29/04/2026
“Naṭarāja danza e, danzando, porta il cosmo all’esistenza, ne sostiene l’esistenza e, infine, ne danza l’annientamento.
Il Signore avvolge l’esistenza col velo dell’illusione in modo da farla sembrare reale e, danzando, rimuove il velo.
La gamba alzata del danzatore esprime la libertà liberatoria della sua danza, il tamburo sollevato dalla mano destra suona le note della creazione, la fiamma nella mano sinistra vacilla nel mutamento prodotto dalla distruzione, la mano destra dona la libertà dalla paura, la paura di nascite e morti ripetute e assicura la conservazione della vita.”
S. Kramrisch, La presenza di Śiva
Oggi, 29 aprile si celebra la Giornata Internazionale della Danza, un momento per ricordare che la danza non è sia arte e movimento, ma anche linguaggio spirituale, simbolo della vita stessa.
Śiva, il Signore dello Yoga, ci ricorda la potenza creativa della danza della nostra esistenza.
Che ognuno di noi possa danzare liberamente nel proprio cuore, nel proprio spazio interiore e godere della propria profonda autenticità.
“Naṭarāja danza e, danzando, porta il cosmo all’esistenza, ne sostiene l’esistenza, e infine ne danza l’annientamento. Il Signore avvolge l’esistenza col velo dell’illusione in modo da farla sembrare reale e, danzando, rimuove il velo.
La gamba alzata del danzatore esprime la libertà liberatoria della sua danza, il tamburo sollevato dalla mano destra suona le note della creazione, la fiamma nella mano sinistra vacilla nel mutamento prodotto dalla distruzione, la mano destra dona la libertà dalla paura, la paura di nascite e morti ripetute, e assicura la conservazione della vita.”
S. Kramrisch, La presenza di Śiva
Oggi, 29 aprile si celebra la Giornata Internazionale della Danza, un momento per ricordare che la danza non è sia arte e movimento, ma anche linguaggio spirituale, simbolo della vita stessa.
Śiva, il Signore dello Yoga, ci ricorda la potenza creativa della danza della nostra esistenza. Che ognuno di noi possa danzare liberamente nel proprio cuore, nel proprio spazio interiore e godere della propria profonda autenticità.
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