Hashimoto con Alex

Hashimoto con Alex Tutto riguardo la Tiroidite di Hashimoto: cause, alimentazione, sintomi e metodi di cura.

18/05/2026

Credi alla diagnosi, ma non credere alla prognosi

La definizione di tiroidite di Hashimoto è: “malattia autoimmune cronica della tiroide caratterizzata da infiltrazione linfocitaria, che provoca una progressiva infiammazione della ghiandola e una possibile riduzione della sua funzionalità”.

Per la diagnosi devono essere rilevati gli autoanticorpi tiroidei anti-tireoperossidasi (anti-TPO) e anti-tireoglobulina (anti-TG), insieme all’esecuzione di un’ecografia della ghiandola.

La prognosi, invece, molto spesso viene descritta così: “l’infiammazione cronica provoca, con il passare del tempo, la completa distruzione della tiroide, con conseguente ipotiroidismo”.

Detto questo, sebbene l’ipotiroidismo si manifesti in molti casi di tiroidite di Hashimoto, l’idea che la malattia conduca inevitabilmente a una completa distruzione della tiroide è un concetto del passato che si sta progressivamente ridimensionando.

Questa visione è sostenuta da esperienze cliniche, evidenze scientifiche e pareri di esperti nel campo della tiroidite di Hashimoto.

Perciò, ancora una volta: credi alla diagnosi, ma non credere alla prognosi.

Buona remissione! 🤒🏥😇

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Quali micronutrienti si possono integrare nel trattamento della tiroidite di Hashimoto?Selenio - questo non metallo poss...
17/05/2026

Quali micronutrienti si possono integrare nel trattamento della tiroidite di Hashimoto?

Selenio - questo non metallo possiede proprietà antiossidanti e contribuisce alla normale funzione del sistema immunitario. Il selenio è un elemento importante perché, oltre a essere molto presente nella tiroide, favorisce la conversione dell’ormone T4 in T3 tramite l’enzima deiodasi.

Vitamina D (o colecalciferolo) - considerata un vero e proprio “ormone” per il suo coinvolgimento in numerosi processi biologici, la vitamina D supporta l’assorbimento del calcio e svolge un ruolo importante per la salute delle ossa e della pelle. Bassi livelli di vitamina D sono frequentemente associati alle malattie autoimmuni, inclusa la tiroidite di Hashimoto.

Ferro - questo micronutriente favorisce la produzione dei globuli rossi e dell’emoglobina e può avere effetti positivi su stanchezza, affaticamento e perdita di capelli, sintomi che spesso accompagnano la tiroidite di Hashimoto.

Zinco - questo minerale partecipa a centinaia di reazioni enzimatiche nell’organismo ed è coinvolto nella produzione del TSH e nella conversione del T4 in T3.

Vitamina B12 - favorisce il metabolismo e la produzione di energia da parte delle cellule del corpo. Una sua carenza è relativamente frequente nei pazienti con malattie autoimmuni e può contribuire a stanchezza e sintomi neurologici.

Vitamina A - a detta del dottor Garritano, è “la vitamina della tiroide”, in quanto partecipa alla regolazione dell’asse HPA e al metabolismo degli ormoni tiroidei.

Il selenio e la vitamina D sono tra gli integratori più consigliati in caso di tiroidite di Hashimoto, poiché risultano tra i più studiati per i loro possibili effetti sugli autoanticorpi tiroidei. Alcuni studi suggeriscono l’integrazione di 200 mcg di selenio per 6 settimane, in tre cicli all’anno, e/o l’assunzione di 1000 U.I. di vitamina D nei mesi invernali, privilegiando, ove possibile, l’esposizione al sole.

Il selenio può essere integrato, senza particolari controindicazioni nella maggior parte dei casi, poiché un sovradosaggio significativo si verifica generalmente solo a dosi molto elevate.

Buona remissione!

11/05/2026

"La tiroidite di Hashimoto può guarire". Quest'affermazione, riportata nel libro Hashimoto Healing del dott. Rieger, ha cambiato radicalmente la mia visione riguardo questa patologia.

Nonostante non si possa esplicitamente affermare che la tiroidite di Hashimoto col tempo guarisca, la scienza ha accreditato il processo di remissione anticorpale. Ciò significa che l'Hashimoto può migliorare nelle sintomatiche e nei valori ematici.

Attualmente, sono molti i dati di fatto che confermano quest'ipotesi.

Lo dimostra innanzitutto, la mia esperienza personale con la tiroidite di Hashimoto. Sono anni, ormai, che il numero degli anticorpi che attaccano la mia tiroide è calato, migliorando di molto anche le sintomatiche che l'accompagnano.

Lo dimostrano i lavori e i pareri degli esperti della tiroidite di Hashimoto (come il dott. Rieger e la dott. Wentz) i quali scrivono e pubblicano da anni libri e articoli su come fare andare la tiroidite di Hashimoto in remissione.

Lo dimostrano le testimonianze di persone nel Web, che tramite blog, video e podcast, parlano delle loro esperienze e divulgano le strategie da loro adottate per convivere con questa patologia.

E infine, lo dimostra anche la scienza. Infatti, alcuni studi scientifici rilevanti puoi trovarli sotto questi link:
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/1977978/
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/20883175/

Perciò, a conti fatti, non c'è più alcun motivo per non credere ad una possibilità di remissione. Crederci é il primo passo, perché le nostre credenze, i nostri pensieri e la nostra mente in generale, influenzano profondamente molti processi fisiologici.

Buona remissione! 🤒🏥😇

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Nel 2016, quando il medico di base mi diagnosticò la tiroidite di Hashimoto, mi disse fin da subito, e senza darmi molte...
04/05/2026

Nel 2016, quando il medico di base mi diagnosticò la tiroidite di Hashimoto, mi disse fin da subito, e senza darmi molte alternative, che l'unica possibilità per "vivere" con l'Hashimoto fosse quella di compensare la carenza ormonale con la levotiroxina.

Ci rimasi male: quelle parole mi lasciarono alquanto perplesso, e l'idea di un trattamento a vita con la levotiroxina mi stava un po' scomoda.

Tuttavia, non mi rimase altro da fare che accettare di assumere il farmaco, perché non avevo gli strumenti e le conoscenze per comprendere ed affrontare al meglio questa patologia.

Nonostante questo, ho cercato comunque di tenere aperte le porte della speranza porgendomi alcune domande: possibile che l'unica soluzione sia quella di assumere l'ormone sintetico a vita? Possibile che non ci siano altre strade da seguire o trattamenti da provare?

In effetti, solo a posteriori mi sono reso conto che la mia intuizione era buona: soluzioni alternative c'erano eccome! E oggi sono contento delle scelte che ho fatto per la mia salute.

A tal proposito, il mio consiglio é quello di scavare dentro di sé ed individuare quelli che possono essere stati i fattori stressogeni e i trigger psicologici che possono avere scatenato la malattia autoimmune.

Andare a fondo sulle questioni irrisolte e provare a fare cose nuove ripaga sempre nel lungo periodo.

Buona remissione! 🤒🏥😇

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01/05/2026

Perché in caso di Hashimoto e ipotiroidismo si presentano episodi di tachicardia?

La tachicardia é un fenomeno che si presenta quando il cuore, in condizione di riposo, batte con una frequenza più alta rispetto al normale.

In condizioni di riposo, il cuore ha una frequenza compresa tra i 60 e i 100 battiti al minuto. Se la frequenza cardiaca supera i 100 battiti al minuto, allora si parla di tachicardia.

La tachicardia correlata alla tiroidite di Hashimoto può essere causata:

1) dall'Hash*tossicosi che può verificarsi all'inizio della malattia. In questi casi, la tiroide infiammata rilascia ormoni tiroidei (T4 e T3) causando una condizione di ipertiroidismo transitorio;

2) da un dosaggio troppo alto della levotiroxina (anche in piccole variazioni), che può simulare anche in questo caso un ipertiroidismo;

3) dall'attivazione del sistema nervoso simpatico e dall'aumento del cortisolo (l'ormone dello stress), che possono causare stati di ansia e iperattivazione fisiologica.

Personalmente, ho vissuto gli episodi di tachicardia e palpitazioni più importanti durante la terapia ormonale sostitutiva con la levotiroxina. Proprio per questo, ho fatto richiesta al mio medico di farmi abbassare il dosaggio.

Tu? Senti di avere episodi di tachicardia? Pensi sia dovuta ad un dosaggio elevato del farmaco?

Fammelo sapere nei commenti.

Buona remissione! 🤒🏥😇

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Quanto può metterci una tiroidite di Hashimoto per andare in remissione? Rispondere a questa domanda non è facile, e la ...
29/04/2026

Quanto può metterci una tiroidite di Hashimoto per andare in remissione?

Rispondere a questa domanda non è facile, e la risposta breve è che non esiste un tempo standard uguale per tutti. I processi di remissione sono diversi da persona a persona e dipendono anche, dai fattori stressanti e dalla condotta di vita di chi ne é affetto.

Una persona in condizioni di stress cronico ad esempio, può metterci molto più tempo per migliorare, rispetto ad una persona con uno stile di vita più regolato.

Cio nonostante, con la terapia e i cambiamenti nello stile di vita si può pensare di avere miglioramenti delle sintomatiche già a partire dai tre mesi.

A tal proposito, la dott.ssa Izabella Wentz nel libro "Hashimoto's Protocol", ha ideato un programma di 90 giorni per far andare i sintomi dell'Hashimoto in remissione.

Per un miglioramento e una riduzione più significativa degli anticorpi e dell'infiammazione, ci possono volere dai 6 ai 12 mesi di tempo. A volte, per un mantenimento più stabile nel lungo periodo possono passare anche anni dall'inizio della terapia.

Comunque sia, non demordere. Come diceva Milton Erickson, il famoso psicoterapeuta e ipnotista statunitense: "a volte ci può volere molto meno tempo per guarire di quanto ce ne sia voluto per ammalarsi".

Buona remissione! 🤒🏥😇

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27/04/2026

Integra il selenio.

Mentre fino a qualche anno fa si credeva che bastasse regolare i livelli di TSH per alleviare i sintomi da Hashimoto, i più recenti studi scientifici, hanno capovolto questo falso mito a favore di trattamenti multidisciplinari che facciano abbassare il numero degli anticorpi.

A tal proposito, vengono proposte diverse soluzioni, tra cui un'alimentazione antinfiammatoria e uno stile di vita sano. Quella che si vuole proporre in questa sede è l'assunzione del selenio.

Il selenio é un micronutriente fondamentale per la funzione della ghiandola tiroidea, in quanto é antiossidante e funge da catalizzatore per la conversione dell'ormone attivo T3 a partire dall'ormone inattivo T4. Inoltre, la tiroide é l'organo in cui sono concentrate le maggiori quantità di selenio nel corpo.

Studi scientifici dimostrano che un'alimentazione povera di selenio aumenta il rischio di contrarre la tiroidite autoimmune, mentre altri studi riportano che un integrazione di 200 ng di selenio al giorno faccia abbassare significativamente il numero degli anticorpi (dal 20 al 40%) nell'arco di tre mesi.

Non ti preoccupare, il selenio può essere integrato tranquillamente senza andarne a misurarne i livelli sierici, visto che la sua soglia di tossicità inizia ad alti dosaggi (studi riportano dosi di 700-900 ng al giorno).

A tal proposito, si consiglia la seleniometionina, che é la forma organica del selenio. La seleniometionina viene sì assorbita più lentamente ma é più sostenibile e rimane in circolo più a lungo. Alternarivamente, va bene anche un preparato combinato con il selenito di sodio, che é la forma anorganica.

Ricordati che prima di integrare é preferibile assumere questo micronutriente attraverso il cibo. Gli alimenti ricchi di selenio sono le carni bianche o il pesce. Oppure, bastano due noci del Brasile al giorno per compensare il fabbisogno giornaliero di selenio.

Fonti scientifiche:
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/16756467/
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/25574167/
Izabella Wentz - Hashimoto's thyroiditis root cause

Buona remissione! 🤒🏥😇




Perché pubblico contenuti sulla tiroidite di Hashimoto? Nel 2016, dopo mesi di spossatezza ed umore tendenzialmente depr...
24/04/2026

Perché pubblico contenuti sulla tiroidite di Hashimoto?

Nel 2016, dopo mesi di spossatezza ed umore tendenzialmente depresso, andai dal medico di base che mi diagnosticó una tiroidite autoimmune di Hashimoto.

Seguii le indicazioni mediche di base ed assunsi la levotiroxina per tre anni. Tuttavia, nel lungo termine notai che, il farmaco aumentava sì i miei livelli di energia ma mi rendeva anche più nervoso e ansioso di come ero prima.

Arrivai alla conclusione che il farmaco, da solo, non bastava. Decisi perciò di andare più a fondo in questa malattia e cercare quelle che potevano essere le mie cause scatenanti.

Durante il mio soggiorno pluriennale in Germania, ho avuto la fortuna di conoscere i lavori di alcuni specialisti della tiroidite di Hashimoto, come il dott. Rieger e la dott. Wentz. Grazie alle cure che ho fatto, il numero degli anticorpi si è abbassato e la mia tiroidite di Hashimoto è andata in remissione.

Ad oggi, mi occupo di divulgare le conoscenze, le nozioni e le informazioni apprese, sui canali social italiani.

Il mio scopo é quello di informare, fare prevenzione ed aiutare le persone affette dalla tiroidite di Hashimoto a vivere meglio con questa patologia.

Buona remissione! 🤒🏥😇

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23/04/2026

Approcci multidisciplinari e personalizzati

La ricerca della causa scatenante (o, come direbbe la dott. Wentz: della propria "root cause") della tiroidite di Hashimoto, è un percorso individuale, e diverso da persona a persona.

Nel libro, la dott. Wentz propone diversi trattamenti da seguire, come ripulire l'intestino, depurare il fegato, curare l'alimentazione, eliminare le tossine o assumere integratori.

Anche per quanto riguarda la terapia ormonale sostitutiva, c'è la possibilità che alcune persone reagiscano male ad un medicinale (come l'Eutirox) mentre si trovino bene con un altro medicinale (come il Tirosint, Tiche o l'estratto di tiroide secca).

Oltre a ciò, ci sono anche quelle situazioni di vita che ci stressano o ci creano ansie e preoccupazioni, le quali sono individuali e cambiano da persona a persona.

Proprio per questi motivi, studi scientifici suggeriscono che, per curare a dovere la tiroidite di Hashimoto, bisogna valutare tutte le possibilità e adottare approcci multidisciplinari e personalizzati.

Link agli studi scientifici:
https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC11544504/?utm_source=chatgpt.com

https://www.frontiersin.org/journals/immunology/articles/10.3389/fimmu.2023.1211231/full?utm_source=chatgpt.com

Il libro della Wentz: Hashimoto root cause

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Integrare lo iodio fa bene?Avevo già fatto un video sullo iodio e su quanto sia importante questo elemento, per la salut...
22/04/2026

Integrare lo iodio fa bene?

Avevo già fatto un video sullo iodio e su quanto sia importante questo elemento, per la salute della tiroide e per la produzione degli ormoni tiroidei.

Tuttavia, mentre in passato si riteneva iodio come un elemento fondamentale per il trattamento dei disturbi tiroidei, oggi le evidenze scientifiche mostrano che integrare lo iodio può essere problematico esattamente come assumerne poco.

Infatti, alcune review scientifiche, hanno mostrato che un programma di integrazione con lo iodio, sia stato causa di un aumentato del numero degli anticorpi anti-TPO e anti-TG in molte persone.

Proprio per questo, sarebbe oppurtuno lasciar perdere l'idea di integrare lo iodio dall'esterno, visto che se ne assume già una quantità sufficiente attraverso la dieta.

Alternativamente, se ne potrebbe migliorare l'assorbimento da parte del corpo, supportando la funzione del fegato e dell'intestino che sono gli organi dove avviene la scissione degli atomi di iodio, dall'ormone T4 al T3.

Come? Principalmente attraverso una dieta antiinfiammatoria, ma anche con una gestione dello stile di vita, e riduzione dei livelli di stress.

Qui gli studi scientifici in questione: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/9065031/
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/11396701/
https://www.science.org/doi/abs/10.1126/science.4048936
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/38870258/

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Troppo iodio fa male.Avevo già fatto un video sullo iodio e su quanto sia importante questo elemento, per la salute dell...
22/04/2026

Troppo iodio fa male.

Avevo già fatto un video sullo iodio e su quanto sia importante questo elemento, per la salute della tiroide e per la produzione degli ormoni tiroidei.

Tuttavia, mentre in passato si riteneva iodio come un elemento fondamentale per il trattamento dei disturbi tiroidei, oggi le evidenze scientifiche mostrano che integrare lo iodio può essere problematico esattamente come assumerne poco.

Infatti, alcuni scientifici svolti negli
Stati Uniti, hanno mostrato che un programma di integrazione con lo iodio, sia stato causa di un aumentato del numero degli anticorpi anti-TPO e anti-TG in molte persone.

Proprio per questo, sarebbe oppurtuno lasciar perdere l'idea di integrare lo iodio dall'esterno, visto che se ne assume già una quantità sufficiente attraverso la dieta.

Alternativamente, se ne potrebbe migliorare l'assorbimento da parte del corpo, supportando la funzione del fegato e dell'intestino che sono gli organi dove avviene la scissione degli atomi di iodio, dall'ormone T4 al T3.

Come? Principalmente attraverso una dieta antiinfiammatoria, ma anche con una gestione dello stile di vita, e riduzione dei livelli di stress.

Qui gli studi scientifici in questione: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/9065031/
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/11396701/
https://www.science.org/doi/abs/10.1126/science.4048936

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