17/03/2026
L'importanza di seguire un corso BLSD, tutti possiamo fare la differenza, complimenti a Elena Gressi
Un arresto cardiaco improvviso su un autobus, la richiesta di aiuto dell’autista e, tra i presenti, nessuno che interviene. Poi la decisione: una studentessa di 23 anni prende in mano la situazione e avvia immediatamente le manovre salvavita.
È accaduto a Milano, dove Elena Gressi, universitaria originaria di Recanati, ha riconosciuto il quadro clinico e iniziato tempestivamente la rianimazione cardiopolmonare. Compressioni toraciche efficaci, utilizzo del defibrillatore automatico esterno fornito dall’autista e continuità delle manovre fino all’arrivo dei soccorsi avanzati.
Determinante la formazione: «Al primo anno di studi ho fatto un corso BLSD», spiega. Un addestramento che le ha permesso di intervenire senza esitazioni in una situazione ad alta criticità tempo-dipendente.
Dal punto di vista clinico, l’episodio conferma un dato noto: nei casi di arresto cardiaco extraospedaliero, la sopravvivenza è strettamente legata alla precocità della RCP e all’uso del DAE. Ogni minuto senza intervento riduce significativamente le probabilità di esito favorevole.
«Più delle manovre tecniche conta non farsi prendere dall’ansia», sottolinea Elena, evidenziando un aspetto cruciale anche per i professionisti sanitari: la gestione dello stress e la lucidità operativa in emergenza.
La donna è stata successivamente ricoverata all’ospedale San Raffaele. Intanto si riaccende il dibattito sulla necessità di estendere la formazione BLSD alla popolazione generale, rendendo sempre più capillare la cultura del primo soccorso.
Un intervento tempestivo, una competenza acquisita e la capacità di agire: elementi che, in emergenza, fanno la differenza tra vita e morte.