06/03/2026
Capisco perfettamente la domanda: “Questi fili sono troppo costosi per quello che durano.”�E capisco anche cosa c’è sotto: paure legittime e tanti confronti fatti “a sensazione”, spesso senza distinguere davvero di cosa stiamo parlando.
Perché la prima cosa da chiarire è semplice: i fili non sono tutti uguali.�Quando si parla di durata, bisogna distinguere le tipologie.
I fili in polidiossanone (PDO) possono dare un buon risultato, ma li paragono spesso ai centometristi: uno scatto iniziale importante, però una durata più breve. E se li valutiamo solo sul rapporto tra costo e tempo, è facile pensare che “non convenga”.
Diverso è il discorso dei fili Aptos, quelli che utilizzo io e di cui parlo più spesso: parliamo di una durata intorno a un anno. E a quel punto il confronto non va fatto con “un singolo trattamento”, ma con ciò che, in molti casi, quei fili possono aiutare a ridurre o rimandare nell’arco dell’anno.
Per esempio: possono corrispondere a un percorso che includerebbe più sedute di acido polilattico, diverse fiale di filler per aree come pieghe della marionetta, contorno mandibolare o zigomi, e anche diverse sedute di biostimolazione a base di acido ialuronico. Se si mette tutto sullo stesso piano e si fa la somma, spesso il ragionamento cambia: non è “un costo per un effetto che dura poco”, ma un investimento che, nel tempo, può risultare più equilibrato di quanto si pensi.
Il punto, quindi, non è solo “quanto durano i fili”, ma quali fili, con quale obiettivo e con quale confronto reale.
Dott.ssa Simona Varì
Medico Estetico
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