La prima fase definita ippoterapia rappresenta la fase passiva dove viene sollecitata la risposta neuromotoria del soggetto agli stimoli offerti dal cavallo attraverso il suo movimento sinusoidale. La rieducazione equestre è la fase attiva della terapia dove vengono svolti esercizi finalizzati alla stimolazione delle reazioni di equilibrio e della coordinazione all’orientamento dello spazio e del
tempo e memorizzazione, all’accettazione di regole comuni, alla relazione e socializzazione. La terza fase è il pre-sport che rappresenta il raggiungimento di un buon livello di autonomia del soggetto, con possibilità di svolgere normali attività di scuderia e di equitazione presportiva , in comunione con normodotati. Ciascuna fase in rapporto alle condizioni cliniche del singolo paziente, può rappresentare una tappa di un percorso riabilitativo oppure un’ esperienza riabilitativa completa e clinicamente a sé stante. In ogni caso la riabilitazione equestre non va mai considerata come una tecnica terapeutica alternativa a quelle tradizionali, ma come una metodica definita, programmata ed inserita all’interno di un più ampio progetto riabilitativo personalizzato. Attualmente l’intervento è a favore di:
-bambini e ragazzi con disturbi della relazione e del comportamento
-insufficienza mentale
-patologie neuromotorie
-ritardi cognitivi
-sindrome di down