Il ginecologo e sessuologo dr Fortunato risponde

Il ginecologo e sessuologo dr Fortunato risponde Diagnosi, consulenza e terapie in sessuologia clinica.

Il dottor Fortunato è Medico Chirurgo Specialista in Ginecologia Ostetricia e Medicina Perinatale presso Università di Bologna. Perfezionato in: Monitoraggio Biochimico del feto, Università di Bari - Diagnostica Ecograf**a in Ostetricia e Ginecologia, Università di Bologna - Preparazione psicofisica al parto mediante ipnosi, Istituto H. Bernheim, Verona - Sessuologia, terapie delle disfunzioni sessuali di coppia, Istituto Psicologia, Università di Bologna.

LA SESSUALITÀ NELLA COPPIALa letteratura scientif**a che si è interessata alla sessualità ha utilizzato, in passato, il ...
30/12/2022

LA SESSUALITÀ NELLA COPPIA

La letteratura scientif**a che si è interessata alla sessualità ha utilizzato, in passato, il modello di studio dell'individuo caratterizzato dalla diversità anatomica. Tale diversità (anatomica) è stata, nel tempo, utilizzata per leggere le relazioni sociali, psicologiche e fisiologiche secondo il binomio uomo/donna che, in tale ottica, diventano complementari perchè l'uno sembra incompleto senza l'intervento dell'altro.

Un limite a tale modello di studio si è presentato quando ci si è resi conto dell'inesistenza di un uomo e di una donna "totale", ovvero, allorquando si è reso evidente che ciascun individuo è relativamente uomo o relativamente donna e assume comportamenti sia maschili che femminili. Si è dovuto, quindi, ammettere la "bisessualità", intesa quale compresenza - in ciascun individuo - di una parte maschile e di una femminile.

In tale scenario è difficile se non impossibile approcciarsi alla sessualità riferendosi al modello di studio dell'individuo caratterizzato dalla diversità anatomica. Se infatti ciascun individuo (uomo o donna che sia) porta con sé gli elementi dell'altro, la diversità si annulla e non è più possibile ragionare di sessualità secondo il binomio uomo/donna.

Lo studio della sessualità diventa così studio delle relazioni e la dimensione maschile e quella femminile prescindono dall'anatomia e si costruiscono e manifestano attraverso la relazione. Il definirsi uomo o donna passa, dunque, attraverso gli innumerevoli contatti con altri uomini e donne, nell'ambito dei quali si assume un determinato modo di parlare, camminare, vestire, di essere al mondo con gli altri. Cosi l'attività sessuale sarà non già l'espressione dell'anatomia dell'individuo, quanto, piuttosto, l'espressione globale della relazione che tale individuo ha costruito con l'altro. Avviene tra i due individui una simbiosi conoscitiva, si scoprono esseri umani, assumono le caratteristiche maschili e femminili senza che le une appaiono più degne o più importanti delle altre.

Questo scenario è tuttavia compromesso dal modo in cui, a livello sociale, viene percepita e misurata la sessualità.

La sessualità viene spesso misurata in base all'efficienza, anche se è poprio il deficit che esprime e qualif**a una relazione. Il grado di comunicabilità che caratterizza una relazione è condizionato da componenti intrapsichiche e influenze sociali, familiari, ambientali e non deve essere confuso con la disponibilità per l'altro, che è invece sostenuta dall'amore e dalla volontà.
L'esempio più signif**ativo sono i matrimoni bianchi, ove la coppia convive senza realizzare alcuno scambio sessuale per la conflittualità intrapsichica che ciascuno porta con sé, consentendo una storia di alleanze che mantiene il silenzio su tutto ciò che è comunicazione sessuale. Il grado di comunicabilità è compromesso nei suoi aspetti quantitativi, la persona è sbilanciata verso l'individuo. In altre situazioni dopo un certo periodo di attività sessuale soddisfacente uno dei due partner matura una situazione di anafrodisia, anerezione etc,si prendonono in considerazione le problematiche della comunicabilità, cresce l'aggressività reciproca con pretese che il partner soddisfi le proprie esigenze narcisistiche.Il disturbo sessuale diventa espressione di un palese rifiuto con manifestazioni di aggressività, facendo cristalizzare la relazione in schemi dove l'anatomia del soggetto viene soffocata dalle esigenze di un comportamento imposto, mentre l'altro viene chiamato a svolgere un ruolo passivo complementare. Ciò accade per effetto delle propagande dei mass media, ove domina l'efficientismo dell'atto sessuale, che gli esperti cercano di recuperare con tecniche di comportamento. Aspetti importanti per una buona sessualità di coppia sono la relazione e la comunicabilità come strumento di lettura delle situazioni cliniche patologiche da affrontare. Ogni coppia deve avere un suo ritmo, un suo tempo che permetterà una buona intesa. Sarà questa intesa a far superare la dualità corpo-anima che li realizzerà come individui e sopratutto come coppia.

Masolino, "La tentazione di Adamo ed Eva"

SESSUALITA’ E DISABILITA’Sebbene con grande fatica e con risultati assai modesti, lo Stato è riuscito nell’intento di ga...
11/10/2022

SESSUALITA’ E DISABILITA’

Sebbene con grande fatica e con risultati assai modesti, lo Stato è riuscito nell’intento di garantire una certa parità di diritti tra disabili e normodotati, legiferando per l’abbattimento delle barriere architettoniche, per garantire il diritto allo studio, per il riconoscimento di assegni pensionistici.
Ma nel gran calderone dei diritti ancora negati, ve n’è uno così importante da impedire il pieno sviluppo e la compiuta manifestazione dell’essere umano.
Il diritto ad una sessualità consapevole.

Parte integrante ed essenziale della personalità di ciascuno di noi, la sessualità diviene tabù, scabrosa, disturbante, scomoda se associata al disabile.
Eppure, la sessualità è cosa naturale, così come nascere, mangiare e riprodursi è cosa naturale.
E’ naturale, quindi, che anche il disabile abbia pulsioni sessuali e desideri soddisfarle.
Non sono esseri asessuati! E partendo da questa consapevolezza bisogna aiutarli nel percorso verso una sessualità consapevole.
I pregiudizi, la scarsa tolleranza, le paure che caratterizzano l’approccio della nostra società alla sessualità ed alla diversità, privano il disabile del diritto della salute sessuale, della gioia di vivere una sessualità consapevole.
Le famiglie, primo – e assai spesso anche ultimo - sostegno non hanno conoscenze né strumenti adeguati per affrontare concretamente un argomento di per sé complesso, anche in dinamiche familiari in cui non è presente una persona disabile.
Questo deficit di informazioni e strumenti ha portato le famiglie a cercare di risolvere il problema attuando interventi diretti ad arginare “il problema” ricorrendo al soddisfacimento dei bisogni sessuali del familiare disabile tramite la prostituzione, o l’intervento fisico dei familiari stessi, ricorrendo, delle volte anche a
presidi farmacologici e strategie inibitorie compensative.

Nei soggetti disabili in età adolescenziale sono spesso le mamme a percepire l’esigenza sessuale dei propri figli e, altrettanto di frequente, sono i padri ad affrontare la problematica accompagnandoli al soddisfacimento della pulsione sessuale, affidandoli a professioniste. Ciò non avviene nel caso delle donne,
speso destinate a reprimere le proprie pulsioni.
Queste soluzioni, sebbene molto coraggiose e spesso sofferte, non considerano il disabile come persona, non gli riconoscono il diritto di coltivare il proprio benessere sessuale e la propria sfera affettiva, ma restituiscono l’ immagine di un disabile asessuato e fragile.

Quali le alternative allora?
Come sempre, educare.
Educare il disabile ad accettare la propria immagine, a scoprire il proprio corpo, abbattere gli impedimenti fisici, insegnandogli come muoversi. Guidarlo al raggiungimento di una maturità affettiva che superi le sue fragilità, restituendogli il diritto alle emozioni, allo sviluppo di fantasie proprie, legate ai suoi vissuti affettivi
e relazionali. Queste sono le basi e le caratteristiche di un buon programma di educazione sessuo-affettiva.

La sessualità è parte integrante del benessere individuale, interpersonale e sociale.
Ed è partendo da tale riflessione che nasce – e si sviluppa soprattutto nei paesi nordici – la figura dell’assistente sessuale, figura sempre più necessaria anche in Italia.
L’assistente sessuale è una figura professionale che ha il compito di insegnare al disabile come vivere una sessualità consapevole, accompagnandolo alla ricerca dell’affettività, alla scoperta del piacere visivo del proprio corpo, alla conoscenza consapevole del piacere psico- affettivo.
Questa figura permette di prendere in carico il sistema con l’obiettivo di educare, fornire informazioni e strategie, ed apportare il necessario cambiamento di prospettive nella popolazione normodotata.

PORNOGRAFIALa pornografia è una figura dell’immaginario maschile, è la soddisfazione allucinatoria di desideri, bisogni,...
20/06/2022

PORNOGRAFIA

La pornografia è una figura dell’immaginario maschile, è la soddisfazione allucinatoria di desideri, bisogni, aspirazioni e paure proprie del sesso maschile. La pornografia persegue un unico fine: eccitare sessualmente il lettore o lo spettatore. Potrà dirsi riuscita, in sé e per sé, quando i soggetti ne risulteranno eccitati.
La pornografia ostenta un universo favoloso, in cui non si ha bisogno di sedurre per ottenere, ove la concupiscenza non rischia mai di essere ne’ repressa, ne’ respinta, in cui il momento del desiderio si confonde con quello della soddisfazione.
Costante caratteristica della pornografia è la proiezione della fantasia sessuale maschile sulla reazione femminile, immaginata e descritta come immagine speculare a quella maschile. Le donne tendono ad essere disponibili ai vari tipi di rapporto sessuale in ogni momento e sotto ogni forma piacente al maschio.
Le donne sono immaginate come corpi assatanati di sesso, trascinati da un impulso irresistibile a gettarsi sul pene maschile, con bisogni sessuali altrettanto impetuosi che vanno al di là dell’immaginazione stessa. In tale delirio immaginario la donna eccitata diviene organo sessuale stesso (va**na) che, una volta penetrato, diventa una estensione virtuale e illimitata del pene maschile.

L’aggressività è il denominatore comune della pornografia che cancella la possibilità di esistenza delle emozioni. Il sesso pornografico è un sesso senza emozioni, senza motivazioni, è assoluto, totale. Il corpo del partner è uno strumento di piacere infinito, e le sue reazioni si collocano a livello di un riflesso, dando l’impressione di impoverimento e degradazione.
La pornografia si avvale di una descrizione diretta e violenta di frasi e immagini forti, estrinsecamente aggiunte allo scopo di ottenere un effetto di enfasi. Il pornografo non permette alla contro-idea del soddisfacimento di svilupparsi, perché ciò implicherebbe una inamissibile conclusione del piacere, facendo emergere ‘’l’assenza di catarsi’’, se con essa si intende lo sviluppare nel lettore o spettatore certe aspettative e nel conseguente adempimento di quelle aspettative
Le relazioni tra gli esseri umani sono ridotte a giustapposizioni di corpi, di parti di corpi, membri ed organi. A parte la sessualità, ogni considerazione umana viene esclusa.

La descrizione degli accoppiamenti avviene all’insegna delle “passioni regolate”, i movimenti e le relazioni delle persone sono completamente controllate, come accade nelle fantasie auto-erotiche, ma mai nelle relazioni tra esseri umani veri.
I vari posti scelti in cui ambientare le vicende sono tutti lo “stesso luogo”, giacché localizzare la pornografia in uno spazio che non sia mentale, signif**a allontanarlo da uno dei suoi principali scopi.
Altra caratteristica è l’esclusione dell’uomo come individuo, tutti sono potenti, tutte le donne sono passionali, sempre disposti a tutto in qualsiasi momento, sempre generosi nel dare, mai gelosi, esiste solo l’aggressività totalmente fusa con la sessualità, l’unica furia riconosciuta è quella dei sensi.

Il linguaggio è sentito come limite, impedimento, la parola è una trappola ed essa cerca di andare al di la’ del linguaggio rendendo la pornografia depositaria di parole proibite e scabrose, il cui potere risiede nella loro primitività, conservandone la forza originale; funzionano come atti, rimanendo legate a impulsi inconsci da cui ebbero origine e che continuano ad esprimere.

EROTISMOL’idea nasce da un articolo di qualche giorno fa di Gianluca Veneziani scritto sul giornale ”Libero” ove mette i...
09/05/2022

EROTISMO

L’idea nasce da un articolo di qualche giorno fa di Gianluca Veneziani scritto sul giornale ”Libero” ove mette in evidenza una iniziativa promossa dal comune di Bisceglie sull’erotismo in una chiesa sconsacrata. Tale rassegna si chiama EROTIKA, e in chiosa, commenta: “certe licenze sono possibili solo nell’Occidente Cristiano, e oggi scristianizzato”.

“La messa è finita andate a godere”. L’autore si chiede se non sarebbe stato meglio collegare la rassegna alla storia e alla identità dell’ambiente che lo accoglie, raccontando dell’amore come “amore Cristiano” e di come l’estasi di molte mistiche fosse una forma di sublimazione sessuale; io personalmente dissento.
Il termine erotismo ha una estensione semantica diversa e maggiore dalla sessualità. Se da un lato indica attività sessuali a livello somatico e psichico e varie forme di sessualità nell’evoluzione della persona, dall’altro fa riferimento alla presenza, deliberata ed inconscia, di richiami di natura sessuale impliciti o espliciti, nel comportamento, nell’abbigliamento, nel linguaggio, nella comunicazione artistica e letteraria; erotico è un certo vestito, un profumo, un modo di ancheggiare, parlare, guardare, sospirare, mostrare il corpo n**o senza oscenità, etc.

Il realismo erotico si limita strettamente alla presentazione degli aspetti realistici della vita, è un’affermazione della vita nella sua totalità, nella quale l’istinto sessuale ha un’importanza capitale, come pure la rappresentazione delle varie parti del corpo.
Lo scopo è la descrizione della realtà completa dei fatti della vita, anche di quelli relativi ai rapporti tra sessi, che una certa moralità bigotta e oscurantista ha nei secoli repressa, senza comprendere l’importanza ai fini di un equilibrio nello sviluppo della personalità, giacchè per dirla con parole di un noto pensatore, la sessualità fisica sta all’erotismo come il cervello sta al pensiero ( G. Bataille).

L’erotismo dell’adolescente accompagna i mutamenti psicofisici della p**ertà, è conscio in quanto il ragazzo/a prepara la sua sessualità adulta che presuppone un confronto con le emozioni infantili represse. Gli adolescenti sottoposti a tensioni contradittorie tra conflitti infantili non risolti, repressioni educative degli adulti, attraversano un periodo di smarrimento con disturbi del carattere, condotta antagonistica e con tentazioni omosessuali momentanee; in questa fase, lasciare che l’adolescente formi il proprio realismo erotico interrogando internet equivarrebbe a mandarlo in guerra disarmato. Sarebbe opportuno educare l’adolescente a costruirsi e a riconoscere il proprio realismo erotico e non assorbire passivamente l’aggressione pornograf**a altrui.
L’erotismo dell’adulto è l’esito normale di una lunga e delicata evoluzione e purtroppo presuppone un’armoniosa combinazione tra desideri sessuali e tenere emozioni relativi ad un compagno/a , il controllo della vita sessuale è idealmente soggetto all’Io cosciente, senza angoscia, senza timore del piacere fisico e di coppia, senza essere influenzati da opinioni altrui.

Non è ammesso alcun realismo erotico nella religione cristiana, ove il sesso è concepito quale atto finalizzato alla procreazione e mai come piacere finalizzato a se stesso; l’iconografia sacra di matrice cristiana si caratterizza per la pudicizia e l’asessualità delle immagini, artisti come il Caravaggio che ci hanno lasciato madonne corpulente e scollacciate sono assolute eccezioni.

Nell’ “Occidente Cristiano e oggi scristianizzato” il piacere è il tema prediletto della morale laica che mette in crisi quanto di repressivo e primitivo c’era (e tutt’ora c’è) nella predicazione tradizionale, bisogna rispettare un luogo sacro o che lo è stato, nella predicazione tradizionale, e allo stesso tempo bisogna contraddire i vari predicatori che mettono paura nell’ambito che dovrebbe essere libero da censure.

Nell'immagine: un dettaglio del giudizio universale di Michelangelo Buonarroti

LA V***A NELLA STORIAIl termine viene dall’antico latino F**A  “frutto del fico”. L’assunzione semantica del termine, co...
13/04/2022

LA V***A NELLA STORIA

Il termine viene dall’antico latino F**A “frutto del fico”. L’assunzione semantica del termine, con valore prettamente sessuale, presto viene trasformato in senso osceno, facendo in modo che il nome del frutto dell’albero del fico in Italiano venisse “censurato” e passato al maschile cioè ”fico” in deroga all’usuale regola della lingua italiana (mela frutto del melo).

Il termine nasce nel parlar Calabro- Siculo ove il frutto del fico è femminile, il riferimento preciso è il frutto della qualità nera ”fico della mulingiana” che quando è maturo è leggermente spaccato facendo intravedere il rosso all’interno, somigliando quindi alla v***a incorniciata dai peli.

Nei dialetti e nelle lingue romanze il signif**ato sessuale è espresso in altri termini; in alcuni dialetti medioevali si usano termini derivanti dal latino “cunnus” come nel Catanzarese, ove viene utilizzato sia nel signif**ato di apparato femminile sia come offesa alla persona apostrofata con tale termine “cunnu” che vuol dire imbecille; nel cagliaritano con il termine “cunnu” si intende una cosa bella ovvero una "Figata”. Altri termini dialettali sono usati anche come dispregiativi “caccone" (Puglia), "entrata maestra“ (Giordano Bruno), “faddacca" (Sicilia), “farfallina" (Benigni), "fenditura" (Moravia), “padella (Pietro L’Aretino) "pisciacco-pitacco-piccione" (sempre Puglia).

Questo sostantivo usato da secoli è diventato una sineddoche per indicare una donna appetibile e quantif**ata anche come ” pezzo di f**a” ed usato anche per l’uomo nell'accezione maschile "pezzo di figo".

Il termine appare in letteratura nelle commedie di Pietro L’Aretino e nella Divina Commedia ove Dante usa il gesto della f**a come atto di spregio, citazione di Dante "le mani alzò con entrambe le fighe gridando: - togli, Dio, ch’a te le squadro” - nel canto dell’Inferno, il gesto è braccia diritte verso il cielo, pugni chiusi rivolti verso la persona da offendere con il pollice interposto tra indice e medio; con questo viene rappresentato l’immagine della f**a.

Alle attiviste degli anni '70 il potere delle v***a nelle manifestazioni viene rappresentato con un triangolo dove sono unite le punte degli indici e pollici sopra la testa, serve per esprimere in modo provocatorio la propria identità, per secoli schiacciata ed emarginata; tale simbolo rivendica la sessualità libera, anche se questa è anche merito della contraccezione.

Questo simbolo è nato in Francia e portato in Italia nel 1972 da Giovanna Pala che, tornata a Roma, portava il simbolo nelle manifestazioni di piazza per affermare il moralismo bigotto della Chiesa, la sfida alle istituzioni dello stato e al patriarcato opprimente.

Eppure i genitali nella storia sono stati rappresentati in vari edifici pubblici con statue che esponevano i genitali, ovviamente rimosse nel Medioevo, dando alla struttura e all'ambiente poteri magici che prevenivano le sventure e tenevano lontano gli spiriti malvagi; nelle feste contadine l’esibizione dei genitali femminili sul campo favoriva la fertilità, stimolando la crescita delle piante; nell’antico Egitto le donne mostravano il p**e davanti ai loro campi per scacciare gli spiriti maligni.

In una incisione del 1700 Charles Eisen mostra una donna in piedi che solleva la gonna e sicura di sè mostra la v***a al diavolo che si spaventa, salvando così il raccolto in quel villaggio.

La v***a è la porta dell’origine del mondo e profanarla signif**a rivolgersi contro la vita stessa. E la vita è più forte di tutto.

LA MASTURBAZIONELe proibizioni relative ai comportamenti sessuali occupavano ed occupano ancora norme che regolano la vi...
30/03/2022

LA MASTURBAZIONE

Le proibizioni relative ai comportamenti sessuali occupavano ed occupano ancora norme che regolano la vita della Chiesa quindi dei fedeli e sono tuttora da loro descritte nella confessione; i penitenziali hanno ancora l’elenco delle varie colpe e relative penitenze da infliggere perché i fedeli potessero espiare i loro “peccati”. Per fortuna la legislazione non prevede più sanzioni per le attività sessuali.

La masturbazione, forma più diffusa della sessualità, nasce con le pulsioni sessuali che raggiungono la massima intensità nel periodo prep**erale, ma il loro orientamento e le modalità di soddisfazione sono in gran parte determinate dalla sessualità infantile; una fenomenologia del corpo come piacere viene tutt’oggi ostacolata da una pedagogia dell’austerità e della mistif**azione: i genitori e le istituzioni insegnano ai figli ciò che si può fare e cosa non devono fare e quindi per ottenere il piacere i figli si servono della clandestinità, le proibizioni diventano quindi fonte di piacere, essi sperano che occultando il piacere e le sue pratiche si possa trattenere la pulsione sessuale sino a che possa imboccare le sole strade aperte dall’orientamento sociale utilizzando l’intimidazione religiosa, medica, familiare, dando alla proibizione valore afrodisiaco.

Nella formazione dell’individuo si tiene in considerazione l’atto masturbatorio soprattutto considerando il modo cui è stato represso e da chi, se represso da solo e con quali sensi di colpa, se condizionato dalla religione e con quali conseguenze.
La masturbazione dell’adolescente è da considerarsi come un evento maturativo della sessualità, dove egli prova piacere prima soddisfacendo le pulsioni poi si confronta con le immagini corporee degli altri, con fantasie erotiche e sperimenta il piacere dell’emissione dello sperma, si autocontrolla e si prepara gestendo il suo corpo e le sue fantasie all’interno del rapporto col partner.

Nella nostra società il processo di alienazione sessuale comincia fin dai primi anni, i neonati di ambo i sessi esprimono gioia quando i loro genitali vengono toccati durante il bagno e cambio dei pannolini in epoca motoria; l’espressione sessuale è seguita da disapprovazione, punizione e negazione quando la mano dell’adolescente cerca piacere toccandosi i genitali, subito viene allontanata ripetutamente con qualche sgridata; immoralità e sessualità sono profondamente radicata nella nostra cultura, insegniamo a camminare, parlare, dipingere, fare i propri bisogni, dormire mangiare, però neghiamo la sessualità poiché si insegna a dissociare il bisogno sessuale dal proprio io perché viene etichettato come brutto, cattivo, sporco, immorale e pericoloso.

Masturbarsi è un viaggio, un percorso alla ricerca della propria consapevolezza, può esistere anche come alternanza al sesso di coppia e anche durante il rapporto stesso come gioco reciproco, o come gioco solitario, l’importante è che non sia sempre una funzione ad essere soddisfatta, come in forme caratterizzate da fantasie compulsive di melanconia narcisistica, ove il proprio corpo non è soggettività vivente, ma oggetto adescatore perennemente cercato e perduto. Il fatto che molte persone la cui vita familiare è stata così restrittiva sfuggano ai gravi problemi sessuali, non fa che sottolineare la forza inarrestabile della spinta sessuale e il suo intrinseco potenziale per garantire la salute mentale.

LA  FRIGIDITÀL’esperienza orgasmica paradossalmente fa coincidere il punto di massimo abbandono dell’Io fino all’orlo de...
09/03/2022

LA FRIGIDITÀ

L’esperienza orgasmica paradossalmente fa coincidere il punto di massimo abbandono dell’Io fino all’orlo della disperazione con quello di massima affermazione dell’Io stesso, è proprio in questo culmine che si trova tutta la potenza emotiva dell’orgasmo; ogni fragilità strutturale e indebolimento dell’io, determina l’impossibilità di avere questa esperienza fisica ed emotiva.

La frigidità appartiene a questa mancata esperienza, essa è l’inibizione sessuale più grave della donna: essenzialmente è una donna priva di erotismo e incapace di provare sensazioni della sfera sessuale. La frigidità è primaria quando si manifesta in donne che non hanno mai sperimentato il piacere erotico con nessun partner; secondaria, in donne che reagiscono all’erotismo solo con il petting, e quando il rapporto diventa l’obiettivo primario, perdono la capacità di reagire; situazionale, quando la donna si sente nauseata ed in collera alla prospettiva del rapporto con suo marito, ma si eccita all’istante e si lubrif**a quando l’uomo irraggiungibile che lei sta cercando di sedurre le sfiora la mano.

Per l’uomo la disfunzione erettiva è quasi sempre un disastro psicologico, per la donna tale disfunzione oltre all’angoscia profonda crea una condizione di accettazione indifferente della situazione: partecipa al rapporto sessuale con suo marito, vede la sua soddisfazione e il grande piacere che questi ne ricava, si limita invece a concedergli il proprio corpo meccanicamente, questo la frustra e quindi delle volte, per non rifiutare apertamente il rapporto, finge e trova sotterfugi per non avere l’amplesso.
Per il marito a volte l’indifferenza sessuale della moglie può essere addirittura fonte di appagamento sessuale, altri mariti più insicuri, attribuiscono il problema della moglie alla propria inadeguatezza sessuale e invitano le mogli ad essere più attraenti e più vogliose.
In molti settori e culture vige ancora la convinzione che il ruolo della donna in campo sessuale sia di procurare piacere all’uomo, tanto è vero che alcuni medici e preti rassicurano queste donne della loro normalità e circa l’accettabilità della nuova situazione.

Un individuo che accetta una vita senza appagamento sessuale e non prova collera e disappunto per questa privazione è come il sacerdote che si conforma al voto di castità, quindi reprime l’istinto sessuale senza danno psicologico e conseguenze specifiche.
La vasocongestione ai genitali non avviene in queste donne per il blocco del sistema nervoso autonomo dovuto allo stato emozionale e conflitti non risolti, manca la lubrif**azione, l’aumento della salivazione, l’inturgidimento del capezzolo, la congestione del viso, tutti fenomeni che sono preludio all’ eccitamento sessuale.
La paura delle donne a non raggiungere l’orgasmo, la riluttanza a comunicare i desideri erotici all’amante, l’incapacità di l’autonomia sessuale, sono tutti elementi che possono innescare reazioni emozionali che ne impediscono il rilassamento e l’abbandono.
A quel che pare, rinunciando consciamente all’appagamento sessuale e avendo validi motivi per accettare una vita senza sessualità, essa non prova collera a reprimere la sua sessualità, dunque, come già detto, le sarà possibile sublimare e reprimere questo istinto senza visibile danni psicogeni.

La terapia sarà soprattutto diretta alle modif**azioni delle fonti dell’ansia sessuale, degli ostacoli immediati alla reazione sessuale, degli aspetti distruttivi della stessa reazione che vengono man mano identif**ati e compresi.

L'OMOSESSUALITÀL’omosessualità non è una malattia, come dice ironicamente Checco Zalone, ma una variante del comportamen...
25/02/2022

L'OMOSESSUALITÀ

L’omosessualità non è una malattia, come dice ironicamente Checco Zalone, ma una variante del comportamento sessuale che trae origine e fondamento nella cultura che l’ha originato e avvalorato.

Tutti i gruppi umani, in tutti i contesti culturali, hanno la necessità di esprimere la propria sessualità. Tale espressione è però condizionata o esaltata dalla cultura dal contesto socio-politico che definisce le regole per dare alla stessa la possibilità di esprimersi o, al contrario, di reprimersi.

La regolamentazione dei comportamenti sessuali è uno degli ambiti in cui la creatività umana si è prodigata di più assumendo signif**ati diversi e addirittura contrastanti: ciò che in un gruppo è incesto, nell’altro è matrimonio tra cugini primi.
Dell’omosessualità si hanno notizie dal secolo VI a.C., periodo che coincide con un maggior sviluppo commerciale, con l’abbondante manodopera schiava, con il declino dell’importanza della donna nella comunità. Tutti fattori sociali che pare abbiano contribuito a favorire l’omosessualità.

Sono molti i bisogni sociali soddisfatti dalle forme di sessualità particolari delle varie culture: la cultura Chukchee della Siberia risolve con l’omosessualità il problema dell’eccesso degli scapoli per l’alto prezzo che bisogna pagare per avere una moglie, la possibilità di diventare omo e di avere amanti femmine, riduce le tensioni che potrebbero nascere tra sposati e non; i Koniag, come gruppo, hanno i maghi e sciamani, destinati fin dalla nascita dai loro genitori, e per occupare questo ruolo devono avere delle caratteristiche sessuali diverse, dovrà essere omo, corpo di uomo e comportamento da donna e per questo i genitori fin da bambini li vestono da donna.
Inoltre, il nesso tra religione e poteri magici è abbastanza normale tra le varie culture e religioni. Da noi, per esempio, la gente comune crede che i preti non si sposano per le impurità che il contatto sessuale potrebbe portare nei loro rapporti con Dio; i Koniag trovano nell’omo la soluzione alle necessità di avere maghi che possono intercedere presso gli spiriti ed altri esseri superiori a vantaggio del gruppo.
I Lango, i Tanala, hanno incorporato nella società, attraverso l’istituzione familiare, gli impotenti e gli omosessuali, e lasciano la libertà di avere rapporti con gli impotenti e con donne. Questo sembra essere un risultato positivo ai fini di integrare tutti gli individui nel gruppo.

Numerose testimonianze confermano che l’omosessualità fosse comune tra i soldati romani, greci, arabi, giapponesi, nazisti, tutti legati al culto della fisicità e della bellezza del corpo. In Grecia, l'omosessualità assumeva la forma di pederastia soprattutto tra i filosofi, convivendo questa forma anche con l’eterosessualità, l ‘omosessualità spartana era l’esaltazione della sopravvalutazione del mondo maschile, della guerra dei rapporti tra uomini. Famoso era il distaccamento delle coppie omosessuali di Filippo il Macedone le quali si battevano fino alla morte fianco a fianco per difendere il proprio uomo.

Anche il lesbismo può apparire come la risoluzione ad alcuni problemi sociali, può risolvere il problema del bisogno affettivo delle donne eludendo la paura della gravidanza, può essere una manifestazione di indipendenza del gruppo delle donne rispetto agli uomini con venatura di rivendicazione femminista, con valore di rinforzo del gruppo delle donne.
Ogni cultura esprime anche un giudizio morale sulla sessualità. È la stessa diversità delle culture a far sì che in ognuna di esse non possa prevalere un giudizio diverso da quello in essa formulato, perché altrimenti quella cultura perderebbe la sua stabilità. Nelle culture che espriono un giudizio morale sulla sessualità la repressione sessuale va di pari passo con una ancor più forte repressione omosessuale.
Con la repressione sessuale i ruoli degli uomini sono mantenuti distinti da quelli femminili. Il comportamento della maggioranza etero ha stabilito risposte sociali che sono tanto più chiare quanto più sono semplici ed evidenti e, in nome di questa chiarezza strutturale, della semplif**azione organizzativa e inerzia culturale, si giunge alla repressione dell’omosessuale.

La nostra cultura, a maggioranza etero, non reprime - formalmente - l'omosessualità. Tuttavia, esprime ancora giudizi morali su di essa, marginalizzandola. In tale contesto, non servono solo leggi a favore degli uomini o delle donne o delle loro diversità, ma il rispetto dell’umanità e una cultura che guardi sempre alla complessità, ai molteplici modi di esprimere la sessualità.

Indirizzo

Via Milano, 83
Andria
76123

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00

Telefono

+393347307125

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Il ginecologo e sessuologo dr Fortunato risponde pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a Il ginecologo e sessuologo dr Fortunato risponde:

Condividi

Share on Facebook Share on Twitter Share on LinkedIn
Share on Pinterest Share on Reddit Share via Email
Share on WhatsApp Share on Instagram Share on Telegram