28/01/2026
È incredibile come alla politica debbano pensare le/gli artisti/e e soprattutto chi si occupa di comicità...forse perché in Italia non c'è più niente da ridere ormai, ma solo da piangere.
L'ennesima presa in giro, l'ennesimo cavillo messo lì tanto per assicurarsi che non ci si muova più di un millimetro da quel retroterra culturale becero e antico, o se vogliamo usare la parola giusta, Patriarcale.
E la cosa che più mi colpisce del discorso fatto dalla Litizzetto è proprio la sua conclusione: neanche adesso che al governo e all'opposizione ci sono due donne riusciamo a fare una legge decente a tutela delle donne.
La legge a volte è cieca, come la fortuna, e spesso tende a generalizzare in maniera impropria senza tenere adeguatamente in considerazione le implicazioni di una tale generalizzazione. Il consenso, anche quello tacito, in molti ambiti viene considerato implicitamente come un accettazione.
Ma quante donne subiscono violenze o molestie sessuali per il timore di quello che potrebbe accadere se si rifiutassero, quante per tenere "a bada" un uomo violento, quante prese dalla paura, dalla vergogna, dall'umiliazione non riescono a gridare con tutto il loro fiato che hanno in gola "NO,NON VOGLIO!". E allora no, non basta dire che, siccome non ha espresso chiaramente il proprio dissenso, non si tratta di stupro.
Non si tratta di una compravendita di beni dove " va beh ma ormai hai detto di sì non ci puoi ripensare, ormai hai detto si e te lo prendi". Si tratta di rispetto, di autodeterminazione, di libertà di scelta sul proprio corpo e sulle proprie emozioni.
Non mi importa cosa dica il governo, le leggi, la giurisprudenza...senza il consenso è stupro, senza il consenso è violenza.
Una immensa e’ stata ieri sera la voce di tutte (e molti “tutti”) noi. GRAZIE.
“Premetto che le mie competenze di legge sono ferme a Perry Mason e a Forum, ma ancora quello di Rita Dalla Chiesa, e lei invece non è solo principessa del foro, è imperatrice galattica di tutti i fori, anche quelli imperiali.
Ma ho letto, ho riletto, ho studiato questa legge, mi son fatta spiegare e ho compreso con stupore i cambiamenti. Uno stupore che secondo me ci ha coinvolte tutte, comprese le statue della giustizia nelle aule giudiziarie che si sono tolte la benda davanti agli occhi per essere sicuri di aver letto bene.
Prima la legge era chiara: “Solo se ti dico sì e sì. Solo sì e sì. Consenso. Fine. Lo capiscono tutti, anche i ciuchi, cioè esseri che hanno un cervello a volte superiore a quello di certi maschi. Ora invece c'è il dissenso: cioè è violenza sessuale solo se la vittima ha detto no, ha espresso e manifestato chiaramente contrarietà.
Lo ridico in modo ancora più chiaro. Prima era: io lo voglio, tu lo vuoi, scopi***? . Ora lui dice: io ti sco**, poi tu al limite mi dici di no. Dissenso, che è un po diverso. Conta la volontà contraria da valutare nel contesto, che è quella cosa elastica che serve sempre quando non vuoi essere chiaro, perché il contesto lo decide chi giudica, non chi subisce.
E nel frattempo le pene scendono per la violenza sessuale semplice come lo stupro senza lividi. Capirai, come fosse una versione light. Si passa a quattro-dieci anni, invece di dodici-sedici come era prima, che rimangono però solo se c'è violenza ma anche minaccia, abuso di autorità, inferiorità fisica o psichica.
Lei, avvocata Bongiorno, si è difesa molto dalle critiche. D'altronde se non è brava lei a difendersi. C'è però una cosa che ci tenevo a dirle con questa PEC che inoltro anche al signor Matteo Salvini, che di tutto si occupa tranne che di trasporti. Ovvero il senso di delusione profonda di una cittadina nel vedere una buona proposta di legge ve**re sbriciolata per questioni interne di politica e di maggioranza .
Cioè l'ennesima dimostrazione che alla fine l'obiettivo non è la tutela di noi donne, ma l'equilibrio di voi partiti. E nella settimana del tremendo femminicidio di Federica Torzullo, questo passo indietro lo sentiamo ancora più amaro. Non mi spingo oltre per non rubarle tempo, visto che immagino la sua parcella al minuto .
Però mi chiedo com'è possibile che più di venti Paesi europei e che nazioni come la Spagna o la Francia, senza contare quelle del Nord che sono un campionato a parte, abbiano una legge sul consenso chiara e precisa, mentre noi ci impelaghiamo tutte le volte. Ma a sto punto, visto che facciamo fatica a scrivere leggi decenti da soli, copiamo quelle degli altri paesi, quelle dove il principio è chiaro senza consenso è reato .
Facciamo come i format della tv, compriamo i diritti, paghiamo la SIAE legislativa, mettiamo una bella targhetta: “Legge originale sp****la, adattamento italiano autorizzato”.
E poi un'ultima riflessione. Che non si riesca ad ottenere una legge decente contro la violenza sulle donne proprio adesso che i due schieramenti politici sono guidati da due donne e che a riformulare il testo di una legge ben fatta e a renderla zoppa ci sia un'altra donna, beh, è veramente avvilente.”