Dott.ssa Cristina Coccia Biologa Nutrizionista

Dott.ssa Cristina Coccia Biologa Nutrizionista Cura nutrizionale per indebolimento immunitario e patologie autoimmuni. Emodieta personalizzata.

26/04/2026

8 likes. "Differenze nutrizionali tra carni e pesci"

26/04/2026

13 likes. "Diretta di Aprile 2026 (riassunto e argomenti trattati)"

Questo è il link per la diretta di 30 minuti circa programmata per mercoledì prossimo.Gli argomenti che sto inserendo in...
11/04/2026

Questo è il link per la diretta di 30 minuti circa programmata per mercoledì prossimo.

Gli argomenti che sto inserendo in scaletta sono

- disbiosi intestinale
- intolleranza nichel e istamina
- leucociti bassi (pur seguendo dieta restrittiva)
- inguaribile attrazione verso i carboidrati e difficoltà nel perdere peso
- kefir vari (acqua, latte, soia, mandorla)
- argilla da bere e interferenza con i farmaci
- urea, creatinina, acidi urici e funzionalità renale
- alimenti più infiammatori per i vari gruppi sanguigni

In più, argomenti che eventualmente mi chiederete nei commenti in diretta e qualche anticipazione sui prossimi video.

Rispondo alle vostre domande più frequenti su: Emodieta, Nutrizione, Dieta Antinfiammatoria, PNEI, Dieta territoriale, Alimentazione Low Carb, Paleodieta

05/04/2026

✅ Cristina Coccia, biologa nutrizionista. Autrice di saggi sulla demografia e la salute della popolazione italiana e di articoli divulgativi per siti web e r...

05/04/2026

Vi ricordo che potete seguirmi sul gruppo Dott.ssa Cristina Coccia Emodieta Epigenetica PNEI e terapia nutrizionale.

Il mito di Proserpina è uno dei più suggestivi della mitologia classica, nato per spiegare la ciclicità delle stagioni e...
05/04/2026

Il mito di Proserpina è uno dei più suggestivi della mitologia classica, nato per spiegare la ciclicità delle stagioni e la vita che rinasce.

Proserpina, figlia di Giove e di Cerere (Dea dell'agricoltura e delle messi), era una fanciulla bellissima e radiosa che viveva in armonia con la natura. Un giorno, mentre raccoglieva fiori nei prati di Enna, la terra si squarciò improvvisamente.

Da una voragine oscura emerse Plutone, il Dio degli Inferi, che, rapito dalla bellezza della giovane, la trascinò con sé nel suo regno sotterraneo per farne la sua sposa.

Cerere, disperata per la scomparsa dell'amata figlia, vagò per il mondo intero cercando Proserpina, trascurando i suoi doveri divini. La terra, privata delle cure della dea, divenne arida e sterile: le piante seccarono, i campi non produssero più frutti e la carestia colpì l'umanità.

Giove, preoccupato per la sorte degli uomini, intervenne e ordinò a Plutone di restituire Proserpina alla madre.

Plutone accettò di lasciarla andare, ma prima di congedarla le offrì dei chicchi di melograno. Proserpina, forse spinta dalla fame o dall'inganno, ne mangiò alcuni. Consumare cibo nel regno dei morti significava legarsi indissolubilmente ad esso.

Quando si venne a conoscenza della verità, Giove stabilì un compromesso: Proserpina avrebbe trascorso sei mesi all'anno sulla terra con sua madre.
Avrebbe trascorso i restanti sei mesi nell'oltretomba accanto a Plutone.

Il mito era la spiegazione antica dei cicli naturali: quando Proserpina torna sulla terra, Cerere gioisce, la natura rifiorisce e tutto diviene rigoglioso. Quando Proserpina ritorna negli Inferi, Cerere si addolora e si ritira, lasciando che la terra si riposi e geli in attesa del ritorno della figlia.

Il mito di Proserpina non racconta solo il dolore della separazione, ma rappresenta anche il ciclo eterno della vita, della morte e della rinascita, simboleggiando il seme che si conserva nel suolo in inverno per poi germogliare nuovamente con il ritorno del sole e della Primavera.

Il mito di Proserpina è, di fatto, l'archetipo del tempo ciclico: un ritmo biologico che descrive il respiro della terra. In questa visione, il tempo non è lineare, non prevede un punto di arrivo (la fine o la salvezza), ma solo un eterno ritorno.

Il mito di Proserpina non racconta solo il dolore della separazione, ma rappresenta anche il ciclo eterno della vita, della morte e della rinascita, simboleggiando il seme che cade sotto terra in inverno per poi germogliare nuovamente con il ritorno del sole.

La concezione ciclica, rappresentata dal mito di Proserpina, offriva agli antichi una forma di sicurezza ontologica. Sapere che, dopo ogni inverno (la morte), la primavera (la rinascita) sarebbe tornata infallibilmente, permetteva di accettare la precarietà dell'esistenza. Non c'era assenza definitiva, solo un'apparente transizione.

Nella visione lineare, invece, ogni momento è unico e irripetibile; gli eventi accadono e si accumulano. Questa visione ha dato all'uomo moderno un'illusione di progresso che nel mondo antico era inconcepibile, ma che ha anche introdotto il peso del l'angoscia per la fine.

Aspettare Proserpina e aderire alla visione ciclica significa percepire l'inverno - la morte - per quello che è: il preludio della Rinascita e della vita, insieme agli Dei, ma solo nel mondo in cui esiste la Primavera.

Ho appena terminato le visite in presenza a FIRENZE e sono sempre più convinta e determinata a continuare in questa dire...
21/03/2026

Ho appena terminato le visite in presenza a FIRENZE e sono sempre più convinta e determinata a continuare in questa direzione. Incontrare i miei pazienti mi rende ancora più sicura della strada intrapresa, anche perché ogni visita è scambio di opinioni, riflessioni e idee.

Il cibo è nutrimento, conoscenza, cultura, evasione dalla propaganda alimentare, dall'omologazione e dalla malattia.

Spesso, dietro le comuni abitudini a tavola, c'è una sintesi di marketing psicologico, interessi economici e conformismo sociale.

Il rifiuto di queste dinamiche non ci rende dei disadattati, ma ci svela per quello che siamo: individui che si differenziano e che manifestano una solida volontà di restare - o tornare - in salute.

Nonostante tutto!

In un società malata, rimanere in salute é la migliore forma di resistenza.





Cosa accade quando si ha la sensazione di non riconoscersi più nel proprio corpo? Non è solo un problema di età o di met...
16/03/2026

Cosa accade quando si ha la sensazione di non riconoscersi più nel proprio corpo? Non è solo un problema di età o di metabolismo o di ormoni, é una questione molto più articolata che trova le sue ragioni nel distacco dalla natura, dai cicli biologici, dalla propria comunità e dalla propria terra.
Ne parlo in questo video pubblicato sul canale YouTube Alimenti e malattie di Roberto Andreoli.

✅ Cristina Coccia, biologa nutrizionista. Autrice di saggi sulla demografia e la salute della popolazione italiana e di articoli divulgativi per siti web e r...

Indirizzo

Via Salvatore Moccia, 2
Avellino

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:30
Martedì 09:00 - 20:30
Mercoledì 09:00 - 20:30
Giovedì 09:00 - 20:30
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Telefono

+393925848245

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