31/03/2026
IL PUNTO DI NON RITORNO
31 Marzo 2026
Tra il 6 e il 26 aprile, Urano attraversa il 29° grado del Toro, un grado che, in astrologia evolutiva, viene definito Anaretico: il punto finale, il culmine, la crisi che precede la mutazione.
Urano rappresenta la discontinuità, la rivelazione improvvisa, la liberazione da schemi obsoleti, spesso attraverso rotture che non concedono tempo per riflettere.
URANO AL 29° DEL TORO: IL PUNTO DI NON RITORNO
31 Marzo 2026
Introduzione: quando il tempo accelera
Lo stiamo dicendo da qualche anno: stiamo attraversando un passaggio epocale, una fine di Era che si manifesta anche in modo turbolento, come era facile immaginare.
Se pensiamo che circa 250 anni fa, con un cielo simile — Plutone in Aquario e Urano in Gemelli — si verificarono eventi come la Rivoluzione Francese, la Guerra di Indipendenza Americana e la rivoluzione industriale e scientifica, possiamo comprendere quanto sia più probabile vivere un’instabilità diffusa piuttosto che una tranquillità collettiva.
Siamo dentro l’occhio del ciclone del cambiamento. Proprio ora.
Stiamo attraversando una strettoia complessa, difficile da affrontare ma inevitabile. Gli eventi accelerano, in un modo o nell’altro, ma una cosa è certa: nulla sarà più come prima.
Tra il 6 e il 26 aprile, Urano attraversa il 29° grado del Toro, un grado che, in astrologia evolutiva, viene definito Anaretico: il punto finale, il culmine, la crisi che precede la mutazione.
Qui possiamo parlare di una vera e propria “singolarità astrologica”.
Non si tratta di una semplice fase di cambiamento, ma di una compressione del tempo evolutivo: un momento in cui ciò che era lento diventa improvvisamente accelerato e inevitabile.
Quando entra in gioco Urano, siamo sempre di fronte a cambiamenti drastici e imprevedibili — ma profondamente evolutivi (anche se spesso lo comprendiamo solo dopo).
Urano rappresenta la discontinuità, la rivelazione improvvisa, la liberazione da schemi obsoleti, spesso attraverso rotture che non concedono tempo per riflettere.
Roberto Assagioli definiva questi processi come “la collaborazione e l’incontro con l’Inevitabile”.
È il simbolo del salto quantico della coscienza: quando agisce, interrompe, elettrifica, risveglia, rompe.
Il Toro, invece, rappresenta la materia, la sicurezza, il valore e le risorse: è il segno della continuità e della stabilità. Proprio per questo, è il terreno più difficile da trasformare per Urano, che incarna una forza opposta.
Il 29° grado non è un grado come gli altri: rappresenta la crisi finale, l’urgenza evolutiva, il punto di saturazione. È il momento in cui diventa necessario “far crollare la torre”.
Quando Urano entra in questo grado, accade qualcosa di preciso: la trasformazione non è più rimandabile.
La materia viene attraversata da un impulso elettrico di cambiamento e le strutture o collassano o si reinventano.
Questo è il cuore del concetto di singolarità, o grado Anaretico: un punto oltre il quale il sistema non può più tornare indietro.
Cosa possiamo aspettarci?
In questo periodo, diversi pianeti si concentrano in Ariete — tra cui Saturno, Nettuno, il Sole e Marte, che dal 10 aprile attiverà un passaggio particolarmente delicato.
Si tratta di una finestra temporale (6–26 aprile) decisiva e potenzialmente turbolenta.
Di fatto, si chiude una fase per aprirne un’altra che, astrologicamente parlando, potrebbe essere più evolutiva… ma a questo punto è necessario affidarsi a un principio più grande.
Ora non resta che fare un passo alla volta e attraversare questo momento con presenza, radicamento e consapevolezza.
E poi… fermiamoci un attimo.
Prendiamoci un caffè. E, nel frattempo, ricordiamoci di volerci bene.