06/12/2025
"Swamiji mi propose una volta un esercizio molto serio, che ho appreso come una vera tecnica spirituale. Lui lo chiamava in inglese (wish fulfilling gem), ma io l'ho ribattezzato la 'bacchetta magica'. [...]
Se avessi avuto la bacchetta magica.
Cosa emerge?
Cosa voglio?
Non mi preoccupo che sia o meno realizzabile, mi domando in tutta onestà quello che voglio. È una magia, ho diritto a qualsiasi cosa. Dalle profondità sale una richiesta. Voglio davvero questo? Ho la bacchetta magica, potrei realizzarlo, ma forse c'è qualcosa di più, di meglio? Allora vedrete affiorare un'altra richiesta, una cosa profonda che auspicate maggiormente.
È come un ca****fo: togliete le foglie e ce ne sono altre sotto. Swamiji usava questa espressione: "Allow the play of the mind", lasciate svolgere il gioco del mentale. Lasciate fare, aprite le cateratte e osservate. Vedrete che ogni sogno, ogni pensiero, ogni immagine che sale corrisponderà sempre a un desiderio, o per contro a una paura. Così, vi conoscerete meglio, conoscerete il mondo che, nella vostra ragione, non ha diritto di cittadinanza, ma che è la vostra profonda verità.
La verità di una persona è il suo cuore, la sua profondità e, la maggior parte di tale nucleo, non affiora mai in superficie".
Arnaud Desjardins
Il Vedanta e l'inconscio.
Pag. 219