Antonino Varisco - Psicologo

Antonino Varisco - Psicologo Contenuti di psicologia con un linguaggio divulgativo

05/01/2026
"Nel dibattito sull’origine dell’ADHD, la posizione di Gabor Maté si distingue in modo netto da quella della psichiatria...
05/01/2026

"Nel dibattito sull’origine dell’ADHD, la posizione di Gabor Maté si distingue in modo netto da quella della psichiatria e delle neuroscienze contemporanee. Nel suo libro Una mente in frammenti (Scattered Minds), Maté propone una lettura dell’ADHD non come disturbo geneticamente determinato, ma come l'esito di un processo di sviluppo che coinvolge l’esperienza emotiva e relazionale dei primi anni di vita.
Maté non nega l’esistenza di una base biologica innata. Al contrario, afferma che molte persone con ADHD nascono con un sistema nervoso particolarmente sensibile, più ricettivo agli stimoli, alle emozioni e alle tensioni dell’ambiente. Questa sensibilità, che egli considera un tratto temperamentale e non una patologia, può essere ereditata e spesso si ritrova all’interno delle stesse famiglie. Tuttavia, ciò che viene trasmesso non è l’ADHD in sé, ma una maggiore vulnerabilità neuroemotiva. Secondo Maté, parlare di genetica dell’ADHD rischia di semplificare eccessivamente un fenomeno che riguarda il modo in cui un bambino impara a regolarsi in relazione al mondo.
Nella sua prospettiva, l’ADHD emerge quando un bambino altamente sensibile cresce in un contesto che, per varie ragioni, non riesce a offrire una regolazione emotiva sufficiente. Non si tratta necessariamente di traumi evidenti o di genitori inadeguati, ma anche di stress cronico, tensioni relazionali, assenze emotive involontarie o ritmi di vita troppo intensi. In queste condizioni, il bambino sviluppa strategie adattive per proteggersi e autoregolarsi, per cui la disattenzione può diventare una forma di ritiro, l’iperattività un modo per scaricare la tensione, l’impulsività una risposta ad un sovraccarico interno. Col tempo, queste modalità si stabilizzano e vengono riconosciute come sintomi di ADHD.
Maté interpreta quindi l’ADHD non come un difetto neurobiologico, ma come un adattamento precoce a un ambiente vissuto come eccessivo per quel particolare sistema nervoso. Questo spiega, secondo lui, anche perché l’ADHD sembri ripetersu nelle famiglie: genitori sensibili e spesso a loro volta non diagnosticati possono avere maggiori difficoltà di autoregolazione emotiva, creando senza volerlo un contesto più stressante per un bambino altrettanto sensibile. La trasmissione, in questa lettura, è quindi intergenerazionale ma non riducibile ai soli geni.
Questa posizione si discosta in modo significativo dal consenso scientifico attuale, che attribuisce all’ADHD un’elevata ereditabilità e riconosce un ruolo centrale ai fattori genetici, seppur in interazione con l’ambiente. La teoria di Maté è stata criticata per la sua scarsa aderenza ai dati genetici su larga scala, ma resta influente perché riporta al centro la dimensione dell’esperienza soggettiva, dell’attaccamento e della storia di sviluppo della persona.
L’ADHD per Maté, non è ciò che una persona è geneticamente destinata a diventare, ma è l'esito di ciò che è accaduto ad una sensibilità precoce nel suo incontro con il mondo esterno."

29/12/2025

Ampliamento delle consapevolezze che guidano le nostre scelte...

Ed è solo la punta dell'iceberg
28/12/2025

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FamigliE 🌈
04/12/2025

FamigliE 🌈

“Non avevo capito che stavo respirando mentre lei smetteva di farlo.Quel giorno non era un giorno qualsiasi: era la fine...
01/12/2025

“Non avevo capito che stavo respirando mentre lei smetteva di farlo.
Quel giorno non era un giorno qualsiasi: era la fine travestita da normalità.

Sara non sapeva che la sua vita stava per spezzarsi. Io non lo sapevo. Per me era solo mia figlia. La mia Picci. Il mio pezzo di mondo. Così la chiamavo: Picci, come si chiamano le cose più preziose.

Quella mattina l’avevo sentita felice, piena di futuro. Aveva parlato della tesi, dei suoi sogni, come se il tempo le appartenesse. Mi aveva chiamato ancora.
Il mio telefono era in macchina.
Non ho risposto.
Non l’ho più richiamata.

E senza saperlo, quello è stato l’ultimo istante in cui la voce di mia figlia mi ha raggiunto viva.

Poi la chiamata.
Non un avviso. Non una spiegazione.
Una condanna.

I carabinieri. Una voce che tremava, incapace di incastrare le parole nel posto giusto:
«Venga subito.»
Solo questo.

Io mi aggrappo all’unica logica possibile per una madre: Sara è viva, mi aspetta, ha bisogno di qualcosa.
Dico che devo prendere le sue cose, il pigiama, le pantofole…
Il mio cervello difende l’illusione. La protegge. Io proteggo lei, come ho sempre fatto.

Ma dall’altra parte, quella voce cambia.
Non è più un carabiniere.
È un uomo. È un padre.
Uno che sta per pronunciare una frase che non dovrebbe esistere.

«Signora… io sono un papà. Io non riesco a dirglielo.»

E lì cade tutto.

Poi, come un colpo sparato nel cuore:

«Non prenda nulla per Sara.»
«Sara non c’è più.»

Il mondo si spegne.
Le gambe cedono.
Il cervello urla “no” mentre la realtà non chiede permesso.

Poche ore prima rideva. Respirava. Progettava la vita.
Poche ore prima era qui.
E adesso non c’è.

L’ha uccisa un compagno di corso. Uno che la osservava, la inseguiva, che scambiava un sorriso per possesso.
Il sorriso di Sara era gentilezza.
Lui l’ha interpretata come proprietà.

Non voleva amore.
Voleva controllo.
E quando ha capito che mia figlia non poteva essere sua, ha deciso che non doveva più vivere.

Non era follia. Era lucidità. Chi porta un’arma, chi attende, chi prepara… sa cosa sta scegliendo.
Se non fosse stato quel giorno, sarebbe stato un altro.
Il suo obiettivo era uno solo: cancellare Sara.

Non ho avuto il tempo di salvarla.

Esiste un modo specifico di superare i problemi che non è basato sulla risoluzione logica diretta, ma su un cambiamento ...
26/11/2025

Esiste un modo specifico di superare i problemi che non è basato sulla risoluzione logica diretta, ma su un cambiamento di prospettiva e un ampliamento della coscienza.


​🧐 Ampliamento-Innalzamento

​Il concetto centrale è che la vera soluzione a un problema non sempre avviene attraverso il "superamento-soluzione" (cioè risolverlo direttamente con la logica o l'azione), ma tramite l'"ampliamento-innalzamento" del proprio punto di vista.

• ​Ampliamento: Significa che l'individuo acquisisce un "ulteriore interesse più elevato e più ampio". La sua visuale si espande, includendo nuovi e più forti orientamenti per la sua esistenza.

• ​Innalzamento (del livello della coscienza): È l'elevazione del punto da cui si osserva il problema. Il problema non viene rimosso, ma "appare semplicemente sotto un’altra luce".

​⛰️ Come Agisce sul Problema

​Quando si verifica questo ampliamento/innalzamento, il problema:

• ​Perde Urgenza: Diventa meno pressante e non più "insolubile" perché è inquadrato in un contesto più grande.

• ​Non è Risolto Logicamente: Non si applica una formula o una strategia diretta per smantellarlo, ma esso "sbiadisce" o "diventa così realmente diverso".

• ​Non è Rimosso: La sua realtà non viene negata ("Non si toglie alla bufera nulla della sua realtà"), ma la persona non è più emotivamente intrappolata in esso.

​Dunque, nel TROVARCI, nel capire cosa davvero ci coinvolge, ci appassiona, ci fa sentire vivi, troviamo l'enorme opportunità di non identificarci con i problemi, proprio perché siamo catturati da altro (non semplicemente distratti, ma davvero smaniosi e affascinati da altri pezzetti di vita).

Viceversa, se ci conosciamo poco, se non sappiamo cosa ci travolge con entusiasmo, saremo più soggetti ad un sopravvivere, dunque con un focus maggiore verso i vuoti e le difficoltà, come una quotidianità senza scopo, senza stimolo, creando terreno fertile per una mente in trappola.

"Non so se arrivo a Natale!Avevi ragione anche in questo, anche se lo avevi previsto con l'anticipo di un anno.Ornella, ...
22/11/2025

"Non so se arrivo a Natale!

Avevi ragione anche in questo, anche se lo avevi previsto con l'anticipo di un anno.

Ornella, non eri solo un'artista.

Eri molto, molto di più.

Un modo di stare al mondo.

Un'ironia sottile.

Una fragilità esposta senza vergogna.

Eri in contatto con le tue paure, le tue leggerezze, i tuoi tormenti.

Eleganza, verità, un filo di malinconia che diventava poesia.

Quella sincerità che ti rendeva unica. Totalmente strafottente dei giudizi.

Ci hai fatto sorridere, ci hai fatto riflettere, ci ha fatto commuovere, e adesso ci fai piangere come si piange una persona di famiglia.

Le Persone come Te sono capaci di attraversare l'Altro, lasciando un qualcosa di prezioso.

Mancherai ❤️

La perversione della gratitudine Esiste una forma malsana della gratitudine, che non ha nulla a che vedere con il genuin...
21/11/2025

La perversione della gratitudine

Esiste una forma malsana della gratitudine, che non ha nulla a che vedere con il genuino esserci per l'Altro.

"Ti dono qualcosa, o ti aiuto, non perché autenticamente sono interessato al tuo benessere, bensì perché in tal modo creo un'asimmetria tra noi in cui Tu mi sei debitore".

E in quanto tale, la persona debitrice si sentirà spinta a farsi andare bene anche azioni sgradevoli, incassando colpi bassi, sperimentando anche una sorta di alienazione, distanza dalla spontaneità e disagio.

Indirizzo

Via Dante Alighieri 113
Bagheria
90011

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Psicologia della vita quotidiana

Benvenuta/o in questa pagina.

Mi chiamo Antonino Varisco e sono affascinato da sempre dalla psiche e dai suoi misteriosi meccanismi.

Da bambino i miei giochi consistevano perlopiù nell'osservare furtivamente gli altri o immaginare ipotetici scenari/conversazioni, e passavo parecchio tempo a tempestare di domande sul comportamento umano chiunque mi capitasse a tiro, ma le risposte ottenute non mi convincevano quasi mai (chiedo scusa, soprattutto a mia madre, donna con un’inesauribile pazienza).

Negli anni ne ho fatto oggetto di studio, aggiungendo alla passione il rigore metodologico e scientifico, fino a farne la mia professione.