Gabriele Ferlisi Psicoterapeuta

Gabriele Ferlisi Psicoterapeuta Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale

👉La bolla che calma… ma trattieneCi rifugiamo in bolle di sicurezza.Relazioni prevedibili. Routine rassicuranti. Persone...
11/03/2026

👉La bolla che calma… ma trattiene

Ci rifugiamo in bolle di sicurezza.
Relazioni prevedibili. Routine rassicuranti. Persone vicine che ci calmano.

Dentro ci sentiamo al sicuro.

Ma restare solo lì significa perdere:
🔸nuove esperienze
🔸curiosità
🔸capacità di affrontare imprevisti

Le relazioni ci sostengono. Uscire dalla bolla ci allena, ci apre, ci arricchisce.

✔️La bolla è utile. Ma non può essere l’unico spazio in cui stare.

👉Credere, agire, vivere Vivere significa credere che ciò che ci manca possa arrivare e che ciò che ci fa soffrire, prima...
09/03/2026

👉Credere, agire, vivere

Vivere significa credere che ciò che ci manca possa arrivare e che ciò che ci fa soffrire, prima o poi, finirà.

Nel frattempo darsi da fare: cercare ciò che ci manca e provare a risolvere ciò che ci fa soffrire.

📍Non sempre riusciremo in tutto. Ma molte cose miglioreranno.

✔️E comunque, per tutto il tempo in cui ci abbiamo creduto e abbiamo provato, abbiamo vissuto.

👉 Il 19 marzo parteciperò alla Settimana del Cervello Umbria con un intervento all'interno dell'evento "La relazione uom...
08/03/2026

👉 Il 19 marzo parteciperò alla Settimana del Cervello Umbria con un intervento all'interno dell'evento "La relazione uomo-animale nelle neuroscienze cliniche"

🔺 Nel mio contributo parlerò di benefici, complessità e responsabilità della relazione con gli animali: un legame che può avere effetti importanti sul benessere psicologico, ma che richiede anche consapevolezza e attenzione etica.

📍 Ordine degli Psicologi dell’Umbria – Ponte San Giovanni (PG)
⏰ Ore 11.00

Evento gratuito da non perdere, aperto a tutti. Si terrá a Bari, il 13 Marzo (info nella locandina)
07/03/2026

Evento gratuito da non perdere, aperto a tutti.
Si terrá a Bari, il 13 Marzo (info nella locandina)

Nell'ardua sfida di essere genitori spesso ci troviamo ad affrontare emozioni intense, porte che si chiudono, risposte del tipo
“Non capisci niente!", scatti improvvisi.
Come possiamo accogliere tutto questo senza sentirci sopraffatti?
Esiste uno strumento potente che può trasformare il conflitto in dialogo: la validazione emotiva.
Non significa essere d’accordo.
Non significa cedere.
Significa saper riconoscere e accogliere ciò che tuo figlio prova — anche quando è difficile.
Sarà un incontro pratico, con esempi concreti, momenti di riflessione e spazio per domande e confronto.
Vi aspettiamo venerdì 13 marzo!

Per info e prenotazioni scrivere a:
- heliospsycheaps@libero.it
- 370 300 5716

👉 Quando normalizzare gli altri serve a legittimare se stessi📍 A volte alcune persone cercano di normalizzare negli altr...
07/03/2026

👉 Quando normalizzare gli altri serve a legittimare se stessi

📍 A volte alcune persone cercano di normalizzare negli altri comportamenti privi di valori o di limiti.

A prima vista può sembrare apertura mentale.
In realtà, dal punto di vista psicologico, può esserci un’altra dinamica.

❗Spingere gli altri a fare ciò che “va bene” per noi può diventare un modo per sentirsi autorizzati a fare lo stesso, senza confrontarsi fino in fondo con la responsabilità delle proprie scelte e con i propri valori.

In fondo il meccanismo è semplice:
Se tutti facciamo così, e lo faccio anche io, il rischio di giudizio si riduce: nessuno giudica nessuno.

In psicologia sociale questo fenomeno è vicino alla diluizione della responsabilità morale: quando un comportamento viene condiviso da molti, il peso della responsabilità individuale diminuisce.

Lo vediamo spesso quando si cerca di normalizzare:

🔹uso di sostanze

▪️violazioni delle regole

🔹mancanza di responsabilità nelle relazioni

▪️dinamiche sessuali asimmetriche

Dietro queste dinamiche può esserci anche una difficoltà più profonda: tollerare la frustrazione e aderire a valori che inevitabilmente pongono limiti ai nostri impulsi.

📍Perché la libertà psicologica non consiste nell’eliminare i limiti, ma nel saperli riconoscere e assumersi la responsabilità delle proprie scelte.

🚨 Il rischio è che questa dinamica distorca le relazioni: gli altri possono sentirsi spinti ad accettare comportamenti che non rispecchiano davvero la propria volontà.

✔️ Assumersi la responsabilità delle proprie scelte significa non cercare legittimazione negli altri, ma coltivare coerenza interna e rispetto reciproco.

👉Troppe voci, poco insegnamentoOggi siamo circondati da tante voci.Il rischio?📍Seguire solo chi conferma ciò che già pen...
05/03/2026

👉Troppe voci, poco insegnamento

Oggi siamo circondati da tante voci.
Il rischio?

📍Seguire solo chi conferma ciò che già pensiamo.

Molti contenuti parlano di persone da allontanare, di mancanze di rispetto o dell’idea che “se fai tanto e non ricevi nulla allora devi andartene”. Sono temi che spesso contengono anche una parte di verità, ed è normale riconoscersi in queste esperienze.

💡Ma la crescita psicologica nasce spesso dalla disconferma o da informazioni aggiuntive: qualcosa che mette in discussione le nostre convinzioni o ci aiuta a vedere le situazioni da un’altra prospettiva.

📍Non sempre ciò che ci fa crescere dice quello che vogliamo sentire.

A volte ci invita a porci domande più difficili:
perché alcune esperienze occupano così tanto spazio nella nostra mente?
E cosa rischiamo di non vedere quando ascoltiamo solo chi ci dà ragione?

👉 La mente funziona per associazioni.Tende automaticamente a orientarci verso ciò che interpreta come sopravvivenza.Ma n...
02/03/2026

👉 La mente funziona per associazioni.

Tende automaticamente a orientarci verso ciò che interpreta come sopravvivenza.

Ma non sempre i pensieri automatici che nascono con questa funzione ci proteggono davvero. A volte, invece, ci allontanano da ciò che è davvero bene per noi.

🔸Come distinguerli?
🔸Come riconoscerli?
🔸Come non farci guidare in automatico?

❗Di questo — e molto altro — parleremo nell’evento gratuito
“I pensieri sui pensieri”. 💬

Clicca sul link per la locandina dell'evento

https://www.facebook.com/photo?fbid=1377987794129749&set=a.768259858435882

👉Piccoli rischi, grandi possibilità Tutelarci dai rischi è una strategia sensata per la maggior parte dei giorni. La pru...
01/03/2026

👉Piccoli rischi, grandi possibilità

Tutelarci dai rischi è una strategia sensata per la maggior parte dei giorni. La prudenza è intelligenza. La protezione è necessaria.

📍Ma non è una scelta di buon senso in ogni momento. Esistono situazioni in cui il rischio non è imprudenza. È vita.

▪️Rischiare di esporsi.
▪️Rischiare di chiedere.
▪️Rischiare di cambiare.
▪️Rischiare di amare.

Se eliminassimo ogni possibilità di perdita, elimineremmo anche molte possibilità di esperienza piena.

❗Il problema non è il rischio in sé. È quando la tutela diventa l’unica regola della nostra vita.
Allora non stiamo più scegliendo. Stiamo solo evitando.

✔️ E a volte, proprio nei momenti in cui ci sentiamo vulnerabili, possiamo accedere a ciò che ci fa crescere, imparare e sentirci davvero vivi.

👉 Quando accettare aiuto non è una scelta pratica, ma identitaria📍 Per alcune persone accettare aiuto è una valutazione ...
28/02/2026

👉 Quando accettare aiuto non è una scelta pratica, ma identitaria

📍 Per alcune persone accettare aiuto è una valutazione semplice: serve, lo prendo.
Per altre non è mai solo una questione pratica. È una questione identitaria.

Il bisogno non viene vissuto come una difficoltà momentanea, ma come una minaccia al valore personale. Accettare aiuto significa sentirsi meno competenti, meno forti, meno degni.

❗ L’equazione interna è rigida:
valgo ⇄ non ho bisogno

Ma questa equazione non nasce per caso.
Ha una storia.

Dove si costruisce questa idea❓

In alcune esperienze familiari l’aiuto non è stato neutro. A volte era un aiuto che costava:
veniva rinfacciato, ricordato, trasformato in credito morale.

Chi aiutava acquisiva implicitamente un diritto:

🔸di invadere lo spazio decisionale
🔸di intromettersi
🔸di pretendere riconoscenza
🔸di usare quell’episodio come leva relazionale per ottenere qualcosa

Chiedere aiuto significava mostrare un’incapacità. E quell’incapacità poteva essere registrata e utilizzata.

📍 Altre volte l’esperienza è stata ancora più destabilizzante. Un genitore rassicura: “ci sono”. Il bambino si espone nel bisogno.
Poi interviene l’altro genitore, che smentisce, nega, si impone. Non è solo un “no”. È una frattura.

Prima si crea sicurezza. Poi quella sicurezza viene ritirata. Il bambino non vive soltanto frustrazione. Vive tradimento.

🔸Tradimento della promessa.
🔸Tradimento dell’affidabilità.
🔸Tradimento dell’idea che l’altro possa essere una base stabile.

La rabbia verso i genitori è intensa, ma spesso non sostenibile. Così si trasforma.
Diventa autocritica: “Ho sbagliato a chiedere.” “Non dovevo fidarmi.” “Devo arrangiarmi.”

L’aiuto non ricevuto si intreccia con una dinamica svalutativa: non solo non sono stato aiutato, ma il mio bisogno è stato un errore. Il bisogno diventa esposizione. L’esposizione diventa pericolo. L’autonomia diventa difesa.

❗ Cosa accade da adulti

Da adulti non si rifiuta l’aiuto per orgoglio.
Lo si rifiuta per memoria emotiva. Ricevere aiuto attiva automaticamente alcune associazioni profonde:
🔺 asimmetria = inferiorità
🔺 aiuto = possibile controllo
🔺 promessa = possibile delusione
🔺 bisogno = errore personale

L’asimmetria, che in realtà è una condizione temporanea e funzionale, viene vissuta come perdita di posizione. Così l’autosufficienza diventa una strategia identitaria.

📍 Non è libertà: è protezione. Meglio non chiedere. Meglio non dipendere. Meglio non esporsi al rischio di invasione, ritiro o svalutazione.

👉 Cosa fare adesso

Il lavoro non è semplicemente “imparare a chiedere aiuto”. È distinguere tra:
l’asimmetria funzionale di oggi
e l’invasione o il tradimento relazionale di ieri

✔️ È riconoscere che il bisogno non definisce il valore personale. L’autonomia matura non consiste nel farcela sempre da soli,
ma nel poter scegliere quando è utile ricevere supporto senza trasformare quell’esperienza in inferiorità o colpa.

Evento gratuitoUn’occasione per riconoscere le diverse tipologie di pensiero e guidare consapevolmente la mente tra limi...
27/02/2026

Evento gratuito
Un’occasione per riconoscere le diverse tipologie di pensiero e guidare consapevolmente la mente tra limiti e potenzialità.
Per iscriversi inviare un Wa al 3402469943 indicando nome, cognome e email
Oppure una email a heliospsycheaps@libero.it
Vi aspetto!

👉Colpa e Vergogna: quando l’errore diventa identitàColpa e vergogna sono emozioni spesso confuse, ma non coincidono.📍La ...
24/02/2026

👉Colpa e Vergogna: quando l’errore diventa identità

Colpa e vergogna sono emozioni spesso confuse, ma non coincidono.

📍La colpa ha più possibilità di essere considerata come dipendente dal comportamento: “Ho sbagliato in quella condizione, con quel comportamento, ecc.”

Quando resta circoscritta, orienta alla riparazione: mi assumo la responsabilità, provo a rimediare, cerco di ristabilire l’equilibrio. In questa forma, la colpa è un’emozione proattiva.

La situazione cambia quando una persona si sente in errore in modo costante, anche per aspetti minimi o inevitabili, e si sente quindi in colpa molto spesso: potremmo definirla una colpa cronica.

🔺 In queste situazioni solitamente significa che alla colpa si è sovrapposta la vergogna.

Lo si riconosce perché la colpa perde la sua attitudine proattiva e finisce per complicare le dinamiche sociali, anziché agevolarle.
Questo ci parla più della vergogna, che frequentemente conduce al ritiro, alla chiusura o al conflitto, in quanto porta in primo piano il senso di inadeguatezza.

📍La vergogna aggiunge un elemento diverso:
non riguarda solo ciò che ho fatto, ma come mi percepisco mentre sbaglio.
La sola vergogna, anche se presente spesso, non porta necessariamente all’idea estrema di “sono completamente sbagliato”, ma può assumere una forma più sottile e persistente:
“C’è qualcosa che non va in me.”

Quando colpa e vergogna si intrecciano, il messaggio interno può diventare:
“C’è qualcosa che non va in me e, anche se provo a rimediare, non riuscirò davvero.”

La vergogna tende così ad essere "generalizzata", mentre la colpa assume un senso di irrimediabilità.

❗Qui cambia tutto.

La colpa perde la sua funzione relazionale e, in abbinamento alla vergogna, può portare ad autocritica severa, ritiro, senso di inefficacia e, nei casi più intensi, rabbia verso sé stessi.

✔️Distinguere questi piani è fondamentale.
Riconoscere e osservare le diverse emozioni e i loro differenti significati può essere un primo passo per permetterci di pensare in modo alternativo.

👉A volte non è la responsabilità il nodo centrale, ma il modo in cui l’errore viene integrato nell’immagine di sé.

👉Accettare sì, subire no📍Accettare gli altri per quello che sono non significa permettere che agiscano come vogliono nei...
23/02/2026

👉Accettare sì, subire no

📍Accettare gli altri per quello che sono non significa permettere che agiscano come vogliono nei nostri confronti.

La consapevolezza e la cura di sé si esprimono spesso nel saper porre dei limiti a ciò che per noi diventa disfunzionale o destabilizzante.
A volte significa comunicare con chiarezza ciò che non è accettabile; altre volte modulare la distanza, ridurre la frequenza o scegliere di non esporsi a dinamiche che compromettono il nostro equilibrio.

📍È per questo che l’accettazione, nella sua forma più connessa al benessere personale, richiede conoscenza di sé. Se mi conosco, so cosa per me è accettabile e cosa non lo è.

Non sempre però è così semplice: dentro di noi possono convivere parti in contrasto.
Ad esempio, il bisogno di mantenere un legame può scontrarsi con il bisogno di proteggerci; il desiderio di essere compresi può entrare in conflitto con il bisogno di rispetto; la paura di perdere qualcuno può prevalere sul bisogno di serenità.

🔎 Finché non diventa chiaro come integrare internamente queste istanze o quale di queste sia prioritaria e più coerente con il nostro benessere, rischiamo di scegliere in modo confuso, oscillando tra adattamento e rigidità.

✔️Quando invece sappiamo chi siamo e cosa per noi è davvero importante, l’accettazione dell’altro non è un compromesso: diventa la rappresentazione della nostra identità.

Indirizzo

Via Devitofrancesco N. 2/i/12
Bari
70124

Orario di apertura

Lunedì 09:30 - 17:00
Martedì 09:30 - 20:30
Mercoledì 09:30 - 20:30
Giovedì 09:30 - 20:30
Venerdì 09:30 - 15:00

Telefono

+393402469943

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Gabriele Ferlisi Psicoterapeuta pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a Gabriele Ferlisi Psicoterapeuta:

Condividi

Share on Facebook Share on Twitter Share on LinkedIn
Share on Pinterest Share on Reddit Share via Email
Share on WhatsApp Share on Instagram Share on Telegram

Digitare