30/12/2025
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di Lucia Corbo *
Risulta veramente incomprensibile la decisione della Regione Basilicata di non rifinanziare più, a partire dallâanno accademico 2025/26, il Centro Internazionale di Dialettologia, che opera da un ventennio presso lâ Università degli Studi di Potenza sotto la direzione della prof.ssa Patrizia Del Puente , docente di Glottologia e Linguistica presso la stessa Università .
Il patrimonio linguistico dialettale Ú un bene immateriale di immenso valore, da proteggere e valorizzare, perché rappresenta la storia e la cultura di ogni comunità che rappresenta.
La prof.ssa Del Puente, dal 2007, ha avviato il progetto A.L.Ba. (Atlante Linguistico della Basilicata) con un gruppo di lavoro di giovani ricercatori dellâUnibas , finanziato dalla Regione Basilicata, che Ú diventato, da marzo 2018, il Centro Internazionale di Dialettologia (CID), in collaborazione con lâUniversità di Palermo e in partenariato con le Università di Cambridge, Oxford e Pisa.
Nel corso dei quasi ventâanni di attività , le ricerche condotte dal team guidato dalla prof.ssa Del Puente hanno portato alla pubblicazione di cinque volumi dellâA.L.Ba., unico atlante linguistico regionale esaustivo pubblicato in Italia, che registra le voci lessicali dei dialetti di tutti i 131 comuni lucani e di tutte le varianti parlate nelle frazioni. Sono stati organizzati otto Convegni Internazionali di Dialettologia, che hanno visto la partecipazione di autorevoli studiosi provenienti dalle più prestigiose università nazionali e internazionali. I contributi discussi nel corso dei convegni sono stati raccolti e pubblicati in altrettanti volumi di atti.
Sono state organizzate cinque edizioni della Scuola Internazionale di Dialettologia, unica in Europa, con corsi tenuti insieme a docenti delle Università di Cambridge, Oxford, Palermo e Pisa.
Nellâambito del progetto A.L.Ba., di particolare rilievo Ú stata la creazione dellâAlfabeto dei Dialetti Lucani (ADL), uno strumento importantissimo che, seppure non riuscirà mai a rendere perfettamente âil suono nello scrittoâ, di cui parlava Pasolini, rappresenta uno strumento prezioso per permettere a tutti i lucani di omologare la scrittura e il riconoscimento dei suoni della loro lingua locale.
La prof.ssa Del Puente, inoltre, oltre a svolgere lâattività accademica, Ú stata sempre presente e attiva sul territorio con incontri divulgativi nei vari comuni per rendere consapevoli i cittadini lucani dellâimportanza del proprio patrimonio linguistico. Ha inoltre pubblicato, con gruppi di lavoro organizzati sui territori locali, le Grammatiche Aviglianese e Tursitana, veri gioielli di studio e valorizzazione delle lingue dialettali.
I dialetti lucani, nonostante la necessaria diffusione della comune lingua italiana, hanno continuato a vivere di vita propria e si sono conservati nel tempo, con espressioni tipiche di comunicabilità immediata, spesso intraducibili nelle altre lingue. Grazie a studiosi come la prof.ssa Del Puente, nel tempo hanno riscattato il loro valore di lingua veicolare di emozioni e significati identitari propri di un territorio.
Valorizzare i dialetti, come sostiene la Del Puente, significa tutelare il patrimonio culturale dei popoli lucani, che attraverso il loro uso conservano la propria identità , la propria storia e le proprie tradizioni, che non dovrebbero andare disperse ma fatte amare e comprendere dalle giovani generazioni.
Pertanto il lavoro del CID, portato avanti da giovani ricercatori sotto la direzione della prof.ssa Del Puente, con professionalità appassionata e appassionante, Ú prezioso in sé, ma lo Ú ancora di più per tutti i lucani, e non si capisce come mai il massimo organo istituzionale lucano, la Regione Basilicata, non abbia trovato una lira per sostenere e salvaguardare un centro di ricerca di così alto livello, apprezzato in tutte le sedi del settore, sia a livello nazionale che internazionale.
Negli ultimi tempi hanno manifestato il loro sostegno al CID varie personalità del mondo accademico nazionale e locale, sindaci, cittadini, organizzazioni di vario tipo, tra cui, per tutti, citiamo lâAccademia della Crusca, che ha lanciato un appello alla Regione Basilicata perché sostenga finanziariamente il CID nello âstudio, nella tutela e valorizzazione dei dialetti lucaniâ, âpatrimonio linguistico di grande rilievo nel quadro dellâarea italo-romanza e fondamentale anche per la salvaguardia delle minoranze storiche presenti sul territorioâ.
Noi facciamo nostro questo appello e chiediamo alla Regione Basilicata di sopperire con urgenza a questa grave carenza, trovando il modo di far vivere questo centro di ricerca che tanto ha dato al nostro territorio e potrà ancora dare, soprattutto per il futuro dei giovani ricercatori e per la valorizzazione della cultura e delle lingue del nostro territorio.
*Lucia Corbo, docente, fa parte del team di Almanacco delle tradizioni popolari ed Ú isctitta ad Officina Mediterranea - Lazio