Dott.ssa Ilaria Magli

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26/12/2025

È stato un anno pieno.
Un po’ confuso.
Un po’ in trasformazione.

Questo calendario è nato così.
Non per insegnare.
Non per dare risposte giuste.

Ma per condividere uno sguardo sul corpo,
sul movimento,
e su tutto il carico che ci portiamo addosso ogni giorno.

24 piccole riflessioni.
Familiari. Quotidiane. Imperfette.
Questo reel le raccoglie tutte.

È anche il modo in cui lavoro come fisioterapista.
E da qui ripartiamo, piano, a gennaio.

16/12/2025

Non è solo il collo.
È tutto il resto che stai portando in questo periodo.

Dicembre pesa: ritmi più stretti, aspettative più alte, meno tempo per recuperare.
E alcune zone del corpo diventano il posto dove si sente quello che non stai dicendo, chiedendo o delegando.

Troppi compiti ripetuti, poca variazione, meno pause.
La tensione si accumula — è normale.
E non c’è postura perfetta che possa sistemare un carico di vita sbilanciato.

E no:
non serve aggiustarsi ogni due minuti davanti al computer.
Serve ricordarsi che il corpo non è fragile: è reattivo.

Quando il carico sale, la tensione segue.
Quando il recupero torna, il dolore si abbassa.

👉 Qui parliamo proprio di questo: corpo, carico e vita quotidiana.

02/12/2025

Fisioterapista, project manager o casalinga… la sera è uguale per tutte.

Tutti i giorni mi chiedono: “Ma qual è la postura giusta sul divano?”

La verità?
Che finiamo tutte così.
Non perfette. Non sbagliate.
Solo stanche.

Quello che conta davvero è come ci muoviamo nel resto del tempo.
E che, ogni tanto, ci ricordiamo di dedicarci un momento.

Tu come sei messa adesso?

21/11/2025

Sembra normale… finché il dolore ti convince che non lo è.
Alcuni movimenti diventano “minacciosi” dopo un episodio doloroso.

👉 Qual è il gesto che ti mette più in allerta?

17/11/2025

Ti è mai successo di bloccarti “senza motivo”?
Tipo mentre metti un cappello, ti giri in macchina o raccogli qualcosa da terra?

A lui è successo così.
Nessuno sforzo. Nessun peso.
Solo un gesto normale… e il collo si è fermato.

Quando è arrivato da me muoveva solo gli occhi.
La testa no. Zero.
E no: non era “rotto”.

👉 Il punto è che quando il corpo si sente minacciato può proteggersi più del necessario.
Succede dopo un evento che ci ha spaventati, dopo periodi di tensione o semplicemente quando ci sentiamo “in allerta”.

In quei casi la soluzione non è né forzare né evitare.
È trovare un movimento che il corpo percepisce come sicuro e ripartire da lì.

Con lui abbiamo iniziato da movimenti indiretti, piccolissimi.
Poi abbiamo lavorato sul respiro.
Poi sulla velocità.
E quando ha capito che poteva muoversi senza farsi male… la rigidità ha iniziato a cedere.

L’indicazione che gli ho lasciato è stata questa:

💛 “Quando senti che ti irrigidisci muoviti in un modo che ti piace.”
Nel suo caso: ballare la sua musica preferita.

Perché muoversi anche con un po’ di dolore spesso significa proprio questo: ritrovare fiducia in ciò che il tuo corpo può ancora fare.
E quando cambia il modo in cui vivi quel dolore cambia anche come riesci a muoverti.

Nei commenti raccontami qual è stato il modo più assurdo in cui ti sei bloccatə!

La decima strategia? 🧐Coltiva le connessioni sociali! 🫶🏻Le ricerche scientifiche dimostrano che le relazioni umane sono ...
24/06/2025

La decima strategia? 🧐

Coltiva le connessioni sociali! 🫶🏻
Le ricerche scientifiche dimostrano che le relazioni umane sono tra i fattori più potenti per il benessere fisico e mentale.
Gli studi mostrano che le persone più longeve sono risultate essere quelle con relazioni più forti.
Ma perché la socialità è così potente? Quando siamo connessi con gli altri, tendiamo a superare le nostre barriere mentali. Facciamo cose che da soli non oseremmo mai tentare. Ci spingiamo oltre quello che crediamo di poter fare perché abbiamo qualcuno che ci guarda, ci incoraggia, ci aspetta. La presenza degli altri diventa un catalizzatore: trasforma il “non posso” in “proviamo insieme”.
Pensa alle persone che partecipano a camminate di gruppo, a corsi di ballo o associazioni di volontariato: spesso si spingono oltre i loro limiti fisici percepiti proprio perché sono insieme ad altri.
E non è solo questione di motivazione. Le interazioni sociali mantengono il cervello in costante allenamento attraverso conversazioni complesse, nuove prospettive e sfide cognitive continue. Ogni relazione richiede di leggere segnali non verbali, gestire emozioni, adattarsi a personalità diverse, risolvere problemi interpersonali. È un workout neuronale completo che mantiene la mente elastica e reattiva.
Non è solo compagnia - è medicina vera e propria per corpo e mente.

Ricorda: questi sono spunti di riflessione. Se hai dubbi o vuoi un percorso personalizzato, un fisioterapista può guidarti passo dopo passo nel modo più adatto a te.

Quale di queste strategie ti è servita di più?
Raccontamelo nei commenti - a volte basta condividere per iniziare a cambiare prospettiva 🤍

Che tu sia un paziente o un fisioterapista…La paura del movimento non appartiene solo a chi vive il dolore. Anche noi pr...
27/05/2025

Che tu sia un paziente o un fisioterapista…

La paura del movimento non appartiene solo a chi vive il dolore. Anche noi professionisti, a volte, cadiamo nella trappola dell’evitamento.

Se sei un paziente:
Lo so, quella vocina che ti sussurra “meglio stare fermo” sembra proteggerti. Ma spesso ti limita più del dolore stesso.

Se sei un fisioterapista:
Quanto spesso evitiamo certi movimenti per “sicurezza”? La nostra paura si trasmette ai pazienti più di quanto pensiamo.

La verità? Il movimento è l’unico LINGUAGGIO che il corpo comprende davvero.

Non sto parlando di spingere oltre il limite - sto parlando di non fermarsi prima ancora di iniziare.

Oggi prova un movimento che hai sempre evitato. Anche piccolo. Anche lento.

“Se il mal di schiena sparisse magicamente, qual è la prima cosa che faresti?”Quante volte la risposta è stata: “Rimette...
12/05/2025

“Se il mal di schiena sparisse magicamente, qual è la prima cosa che faresti?”

Quante volte la risposta è stata: “Rimetterei i miei tacchi preferiti!”

Una risposta che fa riflettere: queste donne hanno smesso di indossare i tacchi perché effettivamente causavano loro dolore, o semplicemente perché qualcuno ha detto loro di farlo?

La relazione tra tacchi e lombalgia merita un’analisi più sfumata di un semplice “sì” o “no”. La biomeccanica mostra che i tacchi modificano alcuni parametri posturali, ma non in modo uniforme per tutte le persone e non sempre in modo negativo.

Ciò che emerge dalle evidenze è che l’altezza del tacco, il tempo di utilizzo e soprattutto l’adattabilità individuale giocano ruoli fondamentali - fattori raramente considerati quando si danno indicazioni generalizzate.

Il punto non è promuovere l’uso indiscriminato di tacchi alti, ma riconoscere che l’approccio “tacchi mai più” può creare limitazioni non necessarie che impattano la qualità di vita e l’identità personale.

La preparazione neuromuscolare, l’esposizione graduale e il monitoraggio delle risposte individuali rappresentano una via alternativa - un approccio che rispetta sia la biomeccanica che le preferenze personali.

Ti è mai capitato di eliminare i tacchi a causa di problemi alla schiena? E soprattutto, era una tua scelta basata su un’esperienza diretta o un’indicazione esterna? Condividi la tua esperienza nei commenti! 👇

Sei team “passerà da solo” o team “meglio prevenire”? 🤔Molti di noi navigano a vista quando si tratta di dolore muscolo-...
09/05/2025

Sei team “passerà da solo” o team “meglio prevenire”? 🤔

Molti di noi navigano a vista quando si tratta di dolore muscolo-scheletrico: alcuni attendono troppo, altri corrono ai ripari immediatamente. 🚶‍♀️🏃‍♂️

Ho creato questo post sui tempi di guarigione, non per farti diventare medico di te stesso, ma per darti un’idea di cosa aspettarti quando quel fastidio non vuole saperne di andarsene.

⚠️ Importante: i tempi indicati si riferiscono a condizioni aspecifiche - problemi specifici possono avere prognosi diverse.

⚠️ Ricorda: un dolore che non migliora dopo 4-6 settimane, ti sveglia di notte o si accompagna a debolezza muscolare merita sempre una valutazione professionale. In presenza di febbre, perdita di sensibilità o alterazioni delle funzioni intestinali/urinarie, rivolgiti subito a un medico! 🏥

💡 PRO TIP: Monitora la funzione, non solo il dolore! Il recupero si misura con ciò che puoi tornare a fare, non solo con l’assenza di fastidio. ✅

E tu come affronti il dolore? Raccontami la tua esperienza! 👇

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