05/01/2026
Lo sport ti allena a fare per te
Abbiamo smesso di annoiarci.
Riempiamo ogni istante di stimoli e informazioni. Sentiamo il continuo bisogno di fare qualcosa, di ascoltare qualcosa, di saturare ogni vuoto e ogni silenzio. Appena non sappiamo cosa fare, scrolliamo il telefono; appena abbiamo un momento libero, riproduciamo un video o un podcast.
Stare fermi a fissare il nulla, ormai, ci mette a disagio. Non solo perché lo consideriamo una colpevole mancanza di produttività, ma anche perché quella pausa ci spinge, inevitabilmente, a meditare su noi stessi, sulla nostra vita. E questo ci spaventa.
La noia, infatti, è la fessura privilegiata per accedere all’immaginazione, per coltivare idee, per sentire la propria voce interiore. Eppure oggi, per qualche strano motivo, tutto ciò è diventato indesiderabile, respingente, come se annoiarsi, paradossalmente, fosse troppo, troppo faticoso.
Facendo sport, ho notato una cosa: l’allenamento è uno dei pochi momenti in cui torniamo ad annoiarci.
In quella pausa che facciamo tra una serie e l’altra, in cui rifiatiamo e che intervalla i nostri esercizi, noi, spesso, non facciamo nulla. Ci guardiamo attorno, fissiamo il vuoto e torniamo ad ascoltare i rumori dell’ambiente che ci circonda. Ma, soprattutto, riflettiamo.
Certo, per via della stanchezza, non si tratta quasi mai di riflessioni strutturate. Semmai, sono divagazioni leggere, sconclusionate, eppure, pur non essendo profonde, ci riportano nelle nostre profondità. Per quei brevi istanti, dialoghiamo finalmente con noi stessi.
Per certi versi, quindi, lo sport non ci allena soltanto a muoverci. Ci allena anche a non fare nulla. A ritagliarci dei momenti di vuoto assoluto. Nonostante sia l’attività più performativa di tutte, al suo interno ci sentiamo liberi di non dover performare incessantemente, in ogni momento. Di non dover rispondere ai messaggi; di non dover ascoltare, fare, scrivere, scrollare, informarci; di non dover tenerci per forza impegnati.
Lo so, sembra paradossale, ma credo che in tanti facciano sport anche per fermarsi un attimo. Per vivere quei momenti di noia. Per sconnettersi dal mondo e riconnettersi con sé.
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Il Saggio dello sport