Lilac - Centro DCA

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Se hai già il feed pieno di coach che ti dicono come dovrebbe essere il tuo corpo, questo è il tuo mese. Abbiamo prepara...
30/04/2026

Se hai già il feed pieno di coach che ti dicono come dovrebbe essere il tuo corpo, questo è il tuo mese.

Abbiamo preparato 30 giorni di stories con Q&A, quiz, sticker, ospiti speciali e tanto altro per smontare insieme i miti della diet culture e diffondere più consapevolezza.

Cominciamo dal primo maggio, ci trovi nelle stories 💅

29/04/2026

Perché vogliamo compiacere il nostro psicoterapeuta?
Blanchard e Farber (2016) hanno chiesto a 547 pazienti di cosa mentissero in terapia. Il 93% ha ammesso almeno una bugia. Tra le più comuni: fingere di apprezzare i commenti del terapeuta. Motivazioni principali: "volevo essere educato/a", "volevo evitare di infastidire il mio terapeuta" (Counseling Psychology Quarterly, 29, 90-112).
Se lo fai anche tu, sappi che non sei un cattivo paziente. È una delle cose più comuni che succedono in terapia.
Nei disturbi alimentari questa dinamica è ancora più rilevante. Bachner-Melman et al. (2022) mostrano che la self-repression (mettere sistematicamente i bisogni degli altri davanti ai propri) è significativamente associata a disordered eating, depressione e ansia, in particolare nelle donne (Journal of Eating Disorders, 10, 44).
In terapia questo si traduce in quello che la Schema Therapy chiama "Compliant Surrenderer" (Simpson & Smith, 2020): il paziente si mostra d'accordo con tutto, collaborativo, piacevole, finché non gli viene chiesto qualcosa di davvero complicato da affrontare in terapia. A quel punto scatta il "Detached Protector": distacco, chiusura, evitamento.
Non è colpa tua, ma è un segnale importante: il lavoro del terapeuta è notare che sta succedendo e portarlo dentro la stanza per lavorarci insieme 💜

A 15 anni sembra una cosa da niente, qualcosa che fanno tutti. A 20 ti dici che passerà, che è solo un momento. A 30 ti ...
28/04/2026

A 15 anni sembra una cosa da niente, qualcosa che fanno tutti. A 20 ti dici che passerà, che è solo un momento. A 30 ti sei convinto\a che puoi farcela da solo\a. A 40 pensi che sia impossibile guarire. A 50 pensi che ormai sia andata così, che sia troppo tardi per cambiare qualcosa.
In ogni fase della vita c’è una ragione che sembra valida per non chiedere aiuto. E non è colpa tua se ci hai creduto.
I disturbi alimentari funzionano anche così: ti convincono che non è il momento, che non è abbastanza grave, che non meriti attenzione.
Ma non esiste un momento giusto. Esiste quello in cui senti che potresti aver bisogno di parlarne. E quel momento è valido, qualunque età tu abbia.

Il Body Mass Index (indice di massa corporea) è un valore che nasce come strumento statistico per classificare la popola...
27/04/2026

Il Body Mass Index (indice di massa corporea) è un valore che nasce come strumento statistico per classificare la popolazione in fasce di peso.
Non misura la composizione corporea, non distingue muscolo da grasso, non tiene conto di età, sesso, etnia o stato di salute complessivo.
È un numero e da solo non basta per delineare lo stato di salute di un individuo.
La salute dipende da composizione corporea, ormoni, genetica, ambiente, psicologia, contesto sociale. Tutti collegati, nessuno basta da solo.
E quando il peso prende il posto di una valutazione completa, la qualità della cura peggiora. Lo stigma del peso porta a comunicazione più stigmatizzante, cure ridotte e maggiore evitamento delle visite.
Ripetiamolo insieme: un corpo magro non è automaticamente sano. Un corpo grasso non è automaticamente malato.

Si parla spesso di disturbi alimentari come se riguardassero solo adolescenti e giovani adulti.In realtà possono colpire...
26/04/2026

Si parla spesso di disturbi alimentari come se riguardassero solo adolescenti e giovani adulti.
In realtà possono colpire ad ogni età, presentandosi come forme mai risolte, ricadute o esordi del tutto nuovi, anche dopo i 40, i 50, i 60 anni.

Non esiste un'età giusta per soffrire.
Non esiste un'età giusta per chiedere aiuto.

Se ti riconosci in qualcosa di quello che hai letto, parlarne con un/una professionista può essere un primo passo. 💜

Fonti:
Mulchandani et al., 2021
Vaidyanathan et al., 2026
Vincent et al., 2024

24/04/2026

Perché si mente al proprio psicologo?
Il 93% dei pazienti in psicoterapia dichiara di aver mentito almeno una volta al proprio terapeuta, e il 73% ha mentito su almeno un argomento direttamente legato alla terapia stessa (Blanchard & Farber, 2016).
Su cosa? Su tutto. Su come ci si sente davvero, su quanto la terapia stia funzionando, su quello che si fa o non si fa fuori dalla stanza.
E se è successo anche a te, sappi che non sei un cattivo paziente. È una cosa molto più comune di quanto immagini, e può essere un meccanismo di protezione. Il 61% cita la vergogna come ragione primaria. Una parte di te sta cercando di proteggersi (da un giudizio, da una reazione, da qualcosa che fa paura).
Nei disturbi alimentari questo meccanismo è ancora più presente. Uno studio qualitativo di Patmore & Farber (2022, pubblicato su Eating Disorders, 2023) ha indagato direttamente l’esperienza di chi ha mentito in terapia su alimentazione e immagine corporea. Quello che emerge è una vergogna che agisce su più livelli: verso il proprio corpo, verso i propri comportamenti, verso la reazione temuta del terapeuta. E accanto alla vergogna, una paura molto comprensibile: quella di perdere il controllo sul proprio percorso. “Se dico la verità, qualcuno deciderà per me.”

Quello che la ricerca ci dice, però, è che quando qualcosa di importante resta fuori dalla stanza, l’alleanza terapeutica ne risente da entrambe le parti, anche quando il terapeuta non sa cosa viene taciuto (Baumann & Hill, 2015).
Il lavoro del terapeuta è creare le condizioni perché dire la verità diventi possibile, un po’ alla volta, senza che faccia troppa paura.

Fonti:
– Blanchard & Farber (2016). Lying in psychotherapy.
– Patmore & Farber (2022). Dishonesty about eating and body image in therapy. Eating Disorders, 2023.
– Baumann & Hill (2015). Client concealment and the working alliance.
– Vandereycken & Humbeeck (2008). The concealment strategies of eating disorder patients.

Di binge eating si parla davvero troppo poco: per questo le persone che convivono con questo disturbo alimentare si conv...
23/04/2026

Di binge eating si parla davvero troppo poco: per questo le persone che convivono con questo disturbo alimentare si convincono che le abbuffate siano il frutto di una loro mancanza di forza di volontà. Che basti impegnarsi di più.
Eppure le abbuffate non parlano quasi mai di cibo, possono essere un modo per anestetizzare qualcosa che fa troppo male per essere sentito.
Se ti sei riconosciuto/a in queste parole, sappi che non è colpa tua. E che non devi continuare a portare questo peso da sola/o.

Sai essere gentile con chiunque tranne che con te.Lo fai quasi in automatico ed è la stessa voce che dopo una ricaduta p...
21/04/2026

Sai essere gentile con chiunque tranne che con te.
Lo fai quasi in automatico ed è la stessa voce che dopo una ricaduta parte prima ancora che tu possa pensarci.
Che ti dice che non è servito a niente. Che sei al punto di partenza, anche quando non lo sei. Perché Guarire non è una linea dritta.
È tornare, cadere, riprovare.
E ogni volta che riprovi, stai già facendo qualcosa di enorme. 💜

Chi convive con un disturbo alimentare sa quanto un viaggio (anche desiderato) possa attivare paura, vergogna, senso di ...
16/04/2026

Chi convive con un disturbo alimentare sa quanto un viaggio (anche desiderato) possa attivare paura, vergogna, senso di smarrimento.
Per questo, insieme a e _ , abbiamo creato uno spazio per parlarne.
✈️ Viaggiare con un disturbo alimentare: cosa può cambiare quando si parte
Webinar online gratuito
23 aprile, ore 21:00
Gli esperti con cui parlerai:
Giuseppe Magistrale — Psicoterapeuta, responsabile clinico e co-founder Lilac
Beatrice Zamagni — Dietista non prescrittiva e coordinatrice Lilac Savona
Daniele Bossetti — Group Leader esperto EF
Letizia Venturini — Autrice Mondadori, viaggiatrice e storyteller
Parleremo di cosa succede quando esci dalla routine, di pasti fuori casa e imprevisti, della paura di partire anche quando vorresti farlo, e di come stare accanto a chi soffre se si parte insieme. Trovi il link in bio sulla pagina di Lilac per iscriverti 💜

Evitare i camerini, gli specchi, le foto di gruppo. Comprare online per non dover entrare nei negozi.Scegliere vestiti c...
15/04/2026

Evitare i camerini, gli specchi, le foto di gruppo. Comprare online per non dover entrare nei negozi.
Scegliere vestiti che nascondono invece di vestiti che piacciono.

Si chiama evitamento corporeo ed è uno dei segnali più comuni (e meno riconosciuti) di un rapporto disfunzionale con il proprio corpo.
È una strategia di protezione: quando lo sguardo su di sé diventa insostenibile, si smette di guardare.

Il problema è che l'evitamento funziona a breve termine ma rinforza il ciclo: meno ti guardi, più lo sguardo diventa minaccioso.
Se ti riconosci in queste parole non significa che sei solo\a, siamo qui per te 💜

Dietro il desiderio di un corpo diverso potrebbe nascondersi un bisogno che col corpo ha poco a che fare.Sentirsi al sic...
14/04/2026

Dietro il desiderio di un corpo diverso potrebbe nascondersi un bisogno che col corpo ha poco a che fare.
Sentirsi al sicuro. Sentirsi accettato/a. Smettere di dover dimostrare qualcosa a qualcuno.

Il corpo diventa il traduttore di bisogni che hanno cercato un altro linguaggio senza trovarlo. A volte è l'unica lingua che ci hanno insegnato.

Se ti sei riconosciuto/a in una di queste frasi, sappi che non sei solo\a e che meriti tutto l'ascolto possibile 💜.

Scegliere un/a nutrizionista o dietista quando si soffre di un disturbo alimentare può essere complesso.Insieme a   , di...
13/04/2026

Scegliere un/a nutrizionista o dietista quando si soffre di un disturbo alimentare può essere complesso.
Insieme a , dietista non prescrittiva e coordinatrice Lilac Savona, abbiamo raccolto 6 red flag a per aiutarti a riconoscere quando qualcosa non quadra.

Perché meriti un\a professionista che conosca la complessità di quello che stai attraversando. Che non semplifichi, che non riduca tutto a un peso sulla bilancia.

💜 Salvalo, condividilo con chi pensi ne abbia bisogno.
E se vuoi saperne di più su come lavoriamo in Lilac, trovi tutte le info sulla nostra pagina.

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