28/03/2026
Il pasto congiunto madre-figlio è una strategia evidence-based fondamentale per la selettività alimentare (picchy eating) e l'ARFID, basata su modeling, esposizione graduale e rinforzo positivo in un contesto relazionale sicuro. Riduce l'ansia, evita forzature e favorisce l'imitazione del comportamento alimentare del genitore. È stata utilizzata nei disturbi del comportamento alimentare ed ora è stata estesa ai disturbi di selettività alimentare tipici dello spettro autistico.
Linee Guida Evidence-Based per il Pasto Congiunto:
Modeling (Modellamento): La madre mangia serenamente gli alimenti rifiutati dal bambino, mostrando gradimento senza imporre l'assaggio.
Esposizione Graduale (Desensibilizzazione): Il bambino viene incoraggiato a tollerare la presenza del cibo, poi a toccarlo, annusarlo e infine assaggiarlo, spesso usando tecniche di "fading" della consistenza.
Ambiente Rilassato: Eliminare pressioni, ricatti o punizioni; il pasto deve essere un momento piacevole e non di scontro.
Intervento Comportamentale (ABA): Il pasto congiunto viene strutturato con rinforzo intermittente di tre abilità: comunicazione, tolleranza e collaborazione (es. Eat With a Smile®).
Partecipazione attiva: Coinvolgere il bambino nella preparazione del cibo per aumentare la familiarità.
Regolarità: Mantenere orari dei pasti costanti per ridurre l'ansia anticipatoria.
Questi interventi sono particolarmente indicati anche per la selettività alimentare legata a disturbi del neurosviluppo, come l'autismo.
Alla Stella Maris di Pisa ho potuto conoscere questo trattamento evidence-based e implementarlo con efficacia immediata. Nei disturbi alimentari questo approccio è ampiamente utilizzato e si è progressivamente esteso anche alla selettività alimentare del bambino nello spettro autistico, portando risultati significativi. In altri casi è stato scelto un approccio più unitario, capace di attribuire al cibo un significato relazionale, in linea con strategie evolutive che personalizzano l’intervento sulla storia unica di ciascun bambino.
Le tecniche integrate, come evidenziato dalle nuove linee guida dell’ISS, risultano oggi le più efficaci nel garantire un intervento con una visione ampia, che tenga conto della famiglia e delle modalità di contatto del bambino e del suo sistema con l’ambiente, incluso il cibo. In alcuni casi il modello SBT di Hanley per la selettività può rappresentare la scelta migliore; in altri il pasto congiunto risulta maggiormente efficace; in altri ancora è preferibile una presa in carico del sistema familiare, oppure il gruppo può funzionare come modello imitativo più adeguato.
In questo panorama articolato, anche le provocazioni e i punti di vista critici dei colleghi si rivelano spesso occasioni preziose di riflessione, contribuendo ad affinare lo sguardo clinico e a mantenere aperto il dialogo tra modelli diversi.
In questo incontro, in un contesto naturale, uno dei nostri bimbi ha accettato i nuggets di pollo, la selettività alimentare riguardava l’ambiente esterno in quanto rifiutava ogni tipo di cibo esterno. La visione degli obiettivi individuali deve muoversi sulla visione degli obiettivi di gruppo, mutuando tutte le competenze per un intervento ad ampio raggio. il processo figura/sfondo richiede attenzione per la figura emergente ma anche per lo sfondo rendendo la situazione più spontanea possibile e la generalizzazione ne consegue naturalmente senza trasferimento.