Dott.ssa Flavia Saracino - Biologa Nutrizionista

Dott.ssa Flavia Saracino - Biologa Nutrizionista Mamma, biologa e amante del buon cibo. Il mio obiettivo è educarti a seguire una dieta bilanciata affinchè diventi il tuo stile di vita.

Realizzo piani alimentari personalizzati e percorsi di educazione alimentare per la cura e prevenzione delle diverse patologie. Ricevo su appuntamento a Bari e presso la Farmacia Lattarulo a Noicattaro.

🍓 𝐏𝐑𝐈𝐌𝐀𝐕𝐄𝐑𝐀 & 𝐅𝐑𝐀𝐆𝐎𝐋𝐄:Dolci, fresche e gustose: le fragole non sono solo uno dei frutti simbolo della primavera, ma rapp...
17/04/2026

🍓 𝐏𝐑𝐈𝐌𝐀𝐕𝐄𝐑𝐀 & 𝐅𝐑𝐀𝐆𝐎𝐋𝐄:

Dolci, fresche e gustose: le fragole non sono solo uno dei frutti simbolo della primavera, ma rappresentano anche un alimento interessante dal punto di vista nutrizionale, perfetto da inserire con equilibrio nella quotidianità.

Nutrizionalmente, le fragole sono caratterizzate da un basso apporto calorico e da un buon contenuto di acqua, fattori che contribuiscono all’idratazione e al senso di sazietà. Fonte di vitamina C e polifenoli (in particolare antociani), associati in letteratura a un’azione antiossidante e di supporto nei processi infiammatori.

👉 Come possiamo inserirle in modo “funzionale”?

L’idea non è solo mangiare fragole, ma abbinarle in modo intelligente per ottenere un pasto o uno spuntino più completo dal punto di vista nutrizionale:

* Fragole fresche con un quadratino di cioccolato fondente fuso (o crema di mandorle 100%): zuccheri naturali, fibra e grassi buoni= maggiore soddisfazione e controllo della fame;

* Fragole, ricotta e granella di nocciole: grassi buoni e proteine = uno spuntino equilibrato e saziante.

Ecco invece come puoi inserirle a pranzo o a cena:

- Insalata fresca con feta greca, fragole, menta e aceto balsamico;

- Risotto alle fragole😋

✔️ Acquistiamo sempre alimenti di stagione!
RICORDA: se le fragole sanno davvero di fragole, allora è il momento giusto!

12/04/2026

In studio, mi capita spesso di ricevere donne che riferiscono gambe pesanti, dolore in specifiche aree e un accumulo di grasso che non cambia nonostante dieta e attività fisica.

Dopo un’attenta valutazione, spesso non si tratta di semplice sovrappeso o cellulite, ma di LIPEDEMA, una condizione ancora poco conosciuta ma molto diffusa.

Il lipedema è una patologia cronica e progressiva che colpisce quasi esclusivamente le donne, caratterizzata da un anomalo accumulo di grasso, soprattutto su gambe e braccia, spesso accompagnato da dolore e pesantezza.

Non si tratta semplicemente di grasso in eccesso.
È una condizione che coinvolge infiammazione, ormoni e microcircolazione.

L’alimentazione non è una cura, ma può diventare un supporto importante.

Ecco cosa consigliano le evidenze 👇

𝟏. 𝐃𝐢𝐞𝐭𝐚 𝐚𝐧𝐭𝐢𝐧𝐟𝐢𝐚𝐦𝐦𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚
Alimenti freschi e non processati aiutano a ridurre l’infiammazione e supportano il sistema linfatico.
✔ Verdure di stagione + proteine
✔ Spezie (curcuma, zenzero, cannella)
✔ Pesce azzurro (ricco di omega-3)
✔ Olio EVO, frutta secca e semi

𝟐. 𝐁𝐚𝐬𝐬𝐨 𝐢𝐧𝐝𝐢𝐜𝐞 𝐠𝐥𝐢𝐜𝐞𝐦𝐢𝐜𝐨
Controllare l’insulina aiuta su infiammazione e ritenzione.

𝟑. 𝐑𝐢𝐝𝐮𝐫𝐫𝐞 𝐚𝐥𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐢𝐧𝐟𝐢𝐚𝐦𝐦𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢
Ultra-processati, fritti, grassi trans, alcol.

𝟒. 𝐈𝐝𝐫𝐚𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐝𝐫𝐞𝐧𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨
💧 1,5–2 L di acqua al giorno (anche tisane)
🧂 Meno sodio, più potassio (banane, avocado, spinaci…)

𝟓. 𝐈𝐧𝐭𝐞𝐠𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐦𝐢𝐫𝐚𝐭𝐚 (es. omega 3, vitamina C e altri), da considerare all’interno di un piano personalizzato, che tenga in considerazione anche le eventuali terapie farmacologiche assunte.

𝟔. 𝐀𝐩𝐩𝐫𝐨𝐜𝐜𝐢𝐨 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐭𝐨.

NB: anche dieta chetogenica, RAD e low-carb strutturate possono essere utili in alcuni casi.

L’alimentazione non cura il lipedema, ma può aiutare a ridurre infiammazione, dolore e gonfiore, migliorando la qualità di vita.

In questi giorni in tanti mi avete chiesto: "Dottoressa, ma lei fa mangiare l'uovo di Pasqua ai suoi bambini?" SI! CERTO...
04/04/2026

In questi giorni in tanti mi avete chiesto: "Dottoressa, ma lei fa mangiare l'uovo di Pasqua ai suoi bambini?"

SI! CERTO CHE SI!
NO, NON È UN UOVO DI CIOCCOLATO A ROVINARE L'ALIMENTAZIONE DI UN BAMBINO!

Le principali linee guida internazionali, come quelle dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e della Società Italiana di Pediatria, ci ricordano che la qualità della dieta non si valuta su un singolo alimento o su un singolo giorno, ma sull’insieme delle abitudini nel tempo.

Questo significa che, se vostro figlio segue un’alimentazione equilibrata nella quotidianità, un uovo di Pasqua non rappresenta un problema.

Anzi, a volte vietare completamente alcuni alimenti può creare ancora più desiderio e confusione nel rapporto con il cibo.

RICORDATE: il cioccolato è sconsigliato sotto i due anni.
1: Contiene zuccheri aggiunti!
Nei primi anni è meglio evitare zuccheri raffinati: abituano il palato a sapori troppo dolci e aumentano il rischio di carie e sovrappeso.
2: Il cacao contiene piccole quantità di caffeina e teobromina, che possono rendere il bambino più agitato, disturbare il sonno o causare irritabilità.

Dopo i due anni, il cioccolato si può introdurre:
👉🏻con moderazione;
👉🏻all'interno di un contesto sereno e un’alimentazione equilibrata.

Ai miei figli insegno che mangiare bene non significa rinunciare a tutto, ma saper scegliere!

𝟐𝟖 𝐦𝐚𝐫𝐳𝐨 — 𝐆𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐭𝐚 𝐌𝐨𝐧𝐝𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐄𝐧𝐝𝐨𝐦𝐞𝐭𝐫𝐢𝐨𝐬𝐢Un momento dedicato alla consapevolezza, alla diagnosi precoce e alla tute...
28/03/2026

𝟐𝟖 𝐦𝐚𝐫𝐳𝐨 — 𝐆𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐭𝐚 𝐌𝐨𝐧𝐝𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐄𝐧𝐝𝐨𝐦𝐞𝐭𝐫𝐢𝐨𝐬𝐢

Un momento dedicato alla consapevolezza, alla diagnosi precoce e alla tutela della salute femminile.

L’endometriosi è una condizione in cui tessuto simile all’endometrio cresce al di fuori dell’utero, generando infiammazione, aderenze e alterazioni dell’ambiente pelvico.

Questo può interferire con l’ovulazione, la qualità ovocitaria e l’impianto embrionale.

Colpisce circa 1 donna su 10 in età fertile ed è presente fino al 30–50% dei casi di infertilità femminile (Human Reproduction Update).

Ma non riguarda solo l’apparato ginecologico.
È una condizione sistemica, in cui infiammazione cronica e stress ossidativo giocano un ruolo centrale.

Ed è proprio qui che entra in gioco la nutrizione.

Non come “cura”, ma come supporto concreto nella modulazione di questi processi.

Alcuni alimenti supportati dalla letteratura scientifica:

* Melograno
Ricco di ellagitannini, con potenziale azione antinfiammatoria e modulante sugli estrogeni

* Grano saraceno
Fonte di rutina, utile per microcircolo e stress ossidativo

* Semi di canapa
Apporto bilanciato di omega-3 e GLA, coinvolti nella regolazione dell’infiammazione

* Tè verde matcha
Ricco di EGCG, studiato nei processi infiammatori e proliferativi

* Funghi shiitake
Fonte di beta-glucani, a supporto del sistema immunitario

* Alimenti fermentati (kefir, miso)
Supportano il microbiota intestinale, coinvolto nel metabolismo degli estrogeni

* Olio extravergine d’oliva
Ricco di polifenoli con azione antinfiammatoria documentata

Perché oggi sappiamo che intestino, sistema immunitario e ormoni sono profondamente connessi.

Parlare di endometriosi significa anche questo:
non normalizzare il dolore, ma iniziare a comprenderlo.

𝐂𝐨𝐞𝐧𝐳𝐢𝐦𝐚 𝐐𝟏𝟎 𝐞 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐨𝐯𝐨𝐜𝐢𝐭𝐚𝐫𝐢𝐚: 𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐝𝐢𝐜𝐨𝐧𝐨 𝐠𝐥𝐢 𝐬𝐭𝐮𝐝𝐢? Quando si parla di fertilità femminile, tra gli aspetti deter...
22/03/2026

𝐂𝐨𝐞𝐧𝐳𝐢𝐦𝐚 𝐐𝟏𝟎 𝐞 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐨𝐯𝐨𝐜𝐢𝐭𝐚𝐫𝐢𝐚: 𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐝𝐢𝐜𝐨𝐧𝐨 𝐠𝐥𝐢 𝐬𝐭𝐮𝐝𝐢?

Quando si parla di fertilità femminile, tra gli aspetti determinanti per la possibilità di concepire vi è la qualità ovocitaria, cioè la capacità degli ovuli di essere fecondati e di sviluppare embrioni sani. Gli ovociti giocano un ruolo fondamentale nel processo di concepimento, sia naturalmente che tramite fecondazione assistita.

Il coenzima Q10 è un importante micronutriente che regola l’energia intracellulare.

Gli ovociti hanno bisogno di energia per maturare, per essere fecondati, per dare origine a una nuova vita.
E con il tempo, questa energia può ridursi.

Il CoQ10 può aiutare proprio qui:
sostenendo la produzione di energia cellulare e proteggendo le cellule dallo stress ossidativo.

Le evidenze scientifiche ci dicono che può supportare la qualità ovocitaria e la risposta ovarica.

Il coenzima Q10 è presente nella dieta, soprattutto nei pesci grassi come tonno e salmone, nel fegato e nei cereali integrali.
Va ricordato che è parzialmente inattivato dalla friggitura e che potenzia il suo effetto se somministrato con vitamina E.

È chiaro che non si tratta di una soluzione miracolosa.

È uno strumento.
E come tutti gli strumenti, funziona davvero solo se inserito nel contesto giusto.

Alimentazione, equilibrio metabolico, infiammazione, stile di vita.
Sono questi i pilastri su cui lavoriamo insieme!

CASO STUDIO: ENDOMETRIOSI E INFIAMMAZIONE CRONICAFrancesca (nome di fantasia), 30 anni, arriva nel mio studio con diagno...
15/03/2026

CASO STUDIO: ENDOMETRIOSI E INFIAMMAZIONE CRONICA

Francesca (nome di fantasia), 30 anni, arriva nel mio studio con diagnosi di endometriosi e il desiderio di migliorare alcuni sintomi che da tempo influenzavano la sua quotidianità. Mi racconta di dolore pelvico ricorrente, gonfiore addominale, alvo alterno (stipsi alternata a feci diarroiche) e una sensazione costante di stanchezza.

Gli esami ematochimici risultavano nella norma. Tuttavia, sappiamo che l’endometriosi è spesso associata a uno stato infiammatorio cronico di basso grado, in particolare a livello pelvico, dove il tessuto endometriosico può favorire la produzione di mediatori infiammatori.

Durante la valutazione nutrizionale è emerso che la sua alimentazione era poco varia e povera di alimenti ricchi di fibre, antiossidanti e grassi insaturi, nutrienti che possono contribuire a sostenere i normali meccanismi di regolazione dell’infiammazione.

Abbiamo quindi iniziato un percorso nutrizionale personalizzato, lavorando soprattutto sulla qualità degli alimenti inseriti nella sua routine quotidiana.

Nel piano alimentare ho inserito quinoa e grano saraceno, melograno/kiwi per il contenuto di vitamina C e polifenoli, semi di lino macinati come fonte vegetale di omega-3, mandorle ricche di vitamina E, giusto (nè troppo nè poco) apporto di fibra derivante da frutta e verdura.

Ho inoltre proposto di utilizzare in cucina la curcuma (associata al pepe nero) per le sue proprietà antinfiammatorie.

Parallelamente abbiamo eliminato cibi industriali, alcolici, zuccheri, prodotti raffinati e grassi insaturi.
Ridotto invece grano, crucifere e latticini.

Dopo alcune settimane Francesca mi ha riferito una riduzione del gonfiore addominale e una migliore gestione della sintomatologia dolorosa, oltre a una maggiore energia giornaliera.

Questo caso ricorda quanto l’alimentazione possa rappresentare un supporto nella gestione dello stato infiammatorio cronico associato all’endometriosi, sempre attraverso un percorso nutrizionale personalizzato costruito sulle esigenze della singola persona.

CASO STUDIO: qualità ovocitaria e stress ossidativoMartina (nome di fantasia), 35 anni, si rivolge a me durante un perco...
13/03/2026

CASO STUDIO: qualità ovocitaria e stress ossidativo

Martina (nome di fantasia), 35 anni, si rivolge a me durante un percorso di PMA dopo un primo tentativo non riuscito.

Gli esami ormonali risultavano nei limiti e la riserva ovarica era compatibile con l’età. Tuttavia, nel ciclo precedente era stata segnalata una qualità ovocitaria non ottimale.

Analizzando in modo approfondito stile di vita e alimentazione, emergeva una routine piuttosto comune ma poco favorevole all’equilibrio metabolico e alla riduzione dello stress ossidativo.

La sua giornata tipo era spesso così:

-colazione veloce con cappuccino e biscotti/cornetto (integrale😅!);

-pranzo rapido con sughi pronti o prodotti confezionati;

-consumo limitato di verdure;

-Snack ricchi di zuccheri semplici (barrette, cioccolate..);

-Pesce e frutta secca consumati raramente.

Un’alimentazione di questo tipo può favorire uno stato pro-infiammatorio e ossidativo, che secondo la letteratura scientifica può influenzare anche la qualità degli ovociti.

Il percorso nutrizionale è stato quindi costruito in modo completamente personalizzato, tenendo conto delle sue abitudini, dei suoi esami e del contesto clinico, con l’obiettivo di migliorare l’ambiente metabolico.

Abbiamo lavorato su alcuni punti chiave.

Riorganizzazione dei pasti, per mantenere maggiore stabilità metabolica durante la giornata.

Aumento di alimenti naturalmente ricchi di antiossidanti, come verdure a foglia verde, pomodori, agrumi, melagrana, frutti di bosco.

Inserimento regolare di grassi “buoni”, tra cui olio evo, frutta secca, semi oleosi, sgombro e alici.

Scelta di carboidrati integrali.

Parallelamente sono stati ridotti zuccheri semplici e alimenti ultra-processati, che possono contribuire allo stress ossidativo.

È stato valutato (in accordo con il ginecologo) anche un supporto nutrizionale con micronutrienti antiossidanti.

Dopo alcuni mesi di lavoro nutrizionale e metabolico, il percorso è stato ripreso con condizioni biologiche più favorevoli.

Questo caso ricorda quanto l’alimentazione, se costruita su misura della persona, possa contribuire a migliorare il contesto metabolico che accompagna anche la qualità ovocitaria.

Caso studio: PMA e insulino-resistenzaNina (nome di fantasia per tutelarne la privacy), 34 anni, normopeso, si è rivolta...
09/03/2026

Caso studio: PMA e insulino-resistenza

Nina (nome di fantasia per tutelarne la privacy), 34 anni, normopeso, si è rivolta a me dopo due tentativi falliti di PMA.

Gli esami che aveva eseguito risultavano nella norma, con una glicemia a digiuno lievemente borderline (101 mg/dL).

Mi racconta però di non riuscire a perdere peso da tempo, nonostante un’alimentazione corretta, e di avere da mesi valori glicemici tra 100 e 103 mg/dL.

Un’analisi più attenta suggeriva la possibilità di un’alterazione metabolica non ancora evidente negli esami standard.

In accordo con il suo medico curante abbiamo deciso di approfondire con curva da carico glicemica e insulinemica.

Il risultato è stato interessante:
glicemia nei limiti, ma curva insulinemica significativamente alterata.

Questa condizione viene definita insulino-resistenza compensata: l’organismo riesce ancora a mantenere la glicemia normale, ma lo fa producendo quantità maggiori di insulina.

Questo aspetto può avere un ruolo importante nei percorsi di fertilità.

L’insulina infatti non regola solo la glicemia: a livello ovarico interagisce con la funzione follicolare e con i processi di maturazione dell’ovocita.

Diversi studi indicano che livelli cronicamente elevati di insulina possono:

* alterare il microambiente follicolare
* aumentare lo stress ossidativo
* favorire uno stato infiammatorio di basso grado
* influire sulla qualità ovocitaria

In altre parole, una glicemia normale non esclude un’alterazione della sensibilità insulinica.

Con Nina abbiamo lavorato per circa 10 settimane su:

✔ modulazione del carico glicemico dei pasti
✔ distribuzione strategica dei carboidrati
✔ stabilizzazione dell’insulina durante la giornata
✔ alimentazione ricca di nutrienti antiossidanti

Senza approcci restrittivi, ma con una strategia nutrizionale mirata.

Dopo questo periodo si è osservato un miglioramento del profilo insulinico e della risposta alla stimolazione ovarica.

Nei percorsi di PMA la stimolazione ormonale è solo una parte del quadro: anche l’ambiente metabolico conta.

Per questo motivo, nei percorsi di fertilità, può essere utile valutare non solo la glicemia, ma anche la sensibilità insulinica.

08/03/2026
👩🏻‍⚕️ 3 FALSI MITI SULLA GRAVIDANZA(Secondo le evidenze scientifiche)La gravidanza è un periodo fisiologico straordinari...
21/02/2026

👩🏻‍⚕️ 3 FALSI MITI SULLA GRAVIDANZA
(Secondo le evidenze scientifiche)

La gravidanza è un periodo fisiologico straordinario, ma spesso accompagnato da convinzioni popolari non supportate da dati scientifici.
Facciamo chiarezza.

🔎 1️⃣ “In gravidanza bisogna mangiare per due”

❌ Falso.

Le linee guida dell’OMS e della SINU (Società Italiana di Nutrizione Umana) chiariscono che il fabbisogno calorico aumenta solo moderatamente e soprattutto nel secondo e terzo trimestre.

✔ Nel primo trimestre l’aumento calorico è minimo.
✔ Nel secondo trimestre + circa 300 kcal/die.
✔ Nel terzo trimestre + circa 450 kcal/die.

La qualità dell’alimentazione è più importante della quantità.
Un eccesso calorico può aumentare il rischio di diabete gestazionale e macrosomia fetale.

🔎 2️⃣ “L’attività fisica è pericolosa in gravidanza”

❌ Falso, se non ci sono controindicazioni mediche.

Le raccomandazioni dell’OMS e dell’ACOG (American College of Obstetricians and Gynecologists) indicano che l’attività fisica moderata:

✔ Riduce il rischio di diabete gestazionale
✔ Migliora la circolazione
✔ Aiuta nel controllo del peso
✔ Riduce dolori lombari e ritenzione

Ovviamente deve essere personalizzata e supervisionata dal medico.

🔎 3️⃣ “In gravidanza non si può bere caffè”

⚠ Non è del tutto corretto.

L’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) indica che un consumo moderato di caffeina (fino a 200 mg/die) è considerato sicuro in gravidanza.

Questo equivale a circa:
☕ 1–2 caffè al giorno, a seconda dell’intensità.

L’eccesso, invece, può aumentare il rischio di basso peso alla nascita.

📚 La gravidanza non è una malattia, ma una condizione fisiologica che richiede informazione corretta, personalizzazione e monitoraggio professionale.

14/02/2026

🔴 𝐀𝐦𝐞𝐧𝐨𝐫𝐫𝐞𝐚: 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐢𝐥 𝐜𝐢𝐜𝐥𝐨 𝐬𝐜𝐨𝐦𝐩𝐚𝐫𝐞!

L’amenorrea (assenza del ciclo mestruale) non è solo una questione ginecologica.
Molto spesso è un segnale metabolico e nutrizionale che il corpo utilizza per dire: “così non sto bene”.

📌 Cosa succede?
Il ciclo mestruale è un processo altamente sensibile all’equilibrio energetico e ormonale.
Quando l’organismo percepisce uno stato di stress o carenza, la funzione riproduttiva viene “messa in pausa”.

Il ruolo chiave della nutrizione

Le principali condizioni nutrizionali associate all’amenorrea includono:

▪️ Restrizione calorica prolungata
▪️ Diete molto rigide o sbilanciate
▪️ Basso apporto di grassi (fondamentali per la sintesi ormonale)
▪️ Carenze di micronutrienti (ferro, zinco, vitamina D, B12)
▪️ Squilibrio tra alimentazione e dispendio energetico (sport intenso non supportato)

In queste situazioni, il cervello riduce la produzione di GnRH, l’ormone che regola l’asse ipotalamo–ipofisi–ovaio.
Il risultato? Ovulazione bloccata e ciclo assente.

Non è “solo stress”. È fisiologia.

Secondo la letteratura scientifica e le linee guida di:
✔️ Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)
✔️ Endocrine Society
✔️ ESHRE – European Society of Human Reproduction and Embryology

l’amenorrea funzionale ipotalamica è spesso reversibile, intervenendo anche sullo stile di vita e sull’alimentazione.

👉 Non basta “aspettare che torni”.
👉 Non basta “mangiare un po’ di più”.
Serve un percorso nutrizionale strutturato, personalizzato e consapevole.

🥑Avocado: un alleato del benessere ormonale femminile L’avocado è un alimento ricco di nutrienti fondamentali per la sal...
15/11/2025

🥑Avocado: un alleato del benessere ormonale femminile

L’avocado è un alimento ricco di nutrienti fondamentali per la salute metabolica e ormonale.
Grazie alla combinazione di grassi buoni (monoinsaturi, MUFA) folati e antiossidanti, è considerato un valido alleato nel percorso di concepimento

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Bari
70125

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