27/05/2019
Alcune d'amore durano in eterno, altre invece si concludono con il passare del tempo e richiedono la capacità di andare oltre.
La fine di una storia d' è paragonabile a un lutto ma, diversamente da questo, ognuno continuerà la propria strada ed è questo aspetto che può suscitare forte angoscia e rabbia.
Come nel lutto, inizialmente vi è una fase di , ovvero sembra impossibile che l'evento stia accadendo proprio a noi. Successivamente la persona cerca di dare un significato a quanto accaduto, provando a individuare i propri sbagli e pensando a cosa avrebbe potuto fare diversamente.
In un secondo momento la persona inizia a provare verso se stessa, l'altro o verso un terzo individuo. L'illusione di una storia eterna lascia spazio alla delusione, che potrà portare alla depressione se iniziamo ad avere un atteggiamento di rinuncia passiva al posto della volontà di reagire attivamente. L'assenza dell'altro è in questa fase intollerabile poiché nulla ha senso senza il partner. Tuttavia, quando smettiamo di sentirci sbagliati e iniziamo a vedere l'altro in modo diverso da come ce lo siamo rappresentato in passato, ci liberiamo dalla necessità di riaverlo. Gradatamente riprendiamo a prenderci cura di noi stessi, uscendo, svolgendo attività che ci piacciono e sentendo che il fardello che ci portavamo diventa un po' meno pesante, pur non sentendosi ancora pronti per nuove storie. La rabbia e la delusione potranno essere collocate nel passato senza che dilaghino nel presente. Per questo passaggio, un percorso psicologico può risultare utile; d'altra parte, come dice "per un po' continuerò a urlare il tuo nome a me stesso, nel cuore. Ma alla fine la ferita ci cicatrizzerà"