31/01/2026
Per la rubrica di la Repubblica “BENESSERE A TAVOLA”
Il junk food mette a rischio la memoria
I ricercatori hanno scoperto che uno speciale gruppo di cellule cerebrali nell'ippocampo, gli interneuroni CCK, diventa iperattivo dopo una dieta ricca di grassi
Saturi, insaturi e polinsaturi sono i tipi di grasso di cui si continua a studiare gli effetti sul corpo umano. È noto che un regime alimentare ricco di grassi saturi aumenta i rischi di obesità, ma non solo. Oltre all'aumento di peso si hanno problemi con la salute del cuore con conseguenze su pressione, colesterolo, glicemia, tutte sintomatologie note e legate al consumo di alimenti ricchi di grassi saturi. Recentemente uno studio ha indagato ancora un effetto dei grassi saturi contenuti nel cosiddetto 'junk food' i cui effetti dannosi influenzano in particolare la memoria, aumentando il rischio di disfunzioni cognitive. Uno studio recente condotto dai ricercatori della UNC School of Medicine analizza come il cibo spazzatura rischi di riprogrammare il centro della memoria del cervello.
La ricerca
Gli elementi raccolti dagli scienziati possono rivelarsi utili per interventi precoci capaci di prevenire anche la perdita di memoria a lungo termine associata all'obesità. I ricercatori hanno scoperto che uno speciale gruppo di cellule cerebrali nell'ippocampo, gli interneuroni CCK, diventa iperattivo dopo una dieta ricca di grassi a causa di una ridotta capacità del cervello di ricevere glucosio. È noto, infatti, che il cervello ha bisogno di zuccheri e l’eccesso di grassi, soprattutto saturi, ne impedisce l’assorbimento. Le cellule CCK dell’ippocampo manifestano già questa iperattività anomala, che condiziona la capacità di elaborare della memoria anche dopo solo pochi giorni di dieta ricca di grassi. Un simile regime alimentare è associabile al cosiddetto cibo spazzatura ricco di grassi saturi: cheeseburger, hamburger e patatine fritte, ecc. Gli scienziati evidenziano anche che la proteina PKM2, che controlla il modo in cui le cellule cerebrali utilizzano l'energia, svolge un ruolo chiave in questo processo. I ricercatori hanno dichiarato che "Sapevamo che la dieta e il metabolismo potevano influenzare la salute del cervello, ma non ci aspettavamo di trovare un gruppo così specifico e vulnerabile di cellule cerebrali, gli interneuroni CCK nell'ippocampo, che vengono direttamente danneggiati dall'esposizione a breve termine a una dieta ricca di grassi".
Song, un membro dell'UNC Neuroscience Center, dichiara: "Ciò che ci ha sorpreso di più è stata la rapidità con cui queste cellule hanno modificato la loro attività in risposta alla ridotta disponibilità di glucosio e come questo cambiamento da solo fosse sufficiente a compromettere la memoria", prosegue. Nella ricerca, i topi vengono sottoposti a una dieta ricca di grassi simile a quella del cibo spazzatura prima di iniziare i test comportamentali. Entro 4 giorni dall'assunzione di una dieta ricca di grassi, i risultati mostrano che gli interneuroni CCK nel centro della memoria del cervello diventano attivi in maniera anomala. La ricerca, quindi, autorizza a ritenere che il cibo spazzatura ricco di grassi possa influenzare il cervello quasi immediatamente, ben prima dell'insorgenza di aumento di peso o diabete.
Lo studio, inoltre, mostra quanto i circuiti della memoria siano sensibili alla dieta: tale elemento sottolinea l'importanza dell'alimentazione nel mantenimento della salute del cervello. Inoltre, una dieta ricca di grassi saturi potrebbe aumentare il rischio di sviluppare malattie neurodegenerative, come la demenza e l'Alzheimer. Certamente il quadro non è bello, tuttavia si è visto che non c’è una irreversibilità assoluta; infatti, ripristinando i livelli di glucosio nel cervello si ottiene una sorta di 'calma' dei neuroni iperattivi e, nei topi, risolve i problemi di memoria. Questo lavoro conferma, ancora una volta, che esiste una stretta correlazione tra regime alimentare, obesità, salute del cervello e neurodegenerazione. Non conosce tramonto la frase Ippocrate (460 a.C. 377 a.C.) “Fa che il cibo sia la tua medicina e la medicina sia il tuo cibo”.