Fabrizio Pace Criminologo

Fabrizio Pace Criminologo Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Fabrizio Pace Criminologo, Psicologo, Piazza Roma 13, Asti.

Sono il Dottor Fabrizio Pace, psicologo e psicoterapeuta clinico con formazione in psicoterapia bio-sistemica, criminologo, criminalista ed esperto della scena del crimine, iscritto all’ordine degli Psicologi del Piemonte n. 7781.

Quando a morire sono anche i perchéCi sono eventi che non chiedono il permesso, entrano nella vita delle persone e la sp...
02/01/2026

Quando a morire sono anche i perché

Ci sono eventi che non chiedono il permesso, entrano nella vita delle persone e la spezzano in modo netto, lasciando dietro di sé soltanto un devastante silenzio che fa rumore, la strage di Crans è uno di questi eventi, una ferita collettiva in grado di togliere il fiato e che ci costringe a fermarci, fermarci anche solo per un istante davanti al limite più grande che conosciamo, quello della morte improvvisa. Quella notte mi trovavo io stesso in Svizzera, semplicemente in un altro luogo, e forse proprio questa distanza fisica mi ha permesso di comprendere in maniera ancora più evidente quanto una tragedia non resti mai confinata a un punto sulla mappa. Il dolore attraversa i confini, raggiunge chi osserva da lontano e lo costringe comunque a sentire. In quel locale è avvenuto qualcosa che spesso viene nominato ma poco compreso, un fenomeno chiamato flashover. In termini semplici, il flashover è il momento in cui un incendio smette di essere localizzato e diventa improvvisamente totale, l’aria si satura di calore e gas infiammabili, la temperatura sale in pochi secondi a livelli incompatibili con la vita, e tutto prende fuoco nello stesso istante. Non è un’esplosione, ma una trasformazione rapidissima dell’ambiente, che non lascia tempo di reagire, di capire, di mettersi in salvo, è uno di quei processi che spiegano perché, in alcune tragedie, non ci sia stato spazio per una scelta, per una fuga, per una possibilità. Dopo una tragedia così grande accade quasi sempre la stessa cosa, iniziamo a cercare un colpevole, un nome, una responsabilità, un errore umano su cui concentrare la rabbia. Dal punto di vista psicologico questo movimento è comprensibile, profondamente umano, la rabbia fa parte del lutto e ci aiuta a non sentire subito tutta l’impotenza, prendersela con qualcuno, anche solo mentalmente, ci dà l’illusione che il dolore abbia una direzione, che non sia del tutto privo di senso. Come esseri umani abbiamo bisogno di sapere chi ha cagionato un’azione, perché attribuire una colpa ci permette di non sentire il vuoto totale, ci aiuta a reggere l’urto emotivo, a non crollare sotto il peso di ciò che non possiamo controllare. È il bisogno di attribuzione causale, un tentativo di ridurre l’angoscia e l’incertezza quando la realtà diventa insopportabile, ma questo bisogno, per quanto legittimo, non sempre trova una risposta che sia davvero riparativa. Dal punto di vista criminologico invece, l’analisi serve a comprendere, a studiare le dinamiche, a prevenire, a imparare per il futuro, non a placare il dolore emotivo immediato. La ricerca della responsabilità diventa una necessità affettiva più che conoscitiva, rischia di trasformarsi in una colpevolizzazione reattiva, in una costruzione sociale del colpevole che risponde al bisogno collettivo di trovare un bersaglio per la rabbia, ma che non restituisce nulla a chi ha perso qualcuno, non lenisce l’assenza, non riporta indietro le vite spezzate.
Ora inizia anche un lavoro silenzioso e fondamentale, quello del riconoscimento delle vittime. È un percorso complesso che non riguarda soltanto la medicina legale, ma chiama in causa in modo decisivo anche l’antropologia forense. L’antropologo forense lavora sui resti, sulle tracce, sui frammenti, ricostruendo identità, storie biologiche, caratteristiche individuali, restituendo un nome dove il fuoco e la distruzione hanno cercato di cancellarlo. È un lavoro tecnico, rigoroso, ma profondamente umano, perché riconoscere una vittima significa permettere ai familiari di iniziare davvero il lutto, dare una forma all’assenza, restituire dignità a chi non c’è più. Esistono tragedie che non hanno bisogno di un colpevole per essere comprese, perché non tutto ciò che accade può essere spiegato o contenuto dentro una colpa individuale, e i se e i ma, se fosse stato diverso, se qualcuno avesse fatto altro, se si fosse previsto prima, non cambiano l’esito, non alleviano il dolore, non restituiscono il futuro a chi non potrà più viverlo. Resta il dolore, resta l’assenza, resta quel vuoto che si insinua nelle case, nei pensieri, nei corpi di chi è rimasto, resta lo sguardo di chi oggi dovrà imparare a vivere senza una presenza che fino a ieri era certezza.
Accanto a tutto questo esiste un altro lavoro altrettanto necessario, quello psicologico. Le vittime non sono solo coloro che hanno perso la vita, ma anche i familiari, i soccorritori, i testimoni, tutte le persone che hanno vissuto quegli attimi di terrore e che ora portano dentro immagini, suoni, odori, sensazioni che non si spengono con il tempo. Per molte di queste persone il trauma resta attivo, intrusivo, si ripresenta nei sogni, nel corpo, nei pensieri. È qui che interventi specifici come l’EMDR diventano fondamentali. L’EMDR è una tecnica psicoterapeutica che aiuta il cervello a rielaborare i ricordi traumatici rimasti bloccati. In modo semplice, si lavora su ciò che è accaduto mentre si stimolano alternativamente i due emisferi cerebrali, attraverso movimenti oculari o altre stimolazioni bilaterali. Questo processo permette al ricordo di perdere la sua carica emotiva distruttiva, non viene cancellato, ma smette di fare male come se stesse accadendo di nuovo. È uno strumento prezioso per aiutare chi è rimasto a non restare prigioniero di quei minuti, di quelle immagini, di quell’odore di fumo e paura. Il pensiero va alle mamme e ai papà, alle sorelle e ai fratelli, alle zie e agli zii, alle nonne e ai nonni, alle amiche e agli amici, a tutte quelle persone che oggi portano addosso una perdita che non si può spiegare, a chi non avrà più l’opportunità di assaggiare il gusto dell’anno che verrà, di fare un progetto, di immaginare un domani. E forse l’unica cosa che possiamo fare, davanti a tutto questo, è accettare che a volte muoiono anche i perché, e quando accade non resta che tenere viva la memoria di chi non c’è più, con il rispetto, il silenzio e la presenza umana che il dolore chiede, in assenza di spiegazioni.

il mese di   è anche un mese difficile per chi sente che in quel momento manchi qualcuno, per chi vorrebbe condividere q...
05/12/2019

il mese di è anche un mese difficile per chi sente che in quel momento manchi qualcuno, per chi vorrebbe condividere qualche altro momento di gioia con chi ormai non c’è più. È difficile, soprattutto, per chi ha subito improvvisi, inaspettati, per chi attendeva le festività proprio per condividerle con quella persona che, invece, adesso fa sentire solo il dolore della sua assenza.

Arriva dicembre, tempo di bilanci, tempo di speranze. Arriva con il suo carico di lucette, di cioccolata calda e di momenti in compagnia. Arriva, con tutte le festività che riuniscono le famiglie, …

Un genitore single deve prima rimettere insieme i pezzi di se stesso, poi può trovare il positivo nel cambiamento. Ognun...
02/12/2019

Un genitore single deve prima rimettere insieme i pezzi di se stesso, poi può trovare il positivo nel cambiamento. Ognuno ha bisogno del suo tempo. Molto spesso sarà necessario lavorare sulla propria autostima, sui nuovi limiti, sui nuovi obiettivi e su come arrivare al meglio ad un buon risultato. Quando una o un single si guardano allo specchio, subito possono essere presi dalla paura, quello che sta accadendo è complicato. Quello che si vede sui loro volti è la tristezza di quello che si è costruito e ora non c’è più, relazioni in cui si è investito ma non hanno funzionato.

La sensazione di fallimento che può esserci va affrontata, facendo i conti con le proprie mancanze e la propria storia personale, per darle un nuovo significato, migliore.

Bambini Felici Essere Genitori, Essere Famiglia Genitori che ricominciano da soli – Psicologia per Mamme e Papà Single Tutti vogliono salvare la terra - nessuno vuole aiutare la mamma a lavare i piatti Patrick Jake O'Rourke Sono moltissimi i genitori che crescono da soli i loro bambini. Madri e p...

Un trauma, se superato cambia, posto nel cervello. Lo hanno scoperto ricercatori italiani che sono riusciti a fotografar...
26/11/2019

Un trauma, se superato cambia, posto nel cervello. Lo hanno scoperto ricercatori italiani che sono riusciti a fotografare, osservando le attività cerebrali, un trauma ancora attivo.
La tecnica che lo ha studiato è l'Emdr attraverso l'associazione di terapeuti formati in questa tecnica, di cui faccio parte.

Studiosi “registrano” per la prima volta l’azione della psicoterapia sui terremotati di San Giuliano

Da Perito e consuente leggo con molta tristezza queste righe. il nostro compito è quello di agire in Scienza e Coscienza...
25/11/2019

Da Perito e consuente leggo con molta tristezza queste righe. il nostro compito è quello di agire in Scienza e Coscienza con l'obiettivo di allontanarci il più possibile dall'errore giudiziario

Sbagli, cantonate, fino ai casi limite di “esperti” reclutati da avvocati e criminali grazie a un sistema senza controlli. Diverse indagini portano alla luce il lato oscuro delle consulenze ai tribunali

MONOGENITORI IN RETE In Italia i   single che vivono con i figli sono 2.439.252, per la maggior parte dei casi si tratta...
23/11/2019

MONOGENITORI IN RETE
In Italia i single che vivono con i figli sono 2.439.252, per la maggior parte dei casi si tratta di mamme che vivono con figli, solo il 2% circa è composto dai padri single. Insomma, le famiglie monoparentali, quelle composte da un figlio e un solo genitore affidatario, ormai costituiscono una buona quota in rapporto alle famiglie in cui sono presenti entrambi i genitori.
Compito non facile, ma l'importante è crearsi una rete di sostegno, con persone nelle stessa situazione, che possano condividere difficoltà e sentirsi meno soli.
Con la supervisione del dott. Fabrizio Pace psicologo e psicoterapeuta inizieranno una serie di incontri mensili con inizio il 3 dicembre alle ore 18.30 in Piazza Roma, 13, Asti.

cell. 3479207878

Per prenotazioni, costi e info scrivere a info@fabriziopace.com

MONOGENITORI-GRUPPO DI LAVORO PER METTERSI IN DISCUSSIONE PER SENTIRSI MENO SOLIInizio 3 dicembre ore 18.30 a cadenza bi...
19/11/2019

MONOGENITORI-
GRUPPO DI LAVORO PER METTERSI IN DISCUSSIONE PER SENTIRSI MENO SOLI

Inizio 3 dicembre ore 18.30 a cadenza bisettimanale prenotazioni entro il 24 novembre Studio – Piazza Roma, 13, Asti

Per costi e info scrivere a info@fabriziopace.com
https://fabriziopace.com/

E tu? Hai quel coraggio, quella forza che non riceve applausi, ma spesso condanna alla  ?Essere se stessi non è raggiung...
18/11/2019

E tu? Hai quel coraggio, quella forza che non riceve applausi, ma spesso condanna alla ?

Essere se stessi non è raggiungere un qualsiasi, significa, in fondo, capire il senso che vogliamo dare alla nostra . Togliersi le maschere del conformismo, delle apparenze, dei rapporti di circostanza, richiede , alle volte anche temerarietà.

E tu? In un mondo di maschere hai il coraggio di essere te stesso? Di dire ciò che pensi, di lottare per ciò in cui credi, di essere te e nessun altro

Non serve il   per essere  , ma di sicuro aiuta!
16/11/2019

Non serve il per essere , ma di sicuro aiuta!

Sul versante criminologico la mia riflessione è come sia possibile che, in un piccolo paese di provincia,sia così facile...
11/11/2019

Sul versante criminologico la mia riflessione è come sia possibile che, in un piccolo paese di provincia,sia così facile procurarsi ordigni per offendere in massa.

Il dolore di Elisa Borghello, la compagna di Matteo Gastaldo, uno dei tre vigili del fuoco morti ieri nell’esplosione avvenuta nella cascina di Quargnento, in provincia di Alessandria: “Ho dovuto dire a mia figlia che suo padre non c’è più. Non avrei mai pensato di dover essere io a darle un...

05/11/2019

Indirizzo

Piazza Roma 13
Asti
14100

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00
Sabato 09:00 - 20:00

Telefono

+393479207878

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