19/01/2026
Ci sono giorni in cui non riesci nemmeno a spiegarti cosa hai.
Non è dolore. Non è febbre. Non è malattia precisa.
È peggio, perché è più subdolo.
È quella sensazione di malessere diffuso.
Come se stessi per ammalarti, ma non ti ammali mai davvero.
Come se avessi un peso addosso, ma nessuno lo vede.
Come se stessi trattenendo un pianto che non è autorizzato a uscire.
E intanto lo stomaco si blocca, si ferma, come un ascensore tra due piani.
E tu resti lì, nel vuoto.
E in quel vuoto non trovi solo nausea o fame nervosa, trovi una cosa più profonda:
la vita che non entra più bene.
Quando lo stomaco si blocca e il diaframma stringe, non è solo digestione.
È un linguaggio.
È l’alfabeto antico del tuo sistema nervoso.
Il diaframma non è solo un muscolo.
È il più grande regolatore invisibile della tua giornata.
È la porta.
Se lui è morbido, respiri e ti apri.
Se lui è rigido, respiri corto e ti chiudi.
Il diaframma è il muscolo che separa due mondi: torace e addome.
Ma nella vita reale separa anche due cose che spesso non riusciamo a tenere insieme:
ciò che senti e ciò che mostri.
E quando tu vivi settimane, mesi, anni, in cui devi essere forte, presente, risolutivo, sorridente, produttivo
il corpo fa una cosa semplice e crudele
si irrigidisce.
Perché la rigidità è protezione.
La rigidità è sopravvivenza.
La rigidità è un sì detto con la pancia mentre dentro c’era un no.
QUANDO IL CORPO ENTRA IN MODALITÀ SOPRAVVIVENZA
Scientificamente questa cosa ha un nome.
Sistema nervoso autonomo.
Due rami principali.
* Sistema simpatico
attivazione, prestazione, allerta, sopravvivenza
* Sistema parasimpatico
riposo, digestione, riparazione, guarigione
Quando vivi stress, paura, pressione, ansia, conflitti, carichi emotivi, lutti, preoccupazioni, urgenze il corpo attiva il simpatico.
Questo significa che il cervello manda un messaggio preciso:
Non è tempo di digerire, non è tempo di rilassarti, non è tempo di sentire...
e' tempo di resistere.
E quando resisti troppo, il corpo ti toglie alcune funzioni non necessarie alla sopravvivenza immediata.
La digestione è una delle prime.
Per questo:
lo stomaco si ferma, l’intestino si gonfia,
il diaframma si blocca, il respiro si alza,
il petto diventa stretto, il collo diventa duro,
la mandibola stringe e le spalle si alzano come un’armatura.
E tu inizi a vivere con il busto in allarme e la pancia in silenzio.
Ma è un silenzio falso, perché la pancia non tace, si chiude.
STOMACO BLOCCATO NON È SOLO CIBO!
Si pensa che lo stomaco serva solo per digerire cibo.
Lo stomaco digerisce anche la vita.
Digerisce scelte, relazioni.
parole non dette, digerisce sensi di colpa.
Digerisce l’essere “troppo buoni” per poi scoppiare dentro.
Digerisce il dover essere forti anche quando non lo sei...
E se ti manca una cosa fondamentale la sicurezza, lo stomaco diventa il primo a soffrire.
Perché la digestione funziona bene solo quando il cervello percepisce pace.
Qui entra in scena lui.
Il nervo vago.
IL NERVO PIÙ IMPORTANTE DELLA TUA CALMA.
È un’autostrada neurochimica che collega cervello, cuore, polmoni, diaframma, stomaco e intestino.
Il vago è quello che ti fa sentire
sono al sicuro,posso respirare,
posso digerire, posso lasciarmi andare.
Quando il vago funziona bene, la vita scorre dentro senza fare danni.
Quando il vago è in sofferenza, succede questo:
- respiro corto
- tachicardia o extrasistoli
- stomaco contratto
- nausea improvvisa
- gonfiore
- reflusso
- inappetenza o fame nervosa
- stanchezza inspiegabile e
- malessere diffuso.
E la persona pensa:
" ho qualcosa di grave?"
E invece spesso è il corpo che ti sta dicendo
non mi stai ascoltando.
LA PSICOSOMATICA NON È UNA SCUSA
È UNA BIOLOGIA DI PRECISIONE
Psicosomatico non significa immaginato.
Significa reale.
È reale come una cicatrice.
È reale come una contrattura.
È reale come una febbre.
Solo che in questo caso la ferita non è su un tessuto, e' sul sistema nervoso.
Lui reagisce a tutto.
Al lavoro. alle relazioni, ai soldi,
alla mancanza di tempo.
Al senso di dover dimostrare, all’obbligo di essere sempre ok.
Quindi sì, la psicosomatica è anche sociale.
È la carne che paga il prezzo del mondo.
PERCHÉ TI SENTI “MALE” SENZA MOTIVO
LA CHIMICA DELLA TRISTEZZA NELLO STOMACO.
Quando lo stress dura troppo, cambiano alcuni parametri fondamentali.
* Cortisolo l’ormone dello stress aumenta e altera:
sonno
infiammazione
glicemia
motilità gastrica
sistema immunitario.
* Adrenalina
ti rende ipervigile, ti accelera, ti fa percepire pericolo.
* Serotonina, neurotrasmettitore la cui carenza porta depressione.
* Istamina che se sei in una fase infiammatoria o molto stressata si altera
provocando agitazione, prurito interno, tachicardia, insonnia, stomaco reattivo.
Ecco perché non è solo emotivo,
e' biochimico.
Tu non sei fragile.
Hai un corpo che si è stancato di fingere.
LA PARTE COMMOVENTE
QUELLA CHE FA MALE MA CURA
Lo stomaco bloccato, spesso, arriva quando stai trattenendo troppo.
Trattieni lacrime.
Trattieni rabbia.
Trattieni verità.
Trattieni la sensazione di non essere visto.
E allora la pancia diventa una cassaforte dove metti emozioni e dolore.
E la cosa tragica è che tu non lo fai per sadismo.
Lo fai per amore.
Per non disturbare.
Per non far male.
Per non pesare.
Per non perdere.
Per non essere giudicato.
E intanto perdi te stesso a piccole dosi.
Fino a quando il corpo decide che basta.
E ti blocca per proteggerti.
Guardati dentro, allora e
imponiti solo una cosa:
oggi devo smettere di trattenere!
Oggi non in**io più me stesso...
oggi mi ascolto.
Oggi respiro senza chiedere permesso.
Non devo essere perfetto ma
non mi tradisco più.
Io mi appartengo.
E poi inizia la giornata come un guerriero gentile.