Studio Oculistico Bellizzi

Studio Oculistico Bellizzi Centro di Oftalmologia in Bari dal 1975 come riferimento per Oftalmopediatria, Strabismi, Ortottica, Neuroftalmologia.

La Retinografia Ultra-Widefield (UWF):​Nel campo della diagnostica retinica, la capacità di visualizzare la periferia es...
27/04/2026

La Retinografia Ultra-Widefield (UWF):

​Nel campo della diagnostica retinica, la capacità di visualizzare la periferia estrema ha superato il confine della diagnostica standard segnando al tempo stesso una rivoluzione nel campo della diagnosi tempestiva.
Mentre la retinografia del fundus oculi standard si limita a un campo visivo di circa 45°, la retinografia panoramica Ultra-Widefield (UWF) permette di catturare fino a 200° del piano retinico (circa l’82% della superficie totale) in un unico scatto, senza necessità di midriasi farmacologica.
​L'adozione della tecnologia UWF (come i sistemi Optos) non è solo una scelta di comfort per il paziente, ma un imperativo clinico basato su evidenze scientifiche:

​Individuazione di Lesioni Periferiche:
molte patologie retiniche esordiscono o mostrano segni critici nella zona "oltre l'equatore".
Rotture retiniche, degenerazioni a palizzata o neovasi periferici possono sfuggire a un esame standard ma risultano chiaramente visibili in UWF.

​Gestione della Retinopatia Diabetica:
i nuovi protocoli dimostrano che la presenza di lesioni predominanti in periferia (PPL - predominant peripheral lesions) aumenta drasticamente il rischio di progressione verso la forma proliferante.
La UWF permette una stadiazione molto più accurata rispetto ai 7 campi ETDRS standard.

​Management del Distacco di Retina: consente una documentazione pre- e post-operatoria oggettiva, fondamentale per il monitoraggio della stabilità dei cerchiaggi o dei trattamenti laser.

​Imaging non invasivo e rapido:
grazie alla tecnologia a scansione laser confocale (cSLO), si ottengono immagini ad alta risoluzione anche in presenza di opacità dei mezzi (come la cataratta), riducendo i tempi di visita e migliorando il workflow clinico.

Il tutto con un solo scatto di 1 secondo.
​L'integrazione della retinografia panoramica rappresenta oggi il gold standard per lo screening e il follow-up delle patologie vitreo-retiniche.
Una visione completa della retina non è più un'opzione, ma una necessità per garantire la massima precisione diagnostica e la prevenzione della cecità evitabile.

Prenota una consulenza con i nostri specialisti per una diagnosi accurata delle patologie retiniche ad ogni etá.

22/04/2026

45 years of follow-up for a unique and insidious rare disease (retinal hereditary dystrophy) is a remarkable scientific achievement. A never-ending battle, and unfortunately no winners. Anyway, we're rewarded with the satisfaction of being able to support those who truly need it, and that the clinic...

La tauopatia retinica:La tauopatia retinica si riferisce all'accumulo di proteina tau anomala e iperfosforilata all'inte...
14/04/2026

La tauopatia retinica:

La tauopatia retinica si riferisce all'accumulo di proteina tau anomala e iperfosforilata all'interno degli strati della retina.
​Poiché la retina è un'estensione anatomica del cervello (derivante dallo stesso tessuto embrionale), spesso riflette i cambiamenti patologici osservati nel sistema nervoso centrale.
Questo ha portato diversi ricercatori a considerare l'occhio come una "finestra sul cervello", utile soprattutto per la diagnosi precoce delle malattie neurodegenerative.
​In condizioni come la malattia di Alzheimer, la proteina tau, che normalmente stabilizza i microtubuli nei neuroni, si ripiega in modo errato formando dei "grovigli".
I depositi retinici di tau compaiono spesso prima di un declino cognitivo significativo o della perdita di memoria.
La tauopatia retinica progredisce tipicamente in tre fasi, iniziando dallo strato plessiforme esterno e spostandosi verso l'interno, verso le cellule gangliari della retina.
​È stato riscontrato che il livello di fosforilazione della tau nella retina correla con la gravità della patologia nel ippocampo (il centro della memoria nel cervello).
​È interessante notare che la tauopatia non è esclusiva dell'Alzheimer: ci sono prove crescenti che il glaucoma (la principale causa di cecità irreversibile) possa essere in realtà una tauopatia localizzata.
Nel glaucoma, si trovano aggregati di tau nelle cellule gangliari retiniche.
​Si ritiene che l'elevata pressione intraoculare (IOP) inneschi la fosforilazione della tau, che poi destabilizza la struttura delle cellule del nervo ottico, portando alla loro morte e alla conseguente perdita della vista.
​Sebbene la "tauopatia" sia una diagnosi cellulare, la sua manifestazione clinica oftalmica include: 1) l'assottigliamento dello spessore retinico interno, in particolare dello strato delle fibre nervose retiniche (RNFL) rilevabile tramite Tomografia a Coerenza Ottica (OCT); 2) perdita del campo visivo e perdita della visione periferica (comune nel glaucoma); 3) ridotta sensibilità al contrasto con dfficoltà a distinguere un oggetto dallo sfondo; 4) cambiamenti vascolari quali restringimento o tortuosità dei vasi sanguigni retinici.

​In una retina sana, la proteina tau funge da "binario" per i microtubuli all'interno degli assoni (le fibre lunghe trasmissive dei neuroni).
Questi binari permettono il trasporto di nutrienti e segnali elettrici.
​Per ragioni ancora sotto studio (stress ossidativo, infiammazione o pressione oculare), la tau subisce un cambiamento chimico come l'aggiunta eccessiva di gruppi fosfato.
​La tau, pertanto, si stacca dai microtubuli, che si sfaldano e la cellula perde la sua struttura e la capacità di comunicare.
​Una scoperta recente e inquietante è che la tau anomala può "infettare" le cellule vicine.
Se una cellula gangliare della retina presenta tau degradata, può trasmettere la malformazione alle cellule sane adiacenti attraverso le sinapsi, diffondendo la degenerazione lungo il nervo ottico fino al cervello (degenerazione retrograda).
Esistono diverse varianti della proteina tau.
Ricerche recenti suggeriscono che la retina possa esprimere un rapporto diverso tra le varianti 3R e 4R rispetto alla corteccia cerebrale, il che potrebbe spiegare perché alcune persone sviluppano problemi visivi molto prima di quelli cognitivi.
​Attualmente, l'OCT misura solo lo spessore dei vari strati retinici, interni ed esterni.
Quando lo spessore diminuisce, il danno è già presente ed in avanzamento.
La ricerca ormai si sta spostando sul rilevamento della proteina prima che le cellule muoiano, ovvero prima della valutazione morfometrica, concentrandosi sulle minime variazioni di potenziale elettrico di trasmissione (microvolt) delle cellule gangliari, come per il glaucoma.
Attraverso indagini elettrofunzionali accurate (PERG, h-PERG, Mf-PEV) da affiancare a quelle morfometriche, si possono ottenere valori predittivi rapidamente e senza alcuna necessità di indagine invasiva o complessa (RMN, biopsie, esami liquorali, ecc.).
Si stanno inoltre testando colliri o molecole somministrate per via orale che "colorano" la proteina tau (biomarkers): una volta legate alla tau, queste molecole brillano sotto una luce blu speciale, permettendo all'oculista di vedere i depositi di tau durante una normale visita.
​Algoritmi di deep learning AI vengono addestrati per riconoscere pattern invisibili all'occhio umano nelle scansioni retiniche standard, correlando micro-alterazioni dei vasi e della trama nervosa con i livelli di tau nel sangue.
​Se la tauopatia retinica e quella cerebrale sono collegate, i trattamenti potrebbero essere comuni.
​Sono in corso trial clinici per anticorpi monoclonali che "puliscano" i depositi di tau.
La retina funge da sito di monitoraggio: se il farmaco riduce la tau nell'occhio, è probabile che stia funzionando anche nel cervello.
Nel caso del glaucoma, si ipotizza che l'uso di farmaci che stabilizzano la tau direttamente nell'occhio possa prevenire il danno visivo anche in presenza di pressione oculare alta.

BACKGROUND Phosphorylated tau (p-tau) accumulation, a hallmark of Alzheimer's disease (AD), can also be found in the retina. However, it is uncertain whether it is linked to AD or another tauopathy....

Special thanks to the Ophthalmic Photographers' Society for sharing this pic.
13/04/2026

Special thanks to the Ophthalmic Photographers' Society for sharing this pic.

Lo Strabismo non refrattivo da rapporto AC/A elevato:In alcuni bimbi, verso i 3-6 anni di età o all’inizio del periodo s...
09/04/2026

Lo Strabismo non refrattivo da rapporto AC/A elevato:

In alcuni bimbi, verso i 3-6 anni di età o all’inizio del periodo scolastico, i genitori spesso notano una deviazione degli occhi verso l’interno (esotropia) quando leggono o trascorrono diverso tempo sui tablet o i vari dispositivi elettronici.
Tale deviazione è assente quando guardano in lontananza ma si evidenzia particolarmente nella visione per vicino.
La causa è spesso costituita da un eccessivo utilizzo dell’accomodazione o in minima percentuale di casi da difetti refrattivi come una ipermetropia latente o non diagnosticata.
Lo sforzo accomodativo causa una convergenza accomodativa con comparsa di deviazione strabica maggiore da vicino.
Si parlerà quindi di strabismo non refrattivo da rapporto AC/A elevato, pertanto avremo ortotropia per lontano ed esotropia per vicino.
L’ortotropia per lontano consente in questi soggetti di sviluppare comunque una buona capacità fusionale, rilevabile normalmente con il Worth dot test.
In tali casi si potrà, dopo esame della rifrazione in cicloplegia atropinica, cercare di annullare lo stimolo alla accomodazione con lenti additive positive per vicino quali le bifocali o le multifocali.
Tale accorgimento deve consentire di correggere completamente la deviazione per vicino, altrimenti la prescrizione diviene poco utile.
Nel tempo si dovrà valutare la loro possibile progressiva riduzione e con eliminazione verso l’adolescenza; in caso contrario (impossibile progressiva riduzione o loro necessità di impiego anche dopo i 14-15 aa.) si impone una alternativa chirurgica per il trattamento dell’esotropia.
Alcuni strabologi sostengono tuttavia che la prescrizione di lenti bifocali o multifocali è indicata solo ed esclusivamente qualora il paziente sia in grado di recuperare la visione binoculare da vicino, ma non è una regola fissa.

Il legame invisibile: deficit visivo e deficit cognitivo nell'anziano.​Negli ultimi dieci anni, la letteratura geriatric...
07/04/2026

Il legame invisibile: deficit visivo e deficit cognitivo nell'anziano.

​Negli ultimi dieci anni, la letteratura geriatrica e neuroscientifica ha evidenziato una correlazione sempre più stretta tra la salute degli organi di senso e l’integrità delle funzioni superiori.
Non si parla solo di "vedere meno", ma di come la riduzione dell’input sensoriale possa rimodellare l’architettura funzionale del cervello.
Il meccanismo fisiopatologico cardine risiede nel sovraccarico delle risorse cerebrali: quando l'input visivo è degradato (a causa di patologie come la degenerazione maculare legata all'età (AMD), il glaucoma o la cataratta, il cervello deve allocare una quantità sproporzionata di risorse cognitive per interpretare immagini frammentate o sfocate.
La corteccia prefrontale, invece di dedicarsi a funzioni esecutive o di memoria, viene "sequestrata" per supportare l'elaborazione sensoriale di base.
A lungo termine, questo sforzo costante accelera l'esaurimento della riserva cognitiva.
​Un secondo pilastro scientifico riguarda l'atrofia cerebrale: la cronica mancanza di stimoli visivi di qualità porta a una deafferentazione neuronale, ovvero le aree cerebrali non stimolate perdono volume.
Studi di neuroimaging hanno mostrato una riduzione della materia grigia non solo nella corteccia visiva, ma anche nell'ippocampo e nelle aree deputate alla memoria semantica in soggetti con deficit visivi non trattati.
​Non possiamo ignorare la componente comportamentale poiché il deficit visivo agisce come un catalizzatore per l'isolamento sociale: la paura di cadere e la difficoltà di orientamento portano l'anziano a chiudersi in casa, pertanto l'isolamento riduce drasticamente il training"quotidiano del cervello, accelerando la demenza senile e la malattia di Alzheimer.
​La buona notizia è che, a differenza dei fattori genetici, il deficit visivo è spesso un fattore di rischio modificabile.
Prevenire e combattere le principali patologie oftalmiche della terza età oggi é possibile con tecnologie molto avanzate e trattamenti che se ben realizzati portano a risultati davvero eccellenti e durevoli nel tempo.
​Proteggere la vista significa proteggere la mente.
In un'epoca di invecchiamento demografico, la prevenzione oftalmologica deve diventare un pilastro della salute pubblica per contrastare l'epidemia silenziosa delle demenze.

Parlane con i nostri specialisti.

Artemis II e il coraggio di guardare lontano: ​Proprio in questi giorni, mentre leggete questo post, quattro esseri uman...
02/04/2026

Artemis II e il coraggio di guardare lontano:

​Proprio in questi giorni, mentre leggete questo post, quattro esseri umani stanno scrivendo un nuovo capitolo della nostra storia: la missione Artemis II della NASA è decollata il 1° aprile 2026, portando Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen oltre l'orbita terrestre bassa.
Non accadeva dal 1972.
​Ma Artemis II non è solo una missione di prova per la capsula Orion o per il gigantesco razzo SLS, é un promemoria per tutti noi.
Quando guardiamo lontano, i nostri problemi quotidiani non spariscono, ma acquistano una nuova dimensione.
Diventiamo più consapevoli della fragilità della nostra "biglia blu" ("the blue marble").
​In un mondo spesso ripiegato su se stesso, Artemis II ci sfida ad alzare il mento. Guardare lontano non significa fuggire dai problemi della Terra, ma cercare le soluzioni e l'energia per risolverli attraverso la scoperta.
​L'esplorazione è l'antidoto alla rassegnazione, ci ricorda che siamo una specie di navigatori, sognatori e risolutori di problemi.
Inoltre le principali tecnologie attualmente impiegate in Oftalmologia derivano in gran parte proprio dalla ricerca aerospaziale.

Riuscire a far guardare sempre più lontano le nuove generazioni é parte della nostra missione professionale e sociale, pertanto abbiamo voluto esserci virtualmente all'evento tra tutti i vari nomi presenti nella scheda di memoria a bordo della capsula Orion.
(foto: G.Bellizzi, 600mm f11 ISO 200 1/125)

Dal mese di Maggio inaugureremo il nostro nuovo servizio di oncologia oculare, dedicato alla diagnosi e alla prevenzione...
30/03/2026

Dal mese di Maggio inaugureremo il nostro nuovo servizio di oncologia oculare, dedicato alla diagnosi e alla prevenzione dei tumori oculari in età pediatrica e adulta.
​I nostri specialisti offrono un approccio completo e personalizzato, utilizzando tecnologie all'avanguardia per garantire le migliori cure possibili in un ambiente accogliente e rassicurante grazie all'utilizzo di diagnostica non invasiva e alla possibilità di effettuare in sede e in poco tempo tutti gli esami di secondo livello.
La diagnosi precoce è fondamentale per affrontare i tumori oculari.
Con il nostro nuovo servizio di screening per l'oncologia oculare, offriamo esami approfonditi e precisi per identificare eventuali anomalie e intervenire tempestivamente.
​I nostri specialisti sono a vostra disposizione per rispondere alle vostre domande e fornirvi tutte le informazioni necessarie durante la visita specialistica.

Guida alla scelta della montatura per le lenti nei bambini:In ambito pediatrico, la scelta della montatura non è una que...
23/03/2026

Guida alla scelta della montatura per le lenti nei bambini:

In ambito pediatrico, la scelta della montatura non è una questione estetica, ma un presidio medico fondamentale per garantire il corretto sviluppo dell'apparato visivo.
Una montatura inadeguata può indurre decentramenti ottici, riducendo l’efficacia della terapia o della correzione stessa.
​A differenza dell'adulto, il setto nasale del bambino non è ancora completamente sviluppato pertanto il ponte deve essere basso per garantire una distribuzione uniforme del peso.
L'uso di naselli regolabili in metallo è spesso sconsigliato nei più piccoli per il rischio di traumi e per la facilità di deformazione; si preferiscono ponti anatomici in silicone o materiali termoplastici.
​La montatura deve impedire lo scivolamento verso il basso, i bambini guardano dal basso verso l'alto e se la montatura é troppo piccola e non copre tutto il campo visivo, l'occhio entra in una zona di distorsione prismatica o, peggio, perde la correzione necessaria per lo stimolo foveale.
​Il campo visivo del bambino è orientato verso l'alto (poiché gli adulti e gli oggetti di interesse sono solitamente più alti di lui).
​La montatura deve coprire l'intera orbita, arrivando fino alle sopracciglia.
Questo evita l'accomodazione extra-assiale e garantisce che il centro ottico della lente sia sempre allineato con l'asse visivo.
​L'angolo di inclinazione del frontale rispetto alle aste deve essere minimo o nullo per evitare aberrazioni laterali.
Le aste devono essere flessibili per meglio adattarsi alla forma della testa del bambino, garantendo che non scivolino in avanti.
Alcuni modelli presentano terminali piú avvolgenti che avvolgono l'orecchio per una maggiore tenuta.
​Le montature pediatriche sono realizzate spesso in materiali leggeri e flessibili, come il silicone o il TPE, progettati per resistere agli urti e alle cadute tipiche dell'attività dei più piccoli; anche le lenti sono sicure e in materiale infrangibile.
A volte si rende necessario l'uso di un elastico dietro le aste per fare aderire meglio la montatura al viso evitando lo scivolamento del ponte verso il basso.
Sono anche più spesse di quelle impiegate dagli adulti per consentire il montaggio di lenti correttive di maggiore potere diottrico.
Naturalmente devono essere sempre certificate a norma e proporzionate armonicamente allo sviluppo cranio-facciale dei soggetti pediatrici.

Le distrofie retiniche Cone-Rod:Le distrofie cone-rod (CRD) rappresentano un gruppo eterogeneo di degenerazioni retinich...
18/03/2026

Le distrofie retiniche Cone-Rod:

Le distrofie cone-rod (CRD) rappresentano un gruppo eterogeneo di degenerazioni retiniche ereditarie caratterizzate da un danno primario ai coni (fotorecettori deputati alla visione centrale e fotopica), seguito o accompagnato da una successiva degenerazione dei bastoncelli. Questa sequenza temporale le distingue dalla più comune retinite rigmentosa, dove l'ordine di coinvolgimento è inverso.
A livello cellulare, la patologia origina da difetti nel segmento esterno dei fotorecettori, la perdita di funzionalità dei coni porta a un rapido declino dell'acuità visiva e della sensibilità al contrasto.
La disfunzione dei coni inizia con la perdita dei pigmenti visivi e prosegue verso l'apoptosi cellulare.
Sebbene i bastoncelli possano essere inizialmente preservati, il microambiente retinico alterato e la perdita di fattori trofici portano alla loro progressiva morte cellulare.
Le CRD presentano un'elevata eterogeneità genetica con modalità di trasmissione autosomica dominante (AD), autosomica recessiva (AR) o legata all'X (XL).
La diagnosi differenziale si avvale di metodiche di imaging e test funzionali eseguiti generalmente presso centri ultraspecializzati in questo tipo di patologie oftalmiche.
L'elettroretinogramma (ERG) é il gold standard: l''ERG Ganzfeld mostra una riduzione predominante delle risposte fotopiche (coni) rispetto a quelle scotopiche (bastoncelli).
Dal punto di vista morfometrico, l'OCT videnzia l'assottigliamento dello strato nucleare esterno e la frammentazione della zona ellissoide, partendo dalla regione foveale/parafoveale.
L'autofluorescenza del fondo oculare (FAF): spesso rivela un anello di iper-autofluorescenza maculare (accumulo di lipofuscina), segno di stress metabolico dell'EPR, che evolve in aree di atrofia (ipo-autofluorescenza).
Attualmente non esiste ancora una cura definitiva, ma la ricerca si focalizza su tre punti:
1) terapia genica: sostituzione genica tramite vettori adeno-associati (AAV), particolarmente avanzata per i geni ABCA4 e GUCY2D.
2) optogenetica: conversione di cellule retiniche superstiti (come le cellule bipolari o gangliari) in sensori di luce artificiali.
3) neuroprotezione: somministrazione di fattori di sopravvivenza per rallentare l'apoptosi dei fotorecettori.

Rivolgiti pure ai nostri specialisti in caso di sospetta diagnosi di tali eredodistrofie o per un ulteriore consulto.

La Rino-Congiuntivite Allergica : La stagione primaverile è alle porte e per molte persone è vissuta come un periodo pro...
12/03/2026

La Rino-Congiuntivite Allergica :

La stagione primaverile è alle porte e per molte persone è vissuta come un periodo problematico per via dei sintomi che si manifestano.
La causa è da attribuirsi alla congiuntivite allergica, frequentemente manifestantesi anche come rinocongiuntivite allergica: questo perchè la componente congiuntivale (arrossamento, prurito, lacrimazione) è presente nella maggior parte dei pazienti rinitici, configurando il quadro di rinocongiuntivite.
La rinocongiuntivite allergica (RA) è una patologia infiammatoria mediata esclusivamente da anticorpi IgE; rappresenta la manifestazione allergica più comune e coinvolge simultaneamente la mucosa nasale e la congiuntiva oculare.
Il meccanismo è una reazione di ipersensibilità di Tipo I (immediata) scatenata dal contatto tra allergeni (pollini, acari, epiteli animali) e le IgE legate ai mastociti.
Entro pochi minuti dall'esposizione, il rilascio di istamina e altri mediatori causa vasodilatazione, prurito e secrezione acquosa.
Dopo 4-8 ore, il reclutamento di cellule infiammatorie (eosinofili, basofili) sostiene l'edema e la congestione cronica.
La prevalenza stimata della RA in Italia oscilla tra il 16% e il 25%, alcune stime più ampie indicano che fino al 35% della popolazione possa esserne affetta in varie forme.
A causa del cambiamento climatico e dell'aumento dell'inquinamento, entro il 2030 quasi il 40% degli italiani soffrirà di RA.
La prevalenza tra i bambini (6-12 anni) è di circa il 14,5%, ma sale drasticamente negli adolescenti, raggiungendo punte del 40%.
Colpisce invece circa il 20% della popolazione adulta, la fascia d'età tra i 12 e i 30 anni rappresenta oltre il 75% della popolazione allergica in molti centri specializzati
Esiste una forte correlazione con l'asma bronchiale, circa il 30% dei soggetti con rinite allergica sviluppa asma nel corso della vita, mentre il 50% degli asmatici soffre contemporaneamente di RA.
Nonostante l'alta diffusione, la patologia è spesso sottodiagnosticata o gestita in modo improprio: in Italia, solo il 12% dei pazienti effettua test allergologici per confermare la diagnosi.
Circa il 50% dei pazienti non assume farmaci o ricorre all'automedicazione senza consulto medico, a volte peggiorando la situazione.
La migliore strategia resta sempr ela prevenzione, valutando la propria condizione in centri clinici specializzati in questo ambito.
Per ogni necessità, rivolgiti pure ai nostri specialisti per una consulenza.

Maggiori informazioni al link:

https://www.studiobellizzi.it/patologie/allergie-oculari/

Visita oculistica ed "esame della vista", la fondamentale differenza:L'oftalmologo, ovvero il medico chirurgo laureato c...
09/03/2026

Visita oculistica ed "esame della vista", la fondamentale differenza:

L'oftalmologo, ovvero il medico chirurgo laureato con corso magistrale, abilitato e specializzato, regolarmente iscritto ad un albo dell'ordine e autorizzato da norme sanitarie ben precise, è colui che si occupa di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione di tutte le patologie oculari.
L'approccio al paziente, attraverso la visita specialistica, si fonda sul principio medico universale di attenta valutazione dell'anamnesi, sull'esame obiettivo, sulla diagnostica di primo/secondo/terzo livello (ad alta tecnologia e complessità) e sulla prescrizione di idonea terapia alla patologia d'organo riscontrata (medica/farmacologica o parachirurgica/chirurgica), con eventuale successivo percorso riabilitativo.
In Italia, l'oculista è l'unica figura a poter prescrivere terapie oltre tutti gli ausili ottici correttivi per i difetti di vista.
Pertanto non bisogna mai confondere una visita specialistica oftalmologica con il semplice "esame della vista", tante volte propagandato dagli esercizi commerciali o nelle varie campagne multimediali di screening.
L'ottico (o l'optometrista), non appartiene alle figure sanitarie ministerialmente riconosciute, può eseguire unicamente un esame della refrazione (non in cicloplegia, generalmente in modo rapido con l'autorefrattometro e il forottero), può fornire una soluzione compensativa (lenti correttive) al difetto visivo (miopia semplice e presbiopia) in assenza di ipermetropia e/o astigmatismo e non può fare alcuna diagnosi.
L'esame della refrazione è solo uno dei vari passaggi della visita oculistica miranti a valutare la funzionalità visiva, è una mera misurazione quindi è un esame che da solo non può fornire alcuna risposta diagnostica; ecco perchè una visita oculistica, a differenza di molte altre branche specialistiche, può richiedere molto tempo nell'esecuzione, necessita di una dotazione strumentale di base dedicata e nei centri ultraspecializzati di macchine diagnostiche molto avanzate.
L'Oftalmologia è la branca della Medicina che negli ultimi 25 anni ha avuto la maggiore evoluzione sia in ambito diagnostico che terapeutico, tuttavia la prevenzione rimane sempre un cardine fondamentale per tutti ad ogni età.
Pertanto è necessario affidarsi sempre a personale sanitario autorizzato e qualificato per l'accertamento di eventuali patologie dell'apparato visivo.

Indirizzo

Via Principe Amedeo, 25
Bari
70121

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Studio Oculistico Bellizzi pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a Studio Oculistico Bellizzi:

Condividi

Digitare