08/02/2026
Aveva 17 anni.
Non “una ragazza”.
Non “una lite”.
Non “un raptus”.
Aveva 17 anni e ha detto, in qualche forma, no.
Il femminicidio non nasce dall’amore.
Nasce dall’incapacità di tollerare il rifiuto, dalla confusione pericolosa tra possesso e relazione, dall’idea distorta che l’altro ci debba qualcosa.
Sempre più spesso la violenza arriva da giovani giovanissimi.
Ragazzi cresciuti senza educazione emotiva, senza alfabetizzazione affettiva, senza modelli sani di gestione della frustrazione.
Ragazzi che non sanno perdere.
Che non sanno essere lasciati.
Che non sanno reggere un “non ti voglio”.
Il problema non è l’amore.
Il problema è l’amore tossico normalizzato.
Il problema è una cultura che insegna a conquistare, non a rispettare.
Come psicologa lo dico con chiarezza:
il rifiuto non uccide, l’ego fragile sì.
E se non iniziamo a lavorare presto su emozioni, limiti, frustrazione e responsabilità affettiva, continueremo a contare nomi, età, vite spezzate.
Questo post non è per indignarsi 5 secondi.
È per fermarsi.
È per parlarne.
È per educare.
💬 Scrivilo nei commenti:
secondo te dove stiamo fallendo come adulti e come società?
Condividi se pensi che il cambiamento inizi dall’educazione emotiva e se credi che il “no” vada insegnato a rispettarlo, non a temerlo.
prevenzione responsabilitàaffettiva