04/01/2026
Zucchero, prodotti "zero" e dolcificanti: non guardate solo la glicemia!
Sebbene i dolcificanti (come aspartame, sucralosio o saccarina) non alzino direttamente il glucosio nel sangue, possono favorire l'insulino-resistenza attraverso alcuni effetti metabolici che vanno oltre il semplice indice glicemico.
Il nostro corpo non aspetta che lo zucchero arrivi nel sangue per reagire; inizia a prepararsi non appena sente il sapore dolce sull'organo di percezione del gusto, la lingua.
Quando i recettori del gusto rilevano il dolce, il cervello invia un segnale al pancreas tramite il nervo vago per rilasciare una piccola quantità di insulina in anticipo (fase cefalica della risposta).
Se questa insulina viene rilasciata ma non trova zuccheri reali da gestire, i livelli di zucchero nel sangue possono scendere leggermente, innescando fame e, nel tempo, una desensibilizzazione dei recettori cellulari all'insulina stessa.
C'è poi una questione di alterazione del microbiota intestinale secondo gli studi più recenti. I dolcificanti artificiali non vengono digeriti come il cibo normale, ma interagiscono in maniera rilevante con i batteri intestinali.
Alcuni dolcificanti (in particolare saccarina e sucralosio) possono alterare la composizione del microbiota, favorendo la crescita di ceppi batterici legati all'infiammazione e all'intolleranza al glucosio.
Un microbiota disfunzionale invia sempre segnali biochimici che riducono la sensibilità all'insulina nei tessuti periferici (muscoli e fegato), indipendentemente dalle calorie assunte.
Pensateci quando consumate le bevande zero.
Esistono recettori per il sapore dolce non solo sulla lingua, ma anche nell'intestino e questo è vero già in età prenatale.
È stato osservato che alcuni dolcificanti possono attivare i recettori intestinali, aumentando la velocità con cui l'intestino assorbe il glucosio - derivato da qualsiasi alimento che mangerai nel pasto successivo.
Fornire un segnale di dolcezza senza l'energia corrispondente (in termini di calorie) crea un falso metabolismo, un corto circuito, in altri termini. Il corpo apprende che il sapore dolce non è più un segnale affidabile di energia in arrivo, alterando i meccanismi di sazietà e la gestione ormonale del glucosio.
Non tutti i dolcificanti sono uguali. Mentre i sintetici (saccarina, sucralosio) sembrano avere effetti più marcati sul microbiota, alcuni polioli o estratti naturali appaiono più neutri.
L'eritritolo, prodotto da fermentazione di cereali come il mais, viene assorbito quasi totalmente nell'intestino tenue ed eliminato nelle urine senza fermentare molto nel colon, avendo quindi un impatto intestinale minimo.
Anche la stevia, essendo un estratto vegetale, sembra avere un impatto meno distruttivo sulla flora batterica, e addirittura migliorare la risposta insulinica.
È bene ricordare che l'insulino-resistenza è un processo multifattoriale. I dolcificanti non ne sono la sola causa, ma il loro uso frequente può diventare una minaccia silenziosa in una dieta che mira alla salute metabolica.
Fino a poco tempo fa, l'eritritolo era considerato il migliore dei dolcificanti per la sua ottima tollerabilità, ma la ricerca sperimentale più recente (2023-2025) ha sollevato alcuni punti di interesse che vanno oltre i semplici disturbi intestinali.
Studi pubblicati su riviste come "Nature Medicine" e ricerche condotte dalla "Cleveland Clinic" hanno evidenziato una correlazione tra alti livelli di eritritolo nel sangue e un aumento del rischio di infarto e ictus. L'eritritolo sembra rendere le piastrine più attive facilitando la formazione di coaguli e trombi. In alcuni test, l'ingestione di una dose tipica presente in una bibita zero ha mantenuto i livelli di eritritolo nel sangue elevati per oltre 48 ore.
Nuove ricerche (2025) suggeriscono che possa aumentare lo stress ossidativo nelle cellule che rivestono i vasi sanguigni e ridurre la produzione di ossido nitrico, essenziale per la circolazione.
Personalmente posso segnalare casi di pazienti che hanno sperimentato episodi di emorroidi e flebite assumendo anche sporadicamente bevande zero.
Sebbene sia il poliolo meglio tollerato (perché il 90% viene assorbito nel tenue ed eliminato con le urine), dosi eccessive possono causare effetti lassativi, se si superano i 0,5-1 grammo per chilo di peso corporeo al giorno, crampi e gonfiore addominale, in persone con sindrome del colon irritabile (IBS).
Inoltre, come tutti i dolcificanti, l'eritritolo mantiene alta la soglia del piacere per i sapori estremamente dolci, rendendo più difficile apprezzare il sapore naturale dei cibi (come qualche frutto o ortaggio o bacca) e potenzialmente portando a mangiare di più.
Infine, poiché viene escreto dai reni, chi ha una funzionalità renale ridotta dovrebbe prestare particolare attenzione, poiché il dolcificante potrebbe permanere più a lungo in circolo.
Passiamo alla stevia.
La stevia è considerabile il miglior dolcificante, ma occorre prestare attenzione : non è zucchero travestito, ma nemmeno acqua fresca.
A differenza dei dolcificanti sintetici (come il sucralosio) o dell'eritritolo, la stevia pura sembra avere effetti quasi neutri o addirittura leggermente favorevoli sulla glicemia.
Alcuni studi suggeriscono che i glicosidi dello steviolo possano migliorare la risposta delle cellule all'insulina, anziché peggiorarla.
Ha anche un leggero effetto ipotensivo (quindi abbassa la pressione), il che può essere un vantaggio per chi soffre di ipertensione, ma è un serio rischio per chi ha già la pressione bassa.
Tuttavia, l'eritritolo è quasi inerte per i batteri intestinali, mentre la stevia interagisce con essi. Studi recenti indicano che la stevia potrebbe alterare la comunicazione tra alcuni batteri intestinali (mediante il processo di quorum sensing). Tuttavia, ha anche proprietà antimicrobiche. Sebbene non sia considerata pericolosa come la saccarina, un uso frequente potrebbe comunque creare squilibri nella flora batterica.
Poiché le sue componenti arrivano al colon quasi intatte, in persone molto sensibili può causare fermentazione e gonfiore.
Ad ogni modo, il problema principale della stevia non è la pianta in sé, ma come viene venduta. Innanzitutto bisogna fare attenzione alle etichette: molti prodotti a base di stevia contengono in realtà il 95% di eritritolo o, peggio, le maltodestrine (che alzano la glicemia anche più dello zucchero!). Ad alcune persone con particolare sensibilità endocrina, la stevia, inoltre, può anche provocare lievi squilibri ormonali.
Ricordo anche che la stevia non è una specie nativa dei nostri territori ed è poco resistente al freddo, essendo tipica di ambienti molto caldi.
Per questi motivi appena descritti, la stevia pura (gocce o polvere senza additivi) rimane una scelta più valida rispetto all'eritritolo e ai dolcificanti artificiali, ma va usata molto raramente iniziando a disabituare gradualmente il gusto a sapori più naturali.
Non è impossibile, considerando che la specie umana ha vissuto la maggior parte della sua storia senza zuccheri e dolcificanti semplicemente gustando il sapore dolce nei vegetali presenti in natura al loro stato originario.
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Ecco i dettagli bibliografici degli studi di riferimento su eritritolo e stevia.
1. Rischio Cardiovascolare e Trombosi
Rivista: Nature Medicine
Autori: Witkowski, M., Nemet, I., Alamri, H., et al. Titolo: The artificial sweetener erythritol and cardiovascular event risk
Anno: 2023
2. Effetti sull'Endotelio e Stress Ossidativo
Rivista: Journal of Applied Physiology
Autori: Berry, A., DeSouza, C. A., et al. (Università del Colorado-Boulder)
Titolo: Erythritol-induced oxidative stress and endothelial dysfunction in human cerebral microvascular endothelial cells
Anno: 2024 (pubblicato online tra fine 2023 e inizio 2024)
3. Tolleranza Digestiva (Studio Classico di riferimento)
Rivista: European Journal of Clinical Nutrition
Autori: Storey, D., Lee, A., Bornet, F., & Brouns, F.
Titolo: Gastrointestinal tolerance of erythritol and xylitol ingested in a liquid*
Anno: 2007
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1. Impatto sul Microbiota e Risposta Glicemica
Rivista: Cell
Autori: Suez, J., Cohen, Y., Valdés-Mas, R., et al.
Titolo: Personalized microbiome-driven effects of non-nutritive sweeteners on human glucose tolerance
Anno: 2022. Nota: Questo studio ha esaminato diversi dolcificanti, inclusa la Stevia, mostrando come alterino il microbioma in modo soggettivo.
2. Interazione con i Recettori del Progesterone
Rivista: Molecular and Cellular Endocrinology
Autori: Shannon, M., Rehfeld, A., Frizzell, C., et al. (Queen's University Belfast)
Titolo:In vitro bioassay assessment of the effects of steviol glycosides and their metabolite steviol on the human endocrine system, Anno: 2016