Dott.ssa Elisa Miosi Psicologa e Psicoterapeuta

Dott.ssa Elisa Miosi  Psicologa e Psicoterapeuta Psicoterapueta funzionale corporea, mi occupo di consulenza, diagnosi e cura, a cui si affiancano interventi di prevenzione e promozione del benessere

Perché scegliere un setaccio per un post di fine/inizio anno? Perché auguro a tutti di saper distinguere tra ciò che ci ...
31/12/2025

Perché scegliere un setaccio per un post di fine/inizio anno?
Perché auguro a tutti di saper distinguere tra ciò che ci fa bene e ciò che è inutile o dannoso, di saper tenere e saper lasciare andare, di aver un centro e di premettersi di diramarsi in tutti i raggi che ci compongono,
di essere solidi e fluidi nelle giuste proporzioni e alternanze,
ricordandoci che qualsiasi fine è sempre seguita da un'inizio nella vita e che anche se oggi pensiamo di non dover festeggiare nulla, la cosa essenziale è che è possibile in qualsiasi momento creare nuove e personali ricorrenze da celebrare.

Ai giorni che sembrano insuperabili,Ai giorni in cui sentiamo solo dolore,Ai giorni in cui pensiamo non ci capisca nessu...
27/11/2025

Ai giorni che sembrano insuperabili,
Ai giorni in cui sentiamo solo dolore,
Ai giorni in cui pensiamo non ci capisca nessuno, compresi noi stessi,
Ai giorni in cui avremmo bisogno di una carezza, di una parola o semplicemente di presenza,
A tutti quei giorni che vorremmo solo cancellare ma che in realtà hanno un senso, anche se non lo vediamo
A quei giorni, tutti i nostri giorni, che anche se fragili, esprimono noi stessi e se visti in modo propositivo, sono essenziali nella nostra evoluzione,
A quei giorni che, quando al griglio inizieranno ad alternarsi i colori, smetteremo di maledire e inizieremo a ringraziare per averci reso quel che siamo o saremo.

Siamo abituati a categorizzare e semplificare  tutto, ma  le esperienze e i vissuti provati sono complessi. Non solo le ...
12/11/2025

Siamo abituati a categorizzare e semplificare tutto, ma le esperienze e i vissuti provati sono complessi.
Non solo le emozioni si fondono e si differenziano in un flusso continuo, ma vanno di pari passo coi pensieri, le reazioni fisiologiche e quelle muscolari.
Riconoscerle e gestirle nelle loro sfumature è essenziale ma dobbiamo essere consapevoli che lavorare su noi stessi, per crescere, guarire o semplicemente per vivere, necessita di considerare sempre la nostra complessità.

Pensiamo sempre di dovere e di poter controllare noi stessi e il nostro mondo. Ma anche se la mancanza di controllo è co...
30/10/2025

Pensiamo sempre di dovere e di poter controllare noi stessi e il nostro mondo. Ma anche se la mancanza di controllo è considerata alla base di molte patologie in realtà lo è altrettanto un suo eccesso.
A volte l'essenziale per iniziare a star bene è comprenderlo.

10/10/2025

La mente è parte di noi, come il corpo, come il cuore.
Oggi, nella Giornata Mondiale della Salute Mentale e Giornata Nazionale della Psicologia, ricordiamo quanto sia importante prendersene cura ogni giorno.
La Psicologia ci aiuta a dare voce a ciò che viviamo, a ciò che non comprendiamo, a ritrovare equilibrio, a migliorare i nostri stili di vita, a costruire legami di fiducia e consapevolezza.

Siamo abituati a pensare che ci sia un modo giusto e uno sbagliato d'essere, in realtà siamo una miriade di individualit...
20/09/2025

Siamo abituati a pensare che ci sia un modo giusto e uno sbagliato d'essere, in realtà siamo una miriade di individualità ed ognuna di esse è ricchezza per noi e per la collettività. Questo pensiero di Asperger, che si concentrò nella prima metà del '900 su ciò che oggi chiamiamo lo Spettro autistico, mostra una grande lungimiranza e una comprensione profonda di come ognuno di noi possiede delle potenzialità che se non poste nelle giuste condizioni potrebbero essere considerate solo problematiche.

14/09/2025

“La liberazione del paziente passa necessariamente attraverso la libertà del terapeuta: un analista che si limita a usare determinate tecniche in modo acritico e impersonale, che non se la sente di rischiare del proprio sia sul piano creativo che su quello dei sentimenti e delle emozioni, non può dare quello che non ha, non può aiutare nessuno a conquistare la libertà, perché lui stesso non è libero."
Aldo Carotenuto - La Colomba di Kant

Vi è una sempre crescente sensibilità  verso i traumi, ma non tutte le esperienze dolorose possono essere definite tali....
11/09/2025

Vi è una sempre crescente sensibilità verso i traumi, ma non tutte le esperienze dolorose possono essere definite tali.
Malgrado sia necessario prendersi cura di tutti i tipi di sofferenza, è essenziale distinguere tra quelle che possono essere utili e quelle che sono solamente dannose, tra esperienze che ci permettono di ampliare la nostra "finestra di tolleranza" e farci crescere e quelle che invece di rafforzarci ci indeboliscono soltanto.
Questo perché se tutto è considerato trauma, nulla lo è. Ciò diventa molto pericoloso, poiché non permette di riconoscere i diversi vissuti e di conseguenza neanche di dare il giusto aiuto.

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La crescente sensibilità verso il tema del trauma rischia di portare alla banalizzazione della sofferenza e delle patologie psicologiche

02/09/2025
«Essere disposti a cambiare è da persone intelligenti.... Avere un atteggiamento di apertura verso tutto e tutti ci mett...
29/08/2025

«Essere disposti a cambiare è da persone intelligenti.... Avere un atteggiamento di apertura verso tutto e tutti ci mette in migliori condizioni per continuare a crescere. Come già diceva Keynes, «la cosa più difficile al mondo non è che la gente accetti nuove idee, ma che dimentichi quelle vecchie»; qualcosa di simile a quello che pensava Goethe: «Stai attento a ciò che impari perché non potrai dimenticarlo». Essere aperti al «disimparare» è assolutamente imprescindibile affinché il vero apprendimento abbia luogo. Molte volte, ciò che pensiamo di conoscere è ciò che realmente ci impedisce di imparare».

Bertrand Arthur William Russell

Art Moebius

https://www.facebook.com/share/p/16TvugaX38/
17/05/2025

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Oggi si celebra la Giornata Internazionale contro l’Omofobia, la Lesbofobia, la Bifobia e la Transfobia, istituita nel 2004 per ricordare la derubricazione dell’omosessualità dall’elenco delle malattie mentali da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, avvenuta il 17 maggio 1990.
È una data simbolica che non rappresenta un punto di arrivo, ma l’avvio di una necessaria riflessione sul legame tra discriminazione e salute mentale.
Ad oggi sappiamo che le persone LGBTQIA+ possono essere soggette, in maniera continuativa e a vari livelli (personale, relazionale, sociale e istituzionale), a forme di discriminazione e aggressioni, questo comporta un carico di stress che può diventare cronico, dovuto proprio allo stigma, all’esclusione sociale e all’assenza di diritti.
Anche la nostra categoria professionale non è immune da bias culturali, stereotipi e pregiudizi che possono orientare all’utilizzo di un approccio patologizzante, che risulta lesivo del benessere delle persone.
Riconoscere questi meccanismi è una responsabilità professionale e deontologica di ciascunə psicologə, che, a partire da una riflessione personale e dall’aggiornamento formativo, dovrebbe promuovere la salute biopsicosociale basata sull’autodeterminazione delle persone per quanto riguarda il proprio orientamento sessuale e la propria identità di genere.
Il contrasto all’omolesbobitransfobia, di cui l’Ordine degli Psicologi della Regione Siciliana si fa promotore da anni, passa anche attraverso un lavoro critico ed un impegno a livello scientifico, politico e culturale dentro la nostra stessa professione.

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Resistere o fare resistenza?Star fermi o muoversi?Rimanere coerenti a chi pensiamo d'essere o mutare?"All’inizio credevo...
29/04/2025

Resistere o fare resistenza?
Star fermi o muoversi?
Rimanere coerenti a chi pensiamo d'essere o mutare?

"All’inizio credevo che resistere volesse dire restare fermo.
Non cedere. Stringere i denti. Tenere duro.
Sopportare.
Mi sembrava un valore, una virtù. Resistevo sempre, specialmente quando stavo male.
Irrimediabilmente condizionato da decine di eroi giapponesi vagamente greci mi sono convinto molto presto che le persone forti non si lamentano, le persone forti ce la fanno da sole. Magari si beccano una carrettata di legnate sulle scale di un tempio dorico, ma alla fine trionfano. E se non trionfano non rompono.
Così st'idea ha fatto il nido: se tengo botta, se mi spremo dentro le ambizioni, se mi incastro nelle aspettative, se persisto, se continuo, se reggo nella forma che si aspettano da me, prima o poi le cose andranno al loro posto.
“Stai fermo, stai zitto, non far casini. Resisti”.
Quindi ho cominciato a stare fermo. Fermo nelle idee, fermo nei ruoli, fermo dentro relazioni aspettando che si presentasse l'amore o il reflusso gastrico.
Attorno al concetto di resistenza, ho tirato su una versione di me costruita per sopravvivere, non per vivere. Una pianta grassa, un'ombra controvento, un tizio convinto che subire e crescere fossero sinonimi.
Per anni ho difeso luoghi, persone, lavori, identità che non mi assomigliavano, che mi ammazzavano a rate. Continuavo a dire: “Io sono fatto così”. E intanto mi facevo a pezzi per starci dentro, mi tagliavo per non cambiare taglia. E quando sentivo che stavo per essere schiacciato, mi schiacciavo io. Preventivamente.
Poi ho avuto la fortuna di imparare cos'è la resistenza. Anzi, cos'è la Resistenza. La Resistenza non è stare fermi, non è incassare, subire, la Resistenza è agire, è prendere una posizione nuova, è disobbedire, anche a sé stessi.
Fare la Resistenza è il contrario di resistere, è lottare per cambiare, è non accontentarsi più di quello che c'è, di quello che si è. È dire un “no”, quando sarebbe più conveniente un “sì”.
La Resistenza, quella maiuscola, non è facile. Richiede di rischiare molto, certe volte tutto.
Di stracciare il copione, di far spazio per domande nuove, di abbandonare pezzi di sé e affrontare le parti più nere che ci abitano scoprendo come anche loro abbiano contribuito a definire tutto quello che sta sotto la spaventosa parola “noi”.
C'è chi proverà a convincervi che la Resistenza può essere indolore, insapore, che può o dovrebbe essere sobria. Cazzate, non si resiste con sobrietà, non si resiste in silenzio. Fare la Resistenza richiede fatica, coraggio, perché richiede di mettere in discussione tutto quanto. Fare la Resistenza è insorgere, è chiedere aiuto, è battersi attivamente contro tutto ciò che ti dice di restare immobile.
A tanti la Resistenza non piace, perché la Resistenza mette in discussione pure loro. E a nessuno piace essere messo in discussione. Veniamo educati alla più spietata coerenza, a essere ciò che siamo, fedeli a noi stessi, e abbandonare un modo di essere è quasi sempre visto come un tradimento.
Ma l'identità non è un contratto a tempo indeterminato. Il vero tradimento è restare fedeli a un’immagine che ci spegne. A un ruolo che ci consuma. A una definizione che ci riduce. Inchiodandoci a quello che siamo stati.
Fare la Resistenza è avere il coraggio di ribellarsi alla parte di noi che non ci rappresenta più. È capire che certe abitudini erano prigioni, che certi ambienti erano tossici, che certe relazioni erano dipendenza.
Che vivevamo sotto la dittatura di noi. E continuare a viverci era una resa quotidiana.
Allora basta arrendersi, basta resistere. Meglio cambiare, meglio combattere.
Meglio fare la Resistenza."

Il testo è di Nicolò Targhetta e la grafica di Amandine Delclos.

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