06/04/2026
Fawning: “Mi connetto per sopravvivere, non perché mi sento al sicuro.”
Quando si parla di trauma, spesso si citano le reazioni classiche: attacco, fuga, congelamento. Ma ce n’è una quarta, più silenziosa: il fawning. Non ha l’aspetto “drammatico” delle altre, perché non esplode e non si blocca—si adatta. Si modella. Si avvicina. Si plasma.
Il punto centrale è questo: il fawning non nasce dal desiderio di essere gentili, ma dal bisogno di sentirsi al sicuro attraverso gli altri.
Immagina una persona che, da piccola, ha imparato che esprimere rabbia o disaccordo portava tensione, rifiuto, o addirittura punizione. Il suo sistema nervoso registra un messaggio molto semplice e molto potente: “Per stare al sicuro, devo piacere.”
Questa strategia, all’inizio, funziona. Anzi, spesso è geniale. Il bambino diventa attento, empatico, bravo a leggere gli stati d’animo altrui. Riesce ad anticipare i bisogni, evitare conflitti, mantenere la pace. È un modo sofisticato di sopravvivere. E' una delle strategie più diffuse nei bambini o negli adulti che hanno subito abusi i n t i m i.
Ed è qui che entra in gioco la teoria polivagale.
Secondo questa teoria, sviluppata da Stephen Porges, il nostro sistema nervoso non reagisce solo con attacco o fuga, ma ha anche un circuito dedicato alla connessione sociale. È quel sistema che ci permette di sorridere, modulare la voce, entrare in relazione.
Nel fawning succede qualcosa di sottile:
👉 questo sistema di connessione viene “reclutato” dalla paura.
In altre parole, la persona appare calma, gentile, disponibile… ma sotto c’è attivazione. Non è una calma vera, è una calma strategica.
È come se il corpo dicesse:
“Non posso combattere. Non posso scappare. Allora mi avvicino, mi rendo innocuo, divento ciò che serve.”
Questo crea una specie di paradosso: all’esterno sembra connessione, ma all’interno è difesa, spesso terrore.
E col tempo questa modalità può diventare automatica. Non è più una scelta consapevole, ma un riflesso. Ti ritrovi a dire sì quando vorresti dire no. A percepire subito cosa vogliono gli altri, ma a non sapere bene cosa vuoi tu. A evitare il conflitto anche quando sarebbe sano.
Non perché “sei fatto così”, ma perché il tuo sistema nervoso ha imparato che quella è la via più sicura.
La cosa interessante (e importante) è che il problema non è la gentilezza o l’empatia. Quelle sono qualità preziose.
Il nodo è da dove nascono.
Se nascono da uno stato di sicurezza → sono libere
Se nascono dalla paura → sono vincolate
Il lavoro, quindi, non è diventare più “duri” o smettere di essere disponibili.
È spostare quella disponibilità dalla paura alla sicurezza.
In ottica polivagale, questo significa aiutare il corpo a fare una nuova esperienza:
👉 che si può restare in relazione senza doversi annullare.
E questo passa da cose molto semplici, ma profonde:
accorgersi di quando il corpo si tende mentre dici “va bene”
notare quel micro-istante in cui vorresti dire qualcosa ma ti blocchi
iniziare con piccoli atti di autenticità (anche imperfetti)
Non serve cambiare tutto insieme. Anzi, il sistema nervoso cambia proprio attraverso micro-esperienze ripetute di sicurezza.
Forse il modo più utile di vederlo è questo:
il fawning non è un difetto della personalità. È una strategia di regolazione che un tempo ti ha aiutato.
E se è stata appresa, può anche essere trasformata—non eliminata, ma resa più libera.
La teoria polivagale (in breve)
La teoria di Stephen Porges descrive tre principali stati del sistema nervoso autonomo:
Sistema ventro-vagale (sicurezza)
calma, connessione sociale
ci sentiamo al sicuro e presenti.
Sistema simpatico (attacco/fuga)
attivazione, ansia, rabbia
preparazione all’azione.
Sistema dorso-vagale (collasso/freezing)
spegnimento, dissociazione
immobilità, ritiro.
Dove si colloca il “fawning”?
Il fawning è interessante perché è una via “ibrida”: Sembra connessione sociale, ma in realtà è una risposta di difesa.
Usa il sistema ventro-vagale (social engagement: sorriso, tono gentile) ma è guidato dalla paura (simpatico)
“Mi connetto per sopravvivere, non perché mi sento al sicuro.”
Si sviluppa quando:
Il conflitto portava punizione o rifiuto
Il caregiver era imprevedibile o emotivamente instabile
Essere “bravi” o compiacenti era l’unico modo per ricevere sicurezza
Effetti nel tempo
A lungo andare può portare a:
perdita di identità (“cosa voglio davvero?”)
difficoltà a dire no
relazioni sbilanciate
esaurimento emotivo.
Una strada di guarigione, non è “smettere di essere gentili”, ma insegnare al sistema nervoso che è sicuro essere autentici e a
riconoscere quando stai compiacendo per paura, a
sviluppare consapevolezza corporea (respiro, tensioni), ad
allenare micro-confini (piccoli “no”). a
costruire relazioni sicure dove non devi performare.
Il fawning non è chi sei, è come il tuo sistema nervoso ha imparato a proteggerti.
Annarita Bavaro