Dott.ssa Maddalena Boscaro - Psicologa Psicoterapeuta

Dott.ssa Maddalena Boscaro - Psicologa Psicoterapeuta Dott.ssa Maddalena Boscaro - Psicologa Psicoterapeuta ad Ancona.

21/01/2026

Capita di arrivare a un passo importante
e fermarsi.

Spesso ci diciamo che è autosabotaggio.

Che dovremmo reagire, spingerci, andare oltre.

Ma molti blocchi non nascono da debolezza.

Nascono da una parte di noi che sta cercando di proteggerci
da un dolore già vissuto.

Il corpo non fa calcoli.

Ricorda.

Ascoltarlo non significa rinunciare ai propri desideri.

Significa trovare un modo più rispettoso di andare avanti.

Se questo post ti ha toccata,
metti un ❤️ o salvalo.
Potrebbe servirti rileggerlo.




13/01/2026

Ansia, tristezza, vergogna, blocchi improvvisi
non sono difetti di personalità.
Sono messaggi.
Nel lavoro clinico vedo spesso questo:
quando cerchiamo di zittire il disagio, di controllarlo o forzarci a “funzionare”, il disagio non se ne va.
Anzi, spesso aumenta.
Perché non è lì per disturbarci.
È lì per comunicarci qualcosa che è rimasto troppo a lungo inascoltato.
Il problema non è ciò che sentiamo.
È il modo in cui abbiamo imparato a risponderci quando stiamo male:
zittendoci, giudicandoci, chiedendoci di essere diverse.
Ascoltare il disagio non significa arrendersi.
Significa smettere di abbandonarsi.
Se oggi qualcosa dentro di te fa rumore,
forse non chiede di essere eliminato.
Forse chiede solo di essere ascoltato.
Se questo post ti ha toccata,
metti un ❤️ o salvalo.
Potrebbe servirti rileggerlo in un momento difficile.





18/12/2025

Molte donne arrivano in terapia dicendo:
“Mi sento fragile.”
“Inadeguata.”
“Troppo sensibile.”

Ma quasi mai è fragilità.

È una ferita antica che ha imparato a non disturbare,
a non chiedere,
a cavarsela da sola.

Quella parte non ha bisogno di essere corretta.
Ha bisogno di essere vista.

La guarigione non passa dalla durezza,
ma dalla tenerezza.
Dalla presenza.

Ho condiviso un breve video su questo tema.
Se ti va, guardalo con calma.
E se senti il bisogno di un primo gesto gentile,
ho preparato una mini guida gratuita:
“5 minuti senza colpa (e senza dover fare nulla)”.

www.maddalenaboscaropsicoterapeuta.it/5-minuti-senza-colpa

A volte la cura inizia così:
restando.

12/12/2025

C’è una parte di noi che non è mai cresciuta del tutto.
Non perché sia rimasta infantile, ma perché ha imparato troppo presto a cavarsela da sola.

È la parte che ha imparato a non disturbare.
A non chiedere.
A non piangere.

È la parte che ha creduto che l’amore si meritasse,
che la tranquillità degli altri valesse più delle proprie emozioni.

Quella parte non è scomparsa.
Si è solo nascosta.

La psicoanalisi la chiama bambino interiore.
La Compassion Focused Therapy la chiama parte ferita.
Io la chiamo il luogo in cui abbiamo smesso di essere noi stesse per essere accettate.

Non serve scavare nel passato per incontrarla.
Serve accorgersi di come si manifesta oggi:
nell’ansia, nel perfezionismo, nella fatica di sentirsi sempre “troppo”.

Quando iniziamo a vederla davvero, qualcosa si ammorbidisce.
Non perché capiamo tutto,
ma perché smettiamo di giudicarci.

La cura non passa dalla durezza.
Passa dalla tenerezza.
Dalla presenza.

Ho condiviso un breve video su questo tema.
Se ti va, guardalo con calma.
E se senti che hai bisogno di un primo gesto gentile,
ho preparato una mini guida gratuita:
“5 minuti senza colpa (e senza dover fare nulla)”
La trovi al link: www.maddalenaboscaropsicoterapeuta.it/5-minuti-senza-colpa

A volte la guarigione inizia così:
con qualcuno che resta.
Anche se quel qualcuno, oggi, siamo noi.

Cerchiamo negli altri ciò che nessuno può darci.Succede a tantissime donne:aspettiamo che l’altro ci veda, ci capisca, c...
02/12/2025

Cerchiamo negli altri ciò che nessuno può darci.

Succede a tantissime donne:
aspettiamo che l’altro ci veda, ci capisca, ci completi.
Ma quella speranza non nasce nella coppia.
Nasce molto prima.
Nasce nell’infanzia.

Quando non siamo state ascoltate, oggi cerchiamo qualcuno che lo faccia senza dover spiegare.
Quando i nostri bisogni non avevano spazio, oggi cerchiamo un partner che ci dica:
“Ti vedo. Sei importante. Puoi appoggiarti a me.”

Ma l’altro non può colmare quel vuoto.
Non perché non ci ama.
Ma perché non può accedere alle ferite antiche che non ha provocato.

E allora rimaniamo deluse — sempre nello stesso modo.

✨ Il punto di svolta?
Smettere di aspettare che l’altro indovini
e iniziare a riconoscere i nostri bisogni.

Quando non chiediamo più che l’altro ci completi,
possiamo iniziare a completarci da sole.
E l’altro smette di essere un distributore emotivo
e torna a essere un compagno.

Non chiedere all’altro di intuire.
Impara tu a nominare.
Non chiedere all’altro di colmare.
Impara tu a riconoscere.
Non chiedere all’altro di riparare.
Impara tu a trasformare.

📌 L’amore maturo non dice “Rendimi felice”,
ma “Condividiamo la felicità che ognuna di noi sa darsi.”

Se ti va, puoi dirmi nei commenti quale bisogno hai riconosciuto in te leggendo queste parole.

Se senti che questo tema ti parla da vicino,
ho creato una mini-guida gratuita di 5 minuti per aiutarti a riconoscere i tuoi bisogni senza colpa.
Se vuoi, posso mandartela.

Quando una relazione diventa un ritorno all’infanziaAll’inizio ci incontriamo come adulti.Curiosi, aperti, presenti.Ci v...
18/11/2025

Quando una relazione diventa un ritorno all’infanzia

All’inizio ci incontriamo come adulti.
Curiosi, aperti, presenti.
Ci vediamo davvero.

Poi, piano piano, succede qualcosa.
Non ce ne accorgiamo, ma accade.
Si attiva una parte antica:

il nostro sistema di attaccamento.

E senza volerlo…
non risponde più l’adulto.
Risponde la bambina che siamo state.

Quella che ha imparato l’amore così:

chiedendo troppo,

chiedendo niente,

controllando,

compiacendo,

temendo l’abbandono,

evitando l’intimità.

In amore non cerchiamo solo una persona.
Cerchiamo una riparazione.

Il partner diventa il protagonista del nostro teatro interno.
E riviviamo , senza volerlo, ciò che non è stato visto, accolto, riconosciuto.

Il passaggio evolutivo?
Non reprimere quella parte.
Riconoscerla.

Chiedersi:
“Chi sta reagendo adesso? La me adulta o la me bambina?”

È lì che nasce la vera intimità:
quando smettiamo di lasciare che la ferita guidi la relazione
e iniziamo a restare presenti, nel qui e ora.

Le relazioni non servono a completarci.
Servono a rivelarci.

E ciò che rivelano — se abbiamo il coraggio di guardare —
è il bambino che aspetta ancora di essere visto.

🌱 Se questo tema ti risuona
Ho creato una mini-guida gratuita:

www.maddalenaboscaropsicoterapeuta.it/5-minuti-senza-colpa

Un piccolo passo per cominciare a prenderti cura di te, con gentilezza.

Cerchiamo negli altri ciò che non abbiamo ricevuto in origine.Non cerchiamo un partner.Cerchiamo quel sentimento che ci ...
10/11/2025

Cerchiamo negli altri ciò che non abbiamo ricevuto in origine.

Non cerchiamo un partner.
Cerchiamo quel sentimento che ci è mancato quando eravamo piccoli.

E oggi, in un mondo dove anche l’intelligenza artificiale prova a leggere le emozioni umane,
diventa ancora più chiaro quanto profondamente umano sia il nostro bisogno di essere visti, ascoltati, riconosciuti.

Ma l’IA può solo imitarlo, non sentirlo.
Può analizzare le parole, ma non il silenzio.
Può riconoscere un volto, ma non la sua storia.

💭 “Fammi sentire che valgo.”
💭 “Fammi sentire che posso sbagliare e sarò ancora amata.”

Queste sono richieste che nessuna tecnologia — e nessun partner — può esaudire davvero.
Perché non riguardano il presente: sono grida antiche.

La svolta arriva quando comprendiamo questo:
guarire non è riempire un vuoto, ma smettere di consegnare il nostro bisogno agli altri.

Quando smettiamo di chiedere a qualcuno — reale o virtuale — di salvarci,
iniziamo finalmente a prenderci cura di noi.

✨ Inizia così:

Riconosci il tuo bisogno.

Scrivilo su carta: “Da oggi, questo bisogno non è un difetto. È una direzione.”

Fai un gesto piccolo per te: un tè caldo, una pausa, un respiro consapevole.

La domanda non è più: “Chi me lo darà?”
Ma: “Come posso darmi questo oggi?”

L’intelligenza artificiale può imitare la comprensione.
Ma solo l’intelligenza emotiva può guarire.

Se questo tema ti parla,
puoi scaricare gratuitamente la mia mini-guida 5 minuti senza colpa (e senza dover fare nulla)
un invito gentile a smettere di dimostrare e ricominciare a sentirti abbastanza.

👉 La trovi qui: https://www.maddalenaboscaropsicoterapeuta.it/5-minuti-senza-colpa

E se ti va, raccontami nei commenti:
“Il bisogno che riconosco oggi è…”

🤖 L’intelligenza artificiale sa tutto. Ma non sa amare.Può riconoscere un volto, una voce, un’emozione.Può scrivere, ana...
03/11/2025

🤖 L’intelligenza artificiale sa tutto. Ma non sa amare.

Può riconoscere un volto, una voce, un’emozione.
Può scrivere, analizzare, rispondere.
Ma non può tenerti.

Non può offrirti quello che tutti, prima o poi, abbiamo desiderato:
essere visti, ascoltati, amati senza dover meritare.

💛 Non esiste la famiglia perfetta

Esistono famiglie dove l’amore c’è, ma non basta.
Dove si fa del proprio meglio, ma qualcosa non arriva.

Nessuno esce dall’infanzia “a zero”.
Ognuno porta dentro di sé bisogni emotivi rimasti in sospeso:
• essere visti
• essere ascoltati
• essere amati senza dover meritare

Sono mancanze silenziose, e proprio per questo, più profonde.

🧠 Freud: l’infanzia come matrice delle relazioni future

Freud lo aveva intuito più di un secolo fa:
le nostre relazioni attuali sono repliche delle prime relazioni d’amore.
Non copiamo solo comportamenti.
Copiamo modelli emotivi.

Se da bambina hai imparato che dovevi essere “brava” per essere amata,
oggi potresti sentirti in colpa ogni volta che hai bisogno di aiuto.
Se esprimere emozioni generava distacco,
oggi potresti aver imparato a controllarle fino a isolarti.

💬 Lacan: non veniamo amati per ciò che siamo

Lacan va più a fondo:
non veniamo amati per come siamo, ma per la funzione che rappresentiamo per l’Altro.

“Se non disturbi, ti amo.”
“Se sei forte, ti ammiro.”
“Se non mostri fragilità, rimani accettabile.”

È l’amore condizionato:
non amore, ma contratto emotivo.

Quando cresci così, impari che la tua autenticità è pericolosa.
E diventi brava a compiacere, adattarti, essere utile.
Per essere amata → smetti di essere te stessa.

🫶 Bowlby e Winnicott: “Nessuno mi ha tenuto abbastanza”

Se da bambina non ti sei sentita tenuta emotivamente,
cresci con un senso di sé fragile.
Winnicott diceva:

“Un bambino non ha bisogno di una madre perfetta, ma di una madre sufficientemente buona.”

Molte donne crescono con genitori stanchi, ansiosi, distratti o incapaci di vedere il mondo emotivo del figlio.
E nasce una voce dentro:

“Non devo avere bisogni.”

🌱 Sartre e Yalom: non è colpa tua, ma ora è responsabilità tua

Non scegliamo le ferite che riceviamo.
Ma diventiamo responsabili di ciò che ne facciamo.

Yalom diceva:

“La guarigione avviene quando smetti di aspettare che qualcuno ti salvi.”

Non possiamo cambiare ciò che è mancato.
Ma possiamo smettere di inseguire negli altri ciò che non abbiamo ricevuto.

La domanda allora cambia:
❌ “Perché non mi hanno dato ciò di cui avevo bisogno?”
✅ “Sono disposta a darmi oggi ciò che non ho ricevuto allora?”

💔 La ferita più grande: dover meritare amore

Tutte le ferite convergono qui:
aver creduto che l’amore si merita.

Così cresci ad accettare briciole,
a ringraziare per il minimo,
a mettere i bisogni degli altri davanti ai tuoi.
Ma l’amore vero non si merita.
Si riceve perché si esiste.

🌿 Guarire: darsi oggi ciò che non si è ricevuto ieri

Guarire non significa perdonare tutti.
Significa riconoscere ciò che non c’è stato,
legittimare il dolore,
e smettere di giudicarsi per come ci si è adattate.

Guarire è scegliere di non tradire più sé stesse.
Piccoli gesti, ogni giorno:
• dire no senza giustificarsi
• chiedere supporto quando serve
• concedersi una pausa senza colpa
• mettere nome alle emozioni
• accettare di essere imperfettə e amabili

🤖 E qui l’intelligenza artificiale si ferma.

Può imitare l’empatia, ma non può offrirla.
Può scrivere di amore, ma non può sentirlo.
Può spiegare la mente, ma non può abbracciare il cuore.

Per questo, il lavoro più umano resta quello di tornare a sentire.
Dentro di noi.
Con gli altri.
Con gentilezza.

💛 Domanda per te:
In questo momento della tua vita, quale bisogno emotivo stai imparando a riconoscere e onorare?

Rispondere è già un primo atto di guarigione.

Non c’è nulla di sbagliato in te.Hai solo imparato un modello.E ora puoi disimpararlo. ❌ “Mi prendo una pausa quando ho ...
28/10/2025

Non c’è nulla di sbagliato in te.

Hai solo imparato un modello.

E ora puoi disimpararlo.

❌ “Mi prendo una pausa quando ho finito tutto.”
✅ “Mi prendo una pausa perché io sono importante.”

La differenza è enorme: nel primo caso devi meritare la cura, nel secondo caso… ti appartiene già.

✨ Micro-pratica – Il Rituale del Tè Gentile (3 minuti)

Scegli una tazza.

Versa l’acqua.

Mentre il tè si scalda, non fare altro.
Metti una mano sul petto e una sull’addome e ripeti:
“Non devo essere perfetta per meritare pace.”

Non è fare.
È abitare la pausa.

Una donna che si concede una pausa non è meno forte.
È più viva.
E una donna viva… non si copia.

👇 Mini-guida gratuita (5 minuti senza colpa e senza dover fare nulla)

https://www.maddalenaboscaropsicoterapeuta.it/5-minuti-senza-colpa

L’intelligenza artificiale non si stanca mai. E noi?Nel mondo digitale, tutto funziona senza pausa: risposte istantanee,...
27/10/2025

L’intelligenza artificiale non si stanca mai. E noi?

Nel mondo digitale, tutto funziona senza pausa: risposte istantanee, produttività continua, algoritmi che non dormono mai.
Ma noi non siamo macchine.

Eppure viviamo con la segreta vergogna di non riuscire a stare al passo, con il lavoro, con gli altri, con noi stesse.

È come se la misura dell’efficienza fosse diventata la misura del valore.

E allora, quando ci fermiamo, ci sembra di fallire.

Io credo che la vera rivoluzione oggi non sia essere più performanti, ma riconoscere la stanchezza come un atto di lucidità.

È da lì che nasce il progetto “Basta inadeguatezza” — e una mini-guida gratuita pensata proprio per chi si sente “troppo o mai abbastanza”.

Se ti ritrovi in queste parole, scarica la mini-guida “5 minuti senza colpa (e senza dover fare nulla)”.

Ti aiuterà a iniziare dal gesto più semplice e più rivoluzionario: fermarti senza colpa. 🌿

👉 https://www.maddalenaboscaropsicoterapeuta.it/5-minuti-senza-colpa

24/10/2025

Il lavoro invisibile del bene

Tutti vedono il risultato.
Nessuno vede il lavoro invisibile che c’è dietro.

Dietro una calma c’è quasi sempre una tensione tenuta a bada.
Dietro un equilibrio, una rinuncia.
Dietro una donna che sembra “a posto”, una fatica che nessuno immagina.

Non è fortuna.
È allenamento dell’anima.
Un esercizio quotidiano per non cedere al disordine.

Lacan direbbe che il bene è un effetto di struttura:
nasce quando il desiderio trova una forma.
Heidegger lo chiamerebbe opera dell’essere:
l’atto silenzioso di dare un ordine al caos.

Il bello, il buono, l’armonioso…
non sono doni.
Sono discipline dell’invisibile.

E forse è questo che nessuno vede:
quanto costa restare in piedi con grazia.

🌿 Se ti sei riconosciuta in queste parole, sappi che non sei sola.
Ogni calma conquistata, ogni sorriso ritrovato, ogni piccola armonia che hai costruito…
è già un atto di forza gentile.

Lo sapevi che l’intelligenza artificiale può essere complementare al lavoro di uno psicologo? 🌿Non per sostituirlo, ma p...
22/10/2025

Lo sapevi che l’intelligenza artificiale può essere complementare al lavoro di uno psicologo? 🌿

Non per sostituirlo, ma per esserci quando non può esserci.

È quello che ha fatto Alison Darcy, una psicologa e ricercatrice che ha creato Woebot: un chatbot capace di offrire sostegno emotivo nei momenti di ansia o solitudine.

Non una macchina, ma una nuova forma di presenza gentile.

Mi ha colpito la sua visione: non serve che la tecnologia pensi come noi.
Serve che impari a restare accanto, con delicatezza.

💻 Ho scritto un post su di lei e sul modo in cui sta cambiando la salute mentale digitale.
Lo trovi qui 👉 https://www.maddalenaboscaropsicoterapeuta.it/post/alison-darcy-quando-la-psicologia-incontra-l-intelligenza-artificiale

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