Dott.ssa Lina Vitagliano

Dott.ssa Lina Vitagliano Psicologa • Psicoterapeura • Sociologa • Assistente sociale
Socio associazione Psi.so.s

06/01/2026
06/01/2026

La felicità non va rimandata al futuro, ma costruita nel presente.

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06/01/2026

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06/01/2026

Il giorno più profondo e introspettivo è proprio l' Epifania che sancisce la svolta , la rinascita, la fiducia in sé stessi e nella forza dell'universo.E' il momento di unire gli opposti, armonizzare le ambivalenze , integrare la nostra personalità e la nostra anima...

Siamo ciò che facciamo
05/01/2026

Siamo ciò che facciamo

Per Aristotele, la felicità (Eudaimonia) non è un colpo di fortuna o un’emozione passeggera. È un'attività. Siamo felici quando realizziamo pienamente la nostra funzione specifica di esseri umani: agire secondo ragione ed eccellenza (Areté).

Il Consiglio Lampo ✨
Non cercare la felicità nel riposo o nel possesso, ma nell'esercizio costante dei tuoi talenti migliori.

➡️ Azione: La virtù, per Aristotele, è un’abitudine che si acquisisce con la pratica, puntando sempre al "giusto mezzo":
1)Trova il Giusto Mezzo: In ogni situazione, evita gli estremi. Il coraggio è il mezzo tra la viltà e l'audacia temeraria; la generosità è tra l'avarizia e la prodigalità.
2)Agisci con Scopo: Chiediti: "Qual è la mia eccellenza?". La felicità arriva quando metti le tue capacità al servizio di un fine degno. Non sei quello che pensi, sei quello che fai ripetutamente.
3)Coltiva l'Amicizia: Per Aristotele nessuno sceglierebbe di vivere senza amici, anche se possedesse tutti gli altri beni. Circondati di persone che ti spingano a essere la versione migliore di te.

Noi siamo ciò che facciamo ripetutamente. L'eccellenza, dunque, non è un atto, ma un'abitudine.

✍🏼©️ I sentieri della filosofia

05/01/2026

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Il profumo dei sentimenti
05/01/2026

Il profumo dei sentimenti

Patrick Swayze, con queste parole, ci invita a guardare le cose da un altro punto di vista. Quello che per alcuni è solo un difetto, come l’“odore di cane” in casa, per chi ama gli animali è invece un segno di qualcosa di molto più importante. Per Swayze, quel profumo rappresenta valori veri: gratitudine, fedeltà, bontà, affetto e amore sincero, senza condizioni.

I cani, anche dopo aver vissuto momenti difficili, non portano rancore. Continuano ad amare e a fidarsi, regalando presenza e compagnia ogni giorno. Questo pensiero ci ricorda che le cose più preziose della vita non si possono misurare con le regole della società o con l’apparenza.

Una casa dove vivono dei cani non è solo una casa “vissuta”, ma un luogo pieno di calore, gioia e amore. L’affetto che i cani donano non ha prezzo e dimostra che ciò che conta davvero spesso non si vede, ma si sente profondamente nel cuore.

Lo sport ti allena a fare per te
05/01/2026

Lo sport ti allena a fare per te

Abbiamo smesso di annoiarci.
Riempiamo ogni istante di stimoli e informazioni. Sentiamo il continuo bisogno di fare qualcosa, di ascoltare qualcosa, di saturare ogni vuoto e ogni silenzio. Appena non sappiamo cosa fare, scrolliamo il telefono; appena abbiamo un momento libero, riproduciamo un video o un podcast.

Stare fermi a fissare il nulla, ormai, ci mette a disagio. Non solo perché lo consideriamo una colpevole mancanza di produttività, ma anche perché quella pausa ci spinge, inevitabilmente, a meditare su noi stessi, sulla nostra vita. E questo ci spaventa.

La noia, infatti, è la fessura privilegiata per accedere all’immaginazione, per coltivare idee, per sentire la propria voce interiore. Eppure oggi, per qualche strano motivo, tutto ciò è diventato indesiderabile, respingente, come se annoiarsi, paradossalmente, fosse troppo, troppo faticoso.

Facendo sport, ho notato una cosa: l’allenamento è uno dei pochi momenti in cui torniamo ad annoiarci.
In quella pausa che facciamo tra una serie e l’altra, in cui rifiatiamo e che intervalla i nostri esercizi, noi, spesso, non facciamo nulla. Ci guardiamo attorno, fissiamo il vuoto e torniamo ad ascoltare i rumori dell’ambiente che ci circonda. Ma, soprattutto, riflettiamo.

Certo, per via della stanchezza, non si tratta quasi mai di riflessioni strutturate. Semmai, sono divagazioni leggere, sconclusionate, eppure, pur non essendo profonde, ci riportano nelle nostre profondità. Per quei brevi istanti, dialoghiamo finalmente con noi stessi.

Per certi versi, quindi, lo sport non ci allena soltanto a muoverci. Ci allena anche a non fare nulla. A ritagliarci dei momenti di vuoto assoluto. Nonostante sia l’attività più performativa di tutte, al suo interno ci sentiamo liberi di non dover performare incessantemente, in ogni momento. Di non dover rispondere ai messaggi; di non dover ascoltare, fare, scrivere, scrollare, informarci; di non dover tenerci per forza impegnati.

Lo so, sembra paradossale, ma credo che in tanti facciano sport anche per fermarsi un attimo. Per vivere quei momenti di noia. Per sconnettersi dal mondo e riconnettersi con sé.

Se ti piace ciò che scrivo, “𝗧𝗿𝗮𝘀𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗶𝗺𝗶𝘁𝗶 𝗶𝗻 𝘁𝗿𝗮𝗴𝘂𝗮𝗿𝗱𝗶. 𝗟𝗼 𝘀𝗽𝗼𝗿𝘁 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗳𝗶𝗹𝗼𝘀𝗼𝗳𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝘃𝗶𝘁𝗮” è uno dei miei libri. Racconta di come lo sport possa migliorarci la vita.
Lo trovi qui: https://amzn.eu/d/6LMhn3W

Il Saggio dello sport

05/01/2026
05/01/2026

"Io mi sono data una missione nella vita, ed è quella di ricordare alle donne di non strafare, perché quando abbiamo trenta o quarant’anni non ce lo dice nessuno e spesso arriviamo ai cinquanta stremate. Quindi vi ricordo a ogni vacanza di lavorare il meno possibile e a ogni inizio dell’anno scolastico che non c’è nessun bisogno di agitarsi per la scuola dei figli. La merenda? Non è necessario preparargli il paninetto fresco o i bastoncini di carote tutti i giorni: acquistate una scorta di merendine bio e li farete felici.
A me – lo ricordo sempre – mia madre dava 100 lire per comprarmi quel che volevo e io sognavo il paninetto fatto da lei, così l’ho preparato per anni a mia figlia, la quale sognava che le dessi i soldi per comprarsi quel che voleva e lo lasciava ammuffire nella cartella. Si sbaglia sempre, tanto vale fare meno sforzi possibile.
La chat dei genitori? Non prendetela troppo sul serio. Le riunioni i saggi le pizzate gli sport il pianoforte la scuola di circo l’inglese? Calma, non sono una faccenda di vita o di morte.
E nemmeno i pigiama party, i compiti, le liti con gli amichetti che sembrano tragedie e poi svaniscono come lacrime nella pioggia. I vostri genitori vi preparavano la merenda ogni giorno? Parlavano con tutti i genitori e tutti gli insegnanti, vi seguivano nei compiti, vi pagavano corsi sportivi, di musica e di lingue? Non credo.
E siete per questo cresciuti disagiati o traumatizzati? Non penso. La scuola è importante soprattutto perché è la loro prima vera esperienza sociale. Lasciamo che se la sbrighino da soli, che si organizzino coi compiti, che se la cavino con gli amici, che desiderino molto fare ginnastica artistica o inglese o chitarra e allora concediamoglielo facendolo cadere dall’alto e se le godranno di più. Vanno male a scuola? Mi spiace dirvelo ma ha quasi sempre ragione la maestra, o il professore: devono impegnarsi di più. E se non studiano pazienza, studieranno dopo, alle medie, al liceo, all’università, quando faranno qualcosa che gli piace. Oppure non studieranno mai e diventeranno giovani milionari in criptovalute e Nft."

Daria Bignardi

La scienza non è un privilegio ma un dovere verso l'umanità
05/01/2026

La scienza non è un privilegio ma un dovere verso l'umanità

Nel 1885, in un laboratorio del Museo Industriale di Torino, un professore piemontese stava per contribuire in modo decisivo al modo in cui il mondo avrebbe utilizzato l’energia. Si chiamava Galileo Ferraris, nato nel 1847 a Livorno Ferraris, in provincia di Vercelli. Ingegnere, fisico, insegnante. Era un uomo riservato, metodico, lontano dai riflettori, ma con un’idea chiara in mente: trovare un sistema per trasformare la corrente elettrica in energia rotante, stabile ed economica.

All’epoca, la corrente continua di Edison dominava la scena, ma aveva un limite enorme: non poteva viaggiare a lunga distanza senza perdite significative. Ferraris studiò un’alternativa: la corrente alternata. Capì che due correnti sfasate nel tempo potevano generare un campo magnetico rotante, capace di mettere in movimento un rotore senza contatto diretto. Nel marzo del 1888 presentò la sua scoperta all’Accademia delle Scienze di Torino: il principio del motore a induzione, basato sul campo magnetico rotante.

Quello stesso anno, a migliaia di chilometri di distanza, Nikola Tesla presentò negli Stati Uniti un sistema molto simile, già brevettato nel 1887. Le due scoperte furono indipendenti, ma complementari: insieme posero le basi della moderna distribuzione elettrica, rendendo possibile il trasporto efficiente dell’energia su lunghe distanze.

Ferraris, però, fece una scelta che oggi sembra quasi inconcepibile: non brevettò nulla. Considerava la conoscenza un bene pubblico, non un affare personale. Credeva che il progresso dovesse essere condiviso. Scrisse parole che ancora oggi risuonano potenti:

“La scienza non è un privilegio, ma un dovere verso l’umanità.”

Morì a Torino il 7 febbraio 1897, a soli 49 anni, poco dopo aver visto la sua invenzione cominciare a essere applicata alle prime reti elettriche europee.

Oggi, gran parte dei motori elettrici, generatori e dispositivi industriali si basano su quel principio che egli teorizzò con pochi strumenti e tanta lucidità. Eppure il suo nome è rimasto in ombra, spesso oscurato da figure più celebri. Galileo Ferraris non cercò fama né denaro. Lasciò al mondo qualcosa di più duraturo: l’idea che la scienza serve solo se appartiene a tutti.

𝗩𝗶𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗦𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮

Indirizzo

Via Filippo Palizzi, 13
Arzano
80022

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