Gabriele Ferlisi Psicoterapeuta

Gabriele Ferlisi Psicoterapeuta Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale

👉 Il giusto peso per un bambinoProteggere i bambini è un istinto naturale.📍Significa fare da ponte tra loro e un mondo c...
17/01/2026

👉 Il giusto peso per un bambino

Proteggere i bambini è un istinto naturale.

📍Significa fare da ponte tra loro e un mondo che può ferire: raccontando storie, dosando la realtà, facendo percepire che si ha un certo controllo, anche quando non è totalmente vero.

Così possono affrontare le difficoltà senza esserne travolti.

Questo non è inganno né debolezza: è un atto d’amore verso l’umanità che cresce.

🔥 Quando questa funzione di mediazione manca, spesso restano ferite interne.
Ferite che rendono difficile fidarsi della vita, tollerare l’imprevedibile e affrontare le sfide con equilibrio.

✔️ Proteggere non vuol dire evitare il dolore.
Vuol dire stare accanto mentre arriva, facendolo entrare un passo alla volta.

👉 Quando cerchiamo una relazione per sentirci al sicuro📍 Le problematiche psicologiche associate a un’elevata intensità ...
14/01/2026

👉 Quando cerchiamo una relazione per sentirci al sicuro

📍 Le problematiche psicologiche associate a un’elevata intensità emotiva possono contribuire alla strutturazione di convinzioni di vulnerabilità, fragilità e inadeguatezza personale.

Tali credenze possono favorire una ricerca "urgente" di relazioni affettive o amicali prevalentemente finalizzata all’ottenimento di protezione, sostegno e regolazione emotiva.

🔎 In questo quadro, la relazione tende ad assumere una funzione compensatoria ed esistenziale, orientando le scelte relazionali verso criteri di sicurezza percepita piuttosto che di reale affinità e compatibilità.

✔️ Il lavoro terapeutico sulle difficoltà psicologiche e sulla modulazione dell’intensità emotiva può favorire una maggiore stabilità interna, permettendo scelte relazionali più consapevoli e autentiche.

👉 Chi è il vero cattivo?Non tutte le persone si rapportano agli altri – e alle proprie azioni – allo stesso modo.▪️C’è c...
03/01/2026

👉 Chi è il vero cattivo?

Non tutte le persone si rapportano agli altri – e alle proprie azioni – allo stesso modo.

▪️C’è chi non fa nulla, o quasi, di realmente dannoso, ma vive interrogandosi costantemente su ciò che fa. Spesso è intrappolato in schemi di colpa, inadeguatezza o iperresponsabilità: soffre più di quanto faccia soffrire.

▪️C’è poi chi, pur tenendo sinceramente all’altro, è più impulsivo. Può creare dolore, ma non lo nega: è disposto a mettersi in discussione, a capire, a cambiare. Il danno non è un obiettivo, ma una conseguenza non regolata.

▪️Altri ancora sono convinti di agire nel modo giusto, ma faticano a comprendere davvero la mente dell’altro. Qui il problema è il decentramento cognitivo: il limite nel mettersi nei panni altrui può generare comportamenti dannosi, spesso non intenzionali o solo parzialmente intenzionali.

▪️Infine, ci sono coloro che capiscono il danno che provocano e scelgono comunque di agire. Qui l’intenzionalità è presente, la sofferenza dell’altro è vista, riconosciuta e utilizzata.
Sono questi i "veri cattivi".

📍 Riconoscere tali differenze è fondamentale per leggere correttamente le dinamiche relazionali e non confondere fragilità, limiti o errori con la malevolenza.

✔️ E se è vero che non ci si allontana solo dai veri cattivi, è altrettanto vero che dai veri cattivi è auspicabile allontanarsi senza esitazione.

👉 A Natale è facile leggere storie di amore estremo, di sacrificio, di dolore vissuto come misura del valore umano.Di ai...
24/12/2025

👉 A Natale è facile leggere storie di amore estremo, di sacrificio, di dolore vissuto come misura del valore umano.
Di aiuto nelle malattie, di gesti “altissimi”, come se per dare senso alla vita servisse sempre passare attraverso qualcosa che chiede molto.
O di nostalgie, come se tornare indietro fosse la chiave.

📍 Ma tutto questo, per molti, può essere troppo.
E per altri può essere semplicemente inopportuno in alcuni momenti della propria vita.

❗Non siamo obbligati a essere santi.
Non siamo obbligati a soffrire per essere persone degne.
Non bisogna per forza sacrificarsi per essere “buoni”.
Se non state vivendo grandi dolori, va bene.
Se ne avete vissuti e non volete più stare nel dolore, va bene.
Se non ve la sentite di “salvare” qualcuno, va bene.

🌲Passate momenti sereni e condivideteli con chi è con voi.
A volte basta essere gentili.
A volte basta sorridere.
A volte basta fare qualcosa con passione.

Il vero rischio, per l’essere umano, è dimenticare che ognuno ha possibilità e tempi diversi
e che giudizi e valutazioni troppo estremi spesso non rendono giustizia alla realtà.

✔️ Tutti hanno valore, nei piccoli come nei grandi gesti.

❄️☃️🌲🧁🥂 Auguri a tutti voi

👉 Uscire dal copione📍A volte vivere significa smettere di ripetere un copione.Trovare il diverso nel solito, o trasforma...
21/12/2025

👉 Uscire dal copione

📍A volte vivere significa smettere di ripetere un copione.

Trovare il diverso nel solito, o trasformare il solito in qualcosa di diverso. Saper stare nelle regole, senza aderire a tutte. Riconoscersi nel tutto, senza coincidere con il tutto.

Non lasciare che la ripetizione divenga banalitá e che nella noia si perda il significato di ciò che fai.

📍Diventare nuovi proprio quando ci si sente vecchi.

C’è sempre qualcosa da reinventare.
E c’è sempre un modo per reinventarsi

Nel cambiamento delle azioni, dei pensieri, delle prospettive c'è una possibilità che aspetta... 🔅

👉 Non serve salvare tutto il mondo, ma fare in modo che il proprio mondo sia salvo.❗La cura di sé non è un gesto chiuso,...
15/12/2025

👉 Non serve salvare tutto il mondo, ma fare in modo che il proprio mondo sia salvo.

❗La cura di sé non è un gesto chiuso, né un atto individualistico: è il modo in cui una persona regola il proprio funzionamento e, così facendo, modifica il campo relazionale in cui è immersa.

Quando aumenta la consapevolezza, quando le emozioni diventano più tollerabili e il comportamento più intenzionale, cambia anche il modo di stare con gli altri e nei luoghi che si abitano.

📍 Una persona che si prende cura di sé introduce stabilità: ascolta di più, reagisce meno, danneggia meno. Questo rende l’ambiente più prevedibile, più sicuro, più vivibile. E un ambiente che risponde, che contiene, che non costringe alla difesa continua, restituisce alla persona spazio per crescere ulteriormente.

Tra individuo e contesto si crea così una relazione circolare, un feedback continuo in cui la cura genera altra cura. Non c’è separazione tra benessere personale e responsabilità collettiva: la seconda nasce dalla prima.

✔️ Se ciascuno si prendesse davvero cura del proprio mondo — di sé, delle relazioni che attraversa, degli spazi che abita — il cambiamento si propagherebbe in modo silenzioso, senza proclami né eroismi.

🔅Forse è proprio così, un mondo alla volta, che il "tutto" finirebbe per essere salvo.

👉 Cicli interpersonali e riparazioni dell’alleanza terapeutica📍I cicli interpersonali sono pattern ricorrenti in cui emo...
12/12/2025

👉 Cicli interpersonali e riparazioni dell’alleanza terapeutica

📍I cicli interpersonali sono pattern ricorrenti in cui emozioni, aspettative e comportamenti del paziente influenzano la relazione con il terapeuta. Pur potendo essere disfunzionali, questi schemi si sono sviluppati per gestire esperienze passate e sono fortemente dipendenti dalle modalità relazionali apprese.

🔥 A volte, i cicli interpersonali generano rotture dell’alleanza terapeutica: momenti in cui il paziente può sentirsi frainteso, distante, non considerato o minacciato. Queste rotture rappresentano un’opportunità preziosa per osservare e comprendere i pattern relazionali che il paziente vive anche al di fuori della terapia.

🔎 La riparazione dell’alleanza avviene quando terapeuta e paziente riconoscono insieme ciò che sta accadendo nella relazione. Questo processo rafforza il legame di fiducia, genera sicurezza e collaborazione, e permette di trasformare gradualmente i pattern relazionali disfunzionali.

✔️ Il vero cambiamento terapeutico nasce da questo intreccio: comprendere i propri schemi, sperimentare la riparazione nella relazione terapeutica e apprendere nuovi modi di stare con gli altri. In questo senso, la relazione stessa diventa il principale strumento di cura. 🔅

👉 Perché le cose belle diventano “normali”?Ti sei mai chiesto perché ciò che oggi ci emoziona, domani può sembrarci… nor...
08/12/2025

👉 Perché le cose belle diventano “normali”?

Ti sei mai chiesto perché ciò che oggi ci emoziona, domani può sembrarci… normale?

📍 Il nostro cervello tende a trasformare gradualmente le esperienze positive in abitudine, per risparmiare energia. È un meccanismo naturale: quando qualcosa diventa familiare, l'intensità emotiva può attenuarsi. Questo, a volte, ci spinge a cercare “novità”, anche quando ciò che conta davvero è già davanti a noi.

🔅Un primo passo concreto:
Oggi scegli qualcosa che di solito dai per scontato. Guardalo con attenzione: nota i dettagli, ciò che percepisci con i sensi, come ti fa sentire. Soffermati sulle parti dell’esperienza che avevi smesso di vedere.

✔️Ricostruisci un’immagine mentale più densa e completa. A volte, la semplice attenzione fa riemergere emozioni che sembravano assenti.

👉Provare per credere📍Non lasciare che i tuoi desideri restino solo nella mente. Quando provi, può andare esattamente com...
30/11/2025

👉Provare per credere

📍Non lasciare che i tuoi desideri restino solo nella mente. Quando provi, può andare esattamente come speravi, oppure no… oppure solo in parte. Ma in ogni caso ha un valore.

Anche quando il risultato non coincide con l’immagine iniziale, l’esperienza ti mostra cosa è davvero possibile, cosa funziona e, a volte, ti aiuta anche a capire meglio cosa vuoi.

📍Provare significa rischiare, sbagliare, scoprire differenze rispetto alle aspettative... senza rimpianti: avrai trasformato un’idea in qualcosa di concreto.

🔥E proprio quel passaggio dalla mente alla realtà può aprire nuovi percorsi, far emergere nuove capacità e generare desideri che prima non potevi vedere.

✔️Ogni tentativo è una chiave, per aprire nuove porte fuori e dentro la nostra mente.

👉Fermare l'impotenza Quando non possiamo o non riusciamo a esprimere ciò che proviamo – per paura del giudizio, per evit...
26/11/2025

👉Fermare l'impotenza

Quando non possiamo o non riusciamo a esprimere ciò che proviamo – per paura del giudizio, per evitare conflitti o perché ci è stato insegnato a “tenere tutto dentro” – nasce un vissuto profondo e corrosivo: l’impotenza.

📍L’impotenza è il sentirsi privati del diritto di dire: “questo è ciò che mi succede”, “questo è ciò che sento adesso”, e della possibilità di agire in linea con ciò che si prova.

Dare voce alle emozioni, al contrario, riduce la distanza tra ciò che viviamo dentro e ciò che mostriamo fuori.

E questa coerenza ha un effetto psicologico preciso: ci fa sentire in grado di poter agire nella nostra vita, invece che restare spettatori passivi.

🛑 Esprimere ciò che proviamo può manifestarsi anche in modo impulsivo e, in questi casi, sarebbe utile calibrare modalità e momento più adeguati al contesto e all’interlocutore per rendere efficace la nostra azione.

✔️ Tuttavia, rimane soprattutto un atto di cura verso se stessi: un modo per ricordarsi di valere abbastanza e di poter incidere su ciò che ci circonda.

👉 Ritrovarsi invece di rincorrere📍 C’è una grande differenza tra riprovarci in una relazione e insistere a ogni costo.Ne...
14/11/2025

👉 Ritrovarsi invece di rincorrere

📍 C’è una grande differenza tra riprovarci in una relazione e insistere a ogni costo.
Nel secondo caso dimentichiamo che una relazione non dipende solo da noi;
ci dimentichiamo, in realtà, proprio dell’altro, dei suoi limiti, dei suoi desideri e delle scelte che compie.
🔥 Ci spostiamo dalla condizione di considerare l’altro per quello che è allontanandoci dai principi che rendono l’amore un sentimento libero.

✔️ Per questo, spesso, in questa modalità abbiamo più bisogno di ritrovarci
che di ritrovare il partner.

👉 Quando l’autostima oscilla tra salite e burroniIn alcune persone, l’autostima non è stabile: oscilla tra il sentirsi "...
10/11/2025

👉 Quando l’autostima oscilla tra salite e burroni

In alcune persone, l’autostima non è stabile: oscilla tra il sentirsi "speciali" e il sentirsi senza valore.
📍 Per allontanare la sensazione di fallimento, la mente reagisce mirando in alto: obiettivi grandiosi, risultati immediati, senza considerare i tempi realistici o la costanza che ogni percorso richiede.

Ma così, paradossalmente, aumentano le probabilità di fallire, e il fallimento diventa la prova che “non valgo abbastanza”.

Dopo la caduta, arriva la ricerca di equilibrio:
🔸c’è chi si ritira in un ambiente protetto,
🔸chi cerca approvazione veloce sui social,
🔸chi si aggrappa alle relazioni, anche immediate o brevi, solo per sentirsi di nuovo “qualcuno”.

Quando torna un minimo di fiducia, si riparte — spesso con la stessa modalità,
riattivando il ciclo di slanci, cadute e riparazioni.

Questo stile di pensiero a lungo andare può far sembrare la vita priva di senso non solo perché gli obiettivi sono difficili da raggiungere, ma perché vivere sembra sempre richiedere uno sforzo, un affanno, una paura da tenere a bada.

✔️ La direzione, forse, non è smettere di desiderare, ma imparare a cercare gioia e serenità restando fermi su una via per un po’,
abbastanza a lungo da coglierne davvero la profondità, e costruire stabilità dove prima c’era solo oscillazione.

Indirizzo

Via Devitofrancesco N. 2/i/12
Bari
70124

Orario di apertura

Lunedì 09:30 - 17:00
Martedì 09:30 - 20:30
Mercoledì 09:30 - 20:30
Giovedì 09:30 - 20:30
Venerdì 09:30 - 15:00

Telefono

+393402469943

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