28/04/2026
📚"Scusami a me non piace la parola perdono. Lo so che non si deve dire, ma non mi piace.
Io preferisco “consegno” e non perdono. Consegno. Alla giustizia, al mondo se è possibile. Altrimenti e in ogni caso, consegno alla Grande Vita, all’infinito, a Dio, chiamalo come vuoi. A chi fa un danno, non fa bene un dono. Gli fa bene capire. La consegna è opera lenta e paziente e la tenerezza è il risultato ultimo. Io per anni ho provato tenerezza per chi mi massacrava, ma era confusione, disprezzo di me fino a non esistere, a non aver diritto di sentirmi bene. Non ci sto più. Sento che devo accusare il colpo. Non c’è perdono se prima non so di essere stata colpita, offesa. Se non sento il desiderio di giustizia. La tenerezza è il desiderio che l’altro capisca, comprenda il male che ha fatto e che si è fatto. Altrimenti la tenerezza diventa un sentimento confuso. Mettere l’altro di fronte al male, portarlo a comprendere insieme, parlarsi, incontrarsi. Incontrarsi in quel vuoto che sta tra me e te... (...) Se c’è sopruso devo prima ritrovare le misure, le giuste posizioni, le distanze da cui parlarsi, la giustizia. Ti consegno l’eco dei tuoi gesti, il lascito di quello che hai fatto, lo vedi, lo senti? Puoi guardarmi negli occhi? Puoi vedere quello che mi hai fatto? Ecco io ti consegno la Vita."
Chandra Livia Candiani
"Questo immenso non sapere"
👩🎨Opera: Edvard Munch "Blossom of pain" 1898