materna.
Stern parlava della costellazione materna: un insieme di emozioni, pensieri e bisogni che si attivano con l’arrivo di un figlio e che trasformano profondamente la percezione di sé.

Diventare madre non è soltanto un evento biologico, ma un processo psicologico e relazionale che ridefinisce chi si è, il proprio modo di percepire il mondo e di stare in relazione.
Non rappresenta una perdita, ma una trasformazione dell’identità.

A volte, questa trasformazione può far emergere domande, dubbi o sensazioni di distanza tra ciò che si era e ciò che si sta diventando.
Ed è proprio lì che si apre lo spazio della riflessione:
💭 Come restare in contatto con la propria essenza anche nei nuovi ruoli che la vita porta con sé?
💭 Come riconoscersi dentro l’esperienza della cura, senza smarrirsi?

Essere madre significa riconoscersi in nuove forme,
accogliere il cambiamento come parte della crescita,
e scoprire che l’amore materno può essere anche un modo nuovo di tornare a sé, di essere sé!🌿

Quante volte i conflitti nascono non da ciò che sentiamo, ma da come lo esprimiamo?La comunicazione mi piace vederla com...
03/11/2025

Quante volte i conflitti nascono non da ciò che sentiamo, ma da come lo esprimiamo?
La comunicazione mi piace vederla come il ponte tra due mondi interiori: se il ponte è fragile o incompleto, l’altro non riesce ad arrivare fino a noi.

Saper comunicare non significa solo “parlare bene”, ma ascoltare profondamente, accogliere l’altro, capire ciò che intende dire e non solo ciò che dice.

Anche nelle relazioni amorose, spesso ci feriamo non per mancanza d’amore, ma per mancanza di ascolto e chiarezza.
E allora la vera domanda, davanti a ogni incomprensione, potrebbe essere:
👉 Potevo trasferire meglio il mio messaggio?
👉 Potevo ascoltare con più apertura?

Comunicare bene non significa trovare sempre le parole giuste,
ma scegliere quelle più idonee e chiare, quelle che costruiscono ponti invece di muri. ☀️

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