15/01/2026
Qualcuno porta intere librerie di parole non dette. Ogni scaffale scricchiola, appesantito dal cuore. Non si tratta solo di silenzi, ma di emozioni trattenute, bisogni non riconosciuti, confini mai espressi.
Conserva lettere mai consegnate, promesse spezzate nell'aria, silenzi che feriscono più di qualsiasi urlo.
Ci sono verità che sono rimaste incastrate in gola come lame: ciò che avrebbe voluto dire quando c'era ancora affetto, ciò che avrebbe dovuto dire quando ha iniziato a far male e ciò che non ha mai detto per paura di perdere chi comunque se ne stava già andando.
Le parole accumulate diventano piccole rovine. Le impila tutte dentro di sé e continua a camminare in questo labirinto interno dove ogni angolo rivela un rimpianto, dove ogni passo riecheggia del suono di ciò che non ha mai avuto il coraggio di nascere.
Portare intere librerie di parole non dette, a volte fa sentire come se aprire la porta sbagliata rischiasse di far crollare tutto addosso in una valanga di verità tardive.
Eppure si può trasformare questo peso in senso. Anche con questa paura e questa voglia: lasciar scivolare fuori, per la prima volta, una parola e finalmente respirare.
- Dott.ssa Fabrizia Capurso