Dott.ssa Cristina Coccia Biologa Nutrizionista

Dott.ssa Cristina Coccia Biologa Nutrizionista Cura nutrizionale per indebolimento immunitario e patologie autoimmuni. Emodieta personalizzata.

Ringrazio moltissimo l'amico Roberto Siconolfi per questa bella intervista che ha approfondito il tema delle nuove linee...
23/01/2026

Ringrazio moltissimo l'amico Roberto Siconolfi per questa bella intervista che ha approfondito il tema delle nuove linee guida senza pregiudizi, toccando temi non solo nutrizionali ma anche politici.

Con Cristina Coccia, nutrizionista e saggista, l'analisi della nuova piramide alimentare USA, come dalle linee guida dell'amministrazione Trump e del segreta...

Una ricetta utile alla vostra dieta, per gruppi A e 0. Gli altri dovranno sostituire con quinoa (AB e B) o amaranto (AB)...
11/01/2026

Una ricetta utile alla vostra dieta, per gruppi A e 0. Gli altri dovranno sostituire con quinoa (AB e B) o amaranto (AB).

Con tutto il rispetto per Robert Kennedy Jr. meglio fare qualche piccola modifica.    NOTA TECNICA: essendo un disegno p...
10/01/2026

Con tutto il rispetto per Robert Kennedy Jr. meglio fare qualche piccola modifica.





NOTA TECNICA: essendo un disegno piuttosto stilizzato era difficile essere precisi e definiti. Nelle ciotole vi sono legumi come lenticchie e fagioli di diverse varietà - che dovrebbero essere consumati separatamente, un tipo per volta - , e, più giù, verso il vertice in basso, ci sono pseudocereali come amaranto o saraceno o quinoa, cotti, nell'ultima ciotola. Per me è preferibile l'amaranto, quello del tipo nativo dell'Italia o almeno del Mediterraneo, anche se è più scuro di quello rappresentato nel disegno. [Faccio notare che nel grafico non sono presenti farine perché per me è di gran lunga preferibile il chicco].

Un mio video di commento e approfondimento sulla nuova piramide alimentare USA
09/01/2026

Un mio video di commento e approfondimento sulla nuova piramide alimentare USA

✅ DOCUMENTAZIONE E SITO UFFICIALE: https://realfood.gov/✅ Cristina Coccia, biologa nutrizionista. Autrice di saggi sulla demografia e la salute della popolaz...

Zucchero, prodotti "zero" e dolcificanti: non guardate solo la glicemia!Sebbene i dolcificanti (come aspartame, sucralos...
04/01/2026

Zucchero, prodotti "zero" e dolcificanti: non guardate solo la glicemia!

Sebbene i dolcificanti (come aspartame, sucralosio o saccarina) non alzino direttamente il glucosio nel sangue, possono favorire l'insulino-resistenza attraverso alcuni effetti metabolici che vanno oltre il semplice indice glicemico.

Il nostro corpo non aspetta che lo zucchero arrivi nel sangue per reagire; inizia a prepararsi non appena sente il sapore dolce sull'organo di percezione del gusto, la lingua.

Quando i recettori del gusto rilevano il dolce, il cervello invia un segnale al pancreas tramite il nervo vago per rilasciare una piccola quantità di insulina in anticipo (fase cefalica della risposta).

Se questa insulina viene rilasciata ma non trova zuccheri reali da gestire, i livelli di zucchero nel sangue possono scendere leggermente, innescando fame e, nel tempo, una desensibilizzazione dei recettori cellulari all'insulina stessa.

C'è poi una questione di alterazione del microbiota intestinale secondo gli studi più recenti. I dolcificanti artificiali non vengono digeriti come il cibo normale, ma interagiscono in maniera rilevante con i batteri intestinali.

Alcuni dolcificanti (in particolare saccarina e sucralosio) possono alterare la composizione del microbiota, favorendo la crescita di ceppi batterici legati all'infiammazione e all'intolleranza al glucosio.
Un microbiota disfunzionale invia sempre segnali biochimici che riducono la sensibilità all'insulina nei tessuti periferici (muscoli e fegato), indipendentemente dalle calorie assunte.

Pensateci quando consumate le bevande zero.

Esistono recettori per il sapore dolce non solo sulla lingua, ma anche nell'intestino e questo è vero già in età prenatale.
È stato osservato che alcuni dolcificanti possono attivare i recettori intestinali, aumentando la velocità con cui l'intestino assorbe il glucosio - derivato da qualsiasi alimento che mangerai nel pasto successivo.
Fornire un segnale di dolcezza senza l'energia corrispondente (in termini di calorie) crea un falso metabolismo, un corto circuito, in altri termini. Il corpo apprende che il sapore dolce non è più un segnale affidabile di energia in arrivo, alterando i meccanismi di sazietà e la gestione ormonale del glucosio.

Non tutti i dolcificanti sono uguali. Mentre i sintetici (saccarina, sucralosio) sembrano avere effetti più marcati sul microbiota, alcuni polioli o estratti naturali appaiono più neutri.

L'eritritolo, prodotto da fermentazione di cereali come il mais, viene assorbito quasi totalmente nell'intestino tenue ed eliminato nelle urine senza fermentare molto nel colon, avendo quindi un impatto intestinale minimo.

Anche la stevia, essendo un estratto vegetale, sembra avere un impatto meno distruttivo sulla flora batterica, e addirittura migliorare la risposta insulinica.
È bene ricordare che l'insulino-resistenza è un processo multifattoriale. I dolcificanti non ne sono la sola causa, ma il loro uso frequente può diventare una minaccia silenziosa in una dieta che mira alla salute metabolica.

Fino a poco tempo fa, l'eritritolo era considerato il migliore dei dolcificanti per la sua ottima tollerabilità, ma la ricerca sperimentale più recente (2023-2025) ha sollevato alcuni punti di interesse che vanno oltre i semplici disturbi intestinali.

Studi pubblicati su riviste come "Nature Medicine" e ricerche condotte dalla "Cleveland Clinic" hanno evidenziato una correlazione tra alti livelli di eritritolo nel sangue e un aumento del rischio di infarto e ictus. L'eritritolo sembra rendere le piastrine più attive facilitando la formazione di coaguli e trombi. In alcuni test, l'ingestione di una dose tipica presente in una bibita zero ha mantenuto i livelli di eritritolo nel sangue elevati per oltre 48 ore.
Nuove ricerche (2025) suggeriscono che possa aumentare lo stress ossidativo nelle cellule che rivestono i vasi sanguigni e ridurre la produzione di ossido nitrico, essenziale per la circolazione.
Personalmente posso segnalare casi di pazienti che hanno sperimentato episodi di emorroidi e flebite assumendo anche sporadicamente bevande zero.

Sebbene sia il poliolo meglio tollerato (perché il 90% viene assorbito nel tenue ed eliminato con le urine), dosi eccessive possono causare effetti lassativi, se si superano i 0,5-1 grammo per chilo di peso corporeo al giorno, crampi e gonfiore addominale, in persone con sindrome del colon irritabile (IBS).
Inoltre, come tutti i dolcificanti, l'eritritolo mantiene alta la soglia del piacere per i sapori estremamente dolci, rendendo più difficile apprezzare il sapore naturale dei cibi (come qualche frutto o ortaggio o bacca) e potenzialmente portando a mangiare di più.
Infine, poiché viene escreto dai reni, chi ha una funzionalità renale ridotta dovrebbe prestare particolare attenzione, poiché il dolcificante potrebbe permanere più a lungo in circolo.

Passiamo alla stevia.

La stevia è considerabile il miglior dolcificante, ma occorre prestare attenzione : non è zucchero travestito, ma nemmeno acqua fresca.

A differenza dei dolcificanti sintetici (come il sucralosio) o dell'eritritolo, la stevia pura sembra avere effetti quasi neutri o addirittura leggermente favorevoli sulla glicemia.

Alcuni studi suggeriscono che i glicosidi dello steviolo possano migliorare la risposta delle cellule all'insulina, anziché peggiorarla.
Ha anche un leggero effetto ipotensivo (quindi abbassa la pressione), il che può essere un vantaggio per chi soffre di ipertensione, ma è un serio rischio per chi ha già la pressione bassa.
Tuttavia, l'eritritolo è quasi inerte per i batteri intestinali, mentre la stevia interagisce con essi. Studi recenti indicano che la stevia potrebbe alterare la comunicazione tra alcuni batteri intestinali (mediante il processo di quorum sensing). Tuttavia, ha anche proprietà antimicrobiche. Sebbene non sia considerata pericolosa come la saccarina, un uso frequente potrebbe comunque creare squilibri nella flora batterica.

Poiché le sue componenti arrivano al colon quasi intatte, in persone molto sensibili può causare fermentazione e gonfiore.

Ad ogni modo, il problema principale della stevia non è la pianta in sé, ma come viene venduta. Innanzitutto bisogna fare attenzione alle etichette: molti prodotti a base di stevia contengono in realtà il 95% di eritritolo o, peggio, le maltodestrine (che alzano la glicemia anche più dello zucchero!). Ad alcune persone con particolare sensibilità endocrina, la stevia, inoltre, può anche provocare lievi squilibri ormonali.
Ricordo anche che la stevia non è una specie nativa dei nostri territori ed è poco resistente al freddo, essendo tipica di ambienti molto caldi.

Per questi motivi appena descritti, la stevia pura (gocce o polvere senza additivi) rimane una scelta più valida rispetto all'eritritolo e ai dolcificanti artificiali, ma va usata molto raramente iniziando a disabituare gradualmente il gusto a sapori più naturali.

Non è impossibile, considerando che la specie umana ha vissuto la maggior parte della sua storia senza zuccheri e dolcificanti semplicemente gustando il sapore dolce nei vegetali presenti in natura al loro stato originario.

***

Ecco i dettagli bibliografici degli studi di riferimento su eritritolo e stevia.



1. Rischio Cardiovascolare e Trombosi
Rivista: Nature Medicine
Autori: Witkowski, M., Nemet, I., Alamri, H., et al. Titolo: The artificial sweetener erythritol and cardiovascular event risk
Anno: 2023

2. Effetti sull'Endotelio e Stress Ossidativo
Rivista: Journal of Applied Physiology
Autori: Berry, A., DeSouza, C. A., et al. (Università del Colorado-Boulder)
Titolo: Erythritol-induced oxidative stress and endothelial dysfunction in human cerebral microvascular endothelial cells
Anno: 2024 (pubblicato online tra fine 2023 e inizio 2024)

3. Tolleranza Digestiva (Studio Classico di riferimento)
Rivista: European Journal of Clinical Nutrition
Autori: Storey, D., Lee, A., Bornet, F., & Brouns, F.
Titolo: Gastrointestinal tolerance of erythritol and xylitol ingested in a liquid*
Anno: 2007

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1. Impatto sul Microbiota e Risposta Glicemica
Rivista: Cell
Autori: Suez, J., Cohen, Y., Valdés-Mas, R., et al.
Titolo: Personalized microbiome-driven effects of non-nutritive sweeteners on human glucose tolerance
Anno: 2022. Nota: Questo studio ha esaminato diversi dolcificanti, inclusa la Stevia, mostrando come alterino il microbioma in modo soggettivo.

2. Interazione con i Recettori del Progesterone
Rivista: Molecular and Cellular Endocrinology
Autori: Shannon, M., Rehfeld, A., Frizzell, C., et al. (Queen's University Belfast)
Titolo:In vitro bioassay assessment of the effects of steviol glycosides and their metabolite steviol on the human endocrine system, Anno: 2016

Buon inizio anno a tutti.Che il 2026 sia un anno di libertà da farmaci, integratori, malattie, ansie lavorative, disagi ...
01/01/2026

Buon inizio anno a tutti.

Che il 2026 sia un anno di libertà da farmaci, integratori, malattie, ansie lavorative, disagi economici e squilibri psichici.

Sia un anno di equilibrio, sapienza e Amore per tutti.

25/12/2025

Perché può essere vantaggioso per noi consumare alimenti tipici del nostro paesaggio.

INVERNO NEL BOSCORicetta valida come primo piatto neutro, già completo, anche associabile a carne o pesce nel menù di Na...
25/12/2025

INVERNO NEL BOSCO
Ricetta valida come primo piatto neutro, già completo, anche associabile a carne o pesce nel menù di Natale.

Ingredienti
• Per la vellutata: 50/60 g di grano saraceno in chicchi a persona (per i gruppi B e AB vanno bene la quinoa o dei legumi come fave o cannellini), 1 scalogno, brodo vegetale q.b.
• Per la parte proteica e le verdure: 1 o 2 uova fresche a persona, 100 g di cime di rapa, 50/80 g di funghi cardoncelli, pezzetti di fi*****io.
• Per completare: pane di grano saraceno a cubetti, timo fresco, olio, sale e pepe.

Procedimento

Preparate la vellutata di grano saraceno

1. Sciacquate bene i chicchi di grano saraceno sotto l'acqua corrente.
2. Fate appassire in una pentola lo scalogno tritato con un filo d'olio e poca acqua. Aggiungete il grano saraceno o la quinoa e tostatelo per un paio di minuti.
3. Coprite con il brodo vegetale bollente e portate a cottura (circa 15 minuti, o secondo i tempi della confezione).
4. Una volta cotto, frullate il tutto con un mixer a immersione aggiungendo altro brodo se necessario, fino a ottenere una crema liscia e densa. Regolate di sale.

Scottate le verdure e i funghi

1. Pulite le cime di rapa, i funghi cardoncelli e il fi*****io. Tagliate i funghi a striscette o fette verticali e il fi*****io a fettine sottili (o striscette).
2. Scaldate bene una padella antiaderente con un filo d'olio solo per sporcarne il fondo.
3. Scottate le cime di rapa a fiamma vivace per pochi minuti da entrambi i lati affinché rimangano verdi e croccanti. Mettetele da parte.
4. Nella stessa padella, scottate i funghi cardoncelli per un minuto al massimo e il fi*****io a pezzetti finché non diventano dorati e leggermente abbrustoliti. Salate solo alla fine.

Preparate l'uovo barzotto e i crostini

1. Portate a bollore un pentolino d'acqua. Immergete le uova e cuocetele per esattamente 6 minuti.
2. Scolatele e passatele immediatamente in acqua e ghiaccio per fermare la cottura, poi sbucciatele con delicatezza.
3. Tagliate il pane di grano saraceno a cubetti e tostateli in padella (o in forno) con un filo d'olio e qualche foglia di timo finché non saranno croccanti.

Composizione del piatto

1. Versate una generosa mestolata di vellutata calda nel fondo della fondina.
2. Adagiate al centro l'uovo barzotto tagliato a metà (lasciando colare un po' di tuorlo come in foto).
3. Distribuite intorno all'uovo le cime di rapa, le striscette di cardoncelli e i finocchi scottati.
4. Guarnite con i crostini di pane di saraceno o quinoa, le foglioline di timo fresco e completate con un giro d'olio a crudo e un pizzico di pepe nero.

Vi auguro un felice Natale in salute. So che stare con gli altri e dover continuamente giustificare le proprie abitudini...
25/12/2025

Vi auguro un felice Natale in salute.

So che stare con gli altri e dover continuamente giustificare le proprie abitudini è difficile e può essere quasi insopportabile per chi non ama sentirsi giudicato.

Ricordatevi che la normalità è solo conformità alle aspettative collettive e la collettività che vi giudica anomali o strani non deve avere alcuna autorità su di voi. La collettività si colloca sempre su un gradino più basso di chi, come voi, ha una particolare sensibilità e un modo diverso di comportarsi o di curarsi.

17/12/2025

✅ Cristina Coccia, biologa nutrizionista. Autrice di saggi sulla demografia e la salute della popolazione italiana e di articoli divulgativi per siti web e r...

17/12/2025

✅ Cristina Coccia, biologa nutrizionista. Autrice di saggi sulla demografia e la salute della popolazione italiana e di articoli divulgativi per siti web e r...

Alcuni alimenti, nonostante siano sempre presenti nelle classiche diete - quelle in cui dovete mangiare un po' di tutto ...
08/12/2025

Alcuni alimenti, nonostante siano sempre presenti nelle classiche diete - quelle in cui dovete mangiare un po' di tutto e non privarvi dei piccoli piaceri della vita - e siano spesso etichettati come benefici, possono andare lentamente ad alimentare le infiammazioni, che sono il primo segnale di allarme da considerare nella prevenzione di patologie più serie come quelle autoimmuni o oncologiche.

Purtroppo in questi casi non serve assumere vitamina C o vitamina D ad alte dosi. Se siete di gruppo 0, ad esempio, la vitamina C può provocare cistiti, gastriti, infiammazione intestinale. Lo stesso per chi è di gruppo A. Per la vitamina D, in altissime dosi, ha causato a diversi pazienti che ho seguito, disfunzioni epatiche e renali. Quindi vi prego di prestare attenzione agli integratori che mandano comunque in sovraccarico stomaco, intestino, fegato e reni e tutti gli organi di metabolismo ed escrezione.

Passiamo agli alimenti sospetti.

La frutta è uno degli alimenti con cui si fanno più disastri, soprattutto in inverno - ma anche con il caldo estivo - perché può essere la causa di infiammazioni osteoarticolari, muscolari, intestinali. Non immaginate quante persone nelle visite di controllo lamentavano cervicale, acido urico alto nelle analisi, fegato ingrossato o infiammato, tendiniti, arti doloranti, spalle "congelate" ecc. E avevano preso l'abitudine di un frutto a colazione o in uno spuntino. Anche 4 o 6 volte alla settimana.

Al secondo posto ci sono i semi oleosi che vengono usati quasi in ogni ricetta e in forma di creme. Noci, mandorle, nocciole, semini vari, se li usate ogni giorno, vi potreste ritrovare con catarro, raffreddore, infiammazione intestinale, afte, pruriti e sfoghi cutanei. Sono alimenti da usare in dosi ridotte e non ogni giorno testando la tollerabilità. Lo stesso vale per gli oli.

Riguardo a caffè, cioccolato e tè, vi ricordo che hanno potere antiossidante, in teoria, se usati in piccole dosi, non quando li assumete ogni giorno. Sono più dannose le dosi ridotte e frequenti di quelle rare e più elevate. Anche con questi alimenti si possono riscontrare infiammazioni gastriche, intestinali, cistiti, emorroidi e muco alle vie respiratorie.

Attenzione anche al vino che è un concentrato di zuccheri (fruttosio e glucosio residui), alcol, istamina. In genere sono da evitare soprattutto i vini fermentati e dolci, come i passiti. I vini secchi danno meno problemi, ma usati raramente.

Detto questo, purtroppo, le cose non sono sempre così semplici e capita che anche ciò che si assume frequentemente possa dare disturbi dopo un po' per effetto accumulo, quindi anche carruba, tè verde, spezie, carni non ben tollerate, grano saraceno, cereali. Addirittura qualche pesce o alcune verdure (spesso amidacee) possono provocare infiammazioni.
Ma siamo tutti inclini a escludere come cause gli alimenti a cui siamo più legati nelle abitudini quotidiane e a cercare i colpevoli negli alimenti che si usano raramente e di cui possiamo fare tranquillamente a meno.

Il punto è sempre quello. Fate periodi - periodi, ho detto, non mesi e anni interi - di alimentazione più semplice ed essenziale per disintossicarvi e reintroducete gli alimenti più problematici gradualmente lasciando passare almeno 1 giorno o 2 tra un consumo e l'altro.

Mi permetto di fare questo tipo di post non perché io desideri spaventare le persone su tutti gli alimenti e incentivare i disturbi del comportamento alimentare, ma perché, con le diete basate sulle calorie o solo sui macronutrienti, spesso ci si dimentica di considerare i cibi come sistemi complessi che incidono anche sul sistema immunitario e sulle infiammazioni. Non tutti tollerano tutto e ognuno ha le sue reazioni personali e soggettive ad ogni boccone che mangia. Si può avere problemi con uno degli alimenti citati in questo post ma non con tutti gli altri.

Non si tratta di ossessione, ma di autoconoscenza, la base di tutto.

Non è difficile conoscere il proprio corpo una volta che avete fatto attenzione a cosa mangiate più spesso.

Indirizzo

Via Salvatore Moccia, 2
Avellino

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:30
Martedì 09:00 - 20:30
Mercoledì 09:00 - 20:30
Giovedì 09:00 - 20:30
Venerdì 09:00 - 20:30
Sabato 09:00 - 20:30

Telefono

+393925848245

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