15/02/2026
SAN VALENTINO:
se non sai osservare, non sai amare
È vero.
Non servono le feste comandate per ricordarci di chi amiamo.
Non serve il 14 febbraio per dire “ti voglio bene”, Ti amo, così come non serve il Natale per essere generosi o un compleanno per sentirsi vivi.
Eppure.
Se queste ricorrenze non esistessero, ci fermeremmo davvero?
In una società liquida, veloce, performativa, dove tutto scorre e nulla si sedimenta, avremmo il coraggio di fermarci spontaneamente?
Viviamo in un tempo in cui siamo sempre connessi ma raramente presenti.
Un tempo in cui le nuove generazioni, dati alla mano, mostrano segnali di involuzione in alcune capacità cognitive e attentive. Un tempo in cui l’attenzione è frammentata, il pensiero è rapido ma poco profondo, le relazioni rischiano di diventare notifiche.
E allora, forse queste “feste” non sono così inutili.
Forse sono promemoria.
Pause obbligate in un mondo che non si ferma mai.
Il vero regalo è il tempo.
Il tempo che scegliamo di dedicarci.
Dedicandolo agli altri, lo dedichiamo in primo luogo a noi stessi.
Perché se non sappiamo stare con noi, difficilmente sapremo stare con l’altro.
E poi, il tempo che scegliamo di condividere.
Quando condividiamo tempo autentico con qualcuno, non stiamo solo “stando insieme”.
Stiamo scegliendo di esserci.
E quando l’esserci è pieno, presente, non distratto da uno schermo, non attratto da un telefono, accade qualcosa di straordinario: da due entità se ne crea una terza. Una dimensione condivisa. Si abbandona l’io per in contrare un “noi”.
Meglio poco tempo ma vero, guardandosi negli occhi, senza preparare la risposta.
Toccando senza fretta.
I fiori, l’orsacchiotto, un oggetto simbolico possono essere bellissimi ma non sono l’amore. Sono il contorno.
E se facciamo un regalo, chiediamoci sempre:
sto scegliendo per l’altro o per me?
Spesso scegliamo ciò che piacerebbe a noi.
Ma amare significa decentrarsi.
Significa domandarsi:
che cosa renderebbe davvero felice l’altra persona?
Non ciò che è utile a me.
Non ciò che mi rappresenta.
Ma ciò che parla di lei. O di lui.
Oggi il mio augurio non va solo alle coppie.
Va anche a chi è solo per scelta.
A chi è solo perché la vita lo ha imposto.
A chi ha perso qualcuno.
A chi sta cercando di ricostruirsi.
L’amore non è solo relazione romantica.
È qualità di presenza.
È capacità di restare.
È scelta quotidiana, non idealizzazione.
E allora, concludo con una domanda.
Secondo te, che cos’è davvero l’amore?
Qual è la sua essenza?
Non una frase fatta.
Non una citazione.
Raccontatemi:
quando e come vi siete sentiti amati?
E ancora prima…
quando vi siete sentiti capaci di amare?
Prima amare.
Poi essere amati.
Perché forse l’amore non è qualcosa che si riceve.
È qualcosa che si diventa nell’essere risusciti a donare.
Buon tempo.
Non solo buon San Valentino.