17/01/2024
A breve, "festeggio" due anni in cui ho deciso di imbarcarmi nell'attività privata della mia professione di logopedista con un ambulatorio tutto mio, votato per lo più all'attenzione e alla cura dell'adulto e dei disturbi della voce.
Il primo anno, è stato di assestamento tra alti e bassi. Gli ultimi sei mesi, invece, sono stati la conferma di quanto ho sempre creduto: la cura del paziente come soggetto inserito nella sua realtà, è molto più appagante di trattare il soggetto in riferimento solo alla sua patologia. Per me non è mai esistito solo il "paziente 30aa, cantante, noduli".
E questo approccio ha portato i risultati sperati. Ricevo sempre più contatti che esordiscono con "so che lavora bene" o "vengono tutti da lei" e la cosa mi entusiasma sempre di più, perché l'unica pubblicità che faccio è col lavoro che si sedimenta nei miei pazienti, che loro stessi portano in giro: chi nelle aule delle classi, chi in giro per il mondo, chi nella propria stanza sui libri.
Ed è questo che mi consola. Tutto ciò che realizzo è dovuto alle mie forze, alla mia esperienza e alla continua voglia di innovarmi e ripensare i miei metodi e approcci, e grazie a ciò nascono collaborazioni sincere e appaganti, sullo stesso livello di intesa e di rispetto. Non potevo chiedere di meglio dalla mia professione!
Il tutto durante un anno in cui dal "non sei un atleta" mi sono ritrovato a militare in serie C pallavolistica (dopo aver guadagnato una promozione in serie D), e dal non avere una "carriera artistica" mi sono ritrovato con 4 concerti in orchestra (anche grazie alla fatica immancabile del grande Pietro Naviglio )
Insomma, "sono felicissimo e stanchissimo".
Speriamo bene!