Mario D'Andreta. Psicologo. Sviluppo personale, organizzativo e di comunità

  • Casa
  • Italia
  • Ancona
  • Mario D'Andreta. Psicologo. Sviluppo personale, organizzativo e di comunità

Mario D'Andreta. Psicologo. Sviluppo personale, organizzativo e di comunità Sono uno Psicologo iscritto all'ordine degli psicologi delle Marche.

Aiuto le persone a capire come vivere meglio, in maniera produttiva e creativa, accompagnandole nella definizione condivisa di obiettivi e strategie per il loro sviluppo e nella risoluzione dei problemi che possono ostacolarlo. Il mio lavoro è orientato a fornire metodologie e strumenti a persone, organizzazioni e comunità, per supportarli nella risoluzione di problemi e nel miglioramento continuo della capacità di perseguire i propri obiettivi, in un'ottica di sviluppo della convivenza sociale. A questo scopo realizzo interventi di consulenza e formazione volti allo sviluppo di competenze relazionali ed organizzative, la riorganizzazione funzionale di aziende, cooperative e sistemi socio-economici locali, secondo una prospettiva metodologica psicosociologica di ricerca-intervento. Nel mio blog "www.mariodandreta.wordpress.com"
propongo alcune riflessioni legate ai temi dello sviluppo individuale, organizzativo e di comunità e agli interventi sinora realizzati. Gestisco la sede territoriale di Ancona dell'ANSES (Associazione Nazionale Stress e Salute) (www.anses.it)

23/11/2025
23/11/2025

Il pensiero di Lev Vygotskij ha rivoluzionato l'idea collettiva di didattica della matematica, puntando l'attenzione sulla cultura e sui supporti che un bambino può avere.
Uno dei nostri FARI PER L'INCLUSIONE!
Da Matematica in gioco

23/11/2025

Quando Derrida entra all’École normale supérieure si trova davanti un giovane docente, Foucault, che in quegli anni tiene corsi su Merleau-Ponty e sulle Ideen: «questo ‒ testimonia Derrida ‒ deve aver avuto un ruolo nella forma presa dal mio interesse per la fenomenologia».

L’obiettivo della presente ricerca è ricostruire la genesi e la struttura del confronto tra Foucault e Derrida utilizzando come guida la fenomenologia, immergendosi nelle questioni aperte e lasciate in eredità dalla fenomenologia husserliana. Come i due filosofi se ne appropriano? Cosa li spinge ad abbandonarla? Dove si incrociano e si divaricano i rispettivi cammini fenomenologici? In questo confronto vedremo interagire i più importanti protagonisti francesi del dibattito filosofico del tempo ‒ Sartre, Merleau-Ponty, Cavaillès, Lévi-Strauss, Hyppolite, Lacan, Bataille, Blanchot ‒ che come tessere di un mosaico contribuiscono a dare vita in Foucault e Derrida a due differenti proposte teoretiche, che investono il senso, la pratica e la responsabilità storica del sapere filosofico.

23/11/2025

Le intuizioni di Hannah Arendt risuonano oggi con una forza nuova, come se parlassero direttamente al nostro tempo. Fina Birulés ripercorre il cammino intellettuale della filosofa tedesca, il senso profondo del legame tra vita e pensiero, tra esperienza e azione, che attraversa tutta la sua opera. Con chiarezza e profondità,  ci guida nel cuore di un pensiero «sempre aperto e senza la pretesa di diventare una filosofia politica compiuta», a partire da una domanda essenziale: come trovare, nel disincanto del presente, la forza di reinventarlo?
#
A 50 anni dalla morte, 4 dicembre 1975, in libreria: "Hannah Arendt. Il mondo in gioco" di Fina Birulés,  traduzione dal catalano di Stefania Fantauzzi con il contributo dell'Institut Ramon Llull

22/11/2025

✨Pillola filosofica del weekend ✨Pensare controcorrente✨

💫«Pensare è ancora una delle attività più sovversive che esistano.»
Hannah Arendt💫

Hannah Arendt arriva a questa idea dopo aver attraversato il cuore del Novecento: il nazismo, l’esilio, i campi di sterminio, fino al processo Eichmann, dove comprende la banalità del male.
Il male, per lei, non è sempre un mostro eccezionale: spesso è chi smette di pensare e si limita a obbedire.

Per Arendt, il pensiero autentico è sovversivo perché rompe gli automatismi:
ti permette di dire “no” quando tutti ripetono “si fa così” e ti pone davanti alla domanda più radicale di tutte: “Posso vivere con me stesso/a se faccio questo?”

Oggi, epoca in cui è facile essere spinti a costruire una versione di noi stessi da mostrare, più che una da abitare davvero, sui social, nel lavoro, perfino nelle relazioni, vale spesso ciò che appare.

– la coerenza viene sostituita dalla coerenza d'immagine;
– l’identità diventa un “profilo”, una presenza sempre ottimizzata;
– il valore di ciò che facciamo sembra misurato da visibilità e consenso.

In questo contesto, la coscienza passa in secondo piano: non è spettacolare, non genera like, non si vede.
È un lavoro interiore, silenzioso, che però ci chiede di scegliere davvero, di valutare le conseguenze, di rispondere a noi stessi, non al pubblico.

Arendt direbbe che quando privilegiamo il “personaggio”, rischiamo di diventare funzioni, ruoli, automatismi.

E quando smettiamo di pensare in prima persona, smettiamo anche di essere responsabili.

💫Per questo, oggi più che mai, il pensiero autentico è sovversivo:
perché ci riporta dalla vetrina alla coscienza, dal personaggio alla persona.💫




21/11/2025

A volte facciamo di tutto per evitare le nostre ombre, come se la parte più vera di noi fosse solo quella che sappiamo mostrare agli altri. Eppure sono proprio le crepe, le esitazioni, i giorni storti a dare profondità ai momenti in cui ci sentiamo in pace. La luce non è uno stato continuo: è un passaggio, un bagliore che si accende quando abbiamo il coraggio di stare dentro ciò che ci spaventa. La maturità, forse, non è diventare invincibili, ma imparare a restare presenti mentre qualcosa in noi trema, senza fuggire. È da questo incontro che nascono gesti gentili, scelte nuove, strade che prima non vedevamo.


21/11/2025

Oggi ci incontriamo con persone che agiscono e sentono come automi: che non hanno mai avuto un'esperienza veramente propria, che conoscono se stessi non come sono nella realtà, ma come gli altri si attendono che siano, il cui sorriso convenzionale ha sostituito la risata genuina, le cui chiacchiere insignificanti hanno sostituito il colloquio comunicativo, la cui opaca disperazione ha preso il posto di una autentica sofferenza.

Erich Fromm

21/11/2025

"Qualche volta bisogna sapersi perdere; se non si rischia niente, non si ha niente."
(Simone de Beauvoir, I mandarini, 1954)
-
-
-

Indirizzo

Ancona
60124

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00

Telefono

+393400700757

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Mario D'Andreta. Psicologo. Sviluppo personale, organizzativo e di comunità pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a Mario D'Andreta. Psicologo. Sviluppo personale, organizzativo e di comunità:

Condividi

Share on Facebook Share on Twitter Share on LinkedIn
Share on Pinterest Share on Reddit Share via Email
Share on WhatsApp Share on Instagram Share on Telegram

Digitare