12/04/2026
Non è che sono contraria. Ma non so, ho la sensazione che la scuola, almeno quella che conosco, non abbia esattamente bisogno di una materia in più. Forse di qualcosa in meno. Siamo sicuri che il buon esempio degli adulti non basti più? E allora perché pressare i bambini con una materia in più e non, al limite, solo gli adulti?
Siamo sicuri che il centro non sia comunque l'esempio?
In fondo da quello che emerge dall'elaborazione di Lacan, dall'avanzare della scienza, scaturisce (dal 600 in poi) l'evaporazione dei Nome-del-Padre. In mano alle varie segregazioni, l'Edipo è in grado comunque di disangosciare, almeno di posizionare il soggetto. Adulti regolati =》più bambini regolati. Non credo che gli insegnanti abbiano bisogno di una materia in più per aiutarsi a sopportare il burn-out di una professione che è resa sempre più difficile dal comportamento di adulti e bambini e farraginosa burocrazia.
Perché utilizzo regolati? Perché empatici può portare fuori strada, riuscire a provare il dolore dell'altro, non vuol dire, proprio sempre e per tutti, cercare di evitarlo.
In Danimarca, la capacità di mettersi nei panni degli altri è considerata fondamentale quanto saper risolvere equazioni matematiche o comprendere le leggi della fisica. Dal 1993, il sistema educativo ha introdotto ufficialmente il Klassens tid, una pratica settimanale obbligatoria in cui gli studenti dai 6 ai 16 anni dedicano del tempo al confronto su emozioni e relazioni. Questo momento, guidato dagli insegnanti, si configura come uno spazio strutturato di dialogo, in cui l’attenzione non è rivolta ai risultati scolastici, ma allo sviluppo dell’intelligenza emotiva e della solidarietà tra compagni.
Durante questi incontri, gli studenti possono condividere esperienze personali, affrontare eventuali conflitti nati in ambito scolastico e riflettere sull’impatto dei propri comportamenti sul gruppo. Si tratta di un contesto basato sull’ascolto attivo, dove il giudizio lascia spazio alla comprensione reciproca e alla ricerca condivisa di soluzioni. In molti casi, le attività si svolgono in un clima informale e accogliente, talvolta accompagnate da momenti conviviali, secondo il concetto danese di hygge, che favorisce un dialogo più aperto anche su temi delicati.
Integrando l’empatia nel curriculum scolastico, la Danimarca propone un modello educativo orientato allo sviluppo della persona, con l’obiettivo di promuovere una società più equilibrata e attenta alle relazioni. L’intento è formare individui consapevoli, capaci di ascoltare prospettive diverse e di collaborare, riducendo dinamiche conflittuali come il bullismo. Per il sistema educativo danese, coltivare competenze emotive e relazionali è un investimento centrale, al pari della preparazione tecnico-scientifica.