16/02/2026
ANTIDOTO
Suocera e nuora vivevano sotto lo stesso tetto. Le due donne, che non si erano sopportate fin dall’inizio, con il tempo avevano finito per detestarsi. La vecchia, di carattere assai bisbetico approfittava delle prerogative della sua età per tiranneggiare la nuora. La spiava in continuazione, cogliendo ogni minima occasione per rimproverarla: i lavori di casa fatti male, il riso troppo cotto, la minestra non abbastanza calda, il suo trucco simile a quello di una prostituta…insomma c'era di tutto. Il marito vigliacco come la maggior parte degli uomini in quella situazione, si guardava bene dal prendere partito. La vita della giovane donna era diventata talmente insopportabile da farle concepire un odio sconfinato per quella carnefice di suocera. Decise di farla sparire con discrezione, servendosi di una magia o di un veleno. Un'amica d’infanzia, della quale si fidava ciecamente, le consigliò di andare a consultare una vecchia assai esperta in fatto di piante medicinali, droghe e sortilegi, che viveva in una capanna di rami d'albero a qualche lì dal villaggio, in fondo a una stretta valle. L'eremita indossava una veste in paglia di riso intrecciata. Un'abbondante criniera argentea le nascondeva la maggior parte del viso. La donna ascoltò la sinistra richiesta senza manifestare la minima emozione. Dopo essere rimasta per un lungo momento a occhi chiusi, rispose: per quanto riguarda il veleno bisogna andarci piano, senza precipitare le cose. Conviene procedere per piccole dosi per non lasciare tracce e destare sospetti. Vi darò una mistura di erbe tossiche che agiscono molto lentamente. Per attivarne l'effetto dovrete massaggiare vostra suocera due volte al giorno ma, per far sì che accetti il trattamento, dovrete prima versarle nel cibo dieci gocce di questo preparato. In capo a qualche giorno si ammalerà. Quando il medico del villaggio l’avrà auscultata, mandatemi a chiamare. A quel punto vi darò la ricetta. La sciamana le consegnò un flacone, chiedendo una bella somma in cambio dei suoi servigi. Il piano si svolse come previsto. La vecchia della montagna fu convocata al capezzale della suocera. Prescrisse una tisana e dei massaggi da farsi due volte al giorno per un mese, quindi mostrò alla nuora come eseguirli. Grazie ai massaggi quotidiani la suocera si rilassò e il suo carattere migliorò. Le due donne si avvicinarono e le loro energie si armonizzarono. In capo a quindici giorni erano diventati come madre e figlia, legate da un sincero affetto. La nuora fu presa dai rimorsi. Il veleno, somministrato da due settimane, poteva aver già agito in modo irreversibile. Si precipitò quindi alla capanna della maga per chiederle un antidoto. Usando le dita a mo’ di pettine, la vecchia sollevò gli sterpi dalla capigliatura scoprendo il volto illuminato da un magnifico sorriso. -Non preoccupatevi, figlia mia, la tisana è inoffensiva, anzi addirittura benefica. Tutto è andato come avevo previsto. La pratica del Dao ci insegna a trasformare il negativo in positivo. Per la giovane fu come una rivelazione. Da quel giorno in poi, tornò spesso a trovare la vecchia della montagna per seguirne i passi sui sentieri della saggezza e infine ne prese il posto come medico dei corpi e delle anime.
“Racconti dei saggi taoisti”. Pascal Fauliot