Salute e Prevenzione per i Vigili del Fuoco

Salute e Prevenzione per i Vigili del Fuoco In memoria di Antonio Ralli, Mario Marraghini e Maurizio Ponti. L’informazione è la chiave del cambiamento

Per far luce sulle malattie professionali che colpiscono i Vigili del Fuoco e chiedere tutela, prevenzione e verità.

In Australia lo Stato ha fatto causa a 3M per oltre 2 miliardi di dollari australiani a causa della contaminazione da PF...
28/05/2026

In Australia lo Stato ha fatto causa a 3M per oltre 2 miliardi di dollari australiani a causa della contaminazione da PFAS legata alle schiume antincendio.
Mentre all’estero si parla di responsabilità, bonifiche e tutela degli operatori, in Italia siamo ancora indietro su prevenzione, studi epidemiologici e consapevolezza del rischio.
Forse è arrivato il momento di affrontare seriamente anche qui il tema PFAS. (via il Post)

Il rischio per un Vigile del Fuoco non comincia davanti alle fiamme, ma dal momento in cui parte per raggiungere chi ha ...
28/05/2026

Il rischio per un Vigile del Fuoco non comincia davanti alle fiamme, ma dal momento in cui parte per raggiungere chi ha bisogno di aiuto.
Un pensiero ai pompieri coinvolti nell’incidente di Poggibonsi.

Il tema dell’esposizione professionale dei Vigili del Fuoco a sostanze come i PFAS continua a essere centrale e, allo st...
27/05/2026

Il tema dell’esposizione professionale dei Vigili del Fuoco a sostanze come i PFAS continua a essere centrale e, allo stesso tempo, ancora troppo poco affrontato con la dovuta continuità nel contesto italiano.

In questo articolo di IrpiMedia viene riportato il lavoro su un primo studio che, pur rappresentando un passo importante, necessita di ulteriori approfondimenti. Un elemento che evidenzia ancora una volta quanto sia necessario rafforzare la raccolta dati, la trasparenza e la sistematicità degli studi in questo ambito.

La letteratura internazionale, da anni, segnala i rischi legati all’esposizione professionale a queste sostanze. Per questo motivo, ogni contributo di analisi e approfondimento indipendente assume un valore concreto per la salute e la prevenzione.

Un ringraziamento sincero a Francesca e Laura per il loro lavoro costante, preciso e sempre puntuale nel portare attenzione su temi così delicati e rilevanti per la tutela degli operatori.

Continuare a informare e approfondire significa anche contribuire a costruire maggiore consapevolezza sui rischi reali di questa professione e sulla necessità di una prevenzione sempre più efficace.

Il primo studio ufficiale sui Pfas nei pompieri italiani rassicura, ma è incompleto, non ancora validato dalla comunità scientifica e non indaga l’esposizione professionale

Piccoli passi, ma importanti.Dopo Forlì e Rimini, anche il Comando dei Vigili del Fuoco di Modena ha avviato un percorso...
26/05/2026

Piccoli passi, ma importanti.
Dopo Forlì e Rimini, anche il Comando dei Vigili del Fuoco di Modena ha avviato un percorso concreto sulla decontaminazione post intervento, con kit dedicati e formazione per il personale.
Dietro tutto questo ci sono persone che hanno scelto di capire, approfondire e trasformare la prevenzione in azioni concrete.
La speranza è che queste buone pratiche possano diffondersi sempre di più in tutta Italia.

Rendere il lavoro dei Vigili del Fuoco più sicuro oggi significa pretendere di più anche dalle aziende che producono i D...
21/05/2026

Rendere il lavoro dei Vigili del Fuoco più sicuro oggi significa pretendere di più anche dalle aziende che producono i DPI.
Negli Stati Uniti, Milliken & Company ha firmato il nuovo “Manufacturer Code of Conduct” promosso dalla IAFF, il principale sindacato dei Vigili del Fuoco nordamericani.
Non è un semplice documento formale.
Il Codice di Condotta chiede ai produttori di indumenti e attrezzature protettive di assumersi responsabilità precise:
• trasparenza sui materiali utilizzati nei DPI;
• comunicazione tempestiva quando emergono possibili rischi per la salute;
• test e verifiche indipendenti;
• rappresentazioni oneste delle prestazioni dei prodotti;
• approccio proattivo sulla sicurezza, non solo rispetto minimo delle norme.
Il contesto è quello ormai noto del dibattito internazionale sui PFAS nei DPI dei Vigili del Fuoco. Negli ultimi anni la IAFF ha accusato apertamente il sistema normativo e parte dell’industria di aver sottovalutato il problema delle sostanze fluorurate presenti negli indumenti da intervento.
Ed è proprio qui che entra in gioco Milliken.
L’azienda americana è uno dei principali produttori mondiali di tessuti tecnici e materiali avanzati, utilizzati anche nei DPI antincendio. Negli ultimi anni ha investito molto nello sviluppo di tessuti “non-PFAS” per i Vigili del Fuoco, arrivando a proporre materiali privi di composti fluorurati per tutti gli strati del turnout gear: tessuto esterno, barriera antiumidità e strato termico.
La firma di questo Codice di Condotta rappresenta quindi un segnale importante: la sicurezza non riguarda più soltanto la protezione dal calore e dalle fiamme, ma anche ciò che il Vigile del Fuoco indossa ogni giorno per anni.

Un capitano del Dipartimento dei Vigili del Fuoco di Lincoln Park e vicepresidente del sindacato Michigan Professional F...
20/05/2026

Un capitano del Dipartimento dei Vigili del Fuoco di Lincoln Park e vicepresidente del sindacato Michigan Professional Firefighters Union, che ha collaborato allo studio dello Stato del Michigan, ha affermato che i risultati offrono una “fotografia molto limitata” degli effetti dei PFAS sui vigili del fuoco.

“È positivo vedere che non abbiamo riscontrato questi enormi picchi per determinate sostanze”, ha dichiarato il capitano Heim. “Ma questo non copre l’altra metà di ciò di cui abbiamo bisogno… ancora non sappiamo perché continuiamo ad avere livelli di esposizione, mortalità e tumori così elevati.”

Secondo Heim, lo studio statale presenta limiti naturali dovuti a confronti con dati nazionali non perfettamente omogenei e ai limiti stessi dell’ambito della ricerca. L’attenzione dello Stato su un singolo prelievo ematico di riferimento, ha spiegato, non prende in considerazione altre parti del corpo, come il tessuto cerebrale e quello adiposo, dove i PFAS possono accumularsi.

Rimane inoltre preoccupante la mancanza di comprensione su come i PFAS possano interagire con altri rischi tipici del lavoro dei vigili del fuoco, come l’inalazione dei fumi e l’assorbimento cutaneo di sostanze nocive, ha aggiunto Heim, insieme alle altre conclusioni emerse dallo studio.

Secondo lo studio del Michigan Department of Health and Human Services, i vigili del fuoco che lavorano negli aeroporti presentavano concentrazioni di PFAS più elevate rispetto agli altri gruppi di pompieri. Lo Stato ha affermato che il maggiore utilizzo di schiume contenenti PFAS negli aeroporti, insieme ai DPI, alla polvere presente nelle caserme o ad altre fonti professionali, potrebbe contribuire a spiegare questa differenza nei risultati.

Le schiume antincendio contenenti PFAS sono state storicamente utilizzate nelle esercitazioni, ha ricordato Heim. Sebbene queste pratiche siano terminate, gli effetti continuano ancora oggi a farsi sentire tra i vigili del fuoco più anziani, insieme ad altre problematiche sanitarie persistenti.

“Stiamo ancora osservando tassi di esposizione al cancro estremamente elevati, e sempre più giovani vigili del fuoco risultano positivi ai tumori più tipicamente associati alla professione”, ha dichiarato Heim. “C’è ancora molto lavoro da fare… il rischio è ancora molto presente.”

E mentre nel resto del mondo si continua a studiare, approfondire e discutere apertamente dei rischi professionali nei Vigili del Fuoco, in Italia ci si affretta ancora a dire che “non c’è correlazione”.

Poi però si parla di cultura della prevenzione e sicurezza insieme al presidente INAIL.
Che, ricordiamolo, i pompieri nemmeno li copre.

Forse la prevenzione vera dovrebbe partire anche dal coraggio di affrontare certi temi senza minimizzarli.

L’immagine e le tradizioni del Corpo hanno il loro valore. Ma il soccorso tecnico urgente ha bisogno soprattutto di pers...
20/05/2026

L’immagine e le tradizioni del Corpo hanno il loro valore. Ma il soccorso tecnico urgente ha bisogno soprattutto di personale, mezzi, formazione e tutela della salute dei Vigili del Fuoco.
Ogni giorno uomini e donne del Corpo affrontano rischi reali, spesso invisibili.
Per questo sicurezza, prevenzione e decontaminazione dovrebbero restare sempre una priorità.
Perché il prestigio di un’istituzione passa prima di tutto dalla tutela di chi opera sul campo.

UIL FP VVF: mettere da parte i righelli da sarto e a iniziare a misurare le reali necessità di sicurezza dei Vigili del Fuoco

A gennaio avevamo parlato del Fire Fighter Cancer Cohort Study (FFCCS), uno dei più grandi studi mai avviati sulla salut...
19/05/2026

A gennaio avevamo parlato del Fire Fighter Cancer Cohort Study (FFCCS), uno dei più grandi studi mai avviati sulla salute dei Vigili del Fuoco.

Oggi quel progetto continua a crescere.

Un nuovo approfondimento pubblicato da National Fire Protection Association (NFPA) racconta i progressi di questa enorme ricerca iniziata nel 2018, che segue migliaia di Vigili del Fuoco per capire come esposizioni professionali, prodotti della combustione, PFAS e altri contaminanti possano influenzare il rischio di cancro e altre malattie.

La cosa più importante è che lo studio non aspetta la comparsa della malattia.
I ricercatori stanno cercando di individuare i segnali biologici precoci del danno, quando la prevenzione può ancora fare la differenza.

Oggi il progetto ha già coinvolto quasi 9.000 partecipanti provenienti da oltre 450 dipartimenti negli Stati Uniti.

E nelle prossime settimane i progressi dello studio saranno illustrati anche durante la NFPA Conference & Expo 2026, in programma il 24 giugno 2026 a Las Vegas.

Un nuovo studio del Michigan ha analizzato oltre 1.000 Vigili del Fuoco per valutare la presenza di PFAS nel sangue.I ri...
18/05/2026

Un nuovo studio del Michigan ha analizzato oltre 1.000 Vigili del Fuoco per valutare la presenza di PFAS nel sangue.
I risultati mostrano una presenza praticamente universale di queste sostanze, ma con livelli medi spesso simili alla popolazione generale e una forte variabilità tra i diversi ruoli operativi.
Il dato più importante non è la media, ma il fatto che l’esposizione dipende fortemente dal tipo di attività svolta, con valori più elevati in alcuni contesti specifici come gli aeroporti.
Uno studio che non parla di emergenze individuali, ma di esposizione professionale complessa, già presente nella popolazione e ancora oggetto di approfondimento scientifico.

Link allo studio e al post completo sul sito nei commenti

Un nuovo studio del NIST pubblicato questa settimana ha analizzato come calore, usura e agenti atmosferici possano modif...
17/05/2026

Un nuovo studio del NIST pubblicato questa settimana ha analizzato come calore, usura e agenti atmosferici possano modificare i livelli di PFAS presenti nei DPI dei Vigili del Fuoco.
Il dato più impressionante riguarda i sottocaschi: dopo esposizione al calore, i PFAS misurabili sono aumentati del 7930%.
Anche nei guanti strutturali è stato registrato un aumento del 643%.
Lo studio non afferma che i DPI causino direttamente malattie, ma conferma che l’utilizzo operativo può alterare il comportamento dei PFAS presenti nei materiali.
Parlare di sicurezza significa parlare anche di decontaminazione, esposizione cronica, gestione dei DPI e tutela della salute nel lungo periodo.

Indirizzo

Arezzo

Sito Web

http://linkedin.com/company/salutevigilidelfuoco

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