Calabrese Prof. Dr. Giorgio Dietologo

Calabrese Prof. Dr. Giorgio Dietologo Prof. Gia' membro dell'European Food Safety Authority (E.F.S.A.)

Pagina facebook ufficiale: https://www.facebook.com/dietologo.calabrese
Sito web ufficiale: http://www.gcalabrese.it
Studi Medici ad Asti, Torino, Milano e Roma. dr. Giorgio Calabrese Medico Chirurgo specializzato in Scienza dell'Alimentazione. È docente di alimentazione e nutrizione umana presso l'Università del Piemonte orientale di Alessandria e presso l'Università di Torino. Ha studi medici in Asti, Torino, Milano e Roma. È membro attivo della New York Accademy of Sciences e della American Association For The Advancement of Science di Washington. a Bruxelles dal 2002 al 2008. È consulente scientifico delle Commissioni dei Ministeri della Sanita' e dell'Agricoltura.Responsabile dei dietologi a EXPO 2015. È presidente del Comitato Nazionale della Sicurezza alimentare (CNSA) del Ministero della Salute. Il Professor Calabrese si occupa di terapie dietetiche nell'obesita',nelle patologie metaboliche, nell'alimentazione degli sportivi, in gravidanza,nell'eta' evolutiva e disturbi del comportamento alimentare.

10/02/2026
Su  “La Dieta mediterranea rovesciata dagli americani per motivi politici”Buona lettura!
08/02/2026

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Oggi su Specchio, l’inserto di , trovate il mio articolo su “Fritti e bugie”Buona lettura!
08/02/2026

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Su  il mio nuovo articolo per la rubrica “Benessere a tavola”Buona lettura!
07/02/2026

Su il mio nuovo articolo per la rubrica “Benessere a tavola”

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UNA SANA COLAZIONEPiù frutta nelle confetture ed etichette trasparenti per le miscele di miele. L’Italia recepisce la Di...
07/02/2026

UNA SANA COLAZIONE

Più frutta nelle confetture ed etichette trasparenti per le miscele di miele. L’Italia recepisce la Direttiva Breakfast per una maggiore tutela dei prodotti nazionali.

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Su la Repubblica “Dormire un po’ di più, sport e dieta sana per una vita 4 anni più lunga”I tre elementi combinati insie...
06/02/2026

Su la Repubblica “Dormire un po’ di più, sport e dieta sana per una vita 4 anni più lunga”

I tre elementi combinati insieme possono aiutarci a vivere di più: ecco come fare

Un sonno di bassa qualità con frequenti risvegli durante la notte procurano stanchezza diurna e difficoltà di concentrazione. Questo quadro si può applicare a una buona quantità di persone. Secondo un ampio studio condotto nel Regno Unito, a una cattiva qualità di sonno si può attribuire uno stile di vita disordinato che unitamente ad altre condizioni accorciano la vita e la buona salute.

Lo studio ha seguito circa 590.000 persone nel Regno Unito, con un'età media di 64 anni, per un periodo di otto anni le risultanze confermano che seguendo stili di vita più sani si ha un minor rischio di malattia, di demenza e una vita più lunga in buona salute, inoltre si stima che si è in grado di restare indipendenti più a lungo, a patto però di operare piccoli cambiamenti e correzioni di errori. Ad esempio, aggiungere circa cinque minuti di sonno in più a notte, ma ovviamente meglio ancora se si arriva a mezz’ora avvicinandosi quanto più possibile alle sette, otto ore di riposo notturno consigliate. E ancora qualche minuto in più di movimento aerobico meglio ancora se mezz’ora, ma soprattutto un’armonia di nutrienti nel proprio stile alimentare che non sia monotematico o deficitario, la stella polare da seguire è la Dieta Mediterranea.

Tutti questi elementi coniugati insieme possono allungare la vita fino a 4 anni specialmente per le donne. Le donne vivono in media più a lungo degli uomini, ma talvolta le condizioni di salute sono più precarie, con costi personali e sociali significativamente ed economicamente maggiori. Le donne corrono comunque un rischio maggiore di insorgenza di demenza, ictus, ipertensione arteriosa e perdita della vista e anche fratture ossee. Malattie che riducono la qualità della vita rischiando l'indipendenza nella vita stessa. Importante, dunque, ove necessita cambiare stile di vita per ridurre il rischio di morte precoce. In sede d’analisi, le persone che hanno seguito di stili più sani per un periodo di otto anni hanno un rischio inferiore di morte
La combinazione minima di base, cioè 15 minuti di sonno in più la notte, due minuti in più di attività fisica intensa a moderata al giorno e una dieta sana comportano dunque una modesta riduzione del rischio morte; invece, una maggiore riduzione dei tre parametri migliorano fino al 64%. Ciò si è osservato tra le persone che dormivano le regolari sette-otto ore per notte, unitamente ad una dieta sana e con un’attività fisica tra 42 e i 103 minuti in più a settimana, il tutto completa il quadro migliorativo dell’aspettativa di vita e di salute. Non è impossibile migliorare i parametri che si sono dimostrati utili. Piccoli passi ogni giorno possono valere un grande risultato per la vita.

05/02/2026

Per la rubrica “Fake news sul cibo” rispondo alla domanda:

Il caffè dopo le 14 disturba il sonno?

L’effetto della caffeina sul nostro organismo e quante ore può durare.

Con  a
05/02/2026

Con a

03/02/2026
Su  torno a parlarvi di dieta mediterranea Buona lettura!
01/02/2026

Su torno a parlarvi di dieta mediterranea

Buona lettura!

Per la rubrica di la Repubblica “BENESSERE A TAVOLA” Il junk food mette a rischio la memoriaI ricercatori hanno scoperto...
31/01/2026

Per la rubrica di la Repubblica “BENESSERE A TAVOLA”

Il junk food mette a rischio la memoria
I ricercatori hanno scoperto che uno speciale gruppo di cellule cerebrali nell'ippocampo, gli interneuroni CCK, diventa iperattivo dopo una dieta ricca di grassi

Saturi, insaturi e polinsaturi sono i tipi di grasso di cui si continua a studiare gli effetti sul corpo umano. È noto che un regime alimentare ricco di grassi saturi aumenta i rischi di obesità, ma non solo. Oltre all'aumento di peso si hanno problemi con la salute del cuore con conseguenze su pressione, colesterolo, glicemia, tutte sintomatologie note e legate al consumo di alimenti ricchi di grassi saturi. Recentemente uno studio ha indagato ancora un effetto dei grassi saturi contenuti nel cosiddetto 'junk food' i cui effetti dannosi influenzano in particolare la memoria, aumentando il rischio di disfunzioni cognitive. Uno studio recente condotto dai ricercatori della UNC School of Medicine analizza come il cibo spazzatura rischi di riprogrammare il centro della memoria del cervello.

La ricerca
Gli elementi raccolti dagli scienziati possono rivelarsi utili per interventi precoci capaci di prevenire anche la perdita di memoria a lungo termine associata all'obesità. I ricercatori hanno scoperto che uno speciale gruppo di cellule cerebrali nell'ippocampo, gli interneuroni CCK, diventa iperattivo dopo una dieta ricca di grassi a causa di una ridotta capacità del cervello di ricevere glucosio. È noto, infatti, che il cervello ha bisogno di zuccheri e l’eccesso di grassi, soprattutto saturi, ne impedisce l’assorbimento. Le cellule CCK dell’ippocampo manifestano già questa iperattività anomala, che condiziona la capacità di elaborare della memoria anche dopo solo pochi giorni di dieta ricca di grassi. Un simile regime alimentare è associabile al cosiddetto cibo spazzatura ricco di grassi saturi: cheeseburger, hamburger e patatine fritte, ecc. Gli scienziati evidenziano anche che la proteina PKM2, che controlla il modo in cui le cellule cerebrali utilizzano l'energia, svolge un ruolo chiave in questo processo. I ricercatori hanno dichiarato che "Sapevamo che la dieta e il metabolismo potevano influenzare la salute del cervello, ma non ci aspettavamo di trovare un gruppo così specifico e vulnerabile di cellule cerebrali, gli interneuroni CCK nell'ippocampo, che vengono direttamente danneggiati dall'esposizione a breve termine a una dieta ricca di grassi".

Song, un membro dell'UNC Neuroscience Center, dichiara: "Ciò che ci ha sorpreso di più è stata la rapidità con cui queste cellule hanno modificato la loro attività in risposta alla ridotta disponibilità di glucosio e come questo cambiamento da solo fosse sufficiente a compromettere la memoria", prosegue. Nella ricerca, i topi vengono sottoposti a una dieta ricca di grassi simile a quella del cibo spazzatura prima di iniziare i test comportamentali. Entro 4 giorni dall'assunzione di una dieta ricca di grassi, i risultati mostrano che gli interneuroni CCK nel centro della memoria del cervello diventano attivi in maniera anomala. La ricerca, quindi, autorizza a ritenere che il cibo spazzatura ricco di grassi possa influenzare il cervello quasi immediatamente, ben prima dell'insorgenza di aumento di peso o diabete.

Lo studio, inoltre, mostra quanto i circuiti della memoria siano sensibili alla dieta: tale elemento sottolinea l'importanza dell'alimentazione nel mantenimento della salute del cervello. Inoltre, una dieta ricca di grassi saturi potrebbe aumentare il rischio di sviluppare malattie neurodegenerative, come la demenza e l'Alzheimer. Certamente il quadro non è bello, tuttavia si è visto che non c’è una irreversibilità assoluta; infatti, ripristinando i livelli di glucosio nel cervello si ottiene una sorta di 'calma' dei neuroni iperattivi e, nei topi, risolve i problemi di memoria. Questo lavoro conferma, ancora una volta, che esiste una stretta correlazione tra regime alimentare, obesità, salute del cervello e neurodegenerazione. Non conosce tramonto la frase Ippocrate (460 a.C. 377 a.C.) “Fa che il cibo sia la tua medicina e la medicina sia il tuo cibo”.

Indirizzo

Via Giuseppe Verdi, 2
Asti
14100

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