Dott.ssa Flavia Saracino - Biologa Nutrizionista

Dott.ssa Flavia Saracino - Biologa Nutrizionista Mamma, biologa e amante del buon cibo. Il mio obiettivo è educarti a seguire una dieta bilanciata affinchè diventi il tuo stile di vita.

Realizzo piani alimentari personalizzati e percorsi di educazione alimentare per la cura e prevenzione delle diverse patologie. Ricevo su appuntamento a Bari e presso la Farmacia Lattarulo a Noicattaro.

Caso studio: PMA e insulino-resistenzaNina (nome di fantasia per tutelarne la privacy), 34 anni, normopeso, si è rivolta...
09/03/2026

Caso studio: PMA e insulino-resistenza

Nina (nome di fantasia per tutelarne la privacy), 34 anni, normopeso, si è rivolta a me dopo due tentativi falliti di PMA.

Gli esami che aveva eseguito risultavano nella norma, con una glicemia a digiuno lievemente borderline (101 mg/dL).

Mi racconta però di non riuscire a perdere peso da tempo, nonostante un’alimentazione corretta, e di avere da mesi valori glicemici tra 100 e 103 mg/dL.

Un’analisi più attenta suggeriva la possibilità di un’alterazione metabolica non ancora evidente negli esami standard.

In accordo con il suo medico curante abbiamo deciso di approfondire con curva da carico glicemica e insulinemica.

Il risultato è stato interessante:
glicemia nei limiti, ma curva insulinemica significativamente alterata.

Questa condizione viene definita insulino-resistenza compensata: l’organismo riesce ancora a mantenere la glicemia normale, ma lo fa producendo quantità maggiori di insulina.

Questo aspetto può avere un ruolo importante nei percorsi di fertilità.

L’insulina infatti non regola solo la glicemia: a livello ovarico interagisce con la funzione follicolare e con i processi di maturazione dell’ovocita.

Diversi studi indicano che livelli cronicamente elevati di insulina possono:

* alterare il microambiente follicolare
* aumentare lo stress ossidativo
* favorire uno stato infiammatorio di basso grado
* influire sulla qualità ovocitaria

In altre parole, una glicemia normale non esclude un’alterazione della sensibilità insulinica.

Con Nina abbiamo lavorato per circa 10 settimane su:

✔ modulazione del carico glicemico dei pasti
✔ distribuzione strategica dei carboidrati
✔ stabilizzazione dell’insulina durante la giornata
✔ alimentazione ricca di nutrienti antiossidanti

Senza approcci restrittivi, ma con una strategia nutrizionale mirata.

Dopo questo periodo si è osservato un miglioramento del profilo insulinico e della risposta alla stimolazione ovarica.

Nei percorsi di PMA la stimolazione ormonale è solo una parte del quadro: anche l’ambiente metabolico conta.

Per questo motivo, nei percorsi di fertilità, può essere utile valutare non solo la glicemia, ma anche la sensibilità insulinica.

08/03/2026
👩🏻‍⚕️ 3 FALSI MITI SULLA GRAVIDANZA(Secondo le evidenze scientifiche)La gravidanza è un periodo fisiologico straordinari...
21/02/2026

👩🏻‍⚕️ 3 FALSI MITI SULLA GRAVIDANZA
(Secondo le evidenze scientifiche)

La gravidanza è un periodo fisiologico straordinario, ma spesso accompagnato da convinzioni popolari non supportate da dati scientifici.
Facciamo chiarezza.

🔎 1️⃣ “In gravidanza bisogna mangiare per due”

❌ Falso.

Le linee guida dell’OMS e della SINU (Società Italiana di Nutrizione Umana) chiariscono che il fabbisogno calorico aumenta solo moderatamente e soprattutto nel secondo e terzo trimestre.

✔ Nel primo trimestre l’aumento calorico è minimo.
✔ Nel secondo trimestre + circa 300 kcal/die.
✔ Nel terzo trimestre + circa 450 kcal/die.

La qualità dell’alimentazione è più importante della quantità.
Un eccesso calorico può aumentare il rischio di diabete gestazionale e macrosomia fetale.

🔎 2️⃣ “L’attività fisica è pericolosa in gravidanza”

❌ Falso, se non ci sono controindicazioni mediche.

Le raccomandazioni dell’OMS e dell’ACOG (American College of Obstetricians and Gynecologists) indicano che l’attività fisica moderata:

✔ Riduce il rischio di diabete gestazionale
✔ Migliora la circolazione
✔ Aiuta nel controllo del peso
✔ Riduce dolori lombari e ritenzione

Ovviamente deve essere personalizzata e supervisionata dal medico.

🔎 3️⃣ “In gravidanza non si può bere caffè”

⚠ Non è del tutto corretto.

L’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) indica che un consumo moderato di caffeina (fino a 200 mg/die) è considerato sicuro in gravidanza.

Questo equivale a circa:
☕ 1–2 caffè al giorno, a seconda dell’intensità.

L’eccesso, invece, può aumentare il rischio di basso peso alla nascita.

📚 La gravidanza non è una malattia, ma una condizione fisiologica che richiede informazione corretta, personalizzazione e monitoraggio professionale.

14/02/2026

🔴 𝐀𝐦𝐞𝐧𝐨𝐫𝐫𝐞𝐚: 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐢𝐥 𝐜𝐢𝐜𝐥𝐨 𝐬𝐜𝐨𝐦𝐩𝐚𝐫𝐞!

L’amenorrea (assenza del ciclo mestruale) non è solo una questione ginecologica.
Molto spesso è un segnale metabolico e nutrizionale che il corpo utilizza per dire: “così non sto bene”.

📌 Cosa succede?
Il ciclo mestruale è un processo altamente sensibile all’equilibrio energetico e ormonale.
Quando l’organismo percepisce uno stato di stress o carenza, la funzione riproduttiva viene “messa in pausa”.

Il ruolo chiave della nutrizione

Le principali condizioni nutrizionali associate all’amenorrea includono:

▪️ Restrizione calorica prolungata
▪️ Diete molto rigide o sbilanciate
▪️ Basso apporto di grassi (fondamentali per la sintesi ormonale)
▪️ Carenze di micronutrienti (ferro, zinco, vitamina D, B12)
▪️ Squilibrio tra alimentazione e dispendio energetico (sport intenso non supportato)

In queste situazioni, il cervello riduce la produzione di GnRH, l’ormone che regola l’asse ipotalamo–ipofisi–ovaio.
Il risultato? Ovulazione bloccata e ciclo assente.

Non è “solo stress”. È fisiologia.

Secondo la letteratura scientifica e le linee guida di:
✔️ Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)
✔️ Endocrine Society
✔️ ESHRE – European Society of Human Reproduction and Embryology

l’amenorrea funzionale ipotalamica è spesso reversibile, intervenendo anche sullo stile di vita e sull’alimentazione.

👉 Non basta “aspettare che torni”.
👉 Non basta “mangiare un po’ di più”.
Serve un percorso nutrizionale strutturato, personalizzato e consapevole.

𝐒𝐯𝐞𝐳𝐳𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐨𝐛𝐞𝐬𝐢𝐭𝐚̀ 𝐢𝐧𝐟𝐚𝐧𝐭𝐢𝐥𝐞Uno svezzamento scorretto può favorire eccessi calorici, alterare i seg...
08/02/2026

𝐒𝐯𝐞𝐳𝐳𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐨𝐛𝐞𝐬𝐢𝐭𝐚̀ 𝐢𝐧𝐟𝐚𝐧𝐭𝐢𝐥𝐞

Uno svezzamento scorretto può favorire eccessi calorici, alterare i segnali di fame e sazietà e aumentare la preferenza per cibi dolci e ultraprocessati.
Studi pubblicati su The Lancet e American Journal of Clinical Nutrition dimostrano che le abitudini alimentari precoci tendono a persistere nel tempo.

❌ Errori comuni nello svezzamento

🔹 Eccesso di zuccheri
(biscotti, succhi, omogeneizzati zuccherati), associato a maggiore adiposità e alterazioni del metabolismo insulinico.
👉 OMS e SINU sconsigliano zuccheri aggiunti sotto i 2 anni.

🔹 Apporto proteico eccessivo
soprattutto da carne e formaggi, che stimola una crescita ponderale rapida e aumenta il rischio di obesità futura.

🔹 Porzioni non adeguate e forzature del pasto
che interferiscono con l’autoregolazione e la percezione della sazietà.

✅ Svezzamento corretto come prevenzione
Secondo le evidenze scientifiche dovrebbe essere:

* graduale e personalizzato
* basato su alimenti freschi e semplici
* con verdure fin dall’inizio
* povero di sale e senza zuccheri aggiunti
* rispettoso dei segnali di fame e sazietà

🥦 L’esposizione ripetuta agli alimenti (anche 8–10 volte) aumenta l’accettazione futura.

👨‍👩‍👧 Il ruolo dell’ambiente familiare
Il bambino imita le scelte dei genitori: mangiare insieme, dare il buon esempio e mantenere uno stile di vita attivo riduce il rischio di sovrappeso.

👩‍⚕️ Perché affidarsi a un biologo nutrizionista
Ogni bambino è unico. Crescita, familiarità e stile di vita richiedono una valutazione personalizzata.
Un supporto professionale permette di impostare uno svezzamento sicuro, prevenire errori comuni e promuovere salute a lungo termine.

✨ Lo svezzamento non è una tappa qualsiasi, ma un investimento sulla salute futura.
La prevenzione dell’obesità infantile inizia a tavola, fin dai primi cucchiaini.

𝐒𝐯𝐞𝐳𝐳𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐞 𝐫𝐢𝐟𝐢𝐮𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐜𝐢𝐛𝐨: 𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐞̀ 𝐧𝐨𝐫𝐦𝐚𝐥𝐞Durante lo svezzamento, il rifiuto del cibo è un comportamento frequente ...
31/01/2026

𝐒𝐯𝐞𝐳𝐳𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐞 𝐫𝐢𝐟𝐢𝐮𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐜𝐢𝐛𝐨: 𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐞̀ 𝐧𝐨𝐫𝐦𝐚𝐥𝐞

Durante lo svezzamento, il rifiuto del cibo è un comportamento frequente e spesso fisiologico.
Non sempre indica un problema nutrizionale o una difficoltà reale: nella maggior parte dei casi fa parte del normale processo di adattamento del bambino ai nuovi alimenti.

Il bambino sta imparando a gestire:
- nuove consistenze
- nuovi sapori
- nuove modalità di alimentazione
- una diversa regolazione del senso di fame e sazietà

Il rifiuto può manifestarsi come chiusura della bocca, mangiare poco o rifiutare alimenti già accettati in precedenza.
Tutti questi comportamenti, se transitori, rientrano nella fisiologia dello svezzamento.

Cosa è considerato normale

Le evidenze scientifiche indicano che è normale:
- rifiutare un alimento nelle prime esposizioni
- accettare lo stesso alimento dopo più tentativi
- alternare giorni di maggiore e minore appetito
- mostrare preferenze temporanee

Il sistema neurosensoriale e digestivo del bambino è ancora in fase di maturazione e necessita di ripetute esposizioni per riconoscere un alimento come sicuro e familiare.

Quando il rifiuto non è un problema

Il rifiuto del cibo non è preoccupante se il bambino:
- cresce in modo adeguato
- mantiene un buon livello di energia
- presenta evacuazioni regolari
- mostra curiosità verso il cibo, anche se lo assaggia poco

In questi casi, forzare l’assunzione può interferire con i meccanismi naturali di autoregolazione dell’appetito.

Quando osservare con attenzione

È utile approfondire se il rifiuto è:
- persistente e generalizzato
- associato a difficoltà di crescita
- accompagnato da vomito frequente, diarrea o dolore
- legato a forte rigidità o disagio durante i pasti

In queste situazioni, è indicato un confronto con un professionista sanitario.

Uno svezzamento sereno, graduale e rispettoso dei tempi del bambino favorisce una relazione positiva con il cibo e sostiene uno sviluppo nutrizionale equilibrato.

25/01/2026

𝐒𝐯𝐞𝐳𝐳𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐞 𝐫𝐢𝐬𝐜𝐡𝐢𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐞𝐫𝐠𝐢𝐞: 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐢𝐧𝐭𝐫𝐨𝐝𝐮𝐫𝐫𝐞 𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐥𝐥𝐞𝐫𝐠𝐞𝐧𝐢

Lo svezzamento rappresenta una fase delicata anche per quanto riguarda il rischio di allergie alimentari. Oggi sappiamo, grazie a solide evidenze scientifiche, che ritardare eccessivamente l’introduzione degli alimenti potenzialmente allergenici non riduce il rischio allergico e, in alcuni casi, può addirittura aumentarlo.

Il sistema immunitario del bambino, nei primi mesi di vita, è in una fase di “educazione”: il contatto graduale e controllato con gli alimenti contribuisce allo sviluppo della tolleranza immunologica.

Quando introdurre gli allergeni:

Le principali società scientifiche pediatriche indicano che gli alimenti potenzialmente allergenici (come uovo, pesce, latte vaccino come ingrediente, frutta a guscio in forma sicura, glutine) possono essere introdotti durante lo svezzamento, generalmente dopo i 6 mesi, quando il bambino è pronto dal punto di vista neuromotorio e digestivo.

Non è raccomandato:

- posticipare l’introduzione degli allergeni oltre il primo anno di vita

- eliminarli preventivamente senza indicazione medica

Come introdurli
L’introduzione deve avvenire:

- in piccole quantità

- un alimento alla volta

- all’interno di un contesto alimentare semplice

- osservando eventuali reazioni nelle ore e nei giorni successivi

Questo approccio permette al sistema immunitario di riconoscere l’alimento come sicuro, favorendo lo sviluppo della tolleranza.

Attenzione nei bambini a rischio
Nei bambini con:

- familiarità per allergie

- dermatite atopica moderata o severa

- precedenti reazioni sospette

l’introduzione degli allergeni deve essere personalizzata e valutata insieme a un professionista sanitario, senza improvvisazioni.

18/01/2026

𝐒𝐯𝐞𝐳𝐳𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐞 𝐬𝐚𝐥𝐮𝐭𝐞 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐬𝐭𝐢𝐧𝐚𝐥𝐞: 𝐢𝐥 𝐫𝐮𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐦𝐢𝐜𝐫𝐨𝐛𝐢𝐨𝐭𝐚

Alla nascita, l’apparato digerente non è ancora completamente maturo: enzimi digestivi, barriera intestinale e sistema immunitario si sviluppano gradualmente nei primi mesi di vita.

L’introduzione dei primi alimenti solidi aiuta l’intestino ad adattarsi a nuove consistenze e nutrienti e stimola la crescita/biodiversità del microbiota intestinale, cioè l’insieme dei batteri benefici che vivono nell’intestino e collaborano con il nostro organismo.

Il microbiota svolge funzioni essenziali:

- aiuta a digerire e assorbire i nutrienti

- sostiene la maturazione del sistema immunitario

- protegge la mucosa intestinale

- contribuisce all’equilibrio metabolico e infiammatorio

Alcuni alimenti introdotti durante lo svezzamento favoriscono in modo naturale un microbiota sano, come verdure, cereali, legumi e grassi di buona qualità, mentre una varietà alimentare progressiva supporta una maggiore ricchezza batterica.

Uno svezzamento graduale, vario e rispettoso dei tempi del bambino permette all’intestino di maturare senza sovraccarichi. È importante anche osservare alcuni segnali intestinali, come stipsi persistente, scariche molto irregolari, gonfiore frequente o disagio dopo i pasti, che possono indicare un intestino ancora in fase di adattamento.

Un intestino che matura correttamente nei primi anni di vita rappresenta una base solida per la salute digestiva, immunitaria e metabolica futura.

09/01/2026

𝐃𝐢𝐞𝐭𝐞 𝐝𝐫𝐚𝐬𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐩𝐨𝐬𝐭-𝐍𝐚𝐭𝐚𝐥𝐞: 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐧𝐨𝐧 𝐚𝐢𝐮𝐭𝐚𝐧𝐨 𝐢𝐥 𝐦𝐞𝐭𝐚𝐛𝐨𝐥𝐢𝐬𝐦𝐨

Dopo periodi di eccessi alimentari si ricorre spesso a diete molto restrittive, questa strategia può, però, peggiorare il quadro metabolico.

Cosa succede davvero?
Quando l’apporto calorico è troppo basso, l’organismo entra in una modalità di difesa chiamata "adattamento metabolico".

Il nostro corpo interpreta le diete drastiche come uno stato di “carestia” e reagisce cercando di risparmiare energia, non di bruciarla!

✅ Approccio corretto e sicuro:
La salute metabolica si migliora con percorsi nutrizionali personalizzati, graduali e sostenibili, che rispettano la fisiologia, preservano la massa muscolare e favoriscono un dimagrimento stabile.

31/12/2025

Il 2025 ci ha insegnato che la fiducia, quando incontra la scienza, può diventare possibilità.
Nel 2026 continuerò a prendermi cura dei percorsi più delicati,
con ascolto e dedizione.

A chi ha creduto.
A chi ha iniziato.
A chi sta ancora camminando.

Buon 2026, con consapevolezza e speranza.
Flavia Saracino – Biologa Nutrizionista

🥑Avocado: un alleato del benessere ormonale femminile L’avocado è un alimento ricco di nutrienti fondamentali per la sal...
15/11/2025

🥑Avocado: un alleato del benessere ormonale femminile

L’avocado è un alimento ricco di nutrienti fondamentali per la salute metabolica e ormonale.
Grazie alla combinazione di grassi buoni (monoinsaturi, MUFA) folati e antiossidanti, è considerato un valido alleato nel percorso di concepimento

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