Dott.ssa Ivana Gallo - Psicologa Psicoterapeuta

Dott.ssa Ivana Gallo - Psicologa Psicoterapeuta Riceve su appuntamento ad Aversa e Castel Volturno

31/03/2026

"Non si tratta di dimenticare il trauma, ma di trasformarlo."
Come psicoterapeuta specializzata in EMDR, vedo ogni giorno quanto la mente abbia una straordinaria capacità di guarigione 🩹

Molte persone arrivano in terapia convinte di essere “sbagliate” o “fragili”. In realtà, spesso stanno semplicemente portando il peso di esperienze che non hanno avuto modo di essere elaborate.
L’EMDR aiuta il cervello a rielaborare quei ricordi che sono rimasti bloccati nel passato ma continuano a farsi sentire nel presente.

Il ricordo non si cancella, però va a perdere la sua carica emotiva disturbante.
E la persona torna a sentirsi libera 💛

28/03/2026

In questi giorni alcuni miei pazienti sentono che “stanno tornando indietro”, che “stanno perdendo i benefici della terapia”

28/03/2026

Un giorno, un medico disse qualcosa che molti non erano pronti a sentire: il dolore può nascere da ciò che non riusciamo a dire.

Alla fine dell’Ottocento, la medicina cercava le cause della sofferenza soltanto nel corpo.
Organi, nervi, lesioni visibili.

Poi arriva Sigmund Freud.

A Vienna osserva pazienti che mettono in crisi ogni certezza:
paralisi senza danni neurologici, dolori intensi senza ferite, sintomi che compaiono dopo traumi emotivi profondi.

Non sono simulazioni.
Non sono debolezze.

È qualcosa che la medicina del tempo non sa spiegare.

Freud propone un’idea radicale: il corpo può diventare il luogo in cui si esprime ciò che la mente non riesce a elaborare.

La chiama “conversione”.

Un conflitto interno, un trauma, una paura repressa non spariscono.
Cambiano forma.

Diventano sintomo.

Un dolore al petto.
Un blocco nel movimento.
Una sofferenza fisica reale, anche senza una causa organica evidente.

Non significa che “sia tutto nella testa”.
Significa qualcosa di più difficile da accettare:

mente e corpo non sono separati come pensavamo.

Le sue teorie vengono attaccate, ridicolizzate, spesso fraintese.
Ma con il tempo, la ricerca scientifica inizia a osservare fenomeni simili.

Lo stress cronico altera il corpo.
Il trauma lascia tracce biologiche.
Le emozioni non espresse trovano altre vie.

Oggi non tutto ciò che Freud ha sostenuto è confermato.
Ma quell’intuizione centrale resta viva: il dolore non sempre ha una ferita visibile.

E a volte la domanda giusta non è “dove fa male?”

È un’altra.

Cosa non è mai stato detto?

Perché il corpo, quando non può parlare con le parole, trova sempre un modo per farsi ascoltare.

26/03/2026

𝗧𝗥𝗔𝗨𝗠𝗔 𝗘 𝗗𝗜𝗦𝗦𝗢𝗖𝗜𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 (𝗦𝗮́𝗻𝗱𝗼𝗿 𝗙𝗲𝗿𝗲𝗻𝗰𝘇𝗶)
Per Sándor Ferenczi, uno dei più originali allievi di Freud, il trauma non dipende solo da ciò che accade, ma soprattutto da ciò che accade 𝗱𝗼𝗽𝗼. Un’esperienza dolorosa può diventare devastante quando il bambino non trova un adulto capace di riconoscerla e darle senso.

Ferenczi osservò che molti traumi non nascono solo dalla violenza o dall’abuso, ma dal 𝗱𝗶𝘀𝗰𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼: quando il bambino racconta ciò che ha vissuto e l'adulto minimizza, nega, o accusa il bambino di aver frainteso. In quel momento si crea una frattura profonda nella mente.

Il bambino si trova davanti a un dilemma impossibile.
Se crede alla propria esperienza, perde il legame con l’adulto da cui dipende.
Se crede all’adulto, deve dubitare di sé stesso.

Per proteggere il legame, spesso accade la seconda cosa. La mente allora si difende con una scissione: una parte continua a vivere l’esperienza traumatica, mentre un’altra si adatta alla realtà imposta dall’adulto.

Qui nasce la 𝗱𝗶𝘀𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲.
👉 Il trauma non è solo ciò che ferisce.
👉 È ciò che la mente deve 𝘀𝗲𝗽𝗮𝗿𝗮𝗿𝗲 𝗱𝗮 𝘀𝗲́ 𝗽𝗲𝗿 𝗽𝗼𝘁𝗲𝗿 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗶𝗻𝘂𝗮𝗿𝗲 𝗮 𝘃𝗶𝘃𝗲𝗿𝗲.

Nella 𝗣𝘀𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗣𝗿𝗼𝗳𝗼𝗻𝗱𝗼, il lavoro clinico non consiste solo nel ricordare ciò che è accaduto. Consiste soprattutto nel ricostruire un’esperienza emotiva che allora non è stata possibile: essere creduti, riconosciuti, pensati.

Quando questo accade, ciò che era rimasto isolato nella psiche può lentamente tornare a far parte della storia della persona.

Non come una ferita che definisce tutta la vita, ma come un’esperienza che finalmente trova un luogo nella memoria e nel pensiero.

Quale parte di te ha dovuto tacere per essere amato?
Quale verità è stata separata dal resto della tua vita?

È spesso da lì che il lavoro più profondo può iniziare.

𝗗𝗼𝘁𝘁. 𝗠𝗮𝗿𝗰𝗼 𝗣𝗶𝗰𝗰𝗼𝗹𝗼 🌓

📘 “𝙂𝙧𝙖𝙢𝙢𝙖𝙩𝙞𝙘𝙖 𝙙𝙚𝙡 𝙋𝙧𝙤𝙛𝙤𝙣𝙙𝙤” 𝘦𝘴𝘱𝘭𝘰𝘳𝘢, 𝘢𝘵𝘵𝘳𝘢𝘷𝘦𝘳𝘴𝘰 𝘪 𝘨𝘳𝘢𝘯𝘥𝘪 𝘔𝘢𝘦𝘴𝘵𝘳𝘪 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘗𝘴𝘪𝘤𝘰𝘭𝘰𝘨𝘪𝘢 𝘥𝘦𝘭 𝘗𝘳𝘰𝘧𝘰𝘯𝘥𝘰, 𝘭𝘦 𝘥𝘪𝘯𝘢𝘮𝘪𝘤𝘩𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭’𝘦𝘴𝘱𝘦𝘳𝘪𝘦𝘯𝘻𝘢 𝘱𝘴𝘪𝘤𝘩𝘪𝘤𝘢: 𝘥𝘰𝘭𝘰𝘳𝘦, 𝘥𝘦𝘴𝘪𝘥𝘦𝘳𝘪𝘰, 𝘥𝘪𝘧𝘦𝘴𝘢, 𝘢𝘮𝘰𝘳𝘦, 𝘱𝘦𝘳𝘥𝘪𝘵𝘢. 𝘕𝘰𝘯 𝘱𝘦𝘳 𝘴𝘦𝘮𝘱𝘭𝘪𝘧𝘪𝘤𝘢𝘳𝘦 𝘭𝘢 𝘤𝘰𝘮𝘱𝘭𝘦𝘴𝘴𝘪𝘵𝘢̀, 𝘮𝘢 𝘱𝘦𝘳 𝘳𝘦𝘯𝘥𝘦𝘳𝘭𝘢 𝘱𝘦𝘯𝘴𝘢𝘣𝘪𝘭𝘦, 𝘦 𝘲𝘶𝘪𝘯𝘥𝘪 𝘢𝘣𝘪𝘵𝘢𝘣𝘪𝘭𝘦.

26/03/2026

I ricordi, soprattutto quelli legati a esperienze intense o traumatiche, non scompaiono: restano dentro di noi, influenzando emozioni, comportamenti e percezioni del presente.

La buona notizia è che il cervello può rielaborarli 🧠

Approcci terapeutici come l’EMDR aiutano a trasformare l’impatto di questi ricordi, permettendo al cervello di integrarli in modo più adattivo e ridurre la loro influenza sulla vita quotidiana.

25/03/2026

Questa è una mia foto mentre scendo di casa per andare a lavoro alle 6:58 di mattina.

Non l’ho scattata perché mi sentissi particolarmente bella in quel momento, ma per il grande significato che ha per me l’essere riuscita ad alzarmi dal letto e ad uscire così presto.

Negli ultimi anni stavo avendo qualche difficoltà col sonno. Ero arrivata a temere il momento di andare a dormire per paura di finire come sempre a girarmi e rigirarmi nel letto per ore, senza riuscire a lasciare andare. Finivo per ritardare sempre di più la sveglia, arrivando a perdere metà mattinata e a dover affannare tutto il giorno nel cercare di fare comunque tutto quel che mi ero prefissata.

Quindi quando ho saputo che sarei dovuta uscire di casa così presto, mi è preso il panico! Ero molto preoccupata che, sapendo di avere la sveglia alle 6:00, il mio cervello potesse fare ancora più fatica a lasciare la presa.

E quindi per me l’esserci riuscita quasi da subito, l’aver preso l’abitudine di andare a dormire alle 22:20 (con una goccia di melatonina sotto la lingua e un libro di fisica quantistica) e svegliarmi alle 6:00, costituisce un traguardo importante, di cui vado molto fiera ❤️

E ci tengo a precisare che ci ho lavorato in psicoterapia negli ultimi anni su questa cosa. Forse se non l’avessi fatto non ci sarei riuscita, o comunque ci sarei riuscita molto più tardi. Mi permetto di consigliare a tutti di intraprendere un percorso se si hanno difficoltà simili e se si ha la possibilità. Per me è stata una rinascita.

24/03/2026
22/03/2026

INSEGNARE AI BAMBINI I CONFINI CORPOREI

C’è una cosa tutta mia
che nessun può portar via:
Se non sai dirmi cos’è
la risposta chiedi a me.
È il mio corpo e sappi che
uno uguale non ce n’è
È importante e assai speciale
Non si può mai fargli male.
Degno è di gran rispetto
e se non te l’hanno detto
sappi che non puoi toccarlo
se ti dico di non farlo.
(Tratto da “Il mio corpo è la mia casa” di A.Pellai, Salani ed.)

Il corpo è la nostra casa. I bambini, fin dal primo giorno di vita, lo abitano e lo usano per conoscere il mondo che li circonda. In quel mondo ci sono gli altri. Altre persone, bambini e adulti, con cui si deve imparare ad entrare in relazione, a cui si deve rispetto e da cui si deve esigere rispetto.

Il corpo dei bambini rappresenta la dimensione che più esige rispetto da parte di tutti. Va curato e protetto fino a che il bambino non è in grado di prendersene cura e proteggerlo in autonomia. Ma questa competenza va educata. Il bambino deve imparare che il suo corpo è degno di rispetto e ha dei confini, che lui per primo deve conoscere e riconoscere per farli valere nelle relazioni con gli altri.

Questa è la prima regola per proteggere i nostri figli da ogni forma di abuso. Ed è una competenza che rende i nostri figli capaci non solo di proteggersi, ma anche di non agire abusi, prepotenze e violenze sul corpo degli altri.

Più di 20 anni fa ho scritto il primo libro dedicato alla prevenzione degli abusi ai bambini, basato su giochi e filastrocche da realizzare con bambini di età prescolare e scolare. Oggi torna in libreria, aggiornato e completamente rivisto, con un nuovo titolo ed editore: Il mio corpo è la mia casa (Salani ed.).

E’ un volume ricco di informazioni e attività pratiche che genitori ed educatori possono condividere con i bambini per dotarli di quelle conoscenze e competenze di auto-protezione che oggi più che mai sono fondamentali. La filastrocca che trovate a cappello di questo post è uno dei tantissimi materiali, semplici e diretti, presenti nel volume, disponibile in libreria da dopodomani e già preordinabile dappertutto.

In questi mesi molti editori stanno riportando in libreria i libri che ho scritto nella prima parte della mia vita professionale. Sono a tutti molto grato per questa valorizzazione del mio lavoro che mi accorgo essere sempre contemporaneo e soprattutto sempre vicino ai bisogni educativi di bambini e genitori.

Se pensate che altri genitori possano essere interessati a questo post, condividetelo.

21/03/2026

La fretta è il tempo degli adulti, non dei bambini.

È il passo veloce, lo sguardo già altrove, la risposta data prima ancora che la domanda sia finita. È l’orologio che batte più forte del cuore.

Ma l’infanzia ha un altro ritmo.
È fatta di soste, di deviazioni, di dettagli che chiedono di essere guardati a lungo. Un sasso può diventare un tesoro, una pozzanghera un universo, una domanda un viaggio senza meta.

Quando abbiamo fretta, non li perdiamo solo di vista: perdiamo il loro mondo.

Li trasciniamo via da ciò che per loro è importante, insegnando senza volerlo che crescere significa smettere di sentire, di esplorare, di restare.

Forse educare non è accelerare, ma rallentare insieme.
Mettersi accanto.
Restare un po’ di più.

Perché l’infanzia non chiede di essere guidata più in fretta,
ma di essere incontrata più lentamente.

20/03/2026
19/03/2026

Molte persone in lutto hanno una paura silenziosa: che guarire significhi tradire. Che se smetti di soffrire così tanto, se torni a ridere, se riesci a immaginare un futuro, vuol dire che quella persona non ti mancava abbastanza. Che l'amore stava diminuendo.
Non è così.
Stare bene non è dimenticare. Non è sostituire. Non è andare avanti come se niente fosse successo. È costruire una relazione nuova con il ricordo — una relazione in cui puoi pensare a quella persona senza che il dolore ti tolga il respiro, in cui puoi raccontare un aneddoto su di lei e sorridere invece di piangere, o piangere e sorridere insieme, che è forse la cosa più vera che esista.
La guarigione nel lutto non è lineare e non è mai completa. Ma è possibile arrivare a un posto in cui il ricordo è più caldo che bruciante, più prezioso che straziante.
Datti il permesso di arrivarci. Non ti rende infedele. Ti rende umano.

— Yasmin Alma

Indirizzo

Viale Europa 125
Aversa
81031

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Dott.ssa Ivana Gallo - Psicologa Psicoterapeuta pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a Dott.ssa Ivana Gallo - Psicologa Psicoterapeuta:

Condividi

Share on Facebook Share on Twitter Share on LinkedIn
Share on Pinterest Share on Reddit Share via Email
Share on WhatsApp Share on Instagram Share on Telegram

Digitare

Our Story

Riceve su appuntamento ad Aversa, Napoli e Castel Volturno