Studio di Psicologia - Dott.ssa Serenella Spitale

Studio di Psicologia - Dott.ssa Serenella Spitale PSICOTERAPEUTA
Ricevo
✔️ad Avola presso LC Campisi
✔️a Siracusa
✔️da remoto tramite videoconsulenza

Con l’ingresso dell’autunno, con le giornate che si accorciano, la luce che diminuisce e il ritmo che cambia, spesso acc...
24/10/2025

Con l’ingresso dell’autunno, con le giornate che si accorciano, la luce che diminuisce e il ritmo che cambia, spesso accade che ci sentiamo più stanchi, meno motivati, magari un po’ “giù”. Ma quando questi segnali superano la semplice malinconia stagionale ? Ecco perché è fondamentale distinguerli e comprenderli.

📌Che cos’è il Disturbo Affettivo Stagionale o sindrome autunnale depressiva(SAD)?
Non si tratta della tipica “nostalgia d’autunno”, ma di una forma di depressione «ricorrente con chiaro andamento stagionale»: i sintomi compaiono solitamente in autunno/inizio­inverno, migliorano (o scompaiono) in primavera/estate.

📌Quali sono gli elementi che definiscono il disturbo (non solo il “sentirsi un po’ giù”)?
• Episodi depressivi che iniziano alla stessa stagione, per almeno due anni consecutivi.
• I sintomi sono più frequenti in quella stagione rispetto ad altri periodi dell’anno.
• La forma più comune è quella “autunno/inverno”: ipersonnia (dormire molto), aumento dell’appetito (soprattutto per carboidrati), aumento di peso, rallentamento.
• Esiste però anche la forma “primavera/estate” più rara: qui tipici sono insonnia, perdita di appetito, agitazione, perdita di peso.

📌Cosa accade nel corpo e nella mente? Quali sono i meccanismi biologici?
Non tutto è completamente chiarito, ma ci sono solide evidenze su diversi fronti:
• Riduzione della luce solare → alterazione dei ritmi circadiani (l’orologio biologico) e produzione alterata di ormoni/neurotrasmettitori quali la melatonina e la serotonina.
• Per esempio: con meno ore di luce, si può avere una maggiore produzione di melatonina (che favorisce sonnolenza) e una riduzione della serotonina (legata all’umore).
• Evidenze genetiche: la stagionalità sembra avere un componente ereditario e un’interazione con l’ambiente.
• Ma attenzione: ci sono studi che mettono in discussione l’entità o l’uniformità del fenomeno SAD — ovvero: non tutti gli “umori giù” in autunno sono SAD.

📌Riflessioni (pensiamo insieme):
• Non è corretto presumere che ogni calo d’umore in autunno sia “normale”: se la stanchezza, il disinteresse o l’isolamento diventano marcati, persistenti e ricorrenti anno dopo anno, vale la pena porre attenzione.
• Non è solo una questione di “forza di volontà”: la luce, il ritmo circadiano, il corpo hanno un ruolo biologico concreto. Minimizzare questi fattori può portare a ignorare un problema reale.
• Non è detto che chi vive in latitudini più “luminescenti” sia immune: il fenomeno può manifestarsi anche laddove la luce non è drammaticamente ridotta — ciò suggerisce che la vulnerabilità individuale conta molto.

📌Chi è a rischio?
• Le donne presentano un rischio maggiore rispetto agli uomini.
• Chi ha già avuto episodi depressivi o disturbo bipolare.
• Le latitudini più alte (meno ore di luce in inverno) presentano una prevalenza maggiore.
• Ma attenzione: anche chi vive in latitudini “medie” può sperimentare SAD — quindi non è solo “problema del nord Europa” o “problema dei climi estremi”.

📌Sintomi principali da osservare
• Umore depresso, tristezza persistente.
• Perdita di interesse o piacere nelle attività usuali.
• Disturbi del sonno: dormire troppo (ipersonnia) o dormire male.
• Cambiamenti nell’appetito: generalmente aumento, voglia di carboidrati (“comfort food”), aumento peso (nel tipo autunno/inverno).
• Riduzione dell’energia, senso di rallentamento, difficoltà a “mettersi in moto”.
• Difficoltà nella concentrazione, isolamento sociale.
• Nei casi più severi: pensieri di inutilità, disperazione.

📌Strategie concrete e consigli terapeutici
Da psicoterapeuta posso suggerire sia strategie “leggere” che percorsi clinici, ricordando sempre che ogni persona è unica.
1. Esposizione alla luce: al mattino, se puoi, trascorri qualche minuto all’aperto o siediti vicino a una finestra luminosa. Studi dicono che la terapia della luce (light therapy) compare tra i trattamenti efficaci.
2. Routine di sonno-veglia regolata: cerca di mantenere orari costanti per andare a letto e svegliarti, evita di “restare a letto più a lungo” perché “tanto non ce la faccio” — questo può rinforzare rallentamento e stanchezza.
3. Attività fisica e movimento: anche camminare all’aperto, muoversi ogni giorno, contribuisce a stimolare l’umore, contrastando la stanchezza.
4. Alimentazione consapevole: privilegia pasti regolari, evita l’eccessivo ricorso “solo” ai carboidrati o snack che possano alimentare il rallentamento; cerca invece equilibrio, frutta, verdura, proteine sane.
5. Contatto sociale e auto-cura: mantenerti in connessione con amici o familiari, dedicare tempo a te stessa, a ciò che ti interessa e dà piacere. L’isolamento può aggravare.
6. Psicoterapia/ Quando consultare uno specialista: se i sintomi sono marcati, persistenti, ricorrenti, se iniziano a limitare il lavoro, le relazioni, la vita quotidiana — allora è importante chiedere un supporto professionale (psicoterapeuta, psichiatra) per valutare anche eventuali trattamento farmacologico, terapia della luce strutturata, ecc.

📌Prospettiva sistemico-relazionale
Dal punto di vista della psicologia sistemico-relazionale, possiamo considerare anche come il cambiamento stagionale impatti sui sistemi relazionali (famiglia, lavoro, amicizie) e come i nostri “ritmi” interni riflettano dinamiche più ampie.
• Il rallentamento stagionale può coincidere con una riduzione dell’attività sociale: ad esempio, siamo meno all’aperto, ci vediamo meno con gli altri, e ciò può rinforzare l’umore “down”.
• Nella terapia, possiamo esplorare come il cambiamento di luce e attività può modificare le narrative personali: ad esempio quando diciamo “con l’autunno mi sento sempre stanca” … possiamo indagare cosa succede in quel passaggio, quali pensieri, quali abitudini si attivano, quali relazioni si spengono.
• Stimolare la consapevolezza dei segnali precoci (“quando vedo che mi sveglio più tardi, che sto più in casa, che non ho voglia”) può aiutare a intervenire prima che la sintomatologia si aggravi.

📌In conclusione
Autunno non significa automaticamente “melanconia passeggera”. Il cambiamento stagionale porta con sé sfide: meno luce, più isolamento, rallentamento naturale. Ma quando questi cambiamenti producono un abbassamento significativo dell’umore, perdita d’interesse, rallentamento reale ..allora è il momento di agire.

Ricorda: la depressione stagionale è reale, è gestibile, e non bisogna affrontarla da soli.

📌𝐀𝐒𝐏 𝐒𝐢𝐫𝐚𝐜𝐮𝐬𝐚, "𝐓𝐢 𝐀𝐒𝐏𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐚 𝐜𝐚𝐬𝐚": 𝐚𝐬𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐦𝐮𝐥𝐭𝐢𝐝𝐢𝐬𝐜𝐢𝐩𝐥𝐢𝐧𝐚𝐫𝐞 𝐝𝐨𝐦𝐢𝐜𝐢𝐥𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐧𝐞𝐢 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐢 𝐭𝐫𝐞 𝐦𝐞𝐬𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐨𝐬𝐭-𝐩𝐚𝐫𝐭𝐮𝐦Siracusa ...
30/09/2025

📌𝐀𝐒𝐏 𝐒𝐢𝐫𝐚𝐜𝐮𝐬𝐚, "𝐓𝐢 𝐀𝐒𝐏𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐚 𝐜𝐚𝐬𝐚": 𝐚𝐬𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐦𝐮𝐥𝐭𝐢𝐝𝐢𝐬𝐜𝐢𝐩𝐥𝐢𝐧𝐚𝐫𝐞 𝐝𝐨𝐦𝐢𝐜𝐢𝐥𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐧𝐞𝐢 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐢 𝐭𝐫𝐞 𝐦𝐞𝐬𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐨𝐬𝐭-𝐩𝐚𝐫𝐭𝐮𝐦

Siracusa 30.9.2025 - L’Asp di Siracusa ha avviato il progetto "Ti ASPetto a casa", un'iniziativa, nell'ambito del Programma Nazionale "Equità nella Salute" 2021-2027, dedicata all'assistenza multidisciplinare domiciliare per le puerpere e le loro famiglie durante i primi tre mesi di vita del bambino.
Il post-partum è un periodo di profondi cambiamenti fisici, ormonali ed emotivi per la madre, il partner e l'intero nucleo familiare, spesso caratterizzato da emozioni contrastanti come gioia, stanchezza e ansia. Per affrontare questa fase delicata, il progetto "Ti ASPetto a casa" offre un servizio di assistenza mirato a promuovere il benessere fisico e psicologico della madre, facilitare l'adattamento alla nuova vita familiare e prevenire situazioni di disagio.
Il progetto è curato dall'U.O.C. Materno Infantile diretta da Giuseppe Italia, prende maggiormente in considerazione le fasce della popolazione con un ISEE inferiore a 10 mila euro e prevede l'impiego di équipe multidisciplinari composte da ostetriche, psicologi e assistenti sociali che affianca le famiglie offrendo assistenza direttamente a casa o in luoghi dedicati come i Consultori. L'obiettivo principale è prendersi cura del benessere fisico e psicologico della mamma, facilitare l'adattamento ai nuovi ritmi e creare un ambiente di ascolto e vicinanza, rafforzando le risorse di tutta la famiglia.
L’équipe offre aiuto pratico e consulenza telefonica, sostegno fondamentale per l'allattamento, consigli sulle cure neonatali e supporto emotivo per affrontare dubbi e paure. L'ostetrica si occupa della salute fisica della mamma, come la gestione della ferita da cesareo o le cure del perineo, mentre lo psicologo è un punto di riferimento per il sostegno del nucleo familiare. L'assistente sociale, infine, aiuta a valutare i bisogni e a fare da ponte con gli altri servizi e le istituzioni.
Giuseppe Italia, direttore dell'U.O.C. Materno Infantile dell'Asp di Siracusa e responsabile dell'intervento, sottolinea l'importanza del progetto: "Questa iniziativa si inserisce in continuità con l'attività già consolidata nei nostri Consultori familiari e mira a rafforzare l'assistenza nei primi e cruciali mesi del neonato. Prevedere la visita a casa ci consente di intercettare meglio i bisogni delle neo-famiglie, individuare tempestivamente situazioni di fragilità e sostenere concretamente la mamma, il bambino e l’intero nucleo familiare”.
"Questo progetto – dichiara il direttore generale dell’Asp di Siracusa Alessandro Caltagirone -, realizzato con l’impulso e il sostegno del programma nazionale Equità nella Salute, assieme ad altre iniziative che riguardano le campagne di screening e percorsi di sostegno nella salute mentale, rafforza le azioni che vedono l’Asp di Siracusa costantemente impegnata a migliorare la qualità dei servizi sanitari nel territorio garantendo un accesso più equo in particolare per le fasce più deboli della popolazione. Investire nel sostegno alle famiglie durante i primi mesi di vita di un neonato significa investire nel futuro della nostra comunità e nella stabilità del nucleo familiare, garantendo equità e assistenza di qualità a tutti i nostri cittadini".
Le coppie che partecipano ai Corsi di accompagnamento alla nascita, le donne prese in carico dalle strutture aziendali per la gravidanza e quelle che partoriscono nei presidi ospedalieri della provincia di Siracusa, così come le coppie adottive, vengono informate dell'attivazione del progetto e dopo il consenso, viene stilato un programma di visite.
Per informazioni e prenotazioni, è possibile contattare l’Unità operativa complessa Materno Infantile ai seguenti recapiti: Siracusa 0931989537 (direttore Giuseppe Italia), 0931484863, 0931484225, 0931484226, dal lunedì al venerdì, dalle ore 9 alle 12, nonché tutti i Consultori familiari della provincia di Siracusa, ai numeri telefonici consultabili nella sezione dedicata ai Consultori del sito internet aziendale www.asp.sr.it.

03/09/2025

🎬 𝐄𝐧𝐝𝐨𝐦𝐞𝐭𝐫𝐢𝐨𝐬𝐢 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐨 𝐬𝐜𝐡𝐞𝐫𝐦𝐨: 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐥𝐚 𝐟𝐢𝐜𝐭𝐢𝐨𝐧 𝐢𝐧𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚 𝐥𝐚 𝐫𝐞𝐚𝐥𝐭𝐚̀.

L’𝐞𝐧𝐝𝐨𝐦𝐞𝐭𝐫𝐢𝐨𝐬𝐢 e l’𝐚𝐝𝐞𝐧𝐨𝐦𝐢𝐨𝐬𝐢 colpiscono milioni di persone, ma nella cultura pop restano quasi invisibili.
Eppure, ci sono stati rari momenti in cui cinema e TV hanno provato a parlarne.

📺 Ecco alcuni esempi:
- 𝐁𝐞𝐯𝐞𝐫𝐥𝐲 𝐇𝐢𝐥𝐥𝐬 𝟗𝟎𝟐𝟏𝟎 – Stagione 7, Episodio 30 (“Senior Week”), 1997: Kelly scopre di avere l’endometriosi, e si affronta il tema della fertilità.
- 𝐋𝐨𝐬𝐭 - Stagione 2, Episodio 16 (“The Whole Truth”), 2006: il medico sospetta che Sun abbia l’endometriosi, spiegando le difficoltà a concepire.
- 𝐂𝐨𝐧𝐯𝐞𝐫𝐬𝐚𝐭𝐢𝐨𝐧 𝐰𝐢𝐭𝐡 𝐅𝐫𝐢𝐞𝐧𝐝𝐬 - (BBC, 2022) – una delle protagoniste convive con l’endometriosi e affronta il dolore cronico.
- 𝐖𝐚𝐭𝐞𝐫𝐥𝐨𝐨 𝐑𝐨𝐚𝐝 - (BBC, 2014) – la studentessa Dynasty Barry riceve la diagnosi di endometriosi.
- 𝐄𝐚𝐬𝐭𝐄𝐧𝐝𝐞𝐫𝐬 - (BBC, 2019) – Ruby Allen parla pubblicamente della malattia, portandola in prima serata.
- Fuori dalla fiction: documentari e reportage come 𝐁𝐞𝐥𝐨𝐰 𝐭𝐡𝐞 𝐁𝐞𝐥𝐭 (Shannon Cohn, 2022) hanno portato l’endometriosi sul grande schermo.
- “𝐌𝐲𝐬𝐭𝐞𝐫𝐲 𝐃𝐢𝐚𝐠𝐧𝐨𝐬𝐢𝐬/ 𝐌𝐚𝐥𝐚𝐭𝐭𝐢𝐞 𝐌𝐢𝐬𝐭𝐞𝐫𝐢𝐨𝐬𝐞“ - (Discovery Health, tradotto e trasmesso anche in Italia): diversi episodi raccontano l’endometriosi. E il paradosso è evidente: una patologia che colpisce milioni di persone viene presentata come se fosse rara o enigmatica.

🎥 E in Italia?
Finalmente, nel 2024 arriva 𝐀𝐧𝐭𝐨𝐧𝐢𝐚 (Amazon Prime Video), creata e interpretata da 𝐂𝐡𝐢𝐚𝐫𝐚 𝐌𝐚𝐫𝐭𝐞𝐠𝐢𝐚𝐧𝐢: una dramedy che racconta con ironia e verità il percorso di una donna che scopre di avere l’endometriosi. Un segnale importante: anche qui, finalmente, la malattia entra nella narrazione culturale.

⚠️ Perché serve parlarne:
Perché la rappresentazione conta. Vedere l’endometriosi e l’adenomiosi sullo schermo significa rompere il silenzio, riconoscere il dolore, aprire conversazioni e ridurre lo stigma.

Hai visto altri film, serie o documentari che parlano di endometriosi o adenomiosi? Scrivilo nei commenti: costruiamo insieme una memoria collettiva che renda queste malattie più visibili.

LA VOCE DI UNA È LA VOCE DI TUTTE

Quando un semplice disaccordo diventa guerra silenziosa: i 5 livelli di escalation nei conflitti relazionali”❗️*“Non mi ...
18/07/2025

Quando un semplice disaccordo diventa guerra silenziosa: i 5 livelli di escalation nei conflitti relazionali”

❗️*“Non mi ascolta mai!”*
❗️*“Parlare con lui/lei è inutile.”*
❗️*“Siamo arrivati al punto di non ritorno.”*

Spesso i conflitti non esplodono all’improvviso. Hanno un crescendo. E se impariamo a riconoscerlo, possiamo evitarli o fermarli in tempo.

Ecco i 5 livelli di escalation nei rapporti conflittuali

1️⃣ Disaccordo – Idee diverse, ma c’è ancora dialogo.
2️⃣ Discussione accesa – Si alzano i toni, ma si cerca una soluzione.
3️⃣ Conflitto personale – L’altro diventa “il problema”.
4️⃣ Cristallizzazione – Si rompe il dialogo. Prevale il rancore.
5️⃣ Distruzione/allontanamento – Si tagliano i ponti. Rottura definitiva.

Più si sale, più è difficile tornare indietro.

Imparare ad ascoltare, comunicare senza attaccare e fermarsi prima del punto di rottura è un atto di intelligenza emotiva.

Ti sei mai trovato/a in uno di questi livelli? A che punto sei? Scrivilo nei commenti o salvalo per rifletterci!

Oggi voglio raccontare una cosa che mi ha colpito profondamente.Una ragazza molto giovane, timida, introversa, entra nel...
19/06/2025

Oggi voglio raccontare una cosa che mi ha colpito profondamente.

Una ragazza molto giovane, timida, introversa, entra nel mio studio con una convinzione che si porta dentro da troppo tempo: “sono sbagliata”. L’altra convinzione è “non posso cambiare”.

Nelle prime sedute ci consociamo e mi racconta alcuni eventi della propria vita. Tra questi porta con sé un ricordo dell’adolescenza, uno di quelli che restano impressi dentro, che ti fanno sentire piccola, inadeguata, ferita da un’ingiustizia che non hai meritato.

Con l’EMDR abbiamo lavorato su quel momento.
Un’ora. Solo un’ora.
E alla fine della seduta qualcosa era già cambiato.

Guardando quel ricordo con occhi nuovi, ha potuto prendersi un po’ meno sul serio, perdonarsi, perdonare chi le aveva fatto del male.
Ha potuto pensare – per la prima volta – che non era lei ad essere inadeguata.
Forse era chi l’aveva ferita ad aver sbagliato. E forse non l’aveva fatto con l’intenzione di farle male.
Ecco, quel pensiero ha rotto qualcosa di profondo: la paura costante di essere fregata, di non potersi fidare, e sopratutto …di non andare mai bene.

💥 È questo il potere dell’EMDR.
Non cancella il passato.
Ma ti permette di guardarlo con occhi nuovi, di sentirlo in modo diverso, di riformulare la storia dentro di te, con più dolcezza, più verità, più libertà.

Ogni persona è diversa, e non sempre una sola seduta basta. Anzi, e’ davvero molto poco. Ma può capitare.
Ognuno ha i suoi tempi, i suoi nodi, i suoi ritmi.
Ma quando qualcosa si muove, anche solo un po’, può cambiare profondamente il modo in cui ti senti con te stesso.

🤍 Se anche tu senti che qualcosa dentro ti appesantisce, se c’è un ricordo che ancora ti fa male…che ha determinato un prima e un dopo nel modo di pensare a te stess@, e che ha inciso nella tua storia..
sappia che si può cambiare.
Se vuoi scrivimi e potremo lavorarci insieme. Diversamente cerca un terapeuta che senti possa essere giusto per te e datti la possibilità di cambiare .. anche opinione .. su di te♥️
Meriti di sentirti più legger@, più liber@, più tuo.


☀️ Depressione stagionale in estate? Esiste davvero. 🧠Quando pensiamo alla depressione stagionale, la mente va subito al...
10/06/2025

☀️ Depressione stagionale in estate? Esiste davvero. 🧠

Quando pensiamo alla depressione stagionale, la mente va subito all’inverno: giornate buie, freddo, meno stimoli, ritiro sociale.
Ma esiste anche l’opposto: la depressione estiva, meno conosciuta e spesso più invalidante perché invisibile.

Mentre tutti sembrano felici, pieni di energie e pronti per le vacanze, c’è chi si sente fuori posto, vuoto, stanco, in colpa per non riuscire a godersi l’estate.

💡 Perché succede?

Ci sono più fattori, spesso intrecciati tra loro:
1. Alterazione del ritmo circadiano:
Le giornate più lunghe, l’esposizione prolungata alla luce e le alte temperature possono sfasare i ritmi sonno-veglia, influenzando anche la produzione di melatonina e serotonina (due ormoni coinvolti nell’umore).
2. Iperstimolazione e perdita di routine:
L’estate rompe gli equilibri: cambiano orari, abitudini, alimentazione e ritmi. Questo può destabilizzare soprattutto chi ha bisogno di routine per sentirsi al sicuro.
3. Pressione sociale al benessere:
“Dovresti essere felice”, “È estate, goditela!”, “Ma come fai a essere giù col sole che c’è?”
Queste frasi creano un doppio disagio: quello che provi e quello che “non dovresti” provare.
4. Disagio con l’esposizione del corpo:
L’estate mette il corpo sotto i riflettori. Per molte persone questo è fonte di forte ansia, vergogna o ritiro sociale, che può sfociare in tristezza, evitamento e isolamento.

🔎 I segnali da riconoscere:
• Umore basso o tristezza persistente
• Insonnia o difficoltà a dormire
• Calo dell’appetito
• Irritabilità o ansia
• Difficoltà a stare in mezzo agli altri
• Sensazione di sentirsi “fuori dal mondo”, anche in mezzo alla folla


🛠️ Cosa puoi fare se ti riconosci?

🌱 Smetti di paragonarti agli altri.
Ognuno ha un sentire diverso. Il tuo dolore è legittimo anche se “fuori” c’è il sole.

💧 Torna a piccoli rituali quotidiani.
Anche in estate: un risveglio gentile, un pasto regolare, un momento per te.

🧘‍♀️ Coltiva spazi di tranquillità e autenticità.
Evita contesti che ti fanno sentire “sbagliatə”. Ascolta cosa ti fa bene davvero.

👩‍⚕️ Cerca supporto psicologico.
Parlare con un professionista può aiutarti a comprendere, contenere e trasformare quello che stai vivendo.



📩 Se senti che queste parole ti risuonano, scrivimi. Possiamo lavorare insieme per far tornare luce, anche nei tuoi mesi d’estate.

🎉DA OGGI TERAPEUTA EMDR di II livello !La formazione è una parte fondamentale del mio lavoro. Ho appena completato la fo...
11/05/2025

🎉DA OGGI TERAPEUTA EMDR di II livello !
La formazione è una parte fondamentale del mio lavoro. Ho appena completato la formazione di II livello in terapia EMDR, una tecnica che aiuta a elaborare traumi e difficoltà emotive. Sono felice di poter offrire ai miei pazienti strumenti sempre più efficaci per il loro benessere.
🔷
Continuare a formarmi è parte integrante del mio modo di essere terapeuta. Dopo 3 master e una specializzazione in psicoterapia sistemico relazionale, dall’anno scorso mi sono addentrata nella specializzazione in terapia EMDR, dapprima con il livello 1 e oggi con il 2. Le risposte dei pazienti sono state ottime già da subito.
Quella di oggi è stata un’intensa formazione, che ha visto noi terapeuti coinvolti all’interno del processo terapeutico con sessioni pratiche e supervisionate, e un forte coinvolgimento personale.
🔷
Come dicevo prima l’EMDR è un approccio terapeutico basato sull’elaborazione dei traumi e delle esperienze emotivamente disturbanti. Da lutti, a catastrofi, a maltrattamenti, a esperienze di attaccamento disfunzionali, di bassa autostima e varie.. insomma tutto ciò che ci porta a vivere una vita con il freno a mano. È una tecnica che utilizza la stimolazione bilaterale del sistema nervoso (potete trovare informazioni sul sito Emdritalia.it).
🔷
Ero già terapeuta EMDR e la scelta di proseguire con una formazione ancora più specialistica in tale ambito e’ stata dettata dalla varietà e dalla complessità delle persone che seguo e che spero vorranno affidarsi a me.
Il II livello permette infatti di trattare un ventaglio più ampio di situazioni e di possedere maggiori strumenti per farlo, nel rispetto della sofferenza del paziente e della responsabilità etica di me come terapeuta. Credo da sempre infatti che la sofferenza, di qualsiasi tipo, fisica o mentale, non dovrebbe mai essere trattata con superficialità o con poca competenza.
Ad ogni formazione sono sempre più grata di poter fare la mia piccola parte in questo mondo.

Se vuoi sapere qualcosa in più sull’EMDR o vuoi iniziare un percorso, scrivimi pure.

Ti è mai capitato di arrivare a fine giornata con la testa piena… ma il cuore vuoto?Scrolliamo per qualche minuto… e all...
11/04/2025

Ti è mai capitato di arrivare a fine giornata con la testa piena… ma il cuore vuoto?

Scrolliamo per qualche minuto… e all’improvviso sono passate ore.
Video, storie, notizie, facce, parole. E dentro di noi si accende qualcosa: emozioni veloci, una scarica di dopamina, la sensazione di “essere nel mondo”… eppure, spesso ci sentiamo più stanchi, più distratti, più soli.

Il nostro cervello non è fatto per una stimolazione continua. Ha bisogno di silenzi, di pause, di profondità.

Quando ci immergiamo solo nel digitale, piano piano perdiamo qualcosa:
• la concentrazione,
• la memoria,
• la capacità di ascoltarci davvero.

Ma c’è una buona notizia: possiamo ritrovarle.

Basta poco.
Mettere via il telefono per un’ora. Fare due respiri profondi.
Camminare senza meta. Ascoltare davvero qualcuno. Leggere una pagina. Scrivere pensieri.

È lì che il cervello si riequilibra.
È lì che torniamo in contatto con noi stessi.

Non si tratta di demonizzare la tecnologia, ma di scegliere consapevolmente.

Non tutto ciò che ci stimola ci fa bene.
Non tutto ciò che è veloce ci arricchisce.

A volte, la vera ricchezza è nello stare.

Riprenditi il tuo tempo. Riprenditi il tuo spazio mentale.
Riprenditi il tuo respiro.

Il tuo cervello ti ringrazierà.
E anche il tuo cuore.

́

L’ossessione che uccide: quando l’amore diventa possesso❌ “Se non posso averti, allora non ti avrà nessun altro.”Quante ...
02/04/2025

L’ossessione che uccide: quando l’amore diventa possesso

❌ “Se non posso averti, allora non ti avrà nessun altro.”
Quante volte abbiamo sentito questa frase nei film, nelle canzoni, nelle storie d’amore tossico? Eppure, non è amore: è possesso. È violenza. È morte.

In due giorni 2 omicidi, non è più un caso isolato, e non lo è da molto tempo. È l’ennesima dimostrazione che non abbiamo ancora capito cosa sia davvero l’amore. Un ragazzo ossessionato, incapace di accettare un rifiuto, ha trasformato il suo dolore in rabbia e la sua ossessione in omicidio. E mentre oggi tutti si indignano, la verità è che queste storie iniziano molto prima dell’ultimo gesto estremo.

La cultura che normalizza il possesso

Chi arriva a uccidere per “amore” non lo fa per un raptus improvviso. Dietro questi atti c’è un processo psicologico che si nutre di ossessione, fragilità emotiva e bisogno di controllo. Per alcuni, il rifiuto è intollerabile: mina la loro identità, scatena rabbia, umiliazione, desiderio di rivalsa.

E in una società che ancora associa la gelosia alla passione e il controllo alla devozione, queste dinamiche non vengono fermate in tempo.

Ma la domanda è: quante volte abbiamo visto segnali simili e non li abbiamo presi sul serio? .Un ragazzo che non accetta di essere lasciato.
Un ex che scrive cento volte “sei mia”. Un amico che dice “se ti ama davvero, lotterà per averti” o un’amica che dice “se è geloso vuol dire che ti ama”

Ogni volta che ridiamo davanti a un comportamento ossessivo, ogni volta che non prendiamo sul serio la paura di una ragazza, stiamo preparando il terreno per nuove tragedie.

Quali sono i segnali di un amore malato?

La violenza non inizia mai con un colpo. Inizia con il controllo. Con la manipolazione. Con la paura.

Ecco alcuni segnali che non devono mai essere ignorati:
⚠️ Ti controlla? Ti chiede continuamente dove sei, con chi sei, perché non rispondi subito ai messaggi?
⚠️ Ti isola? Ti fa sentire in colpa se esci con gli amici o la famiglia?
⚠️ Ti svaluta? Ti dice che senza di lui non sei nessuno? Ti fa sentire sbagliata, ingrata, colpevole?
⚠️ Minaccia di farsi del male? Usa il senso di colpa per tenerti legata?
⚠️ Passa dall’amore alla rabbia in un attimo? Ti dice che sei la cosa più importante per lui e un attimo dopo ti insulta, urla o si chiude nel silenzio?

Se anche solo uno di questi comportamenti ti suona familiare, ascolta quella sensazione dentro di te che dice che qualcosa non va.

Amore e possesso: imparare la differenza

L’amore sano è fatto di reciprocità, libertà e rispetto. Se un legame si basa sulla paura, sulla manipolazione o sull’impossibilità di dire “no”, non è amore, è prigione.

Per fermare questa spirale di violenza, dobbiamo insegnare ai ragazzi a riconoscere e gestire le emozioni, a tollerare il rifiuto senza viverlo come un fallimento, a costruire relazioni sane. E dobbiamo farlo presto, prima che diventi troppo tardi.

Vorrei invitare alla riflessione, sopratutto i ragazzi : secondo voi come si può fermare questa cultura del possesso?

Perché la soluzione non è SOLO proteggere le vittime. È insegnare agli uomini a non diventare carnefici e a saper regolare le proprie emozioni, la rabbia, la frustrazione..

🧠 Gaslighting: Cos’è e Come RiconoscerloHai mai avuto la sensazione di dubitare di te stesso/a, come se la tua memoria o...
26/03/2025

🧠 Gaslighting: Cos’è e Come Riconoscerlo

Hai mai avuto la sensazione di dubitare di te stesso/a, come se la tua memoria o le tue emozioni non fossero affidabili? Ti è mai capitato che qualcuno ti dicesse frasi come:

❌ “Ma quando mai ho detto questa cosa?”
❌ “Ti inventi tutto.”
❌ “Stai esagerando, sei troppo sensibile.”
❌ “Sei tu che hai capito male.”

Queste sono tecniche tipiche del gaslighting, una forma di manipolazione psicologica che porta la vittima a mettere in discussione la propria percezione della realtà.

🔎 Segnali che potresti essere vittima di gaslighting:
✅ Ti senti spesso confuso/a e inizi a dubitare della tua memoria
✅ Ti scusi continuamente, anche se non hai fatto nulla di sbagliato
✅ Eviti di esprimere la tua opinione per paura di essere sminuito/a
✅ Ti sembra di perdere fiducia in te stesso/a

💡 Come difendersi?
✔️ Fidati del tuo istinto: se senti che qualcosa non va, non ignorarlo
✔️ Tieni traccia degli eventi per avere maggiore lucidità
✔️ Parla con persone di fiducia per un confronto esterno
✔️ Ricorda che i tuoi sentimenti sono validi e non devi sempre giustificarti
✔️ Se necessario, allontanati da chi usa questa manipolazione su di te

👉 Ti è mai capitato di subire gaslighting? Racconta la tua esperienza nei commenti e condividi questo post per aiutare chi potrebbe trovarsi in questa situazione.

📱 A che età regalare uno smartphone a un ragazzo? La guida per genitori consapevoliMolti genitori si chiedono quale sia ...
25/03/2025

📱 A che età regalare uno smartphone a un ragazzo? La guida per genitori consapevoli

Molti genitori si chiedono quale sia l’età giusta per regalare il primo smartphone. Secondo gli esperti, prima dei 12 anni è sconsigliato, mentre l’età ideale sarebbe tra i 12 e i 14 anni, con un uso graduale e controllato. Vediamo perché.

🔹 📖 Aspetti educativi
Prima dei 12 anni, il bambino dovrebbe sviluppare autonomia e capacità di gestione del tempo. L’American Academy of Pediatrics avverte che l’uso precoce dello smartphone può ridurre la concentrazione e la lettura profonda, interferendo con il rendimento scolastico.

🔹 🧠 Sviluppo cerebrale
La corteccia prefrontale, responsabile del controllo degli impulsi, è ancora in fase di sviluppo fino ai 25 anni. Daniel Siegel, neuroscienziato, spiega che l’uso eccessivo dello smartphone nei preadolescenti può alterare il sistema dopaminergico, aumentando il rischio di dipendenza da social e giochi online.

🔹 👥 Impatto sociale ed emotivo
Secondo Jean Twenge, psicologa e autrice di iGen, l’uso dello smartphone prima dei 12 anni è associato a un aumento dell’ansia, depressione e isolamento sociale, a causa del confronto continuo sui social e della riduzione delle interazioni reali.

✅ Quando è il momento giusto?
L’età consigliata è tra 12 e 14 anni, con queste precauzioni:
📌 Iniziare con un telefono senza internet o con parental control.
📌 Impostare regole chiare su orari e contenuti.
📌 Educare alla gestione dei rischi online e al rispetto del tempo di utilizzo.

📲 Tu a che età hai dato il primo smartphone a tuo figlio? Sei d’accordo con queste indicazioni? Scrivilo nei commenti! ⬇️

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I 9 minuti che possono cambiare la giornata di tuo figlio: la neuroscienza dell’attaccamento📚 Ogni genitore sa quanto si...
23/03/2025

I 9 minuti che possono cambiare la giornata di tuo figlio: la neuroscienza dell’attaccamento

📚 Ogni genitore sa quanto sia importante l’interazione quotidiana con i propri bambini, ma forse non tutti sanno che ci sono 9 minuti che hanno un impatto fondamentale sul loro sviluppo emotivo e cerebrale. 🧠

Secondo studi neuroscientifici, i primi 9 minuti della giornata, dopo la scuola e prima di andare a letto sono cruciali per favorire un attaccamento sicuro e stimolare una sana regolazione emotiva nei bambini.

🔑 Ecco come funziona:

1️⃣ I primi 3 minuti al risveglio
Il cervello del bambino, appena sveglio, è estremamente ricettivo. L’interazione con i genitori in questo momento, fatta di parole affettuose e gesti di cura, aiuta il bambino a iniziare la giornata con un senso di sicurezza e serenità.

2️⃣ I 3 minuti al rientro a casa
Dopo una giornata di scuola o attività, i bambini possono sentirsi sovraccarichi di emozioni. Offrire loro un momento di ascolto e affetto in questo momento permette di “scaricare” lo stress accumulato e rafforzare il legame emotivo.

3️⃣ I 3 minuti prima di andare a letto
Il cervello sta rielaborando le esperienze della giornata. Un momento di calma e intimità con il genitore, come una storia o un abbraccio, aiuta il bambino a sentirsi protetto e stimola il consolidamento delle esperienze positive.

💡 Perché è così importante?
La teoria dell’attaccamento di John Bowlby e i principi della neuroplasticità ci insegnano che il modo in cui interagiamo con i nostri figli in questi momenti chiave può rafforzare i circuiti neurali legati alla regolazione emotiva, ridurre lo stress e promuovere un legame affettivo sicuro.
La connessione con il genitore riduce il cortisolo (l’ormone dello stress) e aumenta l’ossitocina, l’ormone che favorisce il legame e la serenità.

🌱 Investire in questi 9 minuti quotidiani non solo migliora il benessere del bambino ma crea anche una base solida per un futuro emotivamente sano.

👉 Un consiglio per i genitori: Prova a dedicare questi 9 minuti alla connessione autentica con tuo figlio, mettendo da parte ogni distrazione. L’impatto che avrai sul suo sviluppo emotivo sarà sorprendente!

Indirizzo

Via Giuseppe Pitre’
Avola
96012

Orario di apertura

Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00
Sabato 09:00 - 13:00

Telefono

+393479707432

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