06/12/2021
" Le emergenze pandemiche e tutto ciò che sta accadendo negli ultimi due anni sono un bell'attentato all’ego. Ci costringono a spostarci da una illusoria visione nella quale l'IO è costruttore del mondo in cui vive.
Nella terapia Transersonale si lavora sul disvelamento del Sé.
In questa visione l'attentato all’ego ti costringe a chinare la testa e consegnarti alla vita. E' dunque una grande opportunità.
L’emergenza infatti con il suo carattere di urgenza ci indica anche un’ emersione rivoluzionaria. Perché rivoluzionaria? perché ci costringe a dei riallineamenti, a delle mutazioni, a delle trasformazioni. E ti invita a conoscere di più il mondo che ti sta intorno.
Quindi anche ad immergerti di più nell’esistenza nel tentativo di illuminarla e costruire un adattamento.
E ti mostra con evidenza che sei una parte di questo mondo, non certo il suo creatore. E ne fai inesorabilmente parte.
Una delle evidenze maggiori di quello che abbiamo vissuto in questi anni è quanto noi apparteniamo a questa biosfera e non c’è nulla che intossichi questa biosfera che prima o poi non intossicherà anche noi.
Ben prima che la difesa dal contagio ci costringesse al distanziamento sociale, abbiamo assistito ad una graduale lacerazione delle relazioni in una società immuno-depressa.
Chi fa il nostro lavoro già da tempo osserva un super io un po' borderline e narcisista. Adesso il super io non si forma più in famiglia ma sui social media, generando analfabeti emozionali, io escludenti, richiedenti, senza reciprocità, anche un po’ persecutori, che fa muovere in una realtà con una percezione del tempo divorante che sottrae spazio all’affettività.
E allora cosa osserviamo nel nostro lavoro?
Figli smarriti, disorientati, impulsivi.
Genitori molto ritirati, rinunciatari soprattutto a fornire visioni e codici ai propri figli per interpretare in modo critico la vita.
Non è una visione consolatoria, ma è anche un momento in cui oltre alla consolazione abbiamo bisogno di azione.
Abbiamo visto una società chiusa in casa, immuno-depressa, perché se non navighiamo i territori dell’interiorità e dell’invisibile, difficilmente i nostri sistemi immunitari funzioneranno bene.
La nostra società partorisce individui sconnessi, come beffardo paradosso di una società iperconnessa, despiritualizzato che crede ancora che la psiche sia dentro di lui e finisce con lui e non che lo trascende e che è lui ad essere immerso nella psiche, che è la fuori, non è mica dentro.
Come psicoterapeuti transpersonali siamo chiamati a far cambiare questo sguardo e questa posizione.
Dopo un'emergenza c'è l'emersione di una visione che ti mostra un nuovo fenomeno, una nuova realtà. E chi vuole vedere, chi lo sceglie, può iniziare a camminare.
In terapia ora più che mai si rende necessario dare strumenti per la costruzione di una identità stabile perché questa potrebbe essere sempre di più la richiesta dell’uomo post-pandemico che chiede di essere aiutato a ri-costruire una trama solida della propria vita, che gli consenta di fare da contrappeso alla frammentazione del sé e che gli permetta di proiettarsi nella progettualità in una realtà dalle mille possibilità senza spaventarsi e in cui spesso non si riesce a fluire perché non si è maturata una capacità di discriminazione e ascolto dei propri bisogni.
Dobbiamo bonificare le nostre vite da tutto quello che ha intossicato la relazione, che è ganglio fondamentale della nostra esistenza. Occorre quindi agire oltre la provvisorietà, oltre la velocità di consumo, oltre l’autoreferenzialità, oltre l’emotivismo inteso come continuo utilizzo dell’emozione come antidepressivo a basso costo. Questo ci fa capire quanto poco abbiamo colto una vecchia lezione di Hillman che ci diceva che "se non siamo fedeli alla nostra depressione, non c’è rivoluzione né dentro né fuori di noi".
E’ un lavoro di rifondazione, irrobustimento e consolidamento delle nostre fondamenta e radici: siamo chiamati ad un lavoro a partire dal basso, un lavoro “pancia a terra” per ritrovare la nostra identità e il senso del legame, per riuscire a tornare ad avere nella società dei maestri e un senso del limite nel senso analitico del termine. Quel limite che ti fa apprendere, la cui assenza ed il suo eccesso ti rende impotente. Il limite come peso, gravità, umile visione.
Parole di ordinaria Saggezza tratte dall'intervento di Laura Beccaluva al Dies Accademicus dell'Integral Transpersonal Institute _ Biotransenergetica - Formazione e Trasformazione