11/02/2026
Capitano delle giornate in cui mi fermo e mi interrogo sulle mie scelte di vita, rivedo alcune decisioni e provo a ritrovare quella motivazione iniziale che mi ha spinto a imboccare una strada piuttosto che un'altra.
Sono tenuta a ritagliarmi un momento di riflessione, sono chiamata da me stessa a fare il punto della situazione e a chiedermi se rinnovo o meno la scelta di questo lavoro.
Rispolvero la passione iniziale, quella acerba e infuocata, mi rivedo con tutta la mia ingenuità e incoscienza di quando, appena uscita dal liceo, scelsi con determinazione la facoltà di psicologia. La verità è che all'epoca non avevo capito la portata di questo lavoro (Non potevo dopotutto).
Non mi sono già stancata, no, ma ho bisogno di riconsegnare alle mie giornate il senso che meritano di avere.
Lavorando sulla singola persona, seguendo anche solo un'anima, accompagnandola nel suo percorso, posso contribuire ad aumentare la sua forza, il suo benessere.
E non è forse questo che aumenta la predisposizione alla gentilezza? aumenta la cooperazione, l'empatia e il valore della pace?
è vero che questo mestiere è una missione, ma non lo scrivo perchè ho sogni di gloria (francamente la cosa a cui tengo di più è la mia libertà), bensì perchè non si può fare senza voler bene alle persone che incontri, non si può svolgere senza avere a cuore ognuna delle persone che si affidano a noi.
Questo è un privilegio ma anche una responsabilità.