24/04/2026
Oggi, conviene ancora umanizzarsi?
24 aprile 2026
AORN San Giuseppe Moscati
“Ma se il mondo contemporaneo sembra segnato da una progressiva destituzione dell’Altro, ci si può ancora chiedere che cosa significhi essere umani. Ed è in questa faglia che si colloca l’amore come possibilità. Infatti, scrive Lacan che solo l’amore permette al godimento di accondiscendere al desiderio. Di fronte alla centralità dell’oggetto di godimento, che tende a isolare il soggetto, l’amore introduce infatti una logica differente: quella dell’eteros, dell’Altro come irriducibile differenza. Amare significa fare dell’altro la causa del proprio desiderio, non ridurlo a oggetto-gadget, ma riconoscerne l’alterità radicale.
In questo senso, l’amore non elimina la mancanza, ma la rende abitabile: riapre lo spazio dell’Altro là dove l’oggetto-gadget tende a chiuderlo, restituendo al soggetto la possibilità di desiderare senza estinguersi nel circuito chiuso del godimento. Amare significa aprirsi all’imprevedibilità dell’incontro, all’incalcolabilità della contingenza, rinunciando alla tentazione di ridurre l’altro alla malleabilità dell’oggetto-gadget. Significa, piuttosto, fare spazio alla sua non docilità, alla sua non totale disponibilità, a ciò che nell’altro eccede ogni presa e ogni uso. Ed è proprio questa eccedenza, che in fondo ci restituisce a ciò che chiamiamo umano. L’amore è dunque un’apertura: il riconoscimento che il soggetto non basta a sé stesso. […]
Ecco, è dell’amore e dell’ascolto – dell’amore dell’ascolto – che, nella posizione di psicoanalista che mi trovo ad occupare, ho cercato di dare testimonianza con il mio intervento; giacché, in tutto questo tormento che è ciò che ci rende umani, solo l’amore rende possibile addomesticare la pulsione e viverla senza esserne travolti”.